Maria Allo traduce Κική Δημουλά

Un sentito e vivo ringraziamento alla Prof.ssa Maria Allo per il generoso ed efficace lavoro di traduzione di alcune poesie di Kiki Dimoula, poetessa greca recentemente scomparsa.

εξιτήριον

Traduzione di Maria Allo

I
DONNA SOSPESA
Sta piovendo…
Una donna è sotto la pioggia

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Kiki Dimoulà – Poesie (trad. Maria Allo)

https://www.youtube.com/watch?v=7_kele6tedo

Un grazie a Maria Allo per il notevole, competente e rispettoso lavoro di traduzione svolto sulle poesie di Kiki Dimoulà

Visitate il suo blog:
https://almerighi.wordpress.com/2020/05/13/kiki-dimoula-poesie/

Inverso - Giornale di poesia

Traduzioni a cura di Maria Allo

n.d.r.Grazie aCostis Papazakper la cura

*

Il 22 febbraio 2020 è morta la poetessa greca contemporanea, Kiki Dimoulà (Κική Δημουλά), (pseudonimo di Vassichilì Radu), tradotta in molte lingue e conosciuta come una delle voci più profonde della letteratura europea. Attualmente in Italia è possibile leggere suoi componimenti nella antologia di Crocetti e Pontani e nella raccolta L’adolescenza dell’oblio (Crocetti, 2007) curata da Paola Maria Minucci. L’esordio letterario della Δημουλά risale al 1952. Nata nel 1931, per tutta la sua vita ha lavorato come impiegata alla Banca Nazionale Greca che l’aveva candidata più volte per il premio Nobel. È stata membro dell’Accademia di Atene dal 2002; ha vinto il Premio Nazionale di poesia, in Grecia, e l’Europea Prime for Literature. Oggi, propongo la lettura di alcuni testi, tratti dal sito dedicato all’autrice. Erede inizialmente della poesia di Kafavis e…

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Ascolta & Leggi: Lucio Dalla – La casa in riva al mare / Percorro questo fuoco – Maria Allo.

Una poesia, quella di Maria Allo, rimarchevole e degna della massima attenzione. La sua bibliografia è ricca di volumi spessi e significativi, ultimo ma non ultimo LA TERRA CHE RIMANE a mio avviso una delle migliori uscite editoriali di poesia degli ultimi anni in questo paese. Leggerla qui, in questo poemetto di frammenti e tormenti è realmente un’esperienza notevole. Visitate il suo blog, qui:

https://nugae11.wordpress.com/

PERCORRO QUESTO FUOCO

Percorro questo fuoco
Con le gote al centro della resa
Esplosa in tutte le sfumature
Ondeggiare cadere
Afferrare in volo e mai cosa mortale
Resterà mortale.
***
Un raggio riveste di bagliore
Questa notte trascorsa sul fiume
Dei respiri
Traversate con strafori di semi
Su ogni rovo
Incagli eruttivi in lontananza
Squarci su schegge trasparenti
***
Non ditemi che il lercio non feconda
L’acqua
Talora una caduta lenta di gocce
Genera incesti con le foglie ovunque
Con tanti sogni che slacciano
Vagiti nel gelo della notte
Su arenili andando a fondo
Il cielo mostra tepori
Nel suo lasciarsi andare
***
Epinici di libertà
Come sempre invocano
Il risveglio
***
(Appunto versi in giorni così)
Al limite tra paradiso e inferno
Con il vento tra i capelli
Imperlo di voce la mia nudità
(Appunto versi tra le pietre)
Nel deserto sumerico
Con il compito di amare
Al rendiconto di ogni tramonto
***
Faccio di una sera arsenale di follia
Di un silenzio baraonda di coscienza
Ordito di terra che il vento muoverà
***
Coraggio da brughiera fino a stordirmi
***
Mi fiorisci dentro il costato
Libellula slabbrata
Che bruchi improvviso tepore
Di canto sulla polvere
Semina non misurabile
Da levare al cielo con piena forza
***
Crepe roventi si inerpicano
Su anfratti lividi ma tu
non mi abbandoni
***
Lembi di coraggio più fragili
Di passi nella notte
Percorrono il viale di ogni creatura
Siamo soli nell’enigma
Che sostiene sulle spalle il peso
Di un cerchio di luce
Siamo soli
Tagliati fuori da protervie inaudite
In piena bufera sradichiamo ritorni
Nel cadere
Siamo sussurri
Scrutiamo il mare nel fragore
Di chi ascolta fino in fondo
***
Nel dormiveglia un sms
Registrerà forse di noi
un lampo d’ombra.

© Maria Allo

Ascolta & Leggi: Le strade si svuotano

https://www.youtube.com/watch?v=AZ7uCr3rnhw
Una splendida poesia di Maria Allo, una canzone di Neneh Cherry

SOLCHI

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Le strade si svuotano sotto la sfuriata
minacciosa
che non ha contorni umani
come il cielo di noi perduti.
Leggiamo i segni di un amaro calice
con la tensione tra due valori
da conciliare
per imparare il dolore.
Così si vive dovunque a metà
per tenere assieme le cose
dando forma alle mancanze per esistere.
Ecco, il cielo sopra di noi imbianca
mentre il silenzio fatto carne
scatena nebbia sulle cose…
Io trattengo l’incendio nella bocca
come una sorsata di cognac.

© Maria Allo

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Ascolta & Leggi: con Giorgio Moroder, Maria Allo, Jana Putrle Srdic, Stefanie Golisch.

TRE POESIE LA CUI LETTURA MI HA PARTICOLARMENTE IMPRESSIONATO; UN ACCOMPAGNAMENTO MUSICALE SENZ’ALTRO RUFFIANO, MUSICA E POESIA NON LASCIANO MAI SOLI.

COSE SPARSE DI ME

Nubi imponenti
Scavalcano rauche
Le cime ondulate
E lontane
Onde annebbiate
Investono con furia
Gli impavidi scogli
Il mare stamane
È liquame
Toglie bellezza e candore
Io sono qui
Infinitamente
Stretta a me
Gli errori denudano
E violentano l’anima
Cose sparse di me…

Maria Allo
Da “Riflessi di rugiada. Cose sparse di me” ed. gruppo Albatros -nuove voci 2011, Roma

*

SVESTITA SENZA GUANTI

attraverso tutti gli oggetti esala il tuo profumo
sprazzo luminoso delle nuvole nelle pozzanghere
come il riflesso degli umidi strati dei muscoli dorsali tesi
afa soffocante nell’autobus sovraffollato
me ne sto seminuda senza guanti
guardo le tue movenze nel cane randagio che passa oltre
e il movimento delle spalle del venditore di pop corn
lo zucchero filato affonda la sua faccia in me
e la mia pelle diventa la tua e così posso toccarti
mi avvolgi in una veste
e fremi a ogni treno che fila sferragliando davanti a me

JANA PUTRLE SRDIĆ
Traduzione dallo sloveno Jolka Milič

*

Sera di ottobre, dall’autobus

Breve storia di una finestra illuminata con gatto
sdraiato pigramente sul davanzale, a cena si mangia
con le mani aperte a coppa, sotto il tavolo, gambe e
piedi se ne fregano della decenza, ognuno parla per
conto suo e a un certo punto si accendono le luci e
c’è chi all’improvviso sembra più bello e chi sparisce
dietro gli specchi, anche tu sei cresciuto in questo
vicolo cieco all’odore di verdure cotte e mele al forno,
uno, a occhi chiusi, comincia a fischiare e uno si gratta
la schiena con la matita, cerchiamo di essere sempre
noi stessi, recita una voce da vecchio, ma la saggezza
non è di tutti, si sa, a letto si va sempre alla stessa ora:
chi è già nato e chi, impaziente di venire al mondo,
attende ancora, tutti insieme ci infiliamo sotto le
coperte pesanti di notti altrui come se il destino fosse
uno soltanto

Stefanie Golisch
da L’affresco del maldestro vivere
(inedito, 2019)

Ascolta & Leggi: Suoni Spezzati – Maria Allo (feat. Piero Romano)

Ecco un bell’esempio di poesia che può diventare canzone

Suoni Spezzati

Esplodono bisbigli nella notte.
In un guizzo le parole roride di vuoto
Fluiscono nelle galassie e sfiorano
Trasparenze e rifrazioni di altri cieli
Brandelli in attesa senza ricompensa
Nutrono questa ricerca di mani
Nell’incresparsi dentro le parole
Foglie cadute a riempire oscurità
Scrutano il mare
Nel vento forse c’è un riparo
Ai suoni spezzati
Come nel deserto che avanza
La vibrazione del resistere

© Maria Allo

La poesia, inizialmente intitolata Resistere, è stata pubblicata nel 2016 sul blog dell’autrice, “Solchi”, qui:
https://nugae11.wordpress.com/2016/06/12/resistere/

letture amArgine: Maria Allo, pensieri feroci

La notte scivola a strappi dentro l’abbandono.
E’ scheggia di rovo ellissi di dolore
sulla dolcezza cancellata della memoria e nel presente
come il vuoto che ci attraversa tutti
in mille lingue dentro le acque sconsacrate
ai piedi del nostro ulivo che si lascia dire .
Che sia maledetto chi ha seminato il male
alla radice …

(Maria Allo tutti i diritti riservato all’autrice)

Senza più contorni invisibile
l’ombra di profilo si fonde col fuoco
plasma la distanza dei millenni
ma non c’è abbastanza luce
se cade fra gli alberi l’attesa
come gramigna nei bagliori
del crepuscolo morente.
Non c’è abbastanza luce ai lati della strada
e sempre tanta pioggia o gelo
in certi pomeriggi quando il cielo basso
strazia il peso delle nubi
mentre improvvisa la metafora cresce
nel fragore verticale in volo.
Scoppia e disarma a luce spenta
i dimenticati e i disperati
l’isola disabitata della memoria
così resta sotto le dita la pazienza di chi
non cerca e non aspetta niente
oltre la luce radente dell’esistere.

© Maria Allo

letture amArgine: due splendidi pezzi di Maria Allo

Ieri mi è arrivato un libro magnifico e indispensabile. Questo.
L’occasione è ghiotta per proporre due nuovi brani di questa bravissima autrice.

Si smorzano le onde in riva al mare.
Non c’è vento e ognuno parla a suo modo
con tono diverso ai lati della strada.
In questi tempi è una caduta d’Icaro la vita
nuvola alla deriva . Eppure – chissà –
là dove il coraggio si consuma lento
l’alto mare sfiora l’orizzonte
come inafferrabile il profumo
di mandorle sale dalla terra.
Non c’è vento ma con volti mutati
le voci dei dimenticati
dei muti, degli assenti,
di chi non c’è più e torna a noi
nell’eco nell’altrui respiro
come un lento processo evolutivo
la memoria fluttua brizzolata di luce
cresce in questa generazione in viaggio,
trova rifugio nel labirinto
come traccia trasparente o alluvione di suono
sempre più profondo.
Ai margini un bisbiglio luminoso in lontananza
e il sole sulle mani.

© Maria Allo
*

Senza più contorni invisibile
l’ombra di profilo si fonde col fuoco
plasma la distanza dei millenni
ma non c’è abbastanza luce
se cade fra gli alberi l’attesa
come gramigna nei bagliori
del crepuscolo morente.
Non c’è abbastanza luce ai lati della strada
e sempre tanta pioggia o gelo
in certi pomeriggi quando il cielo basso
strazia il peso delle nubi
mentre improvvisa la metafora cresce
nel fragore verticale in volo.
Scoppia e disarma a luce spenta
i dimenticati e i disperati
l’isola disabitata della memoria
così resta sotto le dita la pazienza di chi
non cerca e non aspetta niente
oltre la luce radente dell’esistere.

© Maria Allo

Maria Allo, poetessa e traduttrice, è laureata in Lettere classiche, insegna nei Licei . Si occupa di Islamistica e di Nuove professioni educative .Ha al suo attivo diverse pubblicazioni antologiche, quattro sillogi di poesia e “Talenti di donna “ ( Onirica edizioni), un progetto di Gloria Gaetano sull’identità femminile. Attraverso lo strumento del digitale, le sue frequentazioni poetiche, storico e letterarie, soprattutto quelle poetiche, si manifestano, a partire dal suo blog “nugae11”o nei siti in cui è ospitata. Esce ad Aprile 2018 la notevole raccolta poetica La Terra che rimane (Controluna Ed.)

letture amArgine: quattro poesie di Maria Allo

C’è nella poesia di Maria Allo molto suono, clangore di sensi e significati. Ognuno di questi porta a un luogo indefinito ma esistente, dentro l’autrice stessa. La sua Poesia, sì scriviamolo con la P maiuscola, è un mezzo per creare modi e strade per raggiungere questo luogo, così vicino e così lontano. Tutta la ricerca poetica di questa bravissima autrice, a mio modesto avviso, è la ricerca di quella persona con cui convive da sempre e che, da sempre, sta cercando di raggiungere. C’è molta bellezza in tutta questa determinazione. (Flavio Almerighi)

E’ accaduto.
Eri il confine furioso in volo
sulle fiamme dei miei seni
a tratti un colpo di luce pronto ad accecarmi.
Ora cigoli come pioggia di versi
sulla roccia incandescente
io doppia cenere di lava
come limo di bacche
nuda su pentagrammi in cerchio
cerco le parole per dirlo.
Il resto lo fa il temporale di Aprile
un essere voler essere che in te si intreccia
con cortecce prive di foglie
per mancanza di luce mai finita.
Ma tu sei in ogni cosa .
Nel silenzio che rischiara
come nebbia più nuda del mare
o nel sangue di un tralcio di vite che spiove
più oltre come fosse morire.
Conosci gli occhi della luna
e di tutti gli orizzonti quel fragore .
Da te ho appreso Il coraggio del resistere
ogni parola umana nella veglia.

*

Lasciami parlare del mare e dei suoi abissi
si fa luce nelle sue trasparenze
come i ricordi o ciò che manca
-vedi -resta questa gola insabbiata
un foro dentro il petto
con sterpaglie in tutte le stagioni.
Lasciami parlare della notte quando si raggruma
sulle tempie e sul tuo nome
allora mi rischiari e resti dentro questa carne
strappando l’ombra e la distanza che avvicina il cielo.
Lasciami il tuo coraggio arato sulle labbra
custodisce e abbraccia i confini del mare
come la memoria che resta e si trasmuta .

*

Non sai cosa vuol dire avere un dolore misurato
palpebre chiuse alla luce del mattino
a poco a poco abbandonata al tempo
per un lavoro che oggi ha solo spine.
Non sai cosa vuol dire sentirti straniera
sul ciglio di un cedro finché si radica il silenzio
con suoni distanti per la marea che sale
e tra le pietre ogni cosa accade.
Non sai che l’isola ha il sapore delle sorbe rosse
che mettono radici sulle ali del maestrale
e venano di crepe la fragranza della terra
senza bisogno di capire la distanza che divide
l’amore e la sua lingua antica nei dettagli indecifrabili
del mare.

*
Il mattino ha la grazia delle origini
su radici che esigono attenzione .
Lode ovunque
all’ansia pronunciata a bassa voce
nel più lieve dei gesti come il caffè con i colleghi
alla materia che non dissolve la memoria .
Giorno dopo giorno ci attendono
le regole del mondo
l’ombra scolpita sulle foglie
la forma nuova nella luce che si spande
il coraggio obliquo di chi non cede
la vita da proteggere in questo luogo
florilegio di suoni umani
da conservare così in cielo come in terra.

© Maria Allo


Maria Allo, poetessa e traduttrice, è laureata in Lettere classiche, insegna nei Licei . Si occupa di Islamistica e di Nuove professioni educative .Ha al suo attivo diverse pubblicazioni antologiche, quattro sillogi di poesia e “Talenti di donna “ ( Onirica edizioni), un progetto di Gloria Gaetano sull’identità femminile. Attraverso lo strumento del digitale, le sue frequentazioni poetiche, storico e letterarie, soprattutto quelle poetiche, si manifestano, a partire dal suo blog “nugae11”o nei siti in cui è ospitata.