letture amArgine: Maria Allo, pensieri feroci

La notte scivola a strappi dentro l’abbandono.
E’ scheggia di rovo ellissi di dolore
sulla dolcezza cancellata della memoria e nel presente
come il vuoto che ci attraversa tutti
in mille lingue dentro le acque sconsacrate
ai piedi del nostro ulivo che si lascia dire .
Che sia maledetto chi ha seminato il male
alla radice …

(Maria Allo tutti i diritti riservato all’autrice)

Senza più contorni invisibile
l’ombra di profilo si fonde col fuoco
plasma la distanza dei millenni
ma non c’è abbastanza luce
se cade fra gli alberi l’attesa
come gramigna nei bagliori
del crepuscolo morente.
Non c’è abbastanza luce ai lati della strada
e sempre tanta pioggia o gelo
in certi pomeriggi quando il cielo basso
strazia il peso delle nubi
mentre improvvisa la metafora cresce
nel fragore verticale in volo.
Scoppia e disarma a luce spenta
i dimenticati e i disperati
l’isola disabitata della memoria
così resta sotto le dita la pazienza di chi
non cerca e non aspetta niente
oltre la luce radente dell’esistere.

© Maria Allo

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letture amArgine: due splendidi pezzi di Maria Allo

Ieri mi è arrivato un libro magnifico e indispensabile. Questo.
L’occasione è ghiotta per proporre due nuovi brani di questa bravissima autrice.

Si smorzano le onde in riva al mare.
Non c’è vento e ognuno parla a suo modo
con tono diverso ai lati della strada.
In questi tempi è una caduta d’Icaro la vita
nuvola alla deriva . Eppure – chissà –
là dove il coraggio si consuma lento
l’alto mare sfiora l’orizzonte
come inafferrabile il profumo
di mandorle sale dalla terra.
Non c’è vento ma con volti mutati
le voci dei dimenticati
dei muti, degli assenti,
di chi non c’è più e torna a noi
nell’eco nell’altrui respiro
come un lento processo evolutivo
la memoria fluttua brizzolata di luce
cresce in questa generazione in viaggio,
trova rifugio nel labirinto
come traccia trasparente o alluvione di suono
sempre più profondo.
Ai margini un bisbiglio luminoso in lontananza
e il sole sulle mani.

© Maria Allo
*

Senza più contorni invisibile
l’ombra di profilo si fonde col fuoco
plasma la distanza dei millenni
ma non c’è abbastanza luce
se cade fra gli alberi l’attesa
come gramigna nei bagliori
del crepuscolo morente.
Non c’è abbastanza luce ai lati della strada
e sempre tanta pioggia o gelo
in certi pomeriggi quando il cielo basso
strazia il peso delle nubi
mentre improvvisa la metafora cresce
nel fragore verticale in volo.
Scoppia e disarma a luce spenta
i dimenticati e i disperati
l’isola disabitata della memoria
così resta sotto le dita la pazienza di chi
non cerca e non aspetta niente
oltre la luce radente dell’esistere.

© Maria Allo

Maria Allo, poetessa e traduttrice, è laureata in Lettere classiche, insegna nei Licei . Si occupa di Islamistica e di Nuove professioni educative .Ha al suo attivo diverse pubblicazioni antologiche, quattro sillogi di poesia e “Talenti di donna “ ( Onirica edizioni), un progetto di Gloria Gaetano sull’identità femminile. Attraverso lo strumento del digitale, le sue frequentazioni poetiche, storico e letterarie, soprattutto quelle poetiche, si manifestano, a partire dal suo blog “nugae11”o nei siti in cui è ospitata. Esce ad Aprile 2018 la notevole raccolta poetica La Terra che rimane (Controluna Ed.)

letture amArgine: quattro poesie di Maria Allo

C’è nella poesia di Maria Allo molto suono, clangore di sensi e significati. Ognuno di questi porta a un luogo indefinito ma esistente, dentro l’autrice stessa. La sua Poesia, sì scriviamolo con la P maiuscola, è un mezzo per creare modi e strade per raggiungere questo luogo, così vicino e così lontano. Tutta la ricerca poetica di questa bravissima autrice, a mio modesto avviso, è la ricerca di quella persona con cui convive da sempre e che, da sempre, sta cercando di raggiungere. C’è molta bellezza in tutta questa determinazione. (Flavio Almerighi)

E’ accaduto.
Eri il confine furioso in volo
sulle fiamme dei miei seni
a tratti un colpo di luce pronto ad accecarmi.
Ora cigoli come pioggia di versi
sulla roccia incandescente
io doppia cenere di lava
come limo di bacche
nuda su pentagrammi in cerchio
cerco le parole per dirlo.
Il resto lo fa il temporale di Aprile
un essere voler essere che in te si intreccia
con cortecce prive di foglie
per mancanza di luce mai finita.
Ma tu sei in ogni cosa .
Nel silenzio che rischiara
come nebbia più nuda del mare
o nel sangue di un tralcio di vite che spiove
più oltre come fosse morire.
Conosci gli occhi della luna
e di tutti gli orizzonti quel fragore .
Da te ho appreso Il coraggio del resistere
ogni parola umana nella veglia.

*

Lasciami parlare del mare e dei suoi abissi
si fa luce nelle sue trasparenze
come i ricordi o ciò che manca
-vedi -resta questa gola insabbiata
un foro dentro il petto
con sterpaglie in tutte le stagioni.
Lasciami parlare della notte quando si raggruma
sulle tempie e sul tuo nome
allora mi rischiari e resti dentro questa carne
strappando l’ombra e la distanza che avvicina il cielo.
Lasciami il tuo coraggio arato sulle labbra
custodisce e abbraccia i confini del mare
come la memoria che resta e si trasmuta .

*

Non sai cosa vuol dire avere un dolore misurato
palpebre chiuse alla luce del mattino
a poco a poco abbandonata al tempo
per un lavoro che oggi ha solo spine.
Non sai cosa vuol dire sentirti straniera
sul ciglio di un cedro finché si radica il silenzio
con suoni distanti per la marea che sale
e tra le pietre ogni cosa accade.
Non sai che l’isola ha il sapore delle sorbe rosse
che mettono radici sulle ali del maestrale
e venano di crepe la fragranza della terra
senza bisogno di capire la distanza che divide
l’amore e la sua lingua antica nei dettagli indecifrabili
del mare.

*
Il mattino ha la grazia delle origini
su radici che esigono attenzione .
Lode ovunque
all’ansia pronunciata a bassa voce
nel più lieve dei gesti come il caffè con i colleghi
alla materia che non dissolve la memoria .
Giorno dopo giorno ci attendono
le regole del mondo
l’ombra scolpita sulle foglie
la forma nuova nella luce che si spande
il coraggio obliquo di chi non cede
la vita da proteggere in questo luogo
florilegio di suoni umani
da conservare così in cielo come in terra.

© Maria Allo


Maria Allo, poetessa e traduttrice, è laureata in Lettere classiche, insegna nei Licei . Si occupa di Islamistica e di Nuove professioni educative .Ha al suo attivo diverse pubblicazioni antologiche, quattro sillogi di poesia e “Talenti di donna “ ( Onirica edizioni), un progetto di Gloria Gaetano sull’identità femminile. Attraverso lo strumento del digitale, le sue frequentazioni poetiche, storico e letterarie, soprattutto quelle poetiche, si manifestano, a partire dal suo blog “nugae11”o nei siti in cui è ospitata.