Ascolta & Leggi: John Coltrane e Lucia Lascialfari (Saudade)

Trovo molto interessante questo poemetto in tre parti di Lucia Lascialfari. Saudade è quel senso tutto brasiliano di nostalgia/lontananza/incompiutezza provata dalle anime solari, inquiete, che non si sentono mai nel posto giusto, nel momento giusto. Poesia forte, senza risparmio, ragguardevole e, a mio avviso, intrisa di un raffinato erotismo a tratti emergente. Un talento, quello di Lucia Lascialfari, capace di abbinare versificazione potente ed elegante, ma sena autocompiacimenti, ai sensi e alla capacità di saper condividere con una certa naturalezza con il lettore. Buona lettura dunque.

SAUDADE

1.
Aggiungo solo che dei dolori
se ne porta anche la nostalgia.
Se ne porta quell’impalpabile rimpianto
di bellezza fina
di forma rotonda come di donna ebbra
se ne porta il colore greve
e un sapore avido
di saliva della bocca amata.

Dei dolori improvvisi , eterni,
non siamo noi padroni
ma di quelli liquidi che sanno sciogliersi
in un solo pianto
o in richieste
ne siamo artefici come stelle feroci.

E li rincorriamo nei loro abiti più giovani
grazie ad una musica o ad una finestra
e ci posseggono come demoni
amanti dissoluti
e ci chiedono sempre con gentilezza
battaglie.

Pattugliano fieri quelle che chiamiamo sponde
per attraccarvi e gettarvi l’ancora.
Un graffiti su di un palazzo inagibile
con le finestre murate
apre gli occhi su quei supplizi
come difronte al mare o al lupo:
impotente.

2.
Quando da piccola
scrivevo di nascosto
seduta per terra
dei miagolii dalle dita
correvano giù.
Correvano
dalle labbra serrate
passando tra le mani sudate
ad un foglio stropicciato
e vi gocciolava dentro inchiostro stella.
Poesia elettrica di shock e corto circuito.

Le malinconie mi vestivano tutta.
Sempre
Per un giorno di pioggia
per le foglie del viale
per un padre che fumava il suo sorriso.

Dolce notte scendeva
accompagnata dai poeti benedetti
che hanno dettato dell’abbandono e del disincanto.
Quelli dell’estasi quelli stupefacenti
gli epici traduttori
della condizione terrena
in metafisico oblio

3.
Dallo skyline del mio confine
svetta poderosa la sagoma
dell’indulgenza.
A me stessa, al mio primo mito
io Gea tu Urano.

Silenziosa ombrosa abbandonata
la torre sovrasta la mia valle
e non si arrende mai.

Si è tappezzata di rampicanti
a suggerle il cemento
adornata di finestre murate
un balcone crollato
un graffiti tacito
di bombolette acetate
a colori traslucidi
raffigurante una sirena
come forse al porto di Lisbona
l’ho visto.

E’ un martello pneumatico
una svista nell’equazione
una figura di dressage
è quello che mi fa infuruiare
quello che mi sa placare.
La mia gioia d’esser triste
di trine e di verde vestita
accompagnata da Tennessee Wiliams
quello dello Zoo di vetro
e sempre sempre sempre
da Victor Hugo.
Mia mia mia
soltanto mia
di un possesso benedetto
quello del lucido assassino seriale
che colleziona i s uoi feticci-

Grata anche solo della forma bella
del nulla-

Un relitto industriale
un banco di pesci d’argento
un movimento di fianchi
come acqua fluttuante.

Questo mi simula

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Lucia Lascialfari, è nata a Firenze nel 1960. Inizia a scrivere poesie in adolescenza intorno ai 12/13 anni.
Il richiamo forte che la ispira è inizialmente la natura nei suoi elementi così simili ai sentimenti umani.
Fa studi scientifici, si laurea Infermiera, pur successivamente iscrivendosi anche a Lettere Moderne senza però terminare il secondo percorso accademico per motivi di lavoro.
Si appassiona sempre in giovane età anche al teatro frequenta la scuola di recitazione Bottega Teatrale del M° V. Gassman e la scuola di recitazione del M° Orazio Costa comparendo in alcune produzioni, ma sopratutto si impegna a livello amatoriale con il regista R. Massai nella rappresentazione di alcune opere in lingua italiana.
Nel 2014 pubblica la silloge Sandali Azzurri con Giuliano Ladolfi editore.
Segue le attività dell’Associazione Sguardo e Sogno di Firenze che si occupa principalmente di poesia nella persona della sua Presidente Paola Lucarini.
Sta lavorando ad una seconda raccolta in fase di pubblicazione.
Appassionata di canto corale, ha frequentato alcuni cori amatoriali della sua città.
Ama l’uncinetto il punto in croce il giardinaggio i viaggi il cinema la musica che sono i suoi spazi ricreativi per i momenti di relax.