Ascolta & Leggi: Lou Reed, una canzone e una poesia.

“Ho avuto strane esperienze qui a New York, oscure, assurde, affascinanti e anche rivelatrici, utili. L’industria musicale è malata come tutti i business, ma in questo caso la situazione è più grave del previsto. New York è piena di gente triste e sofferente, e io non riesco a fare a meno di incontrarle. Ti tirano giù con loro, e non resisto. Devo partecipare, spiare, arrivo sul ciglio del burrone e faccio un passo indietro solo all’ultimo momento. Scoprire la propria brutalità è un’esperienza interessante. Interessante non è la parola giusta”. Lou Reed

Alla dolce memoria di Lou Reed (New York, 2 marzo 1942 – Southampton, 27 ottobre 2013)

Laurie ascolta tristemente

Laurie se tristemente ascolti
gli uccelli sono in fiamme.
Il cielo scintilla
mentre io sto in piedi sul mio tetto
e osservo
fissando la testa del ragno
carne ridotta in cenere, nauseante
mentre io sul tetto mi struggo
al tuo pensiero.

Laurie se tristemente sei in ascolto
egoisticamente mi manca la tua mancanza
i confini del nostro mondo che stanno cambiando
l’aria è piena
delle ragioni malate di qualcuno
e io pensavo
che una bella stagione vegliasse su noi.

Laurie se tristemente ascolti
i telefoni non funzionano
gli uccelli sono in fiamme
il fumo si arriccia, nero
io sono sul tetto
la statua della libertà alla mia destra ancora in piedi
Laurie lo scarno desiderio del male è su noi.

Laurie se tristemente ascolti
sappi una cosa su tutte quante
tu sei tutto ciò a cui ho pensato davvero
mentre la TV amplificava le urla
i fiocchi di neve cinerei
le sirene che strillano.
Tutto ciò che ho desiderato
eri tu da stringere
corpi congelati nel tempo che saltano
gli uccelli sono in fiamme
solo una cosa sto pensando
Laurie se tristemente sei in ascolto
ti amo
Laurie se tristemente sei in ascolto
ti amo.

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Questa è la mia preferita, ma qui sotto ne trovate molte altre.

https://www.loureed.it/poesie/

Ascolta & Leggi: A gift – Lou Reed, Undici Dicembre – Anne Sexton

December 11th

Then I think of you in bed,
your tongue half chocolate, half ocean,
of the houses that you swing into,
of the steel wool hair on your head,
of your persistent hands and then
how we gnaw at the barrier because we are two.

How you come and take my blood cup
and link me together and take my brine.
We are bare. We are stripped to the bone
and we swim in tandem and go up and up
the river, the identical river called Mine
and we enter together. No one’s alone.

Undici dicembre

Ed è a te che penso, a letto,
alla tua lingua d’oceano e cioccolato,
alle case in cui svicoli via,
a quei capelli che hai di lana d’acciaio,
così alle tue mani onnipresenti, e poi
a come in due erodiamo la barriera di essere due.

A come vieni e impugni la mia coppa di sangue,
riunendomi a me, bevendo il mio mare.
Nudi. Siamo nudi fino all’osso
e nuotiamo insieme, su sempre più
su per il fiume, per l’identico fiume di me stessa
in cui insieme ci inoltriamo. Nessuno da sé.

(trad. Chiara Serani)
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per saperne di più:

https://it.wikipedia.org/wiki/Lou_Reed

https://it.wikipedia.org/wiki/Anne_Sexton

IBM (terza parte)

pazNon sempre Betta
allieta le pinne allo squalo
con calore molle impotente
quasi obbligatorio
da letto coniugale,

delle cose umane, aridità a parte
tutto passando si allontana
quand’è mentre affoghi
dice, ripasserò.

Madame tacco dodici,
capelli grondanti miele,
colleziona push up
li dedica al vento,
è sempre sulle sue
per questo le vogliamo tutti bene,

parodie della parodia
dolore autocompiaciuto
assieme dentro un sogno erotico
interrotto alla sveglia,

lei se ne andrà, ha comprato casa
in località non si sa dove
da nessun bivio segnalata.

Il professor coroncina
porta uno zainetto sgonfio
molto pendant
con le scarpe da tennis.
Oggi farà scuola agli assenti
senza sentirsi il rudere
che ha dato Lou Reed
quale compito a casa.