fuck the system: lettera aperta alla lettrice di una rivista letteraria internazionale

Cara Signora, il suo intento è ammirevole, parte dall’umiltà, che tutti dovremmo avere, di chi si ritiene nella condizione e nella curiosità di volere imparare qualcosa da chi ne sa più di noi. Anch’io mi avvicinai a questo luogo e a questa gente con la stessa volontà, e in effetti per un lungo tempo ho appreso. A volte si sono verificati malaugurati incidenti, dovuti più che altro all’incomprensione o all’eccessiva franchezza, ma nel complesso, quando si vuole imparare, quando si vogliono allargare gli orizzonti non si fa molto caso a qualche inciampo, si prova a riprendere il cammino considerando il valore aggiunto che può essere l’esperienza di uno SCAMBIO con determinate persone di cui hai soprattutto stima e per le quali, con l’andare del tempo e della condivisione, inizi a nutrire persino affetto. Questo gruppo è formato da alcuni maschi alfa, preparati, e come tutti i creativi pieni di se stessi, poi c’è una piccola corte dei miracoli che, pensando di trarne qualche vantaggio, gira intorno. Quello che molti non capiscono, o non vogliono capire, è che un contributo fattivo non si può e non si deve limitare a un semplice “trarne qualcosa, trovare l’occasione per auto promuoversi o farsi promuovere”, il tutto deve essere un libero scambio: “io ho questa idea ve la sottopongo”, “io conosco questi autori, cosa ne pensate?”. Finché ha girato così andava bene, ora per una svariata serie di motivi, e qualche marchetta di troppo, il giocattolo sembra essersi inceppato. Se posso permettermi un consiglio, la prego, tragga da questa frequentazione il meglio e per il resto non si occupi troppo delle sindromi o delle idiosincrasie che qualcuno ogni tanto lascia inavvertitamente affiorare. Qui c’è stato molto da imparare, vada a ritroso negli anni, questo blog è un’autentica miniera. Ora è un po’ ripiegato a rimirarsi l’ombelico, ma non è detto che l’impasse, grazie all’interscambio con persone intelligenti, come suppongo Lei sia, possa essere superato. Questo è quello che auguro a Lei, e a tutti quanti. Il resto è scorie, è velleità, autoreferenzialità, maleducazione, incapacità nel saper gestire al meglio un luogo aperto al pubblico se pur virtuale. Un saluto.

Flavio Almerighi