Libri amArgine: Il Colore del Silenzio di Chiara Marinoni (e book omaggio da scaricare gratuitamente)

Sto scrivendo due righe
ho un chiasso dentro… ma
il foglio rimane bianco (Chiara Marinoni)

Facciamo il punto della situazione. Editori veri ce ne sono sempre meno. Gli autori esordienti, a meno che non abbiano dietro dei mammasantissima o siano fenomeni folkloristici, non interessano e nessuno li vuole, a meno che non abbiano una 1000/1500 euro da allungare allo pseudo editore di turno. Io ho deciso di divulgare autori del tutto inediti nella più completa gratuità. La collana nasce per questo, rigorosamente gratuita, tutti i diritti e il copyright dell’opera appartengono all’autore. Con Chiara arriviamo al Quarto e book della serie.

Conosco virtualmente Chiara Marinoni dai tempi di Splinder e fin da allora, tra parentesi qualche volta ci siamo anche persi un po’ di vista, sono state svariate decine, forse centinaia, di vicendevoli letture. Ho visto la poesia di Chiara crescere con umiltà, da lei non mi aspetto la poesia dei libri, da lei mi aspetto che continui a emozionarmi semplicemente con la suggestione della Poesia del Silenzio che sa fare così bene.

Potete scaricare l’e book qui sotto:

Libri amArgine 4 Chiara Marinoni

Il colore del silenzio

Che strano vedere i silenzi
affacciarsi ai balconi
nemmeno fossero fiori
mentre la solitudine stride
dove ogni colore
alberga tra i petali
e il cipresso fa ombra
dentro le feritoie del vento
seminando granelli
di domani ai più pazienti.
Comprendo l’ingenuità
del mio tracciare
un’intensità breve
dove tutto, fino in fondo
appare nei sogni
anche il colore del silenzio.

*

Salutami sempre

Salutami con affetto, salutami sempre
quando chiudo gli occhi e
quando guardo il tuo viso.
Salutami nelle sere
anche se la luna scende
anche se il cielo è grigio: la nebbia
è oscura e la pupilla svanisce.
Ricordati di salutarmi prima del temporale
e quando l’acqua si perde
oltre la collina delle mie valli.
Salutami ovunque i tuoi occhi si poseranno
anche tra le onde del destino
anche se di sferzate ne è il promotore.
Salutami anche se non ti guardo
mentre colgo quel fiore
o mentre salgo le scale, oppure
mentre ho paura quando dipingo.
Salutami qui tra le pieghe del mio vestito
se poco sai di me, salutami.
Salutami perché conosci ogni spigolo
ogni barlume del mio incedere.
Lo so è tardi ma c’è ancora tempo
per salutarmi quando i miei occhi
non vedono o il mio è un assordante
involucro di nulla
so con certezza che sei importante
e saperti qui oltre il capo del mio sapere
oltre il fluido del mio sogno
mi dà speranza e quando guardi
anche solo un momento di questo
mio esserci, silenziosamente
invisibilmente, ulteriormente il mio essere donna
siamo parte dello stesso silenzio.

*
Il blog di Chiara Marinoni

https://chiaramarinoni.wordpress.com/

***
Libri già disponibili e scaricabili gratuitamente:

1. Quaderno di Giovanni Sagrini
https://almerighi.wordpress.com/2018/05/25/libri-amargine-quaderno-di-sagrini-giovanni-e-book-scaricabile-omaggio/

2. Liriche fuori di testa di Irene Rapelli
https://almerighi.wordpress.com/2018/08/28/libri-amargine-liriche-fuori-di-testa-di-irene-rapelli-e-book-scaricabile-omaggio/

3. La Musica e la Fica di Luca Parenti
https://almerighi.wordpress.com/2018/09/01/libri-amargine-la-musica-e-la-fica-di-luca-yoklux-parenti-e-book-omaggio-scaricabile-gratis/

Libri amArgine: La Musica e la Fica di Luca “Yoklux” Parenti (e book omaggio scaricabile gratis)

Luca Parenti, qui in una foto del 1925, nasce a Bologna 42 anni fa, oggi tecnico elettronico, curioso umanista e cinico antropologo, creatore di versi che non pretendono d’ordinare il caos, ma anzi tentano disperatamente d’amplificane gli effetti e soprattutto d’ironizzare sulle diffuse ed illimitate tragedie quotidiane.
Ha vinto nel 1997 il VI Concorso Navile sezione poesia, quando era ancora nella piena pubertà, comunque verso la fine delle grandi illusioni e del grande amore ancora a venire.
Negli anni successivi si è dato alla clandestinità letteraria, timido e schivo, sotto l’oscuro pseudonimo Yoklux.

Buona lettura, speriamo tutti.

l’e book è scaricabile qui:

Libri amArgine 3 Luca Parenti

biutiful

ricorderò per sempre la compostezza
dignitosa di mio padre quando morì sua madre
son passati quasi venti anni
come passa il tempo.
io le avevo appena toccato la fronte rigida
come legno e lo stavo chiamando alle otto del mattino
poco prima di andarmene al lavoro.
lui arriva pochi minuti dopo tranquillo e risoluto
apparentemente, mi saluta
gli occhi non sono umidi, è disteso
niente di improvvisato traspare.
apre le finestre subito
è primavera, ma nemmeno troppo
bisogna cambiare aria
tenere fresca la camera da letto
con quell’enorme armadio goffo
e quella cassettiera pesante come un carro armato
pareti annerite dai termosifoni bollenti
letto grigio con le sponde
colori scuri adatti pare
a quel presente
mai adatti alla vita corrente.
cielo terso e merli e passeri
non sapranno mai nulla del nostro silenzio, indifferenti
come alla nascita.
un passaggio, uno sguardo, un cenno.

*

la musica

la musica è italiana
viene da quella luce fulgente
del nostro passato che inorgoglisce
c’inquieta, che ancora riverbera
e spera e quel canto polifonico
delle chiese e l’inviluppo
del contrappunto dorato
dalla laude degli antichi borghi
e trovatori, ecco
la poesia del mondo non viene meno
se la lingua del canto e della poesia
son l’italiano, beato paradiso
di splendida bellezza e saggezza
è allora sì, avrà senso
pilotare l’astronave
oltre i bastioni d’orione
oltre i confini impensabili
tra quei bianchi angeli abbacinanti
concludendo come Betelgeuse
trasformandosi in vigorosi
generosi aliti rigeneranti
violento brillamento di creazione.

*

la fica

non è bella proprio
la fica, ma può esser saporita
linea irregolare tormentata
arricciata, arzigogolata, che varcata
si sta dopo un picco d’estasi
male o tale e quale
dolce bocca muta di labbra
e abracadabra
ecco s’apre come ostrica
è allora son pochi pensieri e dolori
venir dentro
con possenti ardori
e sans papiers tutto quell’umore
a volte o sempre come si dice
è più la fatica
dello scadore.(*)

(*) significa prurito

Diciamolo pure, senza un po’ di ferocia e parecchio sarcasmo che poesia sarebbe? Siamo troppo abituati a leggere le poesie che vogliamo da avere smarrito ogni senso critico, ogni senso del rimanere in strada per essere (almeno anche solo un po’) poco più a contatto con la realtà e saperle costruire un’alternativa. Il vecchio Yok, cugino bolognese, oltre alla copiosa produzione di livello ci offre una qualità della ferocia (e non me ne voglia) che ricorda il miglior Alessandro Assiri. L’appuntamento è sempre da Pikwick la prima/prossima volta che passo da Bologna.)
Flavio Almerighi

Gli altri e.book Libri amArgine reperibili sul blog:

1) Giovanni Sagrini: Quaderni
https://almerighi.wordpress.com/2018/05/25/libri-amargine-quaderno-di-sagrini-giovanni-e-book-scaricabile-omaggio/

2) Irene Rapelli: Liriche Fuori di Testa
https://almerighi.wordpress.com/2018/08/28/libri-amargine-liriche-fuori-di-testa-di-irene-rapelli-e-book-scaricabile-omaggio/

Libri amArgine: Liriche fuori di testa di Irene Rapelli (e book scaricabile omaggio)

Dopo Giovanni Sagrini, ecco un secondo volumetto elettronico di poesie, è il turno di Irene Rapelli.
La finalità di questa collana è diffondere gratuitamente la poesia di autori totalmente inediti; a questo ne seguiranno altri. E’ giusto quindi incoraggiare e diffondere autori in crescita e degni di maggior diffusione.
Irene Rapelli, giovanissima, ha scelto di proporre una poesia legata alla metrica tradizionale, ma senza sacrificare il contenuto alla forma. Il delicato equilibrio che regge i suoi lavori è davvero singolare. Perciò stampate, leggete, diffondete. L’e book è scaricabile qui sotto:

Libri amArgine 2 Irene Rapelli

DELIRIO

Mi sento come se
giungendo al fine vita
un tubo m’aspirasse
il sopore al cervello,

mi sento come se
la verità proibita
tra le dita infiammasse
il cuore, ma non quello

che batte come se
fossi quasi infinita
ma l’altro, non in asse,
che pulsa nel ruscello

delle sillabe che
ritrovano l’uscita
nel morto parallasse
di stelle senz’appello.

Irene Rapelli nasce in provincia di Torino nel 1987, lontana da tutto ciò che si possa definire arte, poesia, stimolo e nutrimento. Coltiva fin dalla tenera infanzia una passione letteraria che la spinge a osare, conscia dei propri limiti stringenti, sulle orme dei veri maestri, i grandi autori del passato e del presente. Inizia con il verso libero, ma s’interrompe all’inizio dell’adolescenza, per riprendere 15 anni più tardi, quando approfondisce da autodidatta la sua verve. A 27 anni s’iscrive a Giurisprudenza, iniziando a indagare il nesso causale che dalla verità fa discendere due branche specialistiche molto distanti e in apparenza slegate: la via della bellezza e la via del diritto. Simpatica nullafacente con la testa fra le nuvole e forse ben oltre, fra vituperate stelle e in spaziosi dubbi amletici, sogna di combinare qualcosa di buono nel mondo, cominciando dall’umiltà.

il suo blog

https://ilcielostellatodentrodime.blog/author/ilcielostellatodentrodime/