Ascolta & Leggi: Lounge Lizards e Variazioni sulla donna attenta di Leopoldo Attolico.

In questa epoca di palloni gonfiati e dirigibili pronti a esplodere, Leopoldo Attolico è la prova vivente, la pistola fumante, che dimostra quanto il talento, unito a un pizzico di genio e a una lacrima di autoironia, sia capace di sopravvivere benissimo anche senza prendersi troppo e maledettamente sul serio.

VARIAZIONI SULLA DONNA ATTENTA

I

Piace
la donna attenta, vigile, presente
e mai fuori posto, con quel suo senso della posizione
che la colloca nel punto giusto al momento giusto
alla Franz Beckenbauer per intenderci
ma senza muscoli tirati ed impeti tappabuchi
bensì col suo esserci moderatamente engagé
ancorché intransigente, ortodosso, responsabile
cosciente che i piedi hanno una punta
e bisogna attivarli-alla bisogna-tempestivamente
senza incertezze, con un occhio a Carla Fracci
e l’altro ben attento a produrre, se necessario
un dinamismo disadorno e pedestre
ma altrettanto efficiente, perfettamente funzionale
ai risultati pratici da conseguire

II

Piace
questa presenza rassicurante
quando da interlocutoria si fa perentoria
nel declinare la puntigliosa precisione della sua intraprendenza
-peraltro mai gratuita ed esorbitante
ma spassionatamente professionale,
connotato che la colloca a buon diritto
in un ambito di prestigioso protagonismo
facendone sicuro punto di riferimento
ed elemento felicemente destabilizzante
nel mare magnum brulicante e disarticolato
becero e spoetizzante
del nostro vivere disastrato

III

Piace dunque, ed ha successo
questa limpida figura di donna
distaccata e intrigante al contempo
solare, terrestre ma antropologicamente imperscrutabile,
che si direbbe miracolosamente nata
dai veleni metropolitani per lapsus biologico
o sortilegio astrale, proveniente forse
dal prelogico imponderabile o da chissà
quale insondabile momento umano
distruttivo/creativo a prova di sociologo,
frutto maturo di un raziocinio azzerato e rilanciato
nel dopodiluvio inquietante d’un postmoderno
performativo e smagato,
stagno asfittico scalzato dal terreno
e diventato costellazione, guida del navigante
cometa di Natale, occhio febbrile asservito
alle strategie di un Ordine superiore e irrinunciabile…

Questa -succintamente- (?!) è la donna attenta
vigile, efficiente
che solo l’invernocattivo riesce a far sparire dalla circolazione

E’ la donna vigile che scrive.
E’ la Vigilessa

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Leopoldo Attolico (Roma, 5 Marzo 1946) è autore di sette titoli di poesia e di quattro plaquettes in edizioni d’arte. Suoi testi ed interventi critico/teorici sono apparsi sulle principali riviste letterarie.
Numerose le sue letture nelle università e nei licei, e le sue presenze in festival e reading nazionali ed internazionali.
Una nutrita scelta delle sue poesie è stata pubblicata negli USA , presso Chelsea, NY,
per la traduzione di Emanuel di Pasquale, 2004.
Il testo presentato è tratto da Si fa per dire, Tutte le poesie, 1964-2016, Marco Saya Edizioni, 2018, Premio Speciale Camaiore Belluomini; Segnalazione Speciale-Una vita per la poesia- al Lorenzo Montano; Finalista Premio Città di Como .

letture amArgine: Leopoldo Attolico (divulgare Divulgator)

Non conosco Leopoldo Attolico, ma sono certo sia una persona deliziosa malgrado la sua fede calcistica.

Testi tratti da “Lotta di classico” INEDITI 2016

SERA ROSSA CON MIO FIGLIO

Questi tuoi occhi come mani nel cielo
e la sera che si acconcia malandrina
declinazione di tenerissimi colori…

Non ho molto per te.
Sono una guida che sbanda
e dimentica i fondamentali.

È cosí grande il peso della terra;
tu me ne additi un soffio solamente…

Hai tante cose per me.
Il tuo dire è un madrigale di suoni,
ed io non ho difese

PER UNA CULTURA DELLA PACE

In questa caldana d’enfasi esantematica
che tifa per la pace senza meritarla
la pace tiene duro e latita, come è giusto che sia.
È più che mai uno zombi
scettico per tutto questo fervore di circostanza.
I tarantolati dalla colomba bianca iconografica
NON sanno neanche dove sta di casa
quel battito di pietas quotidiana
che è la sola premessa per andare in piazza
con le carte in regola e dare alla pace
quello che si merita. Sono mille miglia lontani
dall’idea di fare il contropelo alla retorica
e i conti in tasca a un empito cui manca
la benzina e il firmamento per andare a segno
e legittimare una istanza.
La pace a gogò non è una cosa seria
quando ci si scanna fino a cinque minuti prima
di farne un avamposto fideista.
La guerra ha bisogno di interlocutori all’altezza,
non di aria fritta che starnazza e blatera

TI AMO

Ti amo per l’indifettibile morire
e rinascere ogni volta impertinente e feconda
agitando quel tuo codice binario
che non muove un congegno ferroviario
ma una parola d’amore ove la punta d’estasi
coincide con la suprema crisi

Atropa come la risacca semantica degli elegiaci
galvanizza le mie sinergie
innervandole di Emilio Villa
e devastandole con la Valduga

ANTELUCANA

L’ironia nelle risate dei gabbiani sul Lungotevere
raggiunge il poeta rampante
in attesa sotto casa del critico famoso
che porta a spasso il cane
alle cinque di mattina

Alle cinque di mattina
è facile assegnare all’intraprendenza
un decoro, una plusvalenza
ma il solfeggio di gabbiani impertinenti
può rovinare la festa

MINIMALISMO METROPOLITANO

Al ragazzotto che abbaia a brutto muso
non ti meno giusto perché sei un vecchio babbione
faccio notare sommessamente
che la segnaletica stradale mi dava la precedenza
e che mi picchiasse pure, tranquillo,
senza remore perché sono giovanissimo dentro

*


Leopoldo Attolico vive ed opera a Roma, ove è nato il 5 Marzo 1946.

Dalla seconda metà degli anni ’80 si occupa principalmente di poesia performativa e delle sue modalità espressive foniche , ironiche / autoironiche e antistress. (e di questo rendiamo grazie!)

I suoi titoli di poesia

Piccolo spacciatore , Il Ventaglio 1987 , raccolta antologica di versi giovanili premiata l’anno successivo con il Mecenate da una giuria presieduta da Giorgio Bassani.
Il parolaio , Campanotto 1994 , con prefazione di Luigi Fontanella e una gouache di Ernesto Treccani.
Scapricciatielle , El Bagatt 1995 , compendio di poesia performativa , con una nota di Vito Riviello e due chine di Giacomo Porzano. Premio Franco Matacotta.
Calli amari , Edizioni di Negativo , Bologna / Roma 2000.
Mix , Signum Edizioni d’Arte 2001 , con sette disegni di Ermes Meloni.
Siamo alle solite , Fermenti 2001 , con prefazione di Giorgio Patrizi e due chine di Giuseppe Pedota.
I colori dell’oro , Caramanica 2004 , con una nota di Giuliano Manacorda.
La cicoria , Ogopogo Edizioni d’Arte 2004 , con due chine di Cosimo Budetta.
Mi (s)consenta , Signum Edizioni d’Arte 2009 , con sette opere di Ester Ciammetti.
La realtà sofferta del comico , Aìsara 2009 , con prefazione di Giorgio Patrizi e postfazione di Gio Ferri.
Suoi testi ed interventi critico / teorici sono apparsi in antologie , repertori , quotidiani e nelle principali riviste letterarie italiane.
Numerose le letture nei licei e nelle università italiane e le presenze in readings e festival nazionali ed internazionali.
Una scelta dai suoi testi è stata pubblicata negli USA, presso Chelsea, New York, nel 2004, nella traduzione di Emanuel di Pasquale.

E’ stato tra i redattori di Poiesis e lo è attualmente di Capoverso.