ignoti (trad. Adeodato Piazza Nicolai)

Monselice, autunno inoltrato
non ricordo l’anno,
un uomo è fermo sotto l’ombrello.
Quelli sposati sono più pericolosi.

Acqua e solitudine formano isole.
Cook non le ha mai scoperte.

Poco più in là un’ignota stagista
ha occhi d’aquila ai lati.
Non vede parole senza smalto
farsi largo tra denti bianchissimi.

Entrambi colano a picco
guardando verso ogni direzione.

Senza scorgersi aspettano,
argomentando con la pioggia
da essa distratti.
Traditi dall’orario delle ferrovie.

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UNKNOWN

Monselice late Autumn
I don’t remember the year:
a motionless man under the umbrella.
Married persons are the most dangerous.

Water and solitude creeate islands.
Cook never discovered them.

A litle further an unknown performer
has eagle eyes un the side.
She can’t see words without nail polish
making space between the whitest of teeth.

Both crash to the bottom
looking in all directions.

They wait, unaware
arguing with the rain
distracting them.
Betrayed by the railway time-table.

© 2017 English translation by Adeodato Piazza Nicolai of the poem IGNOTI by Flavio Almerighi. All Rights Reserved.

bestie da camera

molti animali impuri galleggiano
sul pelo d’acqua di religioni altrui;
si allenano al dunque
sognando di non vederlo approdare

fruscio d’ali e donne che si svestono
l’umore confuso è adeguato all’abito;
ogni veglia ricordare e smettere
mentre i piedi affondano

finiremo per credere di vederli spuntare
dall’antro di verginità smarrita
sull’isola di Bocklin

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hai visto i leoni?

hai visto i leoni?
i bambini e tutti gli astrologi
li adorano
specie quelli che non dormono mai

e già un colpo di tosse
più forte degli altri
avverte che dovrei smettere,
essere più facile da dimenticare,
che oggi l’amore è lontano
ma potrà compiersi tra queste righe

non importa sia a caso
ogni singolo destino,
le tracce portano tutte
verso la stessa direzione,
tanto da sentir dire ogni volta
siete venuti dalla persona sbagliata

niente è più doloroso al mondo
dell’iniziale di una negazione,
mi conservo al riparo.
Il poeta italiano non ha fame,
è buffo
non sa mordere con passione.

Così tutti noi siamo in fervida attesa
di Caronte
senza avere una buona ragione,
basta sia una qualunque
pronta a dire
vi auguro un buon ritorno all’isola

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canzone onesta

La canzone onesta s’occupa
di scarpe che fanno storia
lungo moltissime vite,
storie di tutti
specialmente di chi non le sa.

Basta un semplice ritornello,
il cuore è un bimbo in petto,
aperto, rosso speranza
pronto a illudersi,
commosso a una pioggia educata

bussa e non chiede permesso
alla marea che cresce,
a Santa Lucia Senz’Occhi
patrona della vista
e va bene, sia una canzone

trovi cuori disposti a ferirsi,
ogni fatto è sangue
e non da tregua.

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accettazione (trad. Adeodato Piazza Nicolai)

tra altri pazienti dentro un barile,
aringhe salate poco inclini al buon senso.
Basterà un pomeriggio intero?

Ci ritroviamo nelle cose da aspettare,
solo così torniamo indietro.

Gli orologi dicono: ti chiameremo noi.
Vorrei lavarmi le mani, stenderle entrambe
come la sinistra, accettarmi.

Fuori corre un autunno splendido.
Chissà se i frutti d’estate erano buoni

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ACCEPTATION

Among other patients inside a barrel
the salted herrrings are ittle inclided to good sense.
A whole afternoon shouldl be enough.

We will find ourelves among things that are waiting,
only this way we will go bacward.

The clocks are saying: we’ll call you ourselves.
I’d like to wash my hands then put them to dry
like the left one, accepting myself.

Autside a marvellous fall is running,
who knows if summer’s fruits were matured?

© 2017 American translation by Adeodato Piazza Nicolai of the poem ACCETTAZIONE by Flavio
Almerighi. All Rights Reserved.

Malvinas

Alternanza di schiarite
il cielo è sempre secco,
madre denutrita di iene
che non ne può più dei figli,
vorrebbe ripudiarli tutti
se non fossero così poveri,
coscritti di tutte le guerre.

Nei mercatini di Sodoma
eretici in saldo senza impostura
più o meno vinti.
Oggi è il loro turno,
finti sani a uguale dignità
bastardi irriconoscibili oltre
i finestrini fumé.

Voglia il cielo non si sappia
di Raqqa, liberata più volte,
di Osvaldo Ardiles
con la maglietta del Tottenham.
Gli uomini non riconoscono
fucili un tempo argentini
e le loro vecchie ruggini

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Laura indivisibile (trad. di Adeodato Piazza Nicolai)

Laura indivisibile e perfetta
ti credo e non esisti
nel crepuscolo tremendo
di un giorno come un altro,

il desiderio è un neon
qui come in America.
Dea dei viaggiatori,
patrona delle illusioni,

canto e incanto allattano al seno.
Senza esitare, ovunque siano,
le carezze si fermano a terra.

Dunque svestita.
Nessuno dica sono stanco,
o cerchi riparo
negli alibi di una leggenda.

Siamo alle nozze, lo zinco ossida.
Morti ci rivedremo in paradiso.
Vivi siamo un inferno.

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INDIVISIBLE LAURA

Laura indivisible and perfect
I believe and you don’t exist
in the terrible sunrise
of a day like any other,

desire is a neon
here as in America.
Goddesso of the travellers,
patroness of illusions,

song and enchantment suck at her breast.
Without hesitating, wherever they are,
the caresses stop upon earth.

Wherever undressed.
Let no one say I am tired,
or seek refuge
in the alibi of a legend.

We are at the wedding, zink oxydising.
Dead, we’ll see one another in heaven.
Alive we live in hell.

© 2017 American translation by Adeodato Piazza Nicolai of the poem LAURA INDIVISIBLE of Flavio Almerighi. All Rights Reserved.

uomo di passaggio

nato in inverno,
so scrivere al buio
non ho paura del freddo,
ho mangiato acqua di mare
senza fare una piega,

mi sono dissetato
di tutto quanto è male,
vivo dove sono caduto
cercando monete d’oro
senza troppa fortuna

letti e moltissime crepe
non sono mancati,
la spettacolare veranda
dove leggere e baciare
sul far del tramonto
quella sì, mai avuta

ho smesso quasi subito
le domande inutili,
ho trovato molti cuori
senza pensare al mio
quando echeggiava,
e qualche volta ha pianto

******

forse è Fabrizio

squilla il telefono
sul petto della notte,
forse è Fabrizio
solitamente imprevisto,
più spesso sospira
a picco sul mare

dov’è sola vertigine,
porti non ce ne sono

durante la veglia
il pesce è abbondante,
milioni di vite
a portata di mano.
La brezza leggera
è un’esca di suoni.

Era piena di speranze,
ora vorrei smettesse.

L’isola è instabile,
bella, spacciata
non si capisce
quale fondo l’inghiottirà
col mio interlocutore