Atlantide introvabile

Atlantide introvabile ricorda
amori sepolti sotto quintali
di paternità, unità di misura
abolita per legge.
Smarrito il senso di vergogna,
ritrovati sotto metri neri
di terra vergine i sensi,
ben tornati al mittente.
Ora il tempo è il mio pacchetto
vuoto, andato in fumo,
segreti lasciati indietro:
era meglio un’estate atlantica.
Il futuro porterà anni scaduti,
da dire c’è tempo per morire,
mano a mano la sala d’aspetto
diraderà i propri avventori.
Bella combinazione!
E qui rimane chi non si arrende
a ricordare, benedetta sia, quanto
era bella vestita di un sorriso,
erano anni e anni.
Talmente preso nello scavo
da dimenticare anche l’ultimo treno,
per lasciarsi andare a confidenze
al primo pronto a chiedere
una moneta. Scellerato che sei,
ti vedesse tua madre!

il talento dell’esattore

arriva inaspettato, che è tardi,
navigatore cieco, fanali spenti
s’incista, ovunque può, stagna

il lume non è acceso subito
si siede un po’ e attende, nemmeno
una tibia fuori lo rende incredulo

potremmo dire ogni giorno
io lo conoscevo bene, è mio amico,
ma scriverne è un’infezione

ogni notte, passeggiando sugli spilli,
puntuale, arriva il dolore, è suo
il talento dell’esattore