Nulla distoglie

Nulla distoglie
dal mio caprile
torvo di lontananza,
lieve infinita
è la curvatura
dell’orizzonte marino
.
il proprietario si chiama
Imprevedibile
sua moglie Atlantide,
i pesci sotto costa
guardano
nessuno ne conosce
i nomi di battesimo
.
e niente
a quel paese
i vicoli caratteristici,
le manciate di parole
da non sputare
addosso al vento.

*

Tempi brevi

Al Bagno D’Oro
tutto l’Adriatico si dà convegno,
il barista instancabile sonda il livello
dei sogni erotici delle avventrici
tra un bombolone caldo e l’altro,
la data indefinita rende il quadro
ancora più avvincente,
qualcuno ricorda il tempo in cui,
ancora bambino, poteva vedere
i cavallucci marini, oggi
il petrolchimico in disarmo
non ha pietà alcuna, gli altoparlanti
mandano successi estivi
ogni estate ha il suo,
anche oggi brevi incontri sentimentali,
gli ombrelloni costano
si vive una volta sola:
un bambino scava per trovare acqua,
una bambina si rifà la treccia.

*

Innocenti

Tempo fa era futuro ampio
sul pavimento lucido del ponte
sopra vuoti e stive di gran classe
dove ogni disegno sapeva
cambiare espressione
al sorriso dei figli.
.
Tutto è differente
tra voglia di raccontare
essere, ampliare, recitare
e l’acrobata in rovere
sempre pronto a benedire
ogni giorno fin qui.
.
Sul finire però
gli scalpi si danno convegno
per fare pendant innocenti
attorno alla cintura dell’attore 
immobile per parte sua,
chi non ha mai giocato con il mare?

*

Le città di mare – Eugenio & Edoardo Bennato (1989)

Le città di mare
Sono i punti del mondo dove vanno a finire
I rumori di fondo delle autostrade
Le città di mare
Che fanno pensare ad un girotondo
Di incontri mancati e di grandi amori
E notti di estati passate fuori
E la luna che nasce
Per potersi specchiareLe città di mare
Affacciate alle stelle come donne al balcone
Quando l’onda ricama sottili collane
Quando la tempesta
Le fa ancora più belleCon una di quelle
Per la prima volta io ho fatto l’amore
E non c’era il sole
Nell’intrigo dei vicoli non c’erano stelle e poi via lontano
Con la doppia promessa dei marinai
Di restarle fedele
E tradirla ogni volta
Per non perderla maiLe città di mare
Sono i punti di incontro di mille avventure
Di lingue diverse, di facce scure
Di gente che passa
E si ferma a guardareLe città di mare
Che son fatte apposta per non far capire
Se la storia più bella deve ancora venire
O se si allontana sera per seraE allora io
Che sogno da sempre una città speciale
Dove dirsi addio
È solo un gioco che domani non vale e allora io
Io già lo so dove venirti a cercare
E so che sei mia
Se intorno a noi c’è una città di mare le città di mare
Ed ogni favola può essere vera
È una nave nel porto che ieri non c’era
Ed è una scelta
Ogni incrocio di strada e ogni strada è stretta
E chi va di fretta e sa quello che vuole
Chi passa la vita a guardare il mare
Indeciso da sempre se partire o restare
E le città di mareE allora io
Che sogno da sempre una città speciale
Dove dirsi addio
È solo un gioco che domani non vale e allora io
Io già lo so dove venirti a cercare
E so che sei mia
Se intorno a noi c’è una città di mare: le città di mare
Sono i punti del mondo dove vanno a finire
I rumori di fondo delle autostrade
Le città di mare
Che fanno pensare

il mare adesso

gusci, conchiglie, molte vuote,
lasciate dalla marea in arretramento

granchi ardimentosi ancora combattono
l’infelicità fabbricata in serie

non ci sono i soliti passi
a dire degli innamorati stati qui

il distacco piumato degli uccelli
dice di gran lunga abbandono

Enrico vide il mare la prima volta
poco tempo prima di morire, felice

ovunque sia, il mare adesso
è ancora inverno