Auschwitz Album

PER SAPERNE DI PIU’ : https://it.wikipedia.org/wiki/Auschwitz_Album

Deportati (estate 1944 inverno 2019)

Il treno sputa un carico ignaro, la banchina è piena.
La nave col suo carico cerca un porto. Tutti chiusi.

Scendono, paiono un firmamento.
Non scendono, ma sono vestiti di luce.

Sulla rampa una prima selezione.
Nessuno li vuole nemmeno vedere.

Donne, vecchi, bambini, uomini.
Uomini, donne, alcune incinte, minori non accompagnati.

Prosegue la selezione.
Prosegue il continuo, insistente diniego.

Una mandria nervosa si dirige verso le camere a gas.
Ancora nessuno sa stabilire quale sarà la destinazione.

Alcuni improvvisano l’attesa in un picnic senza cibo.
Alcuni si gettano in mare, ripescati, sono diventati pesci.

I meno alla divisione del lavoro,
nessuno andrà alla divisione della gioia.
Andate via di qui, non c’è lavoro, non c’è speranza.

Sulla banchina aprono bagagli soli e abbandonati.
Nessun bagaglio, hanno soltanto abiti e luce.

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Festa di Compleanno

Festa di Compleanno:
Dov’è il festeggiato?

forse era davvero figlio di Dio
e dell’unica ragazza extra vergine

ascesa al cielo
con l’asino a guardare in su

intanto trinciamo giudizi
senza avere mai assistito

a cosa poi? Alla stella
on the rocks voluta dai ricchi

per illudere i poveri, senz’altro
non ci sarà mai rivoluzione

tutti chiusi in casa a ingollare
cibo, dall’antipasto ai corvi, sì

ci vorremo bene almeno oggi,
e chissà per quante ore ancora

poi, tante noci rotte sulla testa.
nel quindicinale dei più poveri

i miserabili festeggeranno lieti,
tutti gli altri zitti a dar la neve.

Coi miei migliori auguri. Almerighi

pietre

nessuna attenzione
alla maternità consapevole dei rami
al collocamento ottobrino
delle foglie. non si arrabbiano
stanno dove sono senza tradire
emozioni, sarà forse
il metabolismo lentissimo
di generazioni di costruttori,
rondini senza luce, farfalle

fino allo spintone
di nuovi eventi sismici a smuovere
porte, memorie:
insolito destino di chi,
ritenuto immortale,
preferisce sparire,
ricordano ancora e per sempre
quanto erano belle, commoventi.
pietre

cittadino del nulla

Nemmeno una compagnia di vermi
per l’ultima rappresentazione
cittadino del nulla
apolide della libertà
privato del proprio essere umano
forte e fiero.

Sua madre sognava di lui
un avvenire discreto con pochi bassi
ma poi venne imbarcato.
Inosservato attraversò tanto mare
e foreste e Pomerania e Polonia.
Auschwitz era scritto a prora.

In breve non lo riconobbero più
non seppe ritrovarsi
proseguì passeggiando
su camminamenti tra nuvole grasse
dove nemmeno un dio
riconoscerebbe il Figlio.

Dove andò? Non è chiaro
i monumenti al cittadino del nulla
sul basamento non riportano nomi
sì, tutti finiti

*

buchi neri

evitate di spegnervi in stecche di balena,
orinate sugli occhi di chi senza guardare
vi sentenzia silfidi in menopausa
occhi che inizierete a detestare,
cui tagliare senza sconti le palpebre

a chi ha falsato ogni parola per tentata gelosia
in nome di Dio cucite la bocca col fil di ferro,
un giorno sordità e udito si ricomporranno
oggi no, lanciate i vostri estratti conto
in faccia ai mittenti

lasciateli affondare nelle sabbie,
coprirsi di palude,
mentre muoiono ripiegati all’ombra
di buchi neri dov’è tutto daccapo