cittadino del nulla

Nemmeno una compagnia di vermi
per l’ultima rappresentazione
cittadino del nulla
apolide della libertà
privato del proprio essere umano
forte e fiero.

Sua madre sognava di lui
un avvenire discreto con pochi bassi
ma poi venne imbarcato.
Inosservato attraversò tanto mare
e foreste e Pomerania e Polonia.
Auschwitz era scritto a prora.

In breve non lo riconobbero più
non seppe ritrovarsi
proseguì passeggiando
su camminamenti tra nuvole grasse
dove nemmeno un dio
riconoscerebbe il Figlio.

Dove andò? Non è chiaro
i monumenti al cittadino del nulla
sul basamento non riportano nomi
sì, tutti finiti

*

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abbracciami

vero mito ortopedico
rimasto a lungo in piedi
a furia di abbracci,

trattenuto vent’anni
dal passato più forte
sempre pronto al danno

oggi, giorno di resi
bisogna scendere,
abbracciami

buchi neri

evitate di spegnervi in stecche di balena,
orinate sugli occhi di chi senza guardare
vi sentenzia silfidi in menopausa
occhi che inizierete a detestare,
cui tagliare senza sconti le palpebre

a chi ha falsato ogni parola per tentata gelosia
in nome di Dio cucite la bocca col fil di ferro,
un giorno sordità e udito si ricomporranno
oggi no, lanciate i vostri estratti conto
in faccia ai mittenti

lasciateli affondare nelle sabbie,
coprirsi di palude,
mentre muoiono ripiegati all’ombra
di buchi neri dov’è tutto daccapo