Altri doni, poesie di Gisella Canzian

Da tanti frammenti ottengo una suite intera, quando Gisella Canzian mi manda qualcosa la propongo a voi lettori, con la stessa onestà con cui mi viene proposta dall’autrice.

Cammino e leggo – scrivo di me – di un dentro che non esce – Quell’orrore di sasso – macigno che soffoca e
spreme.

Senza sostegno la schiena si curva.
Il passo rallenta il piede che annaspa e s’increspa.

Sono così dolente che la primavera stenta – è abisso che non mi apre al Sole – si rivela a sé come Lune
riflesse in laghi di verde.

E ora vado – ero ed erro da questa terra che non m’appartiene – migro
dove il cuore non duole.

Il dolore ha preso radici che se tiri – stanno – avvinghiate alle pietre come edera silente.
Scorgo zampilli di sangue – parole scassate e incassate che non vanno.

Corazza molle – pietra che ferma tace – non mente, ma corre – sfida il dente e
scivola – dentro. Fuori fa freddo.

Corro – scorro e srotolo giorni. Torno
dove il cuore nasce, alla fonte di sensi pervasi e perversi.

E quando il melo piega le fronde, il tronco si spezza – spazza – polvere e nebbia – nubi di spine che spiano i
passi – e il cuore tace – si spegne e saluta un sole al tramonto.

Sono e resto

Gisella Canzian è nata a Valdobbiadene (Treviso). Ora vive a Lamon (Belluno). Tutta la sua biografia è raccolta tra i versi che scrive.

Letture amArgine: Gisella Canzian (corrispondenza durante le Festività)

Ricevute durante le recenti festività, propongo e ringrazio l’autrice per la gentile concessione dei testi.

Ascolta quelle sere
che cedono il passo alle notti,
i rami secchi si allungano
tra le sterminate ombre dei letti sfatti
e coprono materassi di dubbi
con foglie trovate in sacchi di iuta.

INEDITO
29 dicembre 2019

*

Le immagini si affollano
sullo schermo degli occhi.

I pensieri scorrono.
I capelli imbiancano.

Nell’impotenza delle parole
il silenzio avvolge.

INEDITO
1 gennaio 2020

*

Maree di rumore snervano la quiete.
Terre di rovi ed ortiche
case di cura nel luridume sociale.

INEDITO
6 GENNAIO 2020

*

Perdersi
Saziarsi

Il peso del velo segna la schiena
curva la vita.

Agonia
calcare la terra scansando le mura.

INEDITO
6 gennaio 2020

*

L’oscurità del miele dilaga.
Scioglie zucchero e capelli.

Nel disordine delle tenebre
spina conficcata tra la neve.

*

Il mio sangue scorre, libero
senza regole
e’ acqua tra le dita
che scivola sui sassi
al richiamo della terra
– gestante di sogni
sorgente sconosciuta.

INEDITO
26 dicembre 2018

*

Sradica membra.
Tocca il sangue.
Intasca rughe cosparse di Sole.
Accoglimi bambina – nel celeste tramonti a rovescio.

INEDITO
8 gennaio 2020

Nota dell’autrice:
Mamma, getta via il dolore dal tuo corpo sfinito.
Sei viva, tocca, senti il tuo sangue.
Nel giorno in cui ci dovremmo per forza salutare ( tu andare, io restare, o viceversa) tieni con te i ricordi solo quelli più dolci e, con essi, anche la parte di me quella incontaminata, pura, sempre bambina.

*

FANTASMI

Cieli di cristallo
bruciano nebbie.

Mari di silenzi
risvegliano ricordi.

Gli sguardi si lucidano.
I volti s’increspano.

Vanno.

Tratta dal libro “2 ottobre”

****************************

Gisella Canzian è nata a Valdobbiadene (Treviso). Ora vive a Lamon (Belluno). Tutta la sua biografia è raccolta tra i versi che scrive.

Letture amArgine: doni da Gisella Canzian

Gisella Canzian mi ha donato questi suoi inediti scavati nell’anima, io li dono a Voi, buona lettura.

La Luna lamenta
tutto l’orrore della solitudine
la voce stride
parole raggrumate in lamenti
quasi brandelli di preghiera
confusi tra le labbra.

*

L’abisso copre deliri
deflagra la voce
svena sogni.
Quale nome sono
tra le piaghe del cervello?

*

Depongo malinconie
su pietre frantumate.
Non sento terra
ne’ aria
e la mia carcassa si fredda.

*

Compressa
intrappolata nei miei passi, vago
su strade dilatate
dalla solitudine di giorni finti.
Sento occhi entrare nei miei
non se ne ne vanno, implorano
di essere accuditi.
Sono il grido che fa tremare la Terra.
Attendono primavera.

*

L’anima mi cola addosso
e nella lentezza della notte
sbriciola ricordi.
Diventerà terra
calcata da altri piedi
e strada per nuovi passi.

**************************

Letture amArgine: Gisella Canzian (inediti)

Poesia non mediata e non filtrata, che giunge quindi al lettore così come nell’intenzione dell’autrice. Poesia come sollievo, conforto e scrittura di sé. Può piacere o non piacere, desidero diffonderla perché mi sembra superiore alla media. (Resto delle stesso parere di un paio di anni fa)

COERENZA

Se l’amore non si ferma
scende
scorre, come acqua alla foce che inonda il mare
oppure sale
vola, come polline nell’aria
e sconfina.

Non freno il mare.
Non recingo il cielo.

*

IL VIANDANTE NELLA NEBBIA

(Il malato di Alzheimer)

Le vuote valigie accompagnano
quel solitario viandante
oltre il ponte del capire,
tra meandri di una mente
che a volte
mente.
Consuma scarpe
accarezza l’aria
ma il cuore no, il cuore non tace.
Il suo corpo vaga
solo,
distante dai ricordi,
chiusi in vecchi cassetti.
Vulnerabile e impotente
passo dopo passo
brama la strada smarrita
e come un fantasma
prigioniero della nebbia
cerca la sua vita.

*

LINFA

Il mio sangue scorre libero
senza regole,
è acqua tra le dita
che scivola sui sassi
al richiamo della terra,
gestante di sogni
sorgente sconosciuta.

*

AL RISVEGLIO

L’ oro dell’alba
è notte svestita.
Filigrana di luce
sulla trama del buio.
Tremore dello sguardo
e rumore di un’anima
al risveglio.

*

SOTTO LA PIOGGIA

Acqua
che coli sul volto
lungo il collo
la schiena
tra curve nascoste,
io adoro
il tuo rumore
che lava
il mio corpo inquieto
inabissandolo
come ostaggio proibito.

**************************************************

Gisella Canzian è nata a Valdobbiadene (Treviso). Ora vive a Lamon (Belluno). Tutta la sua biografia è raccolta tra i versi che scrive.

letture amArgine: inediti di Gisella Canzian

Scrive di sé Gisella Canzian: Mi chiamo Gisella Canzian. Sono nata un due di ottobre a Valdobbiadene (Treviso). Ora, vivo a Lamon (Belluno). Tutta la mia biografia è raccolta tra i versi che scrivo. Sono piuttosto schiva e amo la mia riservatezza, ma adoro pure la libertà delle farfalle. Poetare è un elisir per la mia anima, che ne esprime a parole intime immagini. Mi permette di sentire la Luce, ove regnano le ombre, e gliene sarò per sempre grata. GRAZIE –

Dichiarò Nanni Balestrini nel corso di un’intervista rilasciata a Repubblica nel 2000.
Balestrini, Internet è uno dei futuri possibili e più probabili della poesia?
“In un certo senso lo è già. Soprattutto per la crisi dell’editoria italiana e a maggior ragione dell’editoria di poesia. In Italia è molto difficile per un giovane riuscire a pubblicare. Le riviste di settore inoltre tendono a sparire e quindi la Rete sostituisce tutto questo”.
Perché?
“Internet non è costoso, è immediato, permette rapporti diretti e personali nonostante la distanza tra poeti e scrittori. Tutte funzioni che si vanno trasferendo dalla realtà alla Rete”.
Quali sono gli approcci della poesia alla Rete?
“Sono soprattutto due: il primo è semplicemente il mettere in Rete i propri scritti e cerca di risolvere il problema della diffusione e della circolazione. Il secondo è quello che considera la Rete con tutte le sue possibilità. Ma per fare questo il poeta deve essere interessato al mezzo”.
Parliamo di questo secondo aspetto: quali sono le possibilità che offre la Rete a un poeta?
“Devo dire che sul piano creativo si sono visti esempi piuttosto sconfortanti. Ho in mente quelle opere di narrativa in Rete in cui ognuno dei partecipanti all’iniziativa scriveva un nuovo capitolo di un romanzo. Esperimenti interessanti, ma banali. Il risultato finale faceva di quelle opere dei gadget. Insomma, una maniera un po’ superficiale di affrontare il mezzo. Le possibilità che invece vanno sfruttate sono la multimedialità, il movimento, la scrittura che può sparire e riapparire. Tutte caratteristiche che con la poesia hanno a che fare.”

La poesia e gli epigrammi di Gisella Canzian si possono inquadrare in questo fenomeno iniziato alla fine del secolo scorso con la diffusione di internet. Una poesia non mediata e non filtrata, che giunge quindi al lettore così come l’ha creata l’autrice. Poesia come sollievo, conforto e scrittura di sé. Può piacere o non piacere, desidero diffonderla perché mi sembra superiore alla media.

DISPERAZIONE

Il vuoto mi rincorre,
come ombra nell’ombra.

– 11 ottobre 2017 –

*

ECO INDELEBILE

Nel marasma del dolore
Il sisma pervade
i confini della mente
scuotendo fiumi di ricordi
arrancati in granitiche memorie .
Occhi di pietra
e bocche asciutte
mi rievocano verità nascoste .

– 21 febbraio 2017 –

*

FARFALLA INNOCENTE

Per ogni respiro trattenuto
nel guardarti dormire .

Per tutte le volte che mi vedevi
ma io non c’ero .

Per le parole in silenzio
che solo io udivo .

Per gli abbracci mai incontrati .
Per le lacrime sciolte in disparte .

E , per quelle carezze
che non ti han mai sfiorata .

Ricordati farfalla
sii sempre padrona del tuo tempo !

Io ti volo vicina ,
sono la tua mamma .

– 3 febbraio 2017 –

*

MADRE E DONNA

Vorrei ricolorare le stelle
nel buio di quella madre
pellegrina
tra le fiamme del dolore .
La Luna ammutolisce
scrutando quella donna
cancellata nei sogni di figli distanti ,
però mai privi d’ombra .
Forte
come un fiore di campo
irrompe
nei silenzi del mondo
disegnando distese di mani aperte
con le uniche tinte
del suo fragile cuore .

– 7 settembre 2017 –

*

TRACCIA DI UNA PREGHIERA

In un turbinio vorticoso di notti insonni
dondolando sull’amaca della Luna,
vedo sfiorire il tempo.
Abbraccio sogni
sguardi
e bianche lenzuola di lino,
custodi insaziabili di preghiere al vento.
Sento voglia di vivere
giungo le mani
accogliendo la forza del sorriso,
dono prezioso
in giorni color dell’ibisco.
E racconto al cielo
alle rocce
ai fiori
che non sempre
si vive il tempo della musica,
se non t’accorgi che esisti,
davvero.

– 31 maggio 2017 –

*