Ascolta & Leggi: Antonello Venditti – Giovanna Sicari

Estate ‘95

Potrei chiedere alla sibilla
di una sera tenera e infantile
quando dolce bolle l’acqua
del pozzo ma la sibilla
sono io, allora dico tutto,
delle sevizie e degli abbandoni
di lettere felici e infami
interi repertori di silenzi e i biglie
quando i parenti erano l’autorità
e amavo ogni forestiero.
La maga dice: la legge incombe
la legge vuole, domani ti darà
la sua acqua. Cammino
in diagonale, ho mire e tuffi
– dammi la forza, dammi il bene –
Il mare è tempesta pura,
i mendicanti sono fermi
sulla spiaggia di Sperlonga
tappeti e spalle curvi, ogni
cellula è lontana da quella
madre che tortura, ogni famiglia
è ferma in quella legge speciale
della fortuna, della scintilla
del lungomare, della cellula
che si ripete.

Epoca immobile (Jaca book, 2003)

Vorrei baciarti il sangue

Vorrei baciarti il sangue
amore mio, e ancora fare andare
le dita nel vento,
accarezzarti i capelli, la fronte
sentirti dentro l’aria
dentro il ventre, sentire
come è leggero il vento
e come apre le vie
e come tutto sembra possibile
sapere quanto possa
l’amore con la saliva e il silenzio
curare dalla fonte.

20 luglio 2000

Amore del rifugio e dell’acqua

Amore del rifugio e dell’acqua,
amore di poche parole lontano dall’insidia,
amore degli uomini santi, accarezza il viso del turbamento
dammi i nomi del perdono, il canto sepolto della legge,
sento che saremo vicini anche in autunno,
ci abbracceremo nelle case vuote ricordando un antico passato
per dimenticarlo, soltanto l’oro più puro della nostra anima
sarà con noi, forse saremo donna e uomo solamente,
forse farà già freddo e ci abbracceremo fra gli alberi stanchi
ridendo di ogni cosa, il passato ci lascerà e saremo
nuovi, leggeri, redenti.
Sarà ottobre o novembre, nel bosco
Saremo teneri e allegri nelle nostre braccia di terra,
fra acqua e fuoco, smarriti dalle azioni.
Quando ci lasceremo sarà sui polpastrelli la
nostra anima vera, nell’aria ci sarà cura
per la ferita.

2 agosto 2000

Clinica del Sacro Cuore , Roma 21 novembre 2003

Volevo quei gerani bianchi e rosa
in quei vasi scuri su quel
ferro battuto, lo stesso che ora
guardo qui dall’ospedale
si avvicina il tramonto
e il girasole dà la sua attenzione
(le cose importanti stanno
sempre nascoste e non bisogna spaventarle)
I fiori, la voce che stanca
i colori segreti dei bambini
un chiarore nuovo splendente
rischiara i miei piedi
il corpo deve ritornarmi
ho bisogno di te, sono priva
di peso – questa stanchezza sfiora
i piedi, fa fare i primi passi
la pietra, i nodi, le catene
rispondono e tutto balza
vuoto nell’aria sapiente
Oh sorpresa dei riccioli rossi!
Bambini dei tronchi è già primavera!

29 novembre 2003

Oh rosseggiare dell’autunno
caldo manto di rose,
foglie variopinte come rose
tappeti magici che vengono
dal cielo, preghiera perpetua
della musica e del cuore
cancella ogni empietà,
tutte le cose che chiamiamo
colpa e peccato
nessuno è buono
se riesci vendi tutto quello che hai.

Giovanna Sicari nasce a Taranto nel 1954. Pubblica le sue prime poesie, nel 1982, sulla rivista “Le Porte”, pubblicherà in seguito su “Alfabeta”, “Linea d’ombra” e “Nuovi Argomenti”. Nel 1986, pubblica sette libri di versi e tre di prosa, tra questi il volume “La moneta di Caronte”. In quegli anni lavora come insegnante nel carcere di Rebibbia fino al 1997, anno in cui si ammalerà gravemente. Muore la notte tra il 30 e il 31 dicembre del 2003.

nota amArgine: Giovanna Sicari Gennaio riscalda già l’aprile

Inorridite, dite quel che volete, ma questa donna ha scritto non da meno e meglio del celebratissimo marito.

Ogni brindisi commuove, ogni anima tradisce
ogni viaggiatore rompe l’argine per sempre
e i fuochi alle finestre attendono
ciechi l’aprile.
Fosse rabbia fosse caldo questo continuo
sentirsi rapinati: ladro alle spalle
magazzino superfluo
e noi così superbo aspettando
l’ora di una comparsa
avremmo da dire
da fare, nelle mani
fretta, desiderio
fosse questo giorno chiaro di gennaio
il perno degli anni che non danno pace.

(da Epoca Immobile – Jaka Book 2004)

Giovanna Sicari (Taranto, 15 aprile 1954 – Roma, 31 dicembre 2003) è stata poeta, scrittrice e critico letterario.

Raccolte poetiche
Viaggio clandestino, Siena, Quaderni di Barbablù, Collettivo di poesia n. 1, 1984.
Decisioni, Siena, Quaderni di Barbablù n. 30, 1986.
Ponte d’ingresso, Roma, Rossi & Spera, 1988. Premio Brutium Città di Tropea.
Sigillo, Milano, Crocetti, 1989.
Non solo creato (insieme a Milo De Angelis), Milano, Crocetti, 1990.
Uno stadio del respiro, Milano, Scheiwiller, 1995. Premio Dario Bellezza e premio Ceppo.
Nudo e misero trionfi l’umano, Roma, Empirìa, 1998.
Roma della vigilia, Roma, Il Labirinto, 1999.
Epoca immobile, Milano, Jaca Book, 2004.
Naked Humanity. Poems 1981-2003, Stony Brook, NY, Gradiva Publications, 2004.
Poesie 1984-2003, a cura di R. Deidier, Roma, Empirìa, 2006.

Prose
La moneta di Caronte. Lettere e poesie per il terzo millennio, a cura di G. Sicari, Milano, Spirali, 1993.
La legge e l’estasi, Porretta Terme, I Quaderni del Battello Ebbro, 1999.
Milano nei passi di Franco Loi, Milano, Unicopli, 2002.