anche un uomo

Non sono donna,
quella sei tu,
ora vorrei mi guardassi

anche un uomo desidera
essere osservato, pensato
non come dalla madre,
capito nel suo intero

se è vero che lo ami
dovresti smettere di inseguire
tutte le sciocche particole
apprese sugli uomini

che hanno
una donna ovunque vadano,
che il loro sesso eretto
li guida al posto del cuore
e non hanno cervello, se non
per la fatica e i danari,
che vanno a puttane
per non toccare le figlie

un uomo non è da amare,
soltanto da accudire,
scotto da versare
da non capire,
bastano le sue troppe voglie
da colmare

dunque non sono donna,
tu sì
guardami per chi sono.

lettera d’amore

le tue bocche
e il tuo cuore da tenere con me,
specie quando è notte fonda
e tutto profondamente nudo,
indifeso, lasciato a noi stessi
dopo un parto difficile
che lancia lontani i propri cuccioli
avidi di latte, affamati di tutto
in un estremo, inevitabile, rosso

anche un cannibale vuole amore,
pensando di poterlo masticare

le acque tornano

ogni sera
ogni giorno
ogni mattina

raccontare vite
e poi la mia, addosso,
l’amore fa miracoli
doppelganger aggressivo

perché ogni attimo cambia,
le acque tornano
dopo lunghe parabole sentimentali

per rimanere fresche
si tuffano negli anfratti carsici
e riemergono intatte

dove le rondini potranno bere
e portarne una goccia al sole

lo stesso
vedi?
è lo stesso!

Resta intesa

Guardo i tuoi occhi sorridere,
che ti sorridono,
i tuoi sorridono ai miei
è una mappa d’occhi il nostro amore
dalle toponimie volute e tracciate,
lasciate al continuo correre e rincorrere
dentro l’attraverso, i piedi sprofondi
nella sommità di baci bagnati
dove la sorgente carsica si arrende.

Resta intesa la prora, ovunque sia,
del mare oceano senza sfoci in mare.

un altro soltanto

non siamo maghi del destino,
ma sappiamo di averne uno
e poterne vivere un altro

un altro soltanto
da crescere con la pioggia di marzo
sotto il sole di giugno

sappiamo dei grappoli gustosi a settembre

sappiamo che si nasce
a novembre,
quando tutto sembra dormire
l’amore sogna e cresce:
per questo siamo vivi

punto cardinale

altre meraviglie, una a una,
per ogni giorno, ogni respiro,
questo sole, così pubblico
da lasciarsi osservare
dai punti cardinali, camminamenti
di carta, quelli per le poesie
lasciate a metà, tanto domani
si riscrive e tutto più chiaro,
dov’è il luogo a lungo navigato,
attraversato, volato, il punto
equidistante da ogni altro,
quel pezzetto di strada
verso la piazza dove t’incammini

Variazioni

Eteree, cortigiane
ma le Donne compaiono soltanto adesso.

Quando il vestito copre, ed è panno sottile
color cielo, e un po’ di notte esce dalla fronte,
è necessaria quella mano che sappia scoprire,
prendere senza toccare dal basso per risalire

l’impulso è consegnato al desiderio:
ecco, salta il diaframma, si sposta, sale
nel compito del piacere.

Tutto si ferma allo sguardo d’origine,
una dimenticabile solitudine permette alle braccia
di spuntare.

Non ci sarà rappresaglia per gli anni impiccati.