specie nel 1944

nel cuore della notte in territorio nemico,
specie nel 1944, la temperatura
può essere più fredda, l’anima dura
porta alla rappresaglia:
per te, che hai visto la guerra solo al cinema,
quel che è stato è già dimenticato?

il fascismo non sta tornando,
è che non se ne è mai andato

non guardare non c’è preavviso
ci siamo persi nella traiettoria
di un colpo preciso, nulla del cecchino
porta un seme, il progetto
di una vita nuova, spegnere
salvarsi, ogni bicicletta requisita
è tesoro da nascondere

specie sotto il materasso
fingendo una morte per febbre
e tormento, se il nemico la trova
sei morto e nessuno al mondo,
nemmeno tua madre, potrà salvarti dall’ira
di una scelta opposta

*

Annunci

mentre riprendo a navigare

williamsnon è che un banco di nebbia
non cancellerà la Via Emilia,
Timavo pronto a ricomparire
non appena usciremo di Scozia.
Non è buon segno sentirmi dare
del Lei da casuali passanti
mentre riprendo a navigare.
Sono un aggregato di matite,
mi piace rubarne, averne tante
le punte intonse in bella vista.
Lume a marzo inizia
con un viaggio in occhiali neri
a notte fonda.
Anna non ha fatto alcun tipo
di prelievo, ha detto.
Tutto il resto da cancellare.

Sperpero infinito

E’ il giorno della civetta,
gocce nasali ancora da comprare,
chiglie sperperano il mare
discendendo la china
coi senza futuro ammassati in aie
a sfogliare pannocchie e, ballando
sbirciare le caviglie alle femmine,
scordare figli già dimenticati.

Chiusi per fallimento,
non è il solo cartello da appendere
sui cancelli stretti della vita;
sentenziò la Signora Giudice
dall’alto del suo seno vissuto.

Lasciare Ferrara sull’ultimo treno
non evita colate di nebbia barbarica,
fitta da confondere i macchinisti,
inghiotte ogni cosa, bambini e binari.
Sperpero infinito di colli, rosari
e foglie di tabacco;
sibila un forestiero senza valigia.
uomo-nella-nebbia