sotto la pelle pensosa

Donami qualcosa di più bello.

Aprì le braccia, ogni suo accesso
erano aperte campagne,
congetture e irruzioni,
colate di gelosia sempre in agguato,
la polvere si alza al momento giusto,
miele in cambio di capelli,
penombre di luce fuggite alle foglie,
e tutto l’armamentario dolce infinito:
un solo bacio esitante,
“purché tu stia bene mio re”,
e non si dette ragione, ma desiderio
fantasie a mani nude
sotto la pelle pensosa
tutto fuorché noia, neppure l’assenza
sarebbe stata fuori luogo,
è certo che il conquistato
viene a noia al conquistatore;
ma attese, fu una lunga attesa, sapeva,
attese a lungo prima di spegnersi,
fece così quando fu certa
di essere necessità infinita.

e ogni altra cosa impossibile.

Attorno solo aria
non si parla senza luce.
Il nero penombra
vale un amplesso,
le voci di fuori aumentano
in solitudine ogni desiderio:
il colore assente spunta
il seno indimenticato,
ogni singola profondità
di pensiero e il tuo sesso
in fantasia controluce
che non c’è, solo la voglia
avvicina, attorno le cose
si abituano alla rinfusa, insolita
anche per un uomo,
mi sento portare di nascosto
verso amore che non sono io,
che non sia il male minore
ma amore, prato straziato
d’immutabile primavera
e ogni altra cosa impossibile.
Il mio pensiero, il tuo
l’inimmaginabile piacere
giunto alle stesse conclusioni