Gene Deer con poesie di Daniela Cerrato.

Infrango il tacito patto, infatti la rubrica Gioielli Rubati non include brani miei o di Daniela Cerrato, dunque oggi la derubo un po’ io.

Un foglio racconta
.
Un foglio bianco
raccoglie il pigolare
che stanzia sui tetti,
piazza di racconto
al centro e ai bordi,
spazio vuoto che resta
per ragionare silenzi,
in parentesi tonde
coriandoli di festa,
apostrofi e accenti
se opportuni. Qualche
ghirigoro per ricordare
che anche un foglio
è cuore, sa esser bambino.
.
*
.
Acqua terra e luce
.
Incisioni d’una lapide solitaria
riapparse a vista dopo la pioggia,
lacrime tardive han rimosso l’oblio
ridestando un nome emarginato.
L’identità si ripresenta
vestita di foglie gialle cucite a pietra
“eccomi son sempre qui – pare dica –
non scordate che esisto e resisto
tra le pieghe del tempo a dimora,
da tanto non coglievo attenzione
non posso dirvi quanto mi rincuora”
.
*
 

Il tuo Es (a un’amica)

.
Prova a non sopprimere per una volta
quella  parte di te che sempre fuggi
gradita o sgradita ti potrà apparire
ma non potrai di continuo oscurare
ciò che agli occhi altrui talvolta appare
non cercar pretesto, osserva l’ombra
che vive interagisce alberga in te
guarda il suo volto  ascoltane la voce
almeno per una volta non deluderla
asseconda il suo desiderio primario
chissà che tu non abbia sempre eluso
volontariamente la tua parte migliore.
.
*
.
Abbraccio
.
Sotto edicole di sospiri
sostano silenzi accomodanti
attese mai lasciate sole,
sui fianchi crescono rose
minute e profumate, bottoni
che aperti spogliano a vista
l’anima, offerta nuda
a mani ausiliatrici.
Benedici labbra adoranti
martiri del morso in entrata,
una scossa in scia vertebrale
apostola di eterno desiderio
spinge a declinare amore
nella forma meno grammaticale.
Nessun rituale è più dolce
del solleticare un fiore
appena schiuso alla vita.

.

*

visitate il suo blog:

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/

 

Poesie di Flavio Almerighi, da “Lettere”, edizioni Macabor, 2021

Con un grosso grazie a Daniela Cerrato.
Per chi fosse interessato, il libro è reperibile qui:
https://www.macaboreditore.it/home/index.php/libri/hikashop-menu-for-categories-listing/product/148-lettere

Il Canto delle Muse

Quartetto d’archi

Mai visto un quartetto d’archi
suonare nella corte di un parcheggio,
un uomo d’aspetto indurito
tenere nel pugno chiuso un uccellino
dal capo reclinato
per accarezzarlo, chiedere il risveglio
da tutta la malinconia che stagna
silenziosa in città
nel momento dell’impossibile comunicare,
riconoscersi e dire qualcosa
per niente infastiditi
dall’ombra o dall’altrui respiro,
l’uccellino fuggire
dal pugno dell’uomo indurito,
rinfrancato dal gesto d’affetto,
nessuno più ne ricorda il nome.

***

Signor Qualcuno

Un Dio che può essere compreso
non è un Dio (W. S. Maugham)
Ogni giorno Dio fa il mio lavoro,
io faccio il suo. Ogni giorno baci,
pochi abbracci, tanta asprezza.
Sperso capriccio di Venere e Marte,
Troia giace sottosuolo dimenticata.
I compiti assegnati con ordine:
tu fai Dio, io faccio l’uomo.
Macchino, nego, resisto un po’.
Capire una donna o un figlio, credi,
è molto più semplice, ma sono certo
di essere qui per scelta…

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Ascolta & Leggi: Chris Smither con quattro poesie di Daniela Cerrato

Circa un annetto fa scrissi di lei:
Questa autrice, con molta buona volontà, ha saputo coltivare il proprio talento, la propria urgenza di creare, attraverso letture, confronto, e una forte capacità autocritica. I risultati sono evidenti, con la produzione di pezzi sempre più importanti sia nello stile che nei contenuti.
Il percorso è evidente, e mi sento di confermare quanto già ho scritto.

I testi sono tratti dal blog
https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/

Dune

Fino al prossimo sibilo di vento
mi lascio violentare
dall’enormità del silenzio,
m’attraversa uno stato
di beatitudine mai provata,
stringo fra i pugni
la sabbia che, in sosta, resta
in attesa di nuova tempesta.

Osservo il paesaggio
che spesso si modifica
senza stravolgere i connotati,
sinuose rotondità tracciano
volumi in perfetta armonia,
sino al remoto orizzonte,
avverto da qui la sintonia
tra il Nulla e il Tutto.

*

dove sono stata

Mi chiedi dove sono stata
in tutto questo tempo.
Coi calzini corti si andava
a lumache e funghi,
il sottobosco era gioco e colonia,
fobia e disagio la compagnia
serioso il grembiule a fiocco rosa.
Un balzo veloce, birra e hamburger
luci soffuse e musica da stordire,
grande per gioco ma per poco
un moto ondoso a guarire arsure
di donna. Dolore liberatorio
e carezze a lenire, la dolcezza
inattesa di chi non sarebbe rimasto
e una coda di anni senza latte.
L’anello al dito non fa amore
la sorte ubriaca di tristezza
a non smaltire la sbornia.
Mi chiedi dove son stata
in tutto questo tempo.
A sommare gli anni inutili
e attendere che arrivassi tu.

*

lettera a G.

Troppo sole svanito per mani bucate
il sorriso spento sceso dalla giostra,
uno sciame di api ronza sugli occhi
che non hanno guardato al futuro.
Il latte versato fa piangere, così
le cipolle ancora da tagliare.
Poi cammina sulla spiaggia d’inverno
in un giorno di vento e burrasca,
la sabbia invade gli occhi, la stessa
che gettavi a manciate sul viso altrui
chè non vedesse. Ora sai che brucia.

*

la voce del Lys

Racimolare sassi
ordinarli per dimensione e forma.
Ritorno al letto d’un torrente montano
dove l’acqua è gelidamente cristallina
si raccoglie il flusso
con la mano a conchiglia,
piccola diga che si ritrae a pugno
conservando detriti di corrente.
Lo scroscio,
musica di nessun strumento,
penetra le orecchie e si fa eco
per diverse ore; nel restante silenzio
nuotano trote marmorate
finchè un amo non le impicca
all’osannare di voci umane.

Gioielli Rubati: comunicazione di servizio, nuova collaborazione.

Comunico che, a partire dal numero di domenica 5 luglio prossimo, l’autrice Daniela Cerrato curerà assieme a me la rubrica, per renderla più ricca e possibilmente svecchiandola con nuove idee e nuove proposte. La rubrica sarà pubblicata in simultanea sia qui che su:

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/

grazie e benvenuta, Daniela!

Ascolta & Leggi: Enigma con poesie di Daniela Cerrato

Ricevo e pubblico molto volentieri queste esperienze poetiche di Daniela Cerrato. In poesia gli inizi sono sempre incerti, difficili, specie nel rapporto tra quanto si vorrebbe dire e quanto effettivamente si dice, e in che modo. Questa autrice, con molta buona volontà, ha saputo coltivare il proprio talento, la propria urgenza di creare, attraverso letture, confronto, e una forte capacità autocritica. I risultati sono evidenti, con la produzione di pezzi sempre più importanti sia nello stile che nei contenuti. Buona lettura.

il suo blog:

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/

DEBUTTANTI ALLE PROVE

Cala il sipario tutti i giorni,
anche su quelli inconcludenti
che non ci hanno resi protagonisti.
Posti a sedere pochi. Stiamo in piedi,
che alzandoci sulle punte e stendendo
braccia e dita verso l’alto
ci si avvicina di più al cielo.
Non si applaude, non si osanna
alcun momento particolare,
un bis non è consentito, ieri
è tempo andato, l’oggi in corso.
Il domani sarà recita a soggetto
ma con l’entusiasmo dei debuttanti
durante le prove, senza pubblico.

*

LA NOTTE NON AMA LE LUCI

La notte non ama le luci,
nemmeno quelle di un lumicino
i pensieri vagano errabondi
dov’è abbondanza di tenebra,
sono pipistrelli in volo
inorridiscono alla violenza
sul velo nero, e si disperdono
sparpagliati nel nulla
quando una luce emana il raglio
di un somaro che disturba pace.
Ombre su ombre, monocromo
allargato come le pupille
che si adeguano al gioco,
come falene che sgusciano via
dai nascondigli e con bisbigli d’ala
scandagliano aria prima che giunga l’alba.

*

FORSE

Poesia scorsa per l’intera sera
odissea di versi giù per la gola,
acqua a dissetare l’animo
vestito di spugna per l’occasione,
le vibrazioni son giunte, puntuali,
a impreziosire collane di parole
presenti già in memoria.
Sale sulla coda del respiro accorciato
al passaggio d’ogni estasi verbale,
folate di emozioni sublimate,
ammalianti, dolci, assassine,
che quando ho tentato poi di scrivere
ogni idea pareva plagio, e giù,
a spegnere dalla testa ogni scintilla
nuova e buona solo in apparenza.
A mente resettata dalla notte l’attesa
d’una vampa riaccenderà il mio corsivo.
Forse…

*

MARGHERITE

Fra le macchie del prato
v’è una candida semplicità
di minuscoli pallidi volti,
numerosi e fitti, bianche frange
tra il verde tenero e precoce,
sottile manto per la pigra primavera.
Sembrano oltremodo infreddoliti
quei piccoli astri un po’ sbiaditi,
ancorati alla terra bruna,
petali allungati e stretti a corona,
incurvano le punte per porre riparo
al pungente pizzicore del mattino.

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Daniela Cerrato nata e residente ad Asti, carattere introverso, sin da bambina alla compagnia preferivo contemplazioni e fantasie che cercavo in sereno isolamento. Cresciuta con polso fermo e pochi vizi, iniziai a scrivere pensieri su diari personali che acquistavano spessore per tutto ciò che incollavo sulle pagine. Letture e musica hanno influenzato la mia adolescenza e insieme le prime insofferenze. Ho iniziato a scrivere poesia sporadicamente, solo per me, molti anni più tardi, senza mai preoccuparmi di farla leggere a qualcuno. Ho iniziato a far conoscere i miei versi in rete circa sei anni fa, inizialmente senza troppa convinzione. La passione per la scrittura è aumentata strada facendo come il tempo ad essa dedicato, compatibilmente con quello che lavoro e impegni consentono.