Ascolta & Leggi: Via con me – Paolo Conte; Le perle di Loch Ness – Cristina Annino.

Cristina Annino ha una coerenza di fondo e una capacità profonda di tradurre la creatività in quadri, poetici e non solo, ben fuori dal comune. Una poesia, la sua, che continua a trarre linfa vitale dai grandi filoni del Novecento poetico, ricca di sarcasmo, umanità, personalità e, mi si perdoni l’ossimoro, impersonalità (nel senso di non invadenza dell’Io). Chi penserebbe mai che l’oscuro, inquietante e misterioso Lochness dalle acque d’inchiostro, possa partorire perle? Anche qui una poesia brillante, mai ripiegata e mai banale. “Le perle di Loch Ness” (Arcipelago Itaca, 2019), è più che mai la conferma dell’inquieto che agita la creatività del Poeta, della sua capacità di rigenerarsi, anche andando oltre la mera forma della poetica ermetica. Ed è, come sempre, una prova brillante, interessante, da leggere e soppesare. Il brano di Paolo Conte mi è stato indicato dall’Autrice del libro.

Mosche

Chi può capire che girarsi così, sullo
zucchero! passare i muri con
le palme… Si gonfia
un personale sigillo di mestizia.
Neppure
l’esercito della Salvezza ci usò
per la banda, avanti tutte con
i corni, volando
da guardiani notturni. Noi,
l’olfatto si trasforma in lavoro.
Che fiato non abbiamo per dire
l’ingiustizia! L’anima dell’uomo
ricopia tutto, ma scorda
spesso lo spirito che esiste
ovunque vaga. Si incarna
nel luogo di se stesso. La prego
mi risponda…

*

Il giorno fa giornata

Viene avanti così, col torace a carati
che gli gonfia l’oro dei denti; brilla
di luce propria. Cresce a ogni
pedata che da, floscio, potente,
dal lato destro gli casca ogni cosa.
Col bacino, sede d’uccelli, rimette
in moto il mondo meschinamente.
Quale ossigeno beve? impiegato
postale o carro armato che inchina
le ruote per abbagliare, poi di colpo,
tira via le coperte con le
persone, la fauna pendente dalla foglie. E
corre, corrente ma dove va? l’esistenza
ogni giorno sbattendola come un polpo.

*

Che dire? Anche fuori dall’universo,
Céline tossico in astinenza, palleggia
occhi a terra, due mine. L’aurora
l’aveva con sé, tra le mani, come pure
la paglia. Con quei pigiami di notte,
ogni volta un canestro.

*

La notte del diluvio

Mi perseguitò, non dava
tregua: un tacco lesbico che
girava con me, dormiva
insieme. Mai la volli, la misi
all’angolo parecchie volte, e
le chiesi perché, se la vita è una
carità … (fischiava sempre per
trasferito senso della grammatica).
**
Diventò
tossica, poi rupestre, poi niente. Molle
rientrava in me. Alla fine rese
il mio corpo una stirpe. E fece
quel che poté, torcendosi le dita; più
delle Alpi, Appennini, le Ande!
Ogni notte così. Pioveva
su noi colossalmente, cascava
nella camera tutto: monti, vivi, piante,
che io scacciavo come Cristo dal
tempio i mercanti.

*

Bernini impura beatitudine

Quell’anima che sta sopra e rapina
di brutto, quel sasso caduto in corpo
più della neve che inclina
velocemente la schiena, tutto asfalto
insieme, poi
ponte di godimento. Quel solitario
atto, quell’abside di traverso sopra
tele di marmo, ovunque sia
il desiderio. È cieco
piacere misericordioso fraterno,
non odora di niente, di vene forse
immense come una pala di chiese
con rapimenti unici e anche
preghiere nelle dita scosse per
conto loro.

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qui qualche notizia biografica su Cristina Annino

https://it.wikipedia.org/wiki/Cristina_Annino

il libro è reperibile qui:

Libri in uscita

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letture amArgine: due inediti di Cristina Annino

Se ne incontrassero più spesso di persone così integre nonostante il mondo poetico italiano! Cristina Annino è da considerare una delle voci più autorevoli della Poesia nostrana. Questi inediti, in anteprima nazionale, faranno parte di una raccolta prevista in uscita per il prossimo anno. Poesie che, per stessa ammissione dell’Autrice: Beh, sì, fanno parte della seconda sezione del libro che comprende poesie erotiche o di amore. Si cambia nella vita e nella scrittura! Prima disdegnavo poesie appena sentimentali ora ne faccio molte, attualmente non scrivo, poi ricomincerò. La vita va da sé con una nuova materia che rimane dentro il corpo, non ne esce come in una specie di soffocamento e crea una sonorità apparentemente più schiacciata. Poi esplode fuori. Siano dedicate o inventate o ricordate, è stato aggiungere un tasto a quella musica di cui ti parlavo. E che poi, cara Cristina, cos’è la poesia se non questo?

Per approfondire e/o contattare l’autrice (la nostra conoscenza iniziò così una decina d’anni fa, credo):
https://www.anninocristina.it/

Bernini impura beatitudine

Quell’anima che sta sopra e rapina
di brutto, quel sasso caduto in corpo
più della neve che inclina
velocemente la schiena, tutto asfalto
insieme, poi
ponte di godimento. Quel solitario
atto, quell’abside di traverso sopra
tele di marmo, ovunque sia
il desiderio. E’ cieco
piacere misericordioso fraterno,
non odora di niente, di vene forse
immense come una pala di chiese
con rapimenti unici e anche
preghiere nelle dita scosse per
conto loro.

*

Incontro al buio

Non sono nato ieri, perdio! Lei
si sbuccia cadendo
sull’impiantito. Lei rossastra
cambia odore; gira
qualcosa di sinistro, destro,
ondoso, di sudaticcio. Farò
sul divano un
capolavoro, lo sento, persino
il legno si spezza; e mi stendo
com’ un bucato di lino. Il lavoro
è in corso; capirai!
“Che è
il NON vero?”
le grido; ma
la fabbrica s’apre e infilo
il corpo sedendomi
sulla brace, poi l’insetto
divora l’orto.
Io faccio
l’amore da cieco, io spengo
la lampadina e cammino, ho
marciato fin qui. Col tatto
solo. Il mondo atroce girando
l’onnivoro
collo nostro. Ecco, con
stupore lei sta per
essere quel che è, la pelle non
ubbidisce alle mani, le va
di traverso il pollo di Freud. DIO!!!
grazie
per tutto quello che non ci dai.

Cristina Annino vive e lavora a Ostia. A Firenze ha studiato Lettere Moderne e si è laureata con una tesi sulle prose del poeta César Vallejo. Dopo la laurea, sempre a Firenze frequenta il Caffè Paszkowski, ed entra in contatto con il Gruppo ’70, fondato nel 1963 da Eugenio Miccini e Lamberto Pignotti e partecipa agli incontri della neoavanguardia che si svolgono al Caffè San Marco senza, peraltro, lasciarsi troppo coinvolgere dalla poetica del gruppo. Nel 1969, con le edizioni Téchne di Firenze, pubblica Non me lo dire, non posso crederci. Nel 1977 pubblica Ritratto di un amico paziente presso l’editore Gabrieli di Roma. Nel 1979 per Forum/Quinta generazione esce il suo primo romanzo Boiter. Nel 1980 vince la prima edizione del premio della casa editrice Bastogi che pubblica Il cane dei miracoli. Nel 1984 Walter Siti la inserisce nell’antologia Nuovi poeti italiani, n.3 (Einaudi 1984). Nel 1987 pubblica per Corpo 10 di Michelangelo Coviello Madrid, volume con cui vince, ex aequo, nel 1988 il Premio Pozzale Luigi Russo. Nel 1989 si trasferisce a Roma e inizia a dipingere: ha all’attivo mostre collettive e personali in Italia e all’estero. Nel 2002 esce Gemello carnivoro (Quaderni del circolo degli artisti, Faenza). La collaborazione con poesie al lavoro pittorico di Ronaldo Fiesoli produce, sempre nel 2002, Macrolotto, libro d’arte edito dalle Edizioni Canopo di Prato. Successivamente pubblica Casa d’aquila (Levante, Bari 2008) e Magnificat (Puntoacapo, Novi Ligure 2010), un libro antologico che raccoglie testi dal 1969 al 2009 e che ottiene il Premio di poesia Lorenzo Montano. Nel 2012 viene dato alle stampe Chanson turca (LietoColle, Faloppio). Nel 2013 sue poesie sono inserite nel primo numero dell’almanacco di poesia internazionale “Quadernario. Ventisette poeti d’oggi” edito da LietoColle e diretto da Maurizio Cucchi. Per l’editore ‘Stampa 2009’ esce, nel 2013, la ristampa di Madrid. Suoi testi sono stati tradotti e pubblicati in InVerse 2006. Italian Poets in Traslation (John Cabot University Press, Roma 2007) e in «Italian Poetry Review» (Società Editrice Fiorentina e Columbia University, 2011). Tra il 2015 e il 2018 vive e lavora a Milano. Del 2016 è la raccolta Anatomie in fuga (Donzelli Edizioni, Roma). Nel 2017 esce il romanzo Connivenza amorosa (Greco & Greco, Milano).

auguri amArgine: Levando Polvere con Cristina Annino

Cristina ha riletto il mio canto di Natale e l’ha musicato a suo modo. Così ci siamo scambiati gli auguri.

Levando polvere

Perché mi guardi?
Pensa all’osso tuo
e non temere i botti
coglioni della notte
santa, che sparirà
con loro, dormi.

Se quel vacuo nascere
fosse vero sarebbero
spine soltanto di pesce
adriatico andante, senza
mare né cielo celeste.

Guarda la famiglia
se l’ hai, vai magari
a una festa o invita
ma non scambiare mai
regali per mutande.

Fosse vero,
saresti dove?
come diresti Buon Natale
se l’arca ormai rovesciata
non spande più giustizia?

qui qualche notizia biografica su Cristina Annino

https://it.wikipedia.org/wiki/Cristina_Annino

qui è reperibile qualche notizia sul nuovo romanzo di Cristina Annino

https://www.ibs.it/conivenza-amorosa-libro-cristina-annino/e/9788879807685