Questione di metodo?

Su un social ho trovato questo video, a mio avviso molto significativo, il contenuto è molto semplice: due nazisti, il primo in divisa da SS, il secondo in uniforme da SA, negano di essere nazisti di fronte a un malcapitato che li apostrofa. Malgrado i due neghino di essere nazisti, il povero malcapitato verrà arrestato. L’oppressione quindi non ha colorazione né matrici ideologiche, è solo questione di metodo?

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contrappello al voto

La lega non esiste più, c’è salvini che, per un paio d’anni, farà lo sborone come il suo omonimo renzi cinque anni fa: di maio non è mai esistito, e i cinquestelle con le botte che hanno preso a questo giro, ne vedranno almeno altre cinque. Al partito desertificato, ultimo baluardo di civiltà, lasciate credere che il loro (quasi la metà dei voti in meno rispetto a cinque anni fa) sia un risultato incoraggiuante; poverini, non svegliateli di colpo. Sarà poi la volta di qualche altro utile idiota, ma utile a chi, a cosa? Of course alla finanza, alla massoneria e compagnia brutta. La politica esige integrità e impegno personale, non tifo non fans, perché altrimenti si finisce in un vicolo cieco, tipo questo.

Ennesimo appello per il voto?

Da molti anni il voto è protesta, sfiducia nelle istituzioni che, molti vorrebbero “cambiare” semplicemente votando: elargendo l’ennesima fiducia al “nuovo che avanza”. Cambiare cosa? Il declino di questo paese morale ed economico? Le persone che ci governano sempre peggio? Il voto non basta, serve impegno da parte di ognuno di noi per garantire quel “cambiamento in meglio” che tutti ci aspettiamo, durante campagne elettorali le cui promesse saranno archiviate come amnesie e impossibilità. I giovani chiedono lavoro… fossi in loro chiederei anche una giusta retribuzione e il ritorno della civiltà del lavoro. Tutti chiedono qualcosa che dall’alto certo non cadrà. “noi siamo da secoli calpesti, derisi/perché non siamo popolo, perché siam divisi…” recita una strofa del nostro Inno Nazionale, e sarà così fintanto che ci limiteremo al voto ogni cinque anni, o andremo al mare per protesta. I vari mussolini, berlusconi, renzi, salvini, cosidetti “uomini della provvidenza” non hanno cambiato l’Italia, l’hanno peggiorata e noi abbiamo accondisceso, peggiorando tutti quanti. Ogni volta.

Le istituzioni senza persone adeguate non fanno la Democrazia

Probabilmente scopro l’acqua calda. Abbiamo la Costituzione più bella del mondo, ma a questo punto è più disonesto cambiarla o non applicarla? Un fatto è comunque inoppugnabile, senza persone degne, politici adeguati leali servitori dello stato, la Democrazia NON c’è. Parliamo di lavoro e reddito, giusto per fare un esempio:

“La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove. Perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile. Bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità”
Piero Calamandrei
Discorso agli studenti di Milano, 1955

Il Lavoro nella Costituzione Italiana

Art. 1
“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”

Art. 3
[…] “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”

Art. 4
“La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”

Art. 35
“La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni. Cura la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori. Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro. Riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell’interesse generale, e tutela il lavoro
italiano all’estero”

Art. 36
“Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa. La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge. Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi”

Art. 37
“La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione. La legge stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato. La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione”

Art. 38
“Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale. I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria”

Art. 39
“L’organizzazione sindacale è libera”

Art. 40
“Il diritto di sciopero si esercita nell’ambito delle leggi che lo regolano” (Costituzione della Repubblica Italiana, 27 dicembre 1947)

2018: l’Anno dei Tre Carnevali, Cicciolina torna vergine.


Scrive Alberto Rizzi: Finalmente la maggioranza degli italiani con tendenza alla criminalità spicciola torna ad avere il suo candidato ideale. Questa sì che è democrazia! Ma caro Rizzi è ben di più! Il 2018 si sta rivelando essere l’Anno della Cuccagna, l’anno dei Tre Carnevali, atteso fin dal tempo dei Romani. Già molti parlamentari stanno facendo la fila per offrire il proprio seggio alla ballerina di arcore, ma fosse tutto qui!
Sta accadendo l’impensabile e non soltanto questo. Già Cicciolina è tornata vergine e pronta a festeggiare l’immacolata concezione. La CEI ha già fatto richiesta di poter pagare l’Imu come chiunque, mentre forminchione ha fatto outing di tutti i suoi misfatti e ha chiesto subito la riabilitazione. La famiglia mubarak non vede l’ora di riabbracciare la nipotina ruby. Intanto quel canchero della fornero si è messa in fila piangente per chiedere scusa a tutti gli esodati. Mentre equitalia ha già preparato l’elenco di tutti i contribuenti italiani cui mandare, a scelta, panettone o pandoro in vista del Condono Tombale. La scoperta del petrolio, un mare di petrolio, avvenuta alle due di questa notte di fronte alle coste di tutto l’Adriatico rende l’Italia a pieno diritto il paese più importante dell’opec: già Libia, Eritrea, Etiopia, Somalia, Dodecaneso, Istria e Dalmazia hanno presentato rispettosa domanda per essere riannesse all’Italia. Abbiamo già messo in guardia berlino e la merkel: dovranno fare i compiti a casa, altrimenti manderemo la trojka, anzi peggio la trinità. Felici e contenti ora andiamo a fare festa di Carnevale in Piazza Totò Riina.

Ore disperate


La Nazione sta vivendo uno dei tanti momenti più bui della sua storia. La situazione politica in Italia è grave ma non seria, direbbe per la duemillesima volta Ennio Flaiano. Due forze politiche alquanto antitetiche stanno sottoscrivendo un “contratto” di governo: in parole povere mettono nero su bianco quello che vogliono fare insieme. Alcune cose sono “di sinistra” tipo l’abolizione o superamento della legge fornero, altre no (persino incostituzionali a parer mio) quali la flat tax. A questo la sinistra incapponita da renzi assiste impotente. Quando una classe dirigente abbandona il suo popolo perde consenso, i partiti di sinistra sono stati ridotti ai minimi termini, solo per questo renzi e c. vanno subito defenestrati. Storcono il nasino di fronte all’inciucio grillo leghista dopo essere stati per sette anni alleati “in nero” di berlusconi. A questo dobbiamo aggiungere le Ore Disperate che sta vivendo il pd in pieno dissesto finanziario. Le casse svuotate per finanziarie la fallimentare campagna per il sì al sabotaggio della Costituzione, i dipendenti in Cig da un anno e con una serie di stipendi non pagati. 140 su 175 lavoratori saranno mandati a casa finita la Cig. La testata l’Unità messa all’asta, importo base € 300.000. Tutto questo sembra incredibile. Aggiungiamo a questo che un lavoratore dipendente licenziato senza giusta causa grazie a una legge, il Jobs Act, fatta dalla sinistra non potrà essere reintegrato, mentre un delinquente del calibro della ballerina di arcore è stato riabilitato e può tornare a candidarsi a cariche elettive. C’è solo da sperare, anime belle, che il governo grillo leghista vada avanti 5 anni e che Sorella Morte dia una mano.

Lettera aperta ai cari Compagni della Fu Sinistra


Cari Compagni della FU Sinistra, voi non ci avete ancora capito un cazzo. Renzi è stato quel Cappato che ha accompagnato il pd verso l’eutanasia, soltanto questo. Voi eravate il male lui è stato la cura. Cos’è il pd? Un partito di sinistra? Lo è mai stato? E’ un partito nato dai sondaggi per limitare i danni delle elezioni politiche del 2008, già perse in partenza. Un partito nato morto, cui io non ho mai aderito, e me ne vanto. La sintesi tra le culture cattolica democratica della Margherita e quella progressista già alquanto rosè dei Ds era impossibile a priori. L’unica sintesi è stata fatta su poltrone e corruzione. Quanti di voi a partire dal caso umano Sandro Bondi si sono fatti ammaliare dal modello berlusconiano fino ad assumerne le pose e il linguaggio? Lo avete inseguito, blandito, tranquillizzato, intanto ve lo metteva in culo, assieme a tutti quei post democristiani eletti grazie ai vostri voti. E il sindacato? Buono quello! Ha creato apparati su apparati, comperato immobili principeschi, pagato funzionari a peso d’oro, creato enti bilaterali, fondi pensione con tanto di Cda dieci anni prima che diventassero operativi. Oramai l’unica federazione che regge è quella dei pensionati. E il regista Nanni Moretti era un grillino ante litteram, quando di fronte a tanto sfascio anzitutto morale, esortava D’Alema a dire “qualcosa di sinistra”? E i girotondi, ultima espressione di resistenza al berlusconismo rampante, quando voi dormivate sonni tranquilli e il compagno Folena sfoggiava bellissimi cachemire firmati? E oggi continuate a disprezzare i grillini, a fare facile ironia mentre loro stanno per formare un governo, coi voti ricevuti da un popolo di cui voi non fate più nemmeno lontanamente parte?? Guardatevi allo specchio anime belle, e se vi rimane un minimo di coerenza, sputatevi in faccia.