ferie amArgine: lanciatore di coltelli

la notte scorsa
un lanciatore di coltelli
ha sfidato il mangiatore di spade
per stabilire chi dei due
avesse la gola più scorrevole,
la lingua più tagliente

nelle campagne vuote, causa il caldo,
ha vinto la lama zapatista
col suo alone rosso tramonto:
per i vicoli non si canta più,
il vino è aceto per spugne,
dove sono andati tutti?

non è stato Dio,
siamo stati noi!

ammise infine il lanciatore di coltelli,
fra treni saltati,
zingari defunti, ricordi persi,
Piazza Maggiore piantonata,
al suo avversario sconfitto
ancora a terra

(a Claudio Lolli, 1950 – 2018)

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Necrologio di una mosca

La morte mi fa ridere.
La vita no (Piero Ciampi)

Oggi è morta una mosca.
Zoppicava in ombra, l’ho messa al sole.
Due ore dopo accasciata sul dorso
scalciava al cielo, finché è rimasta immobile.

Libertà finita alla prima gelata novembrina.
Il ghiaccio è vetro, graffia.
Dopo l’ultimo rimpianto lascia
un vivere svagato, peccati senza ricordo.

Dalla sua biografia non affiorano domande,
altrettante le risposte, per il resto
cavalcò tigri e buoi evitando di ferirsi.

Ne danno il triste annuncio un incallito fumatore,
l’oceano di cicale già defunte.
Il caldo che presto o tardi tornerà.

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