lettera a Clara

del fatto che non mi abbracci
e non mi baci
ho riempito altri libri,
lettere che giacciono dentro
sicure, al calduccio
senza ipotesi di pronuncia,

siamo dei,
abituati ad addormentarci presto
a uccidere la sveglia del mattino.

L’amore pomeridiano
è parte di un transitorio disgelo,
rubata la mano in preghiera
è una buona mano sul tavolo verde.

Oggi Clara, è difficile
dimenticare i nostri primi vent’anni,
la letteratura oziosa
diventa improvvisa amnesia
utile solo a sparire
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Clara vive sola

una sera
Clara ha raccontato la storia
di chi l’ha baciata
dentro un armadio,
mentre scriveva nascosta
dietro ante semi aperte
seduta sulla naftalina,

la luce andava,
venivano nubi veloci,
al buio la carta
brillante come richiamo.
Solo chi è stato là
sa di cosa si parla,
quali siano stati
gli abiti che indossava.

Mia madre
non poteva avere figli,
le sono nato io
che ho rapito Clara,
ma i suoi occhi,
quando voleva aprirli,
sapevano scrutare oltre.

Il candore dello zucchero
è dissolto il velo.
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