letture amArgine: un po’ di poesie da un amico

F.: posso pubblicarle sul mio blog?
C.: si se ritieni di poter dare luce al buio delle mie sciocchezze un abbraccio

UN FIORE RARO

Spunta un fiore sull’impossibile roccia, emana un profumo, un colore nuovi e come una goccia d’acqua caduta su di una foglia di loto, rimane inalterato.
E’ un fiore che non si può cogliere; perderebbe, forse, profumo e colore, freschezza e fragranza.
I sensi della mente, soli, possono custodirlo.
Non si può stringere un profumo, un colore.
Si può vibrare in sintonia silente.
Allora profumo e colore diventano armonia, che oscura il sole e l’azzurro del cielo.
Profumo e colore siete nella mia mente.

IL FIORE CHE ILLUMINA

Fiore nella nuda terra, il sole ti scalda e illumina.
Tu vuoi illuminare e riscaldare, ma il viandante è distratto, duro, non aperto alla dolcezza.
Non tòcco da tale necessità e nulla sapendo offrire, è inesistente e soffre e fa soffrire.
Tu, fiore mio, su questa distesa assolata rischi d’inaridirti.
Non basta per la tua sete un discontinuo sorso d’acqua, dato con mano grossa, senza la soavità della grazia.
Tutto teso, attendi di essere irrorato.
Tu, viandante, coltiva te stesso, riempiti di grazia, gentilezza e comprensione, onde poter dare.
Senza questa disponibilità, pur essendo vicino al fiore, non ne godi il profumo.
Un fiore non curato tende ad inaridirsi.
Si difende isolandosi.
Nutrendosi di speranza attende. Ombre e fantasmi intravede.
Dalle tenebre un viandante, sconosciuto e sempre atteso, giunge, illumina ed è illuminato.

*

Non io scrivo versi
ma il corvo nero che mi guazza dentro
l’anima mia impietosa
nel duro osso del cranio.
E così la ricerca continua
inesplorate anima o mente
si sversano liquide su binari sconosciuti
qualcuno-qualcosa che mi assomiglia
sporca la tela bianca di gesso
ed io m’illudo
che consenso mi tocchi
come se fossi coscientemente io
ad aprire larghe ali ai venti
immortali del cielo
e non la sottile ascia del dio
tagliente sotto la pelle
come l’aguzza lama che scuoia
il vello dell’agnello.

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ora d’aria

dell’ora d’aria dolcissimi
ricordi di passi strascicati,
la morte non insegna, raccoglie.
Misurato a naso il pavimento
senza fatica ci innamoreremo
della cima e di molte altre cose,
l’amore consegna, semina

e da tutto questo entrare
non so quanto sarà possibile uscire,
andare oltre come suore
la cui assunzione canta
tra campane a festa