Noccioline & banane: La posizione del fottiti (da The Gambler)

Non sarà una rubrica fissa, ma, mano a mano che me ne ricorderò, vi riproporrò spezzoni di buon cinema a mero fine formativo. Questo frammento a sfondo filosofico è tratto è tratto da The Gambler, film del 2014. La visione integrale del film e l’ascolto della magnifica colonna sonora sono consigliati a tutti.

Per sapere di più sul film:

https://it.wikipedia.org/wiki/The_Gambler_(film_2014)

Cinema amArgine: Poesia che mi guardi di Marina Spada (2009)

Leggo le parole dei poeti per capire il mio cuore e quello degli altri.

Poesia che mi guardi è un docu film di Marina Spada, presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia del 2009. E’ incentrato, in forma quasi dialogica, sulla figura della poetessa Antonia Pozzi, non sempre ricordata e spesso dimenticata. La protagonista, Maria, è interpretata con molta intensità dall’attrice italo bulgara Elena Ghiaurov. E’ un film rarefatto, liquido, molto adatto a un pubblico di amanti della poesia, un film che consiglio vivamente.

E’ il racconto della figura di Antonia Pozzi, poetessa in parte dimenticata del Novecento Italiano, suicidatasi a soli 26 anni, Poesia che mi guardi analizza il ruolo dell’artista e, in particolare, del poeta all’interno della società di allora e di oggi, tracciando paralleli tra l’isolamento culturale di cui era stata vittima la Pozzi e l’efficacia comunicativa ribelle e pandemica degli H5N1, studenti di giorno, poeti attacchini di notte, interpretati nel film da tre giovani attori milanesi.

cinema amArgine: Paterson (2016) di Jim Jarmusch.

Intanto Jim Jarmusch non sbaglia un film! Questo è un film speciale, perché il protagonista è un poeta, intanto guida autobus, che non sa di esserlo. Paterson (interpretato magnificamente da Adam Driver) è un autista di pullman che vive nelle cittadina di Paterson del New Jersey, città natale del poeta William Carlos Williams vissuto tra il 1883 e il 1963. Paterson conduce una tranquilla vita ordinaria, fatta di piccole emozioni, riti quotidiani e un rapporto affettuoso con la moglie Laura. Ogni giorno, durante il solito giro in pullman osserva e ascolta la vita delle persone che lo ispirano per la sua vera e unica passione: la poesia. Trascrive i suoi versi su un taccuino senza curarsi di farne una copia, nonostante le insistenze delle moglie Laura che ne coglie il pregio e il valore.
Un giorno però il cane Marvin, distrugge il taccuino lasciato incustodito sul divano di casa e Paterson sembra cadere in un profondo sconforto per la sua perdita, ma un incontro inaspettato darà nuovo vigore alla creatività poetica di Paterson.
E’un piccolo capolavoro questo ultimo di Jarmusch. Esattamente come la poesia che vuole rappresentare è lento, ripetitivo, discreto, sussurrato, ma, soprattutto, chiede qualcosa di decisivo agli occhi di chi lo guarda, ovvero la predisposizione all’attenzione, la voglia di cercare, nella ripetitività di una vita noiosa e ai margini del mondo come nel flusso di parole semplici e di suoni quotidiani che forma le poesie di Paterson, l’anello che non tiene, il minuscolo scarto che dà il senso a tutto il resto.
Film consigliatissimo e lunga vita alla Poesia!

cinema amArgine: Poetry (film 2010)

Quando si riesce a scrivere la prima poesia, bella, brutta, poco importa, è sentire un figlio che esce dalle viscere. Ci si stende a terra con le braccia aperte, nella sensazione che il mondo ci appartenga. Poco importa se fino a un attimo prima la vita è stata uno scantinato e basta. Mai pretendere nulla dalla poesia, perché da quel momento non si lascerà più trovare. La poesia è creazione, atto, strada da percorrere. Tenete la poesia sempre con voi, appuntata sul cuore. Poi arriveranno forse la seconda, la terza… Ho trovato questo film una poesia vera e ve ne propongo la visione.

Poetry è un film del 2010 scritto e diretto da Lee Chang-Dong.

Yang Mi-ja è una anziana signora che lavora come badante e che vive con il nipote affidatole dalla figlia trasferitasi per motivi di lavoro. Un giorno Mi-ja viene contattata dal padre di un amico del nipote che le rivela che il proprio figlio e i suoi cinque amici, tra cui il nipote della donna, hanno violentato per mesi una compagna di scuola portandola al suicidio. Il padre dell’amico le riferisce anche che gli altri cinque genitori hanno intenzione di corrompere la madre della ragazza affinché non faccia parola con la polizia delle violenze subite dalla figlia e chiedono che anche Mi-ja versi la sua parte, che però l’anziana badante non possiede.
Contemporaneamente Mi-ja ha delle amnesie periodiche che si rivelano essere un principio di alzheimer; tuttavia questo non le impedisce di seguire corsi di composizione poetica e frequentare locali di lettura di poesie, nel vano tentativo di comporre un’opera propria che non riesce a causa della mancanza di ispirazione. Durante queste letture conosce un poliziotto, apparentemente molto volgare e superficiale, ma in realtà con un profondo senso del dovere, a cui confessa il reato del nipote che pertanto viene arrestato con i suoi cinque amici. Dopo l’arresto, e grazie al pensiero rivolto alla ragazza che si è suicidata per colpa del nipote, Mi-ja riesce finalmente a comporre la tanto agognata poesia.