Però il rinoceronte

Se non si cuoce a fuoco lento
Rimane cruda dentro.
Al dunque quando può le piace
Sentirsi al centro dei carciofi tenerelli.
Cosa sa, cosa sa
Che gli animali sono esseri scorrevoli;
Però Il Rinoceronte ha il freno a mano,
L’amore è un gesto pazzo come rompere
Una noce con il mento sopra il cuore,
E si dovrebbe vivere lontani
Per essere creduti se si dice:
Qui è nato un disinganno mai allevato
E grosso come un bue,
Mangiando poco,
E si dovrebbe vivere lontani e dire:
Ho visto qual è il colmo
Di me stessa,
Sfilandomi un maglione sulla testa,
Per ora si interessa all’infusione,
Che dona brillantezza ai suoi capelli
E la parola chiave è rosmarino.
Il gusto si fa estivo a mezze maniche,
Esaminando la Venere di Milo,
I riti i riti, ma che riti d’Egitto, tutto e’
Fidanzamento
La colazione in tazza,
Il pranzo, poi la cena e gli intermezzi,
Basta non le si dica “Indovina chi sono”
E non te l’aspettavi ecco cose così
Raggianti e tristi, cose di burro
In forma di conchiglia.
Sono io quella ragazza dice
Puntando il dito come viene viene,
In uno sprazzo acrilico a colori
Mimetici soltanto di se stessi,
E di un papero, a sbuffo accidentale,
Contro un mazzo una messe di cielo,
O rosso mormorio di un acquitrino,
Sono io quella ragazza,
Infatti è lei.
Per lei un sovrano avrebbe rinunciato
A nascere, e un cammello si è lanciato
In una cruna d’ago, smascherando
L’acrobata di sabbia in sé sopito.
Sono io quella ragazza dice,
Il giorno prima come il giorno dopo,
E il giorno in mezzo me lo metto al dito,
Così sarà un anello e non un peso.
E per lei, qualche atleta contenzioso
Si è battuto, smantellato da solo,
Crollando coi talenti e i gusti intatti.
Sono io quella ragazza,
Infatti è lei.

(Pasquale Panella)

Ascolti amArgine: Tre canzoni di Juri Camisasca

Scoprii questo singolare cantautore in modo abbastanza anomalo (attraverso la schif parade di Luciano Salce e Bice Valori). Poi occasionalmente un po’ di struscio, scoprendo che molte canzoni sue sono state reinterpretate dal gotha della canzone colta italiana, Battiato, Alice, Giuni Russo, e altri, magari molti ascoltatori distratti avranno pensato fossero brani di Battiato e non cover. Qui sotto una manciata di canzoni di questo grande.

Juri Camisasca, cantautore, pittore di icone, è nato a Melegnano (MI) nel 1951. Durante il servizio militare a Udine conosce il commilitone Franco Battiato che lo introduce al mondo discografico. Il suo esordio avviene con l’album La finestra dentro, un album visionario e surreale prodotto da Franco Battiato e da Pino Massara e distribuito dall’etichetta Bla Bla. Il disco cattura l’attenzione della critica in virtù di un’intensità espressiva e sensibilità fuori dal comune.
Nel 1974 Camisasca presta la sua voce all’album Clic di Franco Battiato. L’anno seguente vedono la luce 2 nuovi brani editi su 45 giri: La musica muore e Himalaya, entrambi arrangiati da Shel Shapiro.
Nel 1976 Camisasca collabora con Alfredo Cohen, come corista, all’interno dell’album Come barchette dentro un tram. Nel 1978 è ancora a fianco di Battiato per la realizzazione dell’album Juke Box. La sua voce è presente anche nel disco Antico adagio di Lino Capra Vaccina. Nel 1979 vede la luce l’album Prati bagnati del Monte analogo di Francesco Messina e Raul Lovisoni. Juri presta la sua voce solista nel brano Amon ra.
Sono questi anni in cui Camisasca esegue concerti basati su lunghe improvvisazioni vocali con accompagnamento di harmonium. Tra questi merita di essere sottolineata la partecipazione alla Rassegna L’evoluzione interiore dell’uomo, al teatrino della Villa Reale di Monza, nel 1978. Da questo concerto è tratto il doppio album pubblicato nel 2018 Evoluzione interiore.
Sulla fine degli anni Settanta l’inquietudine che l’ha sempre accompagnato trova risposta nella ricerca religiosa, e così Juri decide di prendere i voti e divenire monaco benedettino, ritirandosi a vita monastica per circa undici anni.
Nel 1986 vede la luce Nomadi, brano di matrice spirituale, che verrà inciso negli anni a venire da Alice, Franco Battiato e Giuni Russo. Dal monastero esce, temporaneamente, nel 1987 per partecipare ad alcune rappresentazioni dell’opera Genesi di Franco Battiato, in cui è cantore e voce recitante, e successivamente (nel 1988) in modo definitivo abbandonando la vita monastica per quella eremitica, vissuta alle pendici dell’Etna.
Nella primavera del 1988, dopo tredici anni di assenza dal mercato discografico, esce il Te Deum, pubblicato per l’etichetta dell’amico Franco Battiato, L’Ottava, e distribuito dalla EMI. Si tratta di un nuovo album di canti gregoriani, arrangiato elettronicamente, che comprende brani della tradizione e composizioni originali, rivisitati e musicati dallo stesso Camisasca.
Nel 1989 scrive brani per Alice, come Il sole nella pioggia, Visioni, Tempo senza tempo, L’era del mito e Le baccanti. Sempre nel 1989, per Milva, compone I processi del pensiero, Potemkin e Angelo del rock confluiti nel disco Svegliando l’amante che dorme. Nel 1990 prende parte come corista alla tragedia greca I Persiani di Eschilo andata in scena a Siracusa per la regia di Mario Martone con musiche di Franco Battiato e Giusto Pio.
Il 1991 è l’anno de Il Carmelo di Echt, un album di brani inediti di grande intensità lirica, espressione di una profonda ricerca interiore, tra cui spicca l’omonimo brano dedicato ad Edith Stein e ‘Nuvole bianche’. Nell’ottobre dell’anno successivo partecipa come ospite al Premio Tenco, dove interpreta 3 brani dal suo ultimo album: ‘Il Carmelo di Echt’, ‘La nave dell’eterno talismano’ e ‘Le acque di Siloe’.
Nel 1992 Camisasca partecipa come cantore e voce recitante al Gilgamesh di Franco Battiato. Sempre nello stesso anno collabora ancora con Lino “Capra” Vaccina, per il quale presta la sua voce, nei cori, nei brani Le son de la musique e Radiofonic song, contenuti nell’album L’attesa. In questo periodo scrive per Giuni Russo il brano L’abisso del sesso, che rimarrà inedito fino al 2003, quando verrà inserito in Demo de midi.
Nel 1995 collabora ancora una volta con Lino Capra Vaccina, per il quale scrive il brano La voce del vento e presta inoltre la sua voce nei cori all’album In cammino tra i sette cieli. Nel 1997 è presente nella raccolta Devogue per la quale interpreta il brano Broken Blossom. L’anno successivo scrive per Alice il brano Open your eyes, contenuto nell’album Exit.
Nel 1999 Juri Camisasca, pubblica dopo nove anni di silenzio un nuovo album di inediti, Arcano enigma, prodotto da Franco Battiato, arrangiato e suonato in collaborazione con i Bluvertiugo. Sulla fine dello stesso anno Alice partecipa alle selezioni per Sanremo; superate le selezioni, partecipa al Festival con il brano Il giorno dell’indipendenza, scritto da lui. Sempre nello stesso anno collabora con la Premiata Forneria Marconi, per la quale scrive con Franco Battiato il testo del brano Nuvole nere contenuto nell’album Serendipity.
Nel 2002 esce la raccolta La convenzione, che include alcuni brani risalenti agli anni settanta. Nel 2008 reinterpreta il brano La musica muore, in coppia con Battiato. Il duetto viene incluso nell’album Fleurs 2. Nel 2011 partecipa alla nuova opera lirica di Franco Battiato, Telesio, interpretando il brano gregoriano Attende Domine.
Da anni accosta all’attività musicale quella pittorica delle icone. Nel 2003 partecipa al primo film di Franco Battiato Perdutoamor come narratore della lezione di tantra. Nel 2005 recita nel secondo film di Franco Battiato Musikanten e nel 2007 nel terzo film Niente è come sembra.

Estate 74

elektraSplendevi illuminando l’estate indiana.

Una notte per arrivare a mattina
ascoltammo insieme falene
e canzoni da una piccola radio.

Verso l’alba chiesi di immaginarti
quarant’anni dopo
coi figli già adulti.

Saremo più grandi. Dicesti

Alcune notti dopo
un camionista ubriaco
ti lasciò sulla strada.

Ora a volte, quando il caldo è umido
ascolto le stesse canzoni,
il tempo arretra e torni con me