nubi dietro l’acquedotto

L’incendio del capannone Lotras di Faenza, ci sono voluti diversi giorni per domarlo, ha provocato indubbi danni ambientali. Per giorni la puzza si è sentita fino a Castello mentre, causa le correnti d’aria, le strade del lughese sono state oscurate da nubi tossiche. Nonostante i bollettini delle agenzie ambientali dicano che i valori delle troiate presenti nell’aria (diossina, metalli e compagnia bella) sono sempre stati nella norma, è invalutabile il danno a lungo termine sulla salute pubblica, già qua il cancro miete vittime a iosa (l’Emilia Romagna, con la Toscana, è al top delle classifiche nazionali di mortalità) e francamente non so cosa potrà succedere. Intanto c’è un’ecatombe di pesci e uccelli molto fuori dal normale.

nubi dietro l’acquedotto,
gli strati più bassi
sembrano impazzire, il terrore
s’impossessa di tutti,
il pavimento sprofonderà
sotto piedi da colosso d’argilla

tali e tanto siamo,
l’udito non più allenato a percepire
tutto demandato a macchine,
volenterose macchine abbatteranno
il costo del lavoro,
i lavoratori stessi

parlavamo ogni volta,
quando c’era bisogno, parlavamo
spesso per farci compagnia,
altre volte guardando il cielo
in cerca di fuochi più recenti:
sembrò per un istante possederci

Esiste questo tempo?

L’aria ferma riposa
sopra il campo di battaglia
gonfia di foschia
dormirebbe un’eternità.
Esiste questo tempo?

Qui invece è resurrezione.
Incanto di calorie
gettate in bracciate
e schiume di mare apolide.

Il coltello nella doccia
monda dal peccato
poi si getta ferito sul letto
a sognare nuove lune.

L’Atalante corre da poppa a prua
sull’acqua non più giovane

mi irride al pensiero
di scendere e risalirmi
le spalle cariche di veli nuziali
e proscioglimenti
atalante