Mancini

lo stesso mondo infrequentabile
per poi ritrarsi quando il naso
non sa più distinguere gli odori

ne ho incontrati di tutte le risme;
salvo soltanto chi usa la sinistra.
la destra non è la mano del cuore

scambisti di letture, incompresi,
madonnine, incomprensibili, acrobati,
puttane, sosia di

avessi un caminetto potrei decorarlo
con tante teste dai begli occhi di vetro

i peggiori non separano mai l’arte
dall’amicizia interessata, è drammatico
che all’inculata non corrisponda paga

nessuno è migliore di quelli già morti,
hanno detto tutto non possono più mentire:
io sono di gennaio e so di ghiaccio

se non scuoce a fiamma lenta
è tanto tenero il dimenticatoio

al più recente mal di mare

Oggi
i treni vanno in fretta,
sembrano aver persa
l’indolenza felina
dentro domeniche
molto più grandi.

Tutti hanno una casa,
una sposa, qualcuno.
Tutti hanno fretta,
è pietra il solito malgrado
che porta e ridere,
una tantum, del destino.

Nessun temporale,
torna un sole più malato
ad alimentare l’usura
in canti di cicale.

Impossibile ricordare
dove sia il cuore,
forse dentro il cassetto
di chiavi e ombrelli persi,
assieme
al più recente mal di mare.

armi segrete

sorrisi cicatrici astiose
armi segrete ingombrano
l’ultimo giorno d’estate.
Colette ai primi d’autunno
forse è stata
ben più di un uomo,
virtù e castità
chiuse a due mandate
e un solo servizio
rimasto in penombra
Voglio una calza
che tratteggi circi
e altri ospiti, sotto
una veranda di alberi alti
per oscurare il tempo
e una lama vigliacca.
La sigaretta accesa
a ingannare allarmi
dove l’ho messa?
Chi ha già vissuto
per piacere si allontani