Cose belle e strane

tese come filari
nubi pronte ad aggredire
l’alba fin dentro i visceri,
lo sbranatore latente
stiracchiandosi sfiora la bava
stupito da tanta umidità

non a caso
la gente non muore
insiste a spargere indizi,
sulle strade sporche, piene
di segreti inconfessati,
con candore tollera l’omicidio

Iole si accoppia col selciato
scoppiata in più punti,
sorride, tira,
non si preoccupa di noi
solamente di passaggio
nell’alveare senz’api