pensierino

voglio pensare a giorni migliori dopo questi difficili,
alle irrealizzazioni
al continuo cadere dalle ginocchia sbucciate,
voglio pensare di essere amato, ad amare,
a continuare la vita per quanta ne resta,
e che nel rinnovare, da oggi, domani sia meglio

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letture amArgine: Mariangela Ruggiu (trad. Adeodato Piazza Nicolai)


Gentilissimo Flavio, rifletto in questi giorni sul mio modo di vivere la poesia e la scrittura, io sono un po’ orso, un po’ lupo solitario, ho un’idea personale della poesia per cui penso che il poeta sia solo un tramite che ha recettori per scrivere poesia, e credo che la poesia esista di per sé e che un bravo poeta sia quello che la lascia fluire senza ingabbiarla tra le maglie dell’io.
Certo il suo contributo è determinante per rendere intellegibile la poesia, ma una volta scritta è alla poesia che va l’attenzione, la lettura: per questo non amo comparire… nel libro non c’è foto né note biografiche, solo il nome perché non siano poesie orfane. Quando mi si chiede di comparire con foto o con notizie di me provo sempre un certo imbarazzo, lo confesso, per questo vorrei chiederti se posso lasciarti solo le poesie, per il tuo blog… e non so se questo possa essere un inconveniente perché forse segui una linea nelle tue pubblicazioni e io non vorrei essere un bastian contrario. Ho scelto di limitare le mie attività al mio profilo fb, e non so bene i criteri di gestione di altri siti, per cui potrei risultare magari anche indisponente con questa mia richiesta… spero che traspaia che è solo un senso di rispetto verso un mondo a cui mi sembra di appartenere così poco. Ti ringrazio tanto della tua attenzione e ti lascio in allegato le poesie che ho scelto, ma tu sentiti libero sempre di non accogliere questi miei desideri. Ancora grazie

siamo cibo uno per l’altro
questo mescolarsi di carni
non è peccato nel gesto dell’offrirsi
se fossi roccia mi frantumerei al sole
mi scioglierei nell’acqua e diventerei te

scorrerei nelle tue vene
abiterei il tuo cuore
accudirei i tuoi pensieri
se fossi terra mi farei umida
mi scalderei al sole
mi farei utero per ogni seme

potrei coltivare figli di specie diverse
e lascerei nel sangue tentativi d’amore,
o una mappa da seguire

in questo viaggio per ricomporci

da Il viaggio Terra d’ulivi editore 2016

*

inediti

io danzerò come la polvere
quando incontra un raggio di luce

danzerò con me sul filo del tempo
e porterò sorridendo
questo corpo stanco tra le mani

danzerò
dentro gli occhi come la pioggia
scorrerò danzando come le lacrime

tu puoi dirmi che ho gli occhi ciechi
che non vedo il brutto del mondo, il suo male

danzerò anche sul fuoco della guerra
sul filo delle lame
sullo scintillio del sangue

danzerò sul tuo pianto

nella cenere che resta, danzerò
sopra il fumo, con piedi di paura danzerò

e invocherò, Madre del dolore,
apri le tue mani, lascia libere le parole
dimmi che mi ami

ed io danzerò per te
sulle tue parole d’amore

danzerò con te

*

quando il mondo era diviso in luoghi distanti
e le montagne custodivano una bellezza straniera

quando avevo scelto un’isola per coltivare i fiori
e proteggerli dal calpestio delle folle, e il silenzio
si stendeva tra voci di madri col grembo vuoto

io aspettavo che calasse il sipario

dopo l’inutile esercizio della compassione
tutta l’erba secca nel tempo dell’autunno
crepe anche nel cuore

Ho incontrato la saggezza dei costruttori di ponti
li ho visti misurare le distanze, percorrere le scarpate
far scorrere la terra fra le mani, cercare le rocce solide

li ho visti
unire con lo sguardo i bordi dei precipizi
calcolare il peso dell’uomo e dei suoi peccati
stendere compassione e pazienza

ho incontrato la saggezza dei coltivatori di grano
li ho visti ridere della fatica con l’oro dentro gli occhi
e le mani piene del sorriso dei bambini sazi

e poi ho visto
la saggezza delle mani di mia madre
che sa del pane e di ogni fame,
lei, il primo ponte che ho attraversato

*

aspetto che diventi una poesia
questo senso gravido del silenzio

non mi aspetto che sia una cosa buona,
neanche che illumini, che salvi qualcuno
che curi una ferita e, ancor meno, che faccia
di me un poeta

sarà scandaloso anche il nome di poesia
ma non so come chiamarla, questa voce che viene da lontano
e mi attraversa come il sangue
scortica ogni mia parola, e la mia pelle

ed ogni volta è solo un tentativo

non so con quali parole raccontare, non so se ce ne sono
per questo brivido
quando tocco l’Essere delle cose semplici
e suona, come scorre l’acqua nei ruscelli

*******************

MARIANGELA RUGGIU, POEMS TRANSLATED INTO ENGLISH

Dear Flavio, these days I am reflecting about my mode of living poetry and writing: I am a bit bear a bit a lonely wolf. I have a personalized idea of poetry so that I think the poet is only a bridge whose structures facilitate the flow without trapping it in the webs of the ego.Of course his/her contribution is determinant to render the poem comprehensible, but once it is written all attention must be directed to thepoem, to the reading ofi: for that reason I do not like to appear in person. In the book there are no photos nor biographical notes about me, only my name so as not to show the poems as orphans. When it is asked that Iappear with photos and biographical notes I always experience a certain embarassment; for that motive I ask that you only print the poems, and I hope this does not cause problems because maybe you folloow a partricular format of presenting your pubblications in your blog. And I don’t want to be one who creates difficulties. I chose to limit my activities on the Facebook profile and I do not properly know what are the rules to follow for other web sites. Maybe I might seem one not very flexible with a request like this. I pray it might be obvious that the only reason for such request is due to my a sense of respect twoard a world to which I seem to belong so little. I thank you for your attention and send you, as an attachmen. the poems I selected; however feel free not to follow my wishes. Thanks again.

We are food for one another
such mixing of flesh
this mode of offering isn’t a sin
were I not rock I woud break up in the sun
would melt in water and become you

would flow in your veins
inhabit your heart
take care of your thoughts
if I were soil I would be wet
would warm up in the sun
would become woumb for every seed

could cultivate sons of different species
and would leave in the blood attempts to love,
or a map to be followed

in this trip to recompose each other

(from The Trip, Land of Olives Editor, 2016)

***

Inedited

I will dance like dust
when it meets a ray of light

I will dance with myself on the filament of time
and willo laughingly carry
this tired body between hands

I Will dance
inside the eyes like rain
I will flow dancing like tears

you can tell me my eyes are blind
I don’t see the bad in the world, its evil

I will also dance on the fire of war
on the thread of blades
on the blood shining

I will dance on your tears

in the cinders that remain, will dance
on the smoke, with frightened feet I will dance

and invoke you, Mother of sorrow,
open your hands, let the words free
tell me you love me

and I will dance for you
on your words of love

I will dance with you

*

When the world was split into faraway places
and mountains protected foreign beauty
when I had chosen an island to grow flowers
and protect them from the steps of the crowds, and the silence
spread out among voices of mothers with empty womb

I was waiting for the curtain to drop

after the useless attempt at compassion
all the dry grasses in autumn’s time
even cracks in the heart

I met the wisdom of the constructors of bridges
I saw them measure deistances, walk upon hillsides
make the land flow between their hands, find solid rocks

I saw them
with their eyes joining the edges of a precipice
measure the weight of man and his sins
distribute compassion and patience

I met the wisdom of the weat sowers
saw them laugh about tiredness with gold in their eyes
and hands filled with smiles of well-fed children

and then I saw
the wisdom of my mother’s hands
that smell of bread and of every hunger,
she, the first bridge I crossed

*
I am waiting for it to become poetry
this pregnant sense of silence

I expect it will be a good thing,
giving no shine, that I save somebody
who cures a wound and, even less, it might
make a poet of me

even poetry’s name could cause a scandal
but I don’t know what to call it, this voice coming from far away
and flowing across me like blood
striping bare each of my words, and my skin

and every time it is just a trial

I don’t know with what words I should tell,
I don’t know if there exists such a chill
when touching the Beingness of simple things
and it gurgles like water in streams

© 2017 English translation by Adeodato Piazza Nicolai of Poems and an introdction by Mariangela Ruggiu, posted on the blog Letture amArgine of Flavio Almerighi. All Rights Reserved.

Il tempo è incerto

e, sorridendo mi ritrovo
militare dal pollice alzato
ancor prima di respirare, prima
di qualsiasi altra cosa, tu.
Infinita attesa
dell’interlocutore
di tenere notti.

Si può vivere più a lungo
cavalcando la religione di turno,
lucidare i gradi
aprire camicie sul petto
per arrivare al cuore.

Pantaloni bianchi
ampiamente vissuti
dentro universi paralleli
molte copule, molto onore
è strano,

ma le calzature più antiche
sono disegnate da stilisti nuovi,
oggi il tempo è incerto
brutale il suo sguardo.