Un ricordo di Alfredo De Palchi (1926 – 2020)

Apprendo stamani della morte di Alfredo De Palchi, avvenuta un paio di giorni fa, uomo anzitutto e poi poeta. Debbo ringraziare Lui se il mio libro Procellaria fu tradotto e pubblicato negli Stati Uniti per le edizioni Xenos Books di Los Angeles e di questo suo avermi notato e trattato affabilmente gli sarò sempre grato. La sua vita è stata lunga, aspra, difficile, e già da alcuni anni era ammalato. Ecco, della sua morte mi dispiace enormemente. La sua vita e le sue opere rimarranno nella mia memoria.

Polvere dovunque su tutto polvere su ciascuno
su me un cadere continuo di polvere dal soffitto
sul letto tappeti bottiglie dalle pareti
che mi serrano nella morsa del mio futuro cadavere
già sepolto sotto il cumulo di polvere di questa
polvere che rassodata nello spazio gira su se stessa
e intorno il sistema termonucleare come me cadavere
che rigiro su me stesso e spostato di quel tanto
dal mio centro intorno me stesso:
costellazione anonima.

(Alfredo De Palchi, 1926 – 2020)

per saperne di più:

http://www.alfredodepalchi.com/

https://en.wikipedia.org/wiki/Alfredo_de_Palchi

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Piccolo omaggio ad Alfredo De Palchi

alfredo-de-palchi_1

Le domeniche tristi a Porto di Legnago
da leccare un gelato
o da suicidio
in chiusura totale
soltanto un paio di leoni con le ali
incastrati nella muraglia che sale al ponte
sull’Adige maestoso o subdolo di piene
con la pioggia di stagione sulle tegole
di ‘Via dietro mura’ che da dietro la chiesa
e il muro di cinta nella memoria
si approssima ai fossi
al calpestìo tombale di zoccoli e capre

nessuna musica da quel luogo
soltanto il tonfo sordo della campana a morto

22 giugno 2009

Io sono del parere che gli omaggi e le segnalazioni vadano fatte per i vivi, quelle postume sono pelose. Alfredo de Palchi (1926) è il poeta più bravo e più rimosso d’Italia. Forse per ragioni politiche, forse geografiche (vive negli Stati Uniti dal 1956), forse perché in Italia la sua voce implacabile non è facilmente ascrivibile a una linea poetica tranquilla e novecentesca. E questo disturba i circoli saccenti.