Ascolta & Leggi: Bridget St. John e Alfonsina Caterino

MARIO

ora che della vita
ti avvolge solo
il fruscio dei fiori,
nel silenzio riparatore degli avvoltoi
sul crollo estremo della pena
stai percorrendo
in petto al pentimento
l’Anima infiammata

Adesso l’infinito
e il vento perso nei capelli
sanno di te veramente.
Quando salivi
a misura di bambino
la scala che desideravi essere
onesto e generoso uomo
buono come la vita cuce
i propositi
sulla Croce

E’ mattino
Mario – Già le rondini
soffiano sui cipressi
un canto padrone della morte – Gli affari
fermi sulla neve
rovesciano i pensieri – Lontana
si intravvede la tua mano
grande
abbracciare il mare
e baciare in fronte le
sue creature
amate …

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Alfonsina Caterino insegna a Roma.
Ha pubblicato nel 2006 la raccolta poetica COME UNA FARFALLA (ed. Il Filo, Roma).
Nel 2009 ha pubblicato il racconto “LA CASA DI ZUCCHERO” sul periodico Narrazioni e nel 2011 la silloge poetica, “NEL TEMPO DELLA GUARDIA” ed. Dante Alighieri Napoli.
Nel 2014, il suo racconto “LA LUCE SOVVERSIVA” è stato segnalato al concorso internazionale di Poesia e Prosa, indetto dalla Casa Editrice Puntoacapo e pubblicato dalla stessa.

*

Bridget St John, pseudonimo di Bridget Hobbs (Londra, 4 ottobre 1946), è una cantautrice britannica, conosciuta in particolare per i tre album incisi tra il 1969 e il 1972 per la Dandelion di John Peel.
Il suo esordio discografico è del 1969: Ask me no questions.
Il suo secondo album, Songs for the Gentle Man, è stato prodotto da Ron Geesin. Dopo Thank You For…, del 1972, nel 1974 ha inciso per la Chrysalis Records Jumblequeen (in cui appaiono Stefan Grossman e membri dei King Crimson e dei Jethro Tull).
La sua popolarità raggiunse l’acme nel 1974, quando un sondaggio curato dal Melody Maker tra i suoi lettori la indicò come quinta più popolare cantante donna del momento.
Nel 1976 si è trasferita al Greenwich Village, scomparendo dalla scena musicale.
È riapparsa nel 1999, ad un tributo a Nick Drake svoltosi a New York, eseguendo Northern Sky e One of These Things First. Nel 2006 ha girato in tour il Giappone, insieme alla musicista minimalista francese Colleen.
John Peel la considerava la miglior cantautrice britannica.

Ascolta & Leggi: Paolo Fresu in concerto, Alfonsina Caterino tre inediti

Queste nuove poesie di Alfonsina Caterino hanno un incedere dimesso eppure potente. Prendono corpo dalla vita e lo scrivere … scivola fuori dal quadro, coerentemente col modo di intendere e vivere la vita da parte dell’autrice, con tormento e con amore. Un ridare ogni giorno corpo e speranze, che altrimenti non avrebbe. Buona lettura.

… SCIVOLA FUORI DAL QUADRO

il tempo Ghiotto
di luce imprigiona nelle rughe
l’attesa e
squarcia sottopelle i colori
divenendo corpo dipinto,
memoria che smagrisce

Schiodata intorno
la cornice lega
Itaca inafferrabile
alla radice
che svapora

Resta tellurica follia
e segnale in campo
il crollo delle mura che muta
fuori logica e gestazione
ogni ordine
mentre plana rinascendo
una danza di fuoco

*

… FITTIZIA LA PELLE

sopravvive ai pesi delle convalescenze
lunghe funestate dai giocattoli vedovi
delle primavere
sbattute tenere tombe
nel grembo della terra

Smarrita pelle fittizia,
tra disgusto e senso introvabile
sopravvive male giorno
nel contenitore
mai prosciugato seme
interrato nella pausa dei fiori

E tu Angelo
postato nella rete
spinata dei luoghi in Croce
nel tentativo di bilanciare gli equilibri
con le ali
non obliare le spalle impassibili
accoppiate sotto i cuori degli uomini
infelici che mutano e saltano
nel vuoto
dei loro scavi…

*

… SCORCIO INEGUAGLIABILE

il lato spento
oltre il luogo degli spilli
inscena rimozioni e teoremi
sulla carne sbavata
misera casa complice della fisionomia
contenuta d’acqua
mai sfuggita luce
che affiora insolita
superficie

Non smette di fissarmi
E’ voce ineguagliabile
lo scorcio rimbalzato fra
fotogrammi vivi
follia e resistenza
delle aste perse per un centesimo
disegnando sotto i piedi un ritorno
d’orme pieno di sogni
Ricorrenti e inutili

Resta vigile sul rigo
la poesia spezzata. E’
scorcio incidente la sua ombra
tessuta d’uomini
che sfumano le raffiche in mano
oltrepassando scene evidenti
fissate fuori dall’immobilità
per trasmutare i
pilastri in terra …
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Alfonsina Caterino insegna a Roma.
Ha pubblicato nel 2006 la raccolta poetica COME UNA FARFALLA (ed. Il Filo, Roma).
Nel 2009 ha pubblicato il racconto “LA CASA DI ZUCCHERO” sul periodico Narrazioni e nel 2011 la silloge poetica, “NEL TEMPO DELLA GUARDIA” ed. Dante Alighieri Napoli.
Nel 2014, il suo racconto “LA LUCE SOVVERSIVA” è stato segnalato al concorso internazionale di Poesia e Prosa, indetto dalla Casa Editrice Puntoacapo e pubblicato dalla stessa.
Alfonsina Caterino

letture amArgine: Alfonsina Caterino, due poesie e un commento a Ignoti


Alfonsina Caterino insegna a Roma.
Ha pubblicato nel 2006 la raccolta poetica COME UNA FARFALLA (ed. Il Filo, Roma).
Nel 2009 ha pubblicato il racconto “LA CASA DI ZUCCHERO” sul periodico Narrazioni e nel 2011 la silloge poetica, “NEL TEMPO DELLA GUARDIA” ed. Dante Alighieri Napoli.
Nel 2014, il suo racconto “LA LUCE SOVVERSIVA” è stato segnalato al concorso internazionale di Poesia e Prosa, indetto dalla Casa Editrice Puntoacapo e pubblicato dalla stessa.

E RESTO…

E resto
connessa ai giorni
al tempo perpetuo che dispone i corpi
sgravati massi
da trascinare in vetta Dove i miraggi confondono
l’erba amara al grano
inconsumabile passaggio divorato schizzando
stoppie sui sorrisi
esitanti in destino Restano scorie le stagioni
confuse solitudini incastonate
nel quadro infinito di cose
aria e ortiche
sovramondo ai margini
tra radici spigolose fiammeggiando significato
il nulla
prima di rinsecchire
avanzo degli anellidi

*

E’ MATTINO PRESTO….

E’ mattino presto
spalanco le finestre Cristalli d’acqua le parole
vibrano fotogrammi sensi
la casa Vuota che staglia
smagliature sottopelle, la luce
condensa negli occhi
che il sole intiepidisce filamenti
di platino, lo sguardo
al di la del giorno Mi arresto
e
con un dito
smuovo la rugiada Il fresco fumo sembra
imprimervi il tuo nome
volto del tempo
dell’anima che
non pietrifica…

***


SI FA EVENTO MININO, IL VOLTO DELL’UOMO, NELLA POESIA
di Flavio Almerighi

Affiora autonomo ed essenziale, già nel titolo della raccolta di Flavio Almerighi “IGNOTI”, un sentimento fluido e leggero che circumnaviga l’universalità umana, facendo registrare pensiero, una Pagina Poetica connessa alla perpetua transitorietà della forma, in cui l’uomo si distilla e sbiadisce, trasfigurando in infinite possibilità, un corpo che vi aderisce, come organo ectopico. Accezione evidente che colpisce e cattura, è la forza duale dell’autore dialogante, con sé stesso cosmico e contemporaneamente, facendo trasparire mancanza, il divenire liberatorio: il giorno in cui riceverò/la sospirata notizia/ hai smesso di respirare. E seguita il giorno, nel tempo-spazio, diradando colori, volti e amalgamandone le superfici, infinite che, il reale non contiene… – ”BENCHE’ PRECARI”, recita il testo, effettivamente la vita ci sovrasta tra regimi, revisioni, stagioni calde e ghiacciate … Ci presenta il conto, pretendendo la confidenza degli uomini e la ottiene, costi quel che costi! Costa caro il rendiconto posto al centro della via, come cartello sbiadito su cui è irriconoscibile ogni sillaba che indica il prosieguo. Non si defila il linguaggio dalla condizione umana, frammentaria e sconosciuta che la poesia di Almerighi, indaga. Egli lo necessita, schietto e socializzante che penetra ovunque, per controvertere in caos, la desolazione specchiata. Così avviene in TRAMEZZI SOTTILI nei quali gli attimi divengono assoluti ed epifanici. Improvvisatori di verità ignote, spinte oltre, fino a smemorane motivi e finalità…Cosa siamo? Risponde un silenzio di piombo, sui triti fatti della quotidianità, frettolosa e sterile. Ogni risposta è vana ed anche incommensurabile!…Siamo volti che si disciolgono e divengono ogni cosa: Reietti voluti da Dio e Angeli morti/diverremo parodie di barriere coralline – Non solo…Perché ogni parola scritta, Almerighi, l’ha attraversata da parte a parte, prima di riassumerla dispositivo che prevarica le evenienze e orienta, l’anima, laddove tutto si decolora e sbiadisce, lasciando negativo sulla foto, un’ immagine polverizzata – Si profila così, il discorso che il poeta intrattiene con la poesia, organo vitale, qualsiasi funzione esso svolga nel corpo! Vale a dire, Poesia che si determina dimensione abile ad attraversare il divenire e, corrispondere affinità con cose e situazioni assurde, dolorose, folli e paradossali, dell’esistere – Egli non manca di annotare, con scrupolo evangelico, gli apostoli che ne attraversano l’indefinibile galassia rimanendone rappresi, eternamente nei nomi indelebili incisi nel tempo, con TECNICHE DI PALUDAMENTO. Così sente Flavio, di stigmatizzarli! L’elenco è lungo. Chi si oppone alle sponde sa dei pianeti a cui tendono i ricercatori della Parola e come essa può, con ossessione, ambire a strategie, ragioni e resistenze, autoramificandosi nelle creature che si flagelleranno con le tecniche di paludamento…E’ successo! La storia della narrazione ne annovera i nomi. Sono di giovanissimi, giovani e maturi protagonisti della scrittura quali: Vladimir Majakovskij, Alfonsina Storni, Marina Cvetaeva, Gorg Trakl e…tanti ancora…MA L’AMORE AMA I SILENZI! E Almerighi gioca, decretando la fine, solo prevaricazione ingloriosa di sé! Mentre Il presente dialoga col futuro/il rientro nelle cose è fuorviante/ama non essere disturbato.
Alfonsina Caterino

Grazie Alfonsina!