Ascolta & Leggi: Achtung Banditen di Alberto Rizzi e una canzone di Sergio Endrigo.

… considerando che non si può “fare resistenza” se non si ha ben chiaro un progetto da contrapporre a quello che non ci sta bene. (Alberto Rizzi)

Alberto Rizzi, artista oltremodo poliedrico, è un autore che si sa ben districare tra realtà e sperimentalismo. La sua bibliografia è importante, nutrita. Una di queste sue raccolte, Poesie dell’uccidere in volo, è a parer mio uno dei migliori e più importanti contributi alla poesia italiana degli ultimi anni. Anche Achtung Banditen, titolo ispirato al quasi omonimo film di Carlo Lizzani, lo è, per gli ottimi momenti di poesia che contiene, oltre che per lo spirito con cui è stato scritto. Secondo Rizzi, compito del poeta non è soltanto la denuncia di quanto vede attorno (e di cose storte ve ne sono fin troppe), ma anche di saper indicare soluzioni e vie d’uscita. Scrive l’autore nella nota introduttiva:
C’è solo la presa di coscienza, che si è fatto ormai abbastanza per gli altri: i quali hanno tutto il diritto di morire con le loro belle fette di prosciutto sugli occhi. “Decrescita felice” o no, solo chi è disposto a rinunciare a questo modello di sviluppo e a costruirne uno nuovo, basato su autosufficienza e mutua assistenza (fra simili), avrà qualche speranza di restare a galla; soprattutto se saprà coagulare attorno a sé altre persone di pari sensibilità.
Francamente, un ritorno alle Società di Mutuo Soccorso di cent’anni fa, tanto presenti nel nostro tessuto sociale in pianura padano veneta? Qui mi piacerebbe che l’autore scendesse dal generico e spiegasse meglio. Restano in ogni modo un pugno di poesie, alcune ottime, degne di varie letture, oltre alle soluzioni ortografiche e sintattiche, vere e proprie innovazioni nel linguaggio, che l’autore propone. Fossi in voi, questo libro me lo procurerei. Mi scuso con voi e con l’autore per la scarsa qualità grafica con cui ho riprodotto i suoi testi a tutta pagina, ma non ho saputo fare meglio. Buona lettura.

il suo sito internet con nota biografica

http://www.seautos.it/curriculum.html

PER LO SCIOPERO NEI TRASPORTI A MILANO, 1/12/2003

“Fu così anche nel Quarantatré…”
(il nonno ancor-luce-negli-occhi)
“…anzi si rischiava peggio; adesso i fascisti si sono fatti furbi: ti piangon di diritti, per fregarci meglio, l’un contro l’altro ad azzannarci a sangue.”
—–
Ma non preoccupatevi
——————–mafiosi dei palazzi alti
io qui proclamo non è rivoluzione

‘st’infelici li compri sempre col prosciutto

vedon disperazione nel non più legare
il pranzo con la cena ma
————————coglioni
cosa ne sanno di causa con l’effetto…

Resti a noi almen consolazione
—————————— nel veder quant’energia
ancor rimane nella massa doma e bruta
——————————- da scatenar nella bufera tanta
qualora le nostre mani sia di conto
di bènsporcàrle per lavar fondo il tutto

*

DISPOSIZIONI, 1

Pensa a ciò che ti darebbe a tatto più piacere
e dalla mente rimuovilo con fretta

“guerra” è far ciò che va fatto
—————————————- null’altro vi ci conta

anche l’udire il pianto dei parenti
per i nemici loro cari estinti

——————(se piacer questo ti porta)

è fuori dal confronto

Coltiva dunque tuoòdio
———————- dagli spazio in cuore ed indirizzo
ma non verso colui che a specchio
ti mostran lerci i miserabili al timone

scoprir dovrai il nervo più scoperto
————– il ganglio ipersensibile
————– il vero portatore del potere
che dietro a chi appare
———————– bene a tutti sta celato

e al quale questa maggioranza fàtt’idiòta
prostituisce ógnimoménto il suo consenso

Scoprir dovrai l’esatto luogo
—————————- il volto più disguiso
seguire il flusso del denaro
—————————– più che le immagini fuorvianti
da servi prezzolati bèndiffùse

fa attenzione alle strette di mano
———— a come si guardano negli occhi
———— a chi frequenta chi
———— alle cene fuori dai palazzi
lontano dai telegiornali vili

Coltiva il tuo odio ma
——————— freddo
dagli le ali dell’indagine più acuta
———————————– del calcolo di ciascuna conseguenza
prima di tutto dentro a te
————————– quando che segni il colpo
E se la conseguenza del colpire
gioia ti porterà nel cuore
————————–allora sia la rinuncia l’unica tuo agire
soddisfazione e vanto
estranei sono a qualsivoglia guerra

solo senso e unico timone
sia il capire ciò che vada fatto

e prèstoebène farlo

*

TRANSUMANZA

Questo comprendemmo un giorno

d’essere indispensabili a nulla
————————a nessuno

se non a noi stessi

tutti noi
——– la minoranza sana d’una qualùnquecittà
come per un caso improvviso
——- illuminazione dentro

tutti i sensibili
—- i timidi
—- gli splendidi per fori di chiodi
e non solo a mani e piedi
— i figli-alla-terra per vocazione
— i raminghi per scelta

i raminghi al migrare
da un oro rubato
————– che secca le anime
a chi non ama il suo cuore

Tutti i diversi

—————(nel bacio, nello sguardo, nel cuore)

i migliori scherniti dai più
————————— quei molti felici di spalare letame
non certo a proteggere un fiore

i migliori al servizio
di ogni vita che valga

Ci fermammo e guardammo

ci fermammo e andammo

un gruppo da cui nascevano gruppi

—————- si staccavano gruppi
—————- crescevano affinità
gruppi che rimanevano sul sentiero
dicendo “alabama”
mentre altri continuavano il sentiero
——————————— più certi che il restàrlóro
li attendesse là oltrecrinàle
—————————–ciascuno in cuòrcèrto di non dover restare
fra una maggioranza vile

Dalle pozze d’umanità lasciate sul sentiero
magmava la vita più pura

le ombre di chi andava
tenevan per mano un silenzio
————————— che sapeva d’antico ritrovato nel giusto
la città lasciata ai dementi

Arma contro follia non serve

le luci nel buio dei colli lontani
compagnavano i passi a seguire la strada
e quella certezza d’andare
concresciùta nel cuore

*******************************************************

Ma una società nella quale le adolescenti si prostituiscono per la ricarica del telefonino (credendosi magari più emancipate delle loro madri) e gli adolescenti di entrambi i sessi assumono allegramente sostanze, con le quali si bruceranno il cervello entro i primi venticinque anni di vita, non ha più nulla da dire, né da fare: perché ha scelto di suicidare se stessa attraverso i propri figli. (Alberto Rizzi)

Altre voci – Alberto Rizzi. (Monstra e Una distanza immane) Scambio di vedute con l’autore.

Colloquio di Anna Leone con l’Autore Alberto Rizzi con un video tratto dalla presentazione di Monstra a Ferrara lo scorso maggio.

Intermittenze. Scritture di Anna Leone

Di Alberto Rizzi ho a disposizione alcune sue raccolte da lui inviatomi, per esattezza: Poesie incitanti all’odio sociale, Monstra, Annuario, Una distanza immane. Questo mio non vuole essere una critica letteraria, non avendo titolo, né strumenti per poter avvallare appartenenza e aderenza a stili o negare eventuali  velleità stilistiche, capovolgimenti e innovazioni  linguistiche in campo poetico. Ho la fortuna di poter interloquire con Alberto e questo mi rende più facile la comprensione dei suoi testi, proprio per quello scambio di vedute che va oltre le questioni puramente linguistiche .

Mi appresto, qui, a farvi parte di una serie di e-mail che attestano quanto sopra detto.  Vi lascio anche le coordinate  perché possiate leggere note biografiche e bibliografiche dell’autore, perché non avrebbe senso fare io un copia e incolla da altri siti. Di mio metto il parere positivo per un autore che fin dalla metà degli anni settanta si è…

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domeniche amArgine: inediti di Stefanie Golisch e Alberto Rizzi con Gianmaria Testa

ASCOLTA E LEGGI

Un momento di passaggio
______________________di certo
un periodo nel quale ogni cosa si mischia
e non ci da molta possibilità di riflettere
le cose sono quel che sembrano
con un autunno non ancora inverno
e un inverno rimasto autunno
Poi ti accorgi
di quanto il tempo sia relativo
______________________________nella bocca spalancata del vecchio
che altro non fa che respirare
altro non gli resta
che contare il tempo dentro se stesso
Come tutti noi
__________________________del resto
che il tempo ci tessiamo attorno
come il più ovvio dei sudari

ALBERTO RIZZI

PER SAPERNE DI PIU’ SULL’AUTORE VISITA IL SITO
http://www.seautos.it/

*

The Ballade of the Sad Café

Tra un gratta e vinci e l’altro ci stanno giusto
un caffè ristretto e una sigaretta. Cazzo, mio
figlio mi ha rotto le palle, è uguale a suo padre,
stronzi tutti e due. Vieni da me questa sera bella
bionda, dice il padrone del bar, e lei risponde:
neanche morta. Davanti alla porta d’ingresso
un corvo mangiucchia un piccione morto in
questo pomeriggio d’autunno che non canta.
La vita fa schifo, dice la donna dalle mani ruvide
e dal rossetto sbavato prima di andarsene senza
salutare. Il bar sulla provinciale Monza-Saronno
si chiama Jolly, il mese ottobre, lei non si sa

STEFANIE GOLISCH

Nata nel 1961 a Detmold
Studi tedeschi e dottorato ad Hannover;
Pubblicazioni di libri e pubblicazioni letterari e letterari, monografie su Uwe Johnson e Ingeborg Bachmann.
Narrazioni, saggi e traduzioni in antologie e riviste letterarie.
2002 Würth Literature Prize

Vive, legge e scrive dal 1987 in Italia.

letture amArgine: Domande A Risposte di Alberto Rizzi (Youcanprint 2017)


Alberto Rizzi è nato nel 1956 ad Arco di Trento. Architetto, insegna Storia dell’Arte a Rovigo. Inizia ad operare nella seconda metà degli Anni ’70 nella pittura astratta, prima, ed allargando poi i suoi interessi ad altri campi dell’arte visiva e della scrittura. Alla poesia si avvicina nei primi anni ’80, ma solo dal 1991 inizia a pubblicare le sue poesie dapprima su fanzines e poi su riviste. Negli anni 90 abbandona la pittura e si dedica quasi esclusivamente alla poesia. Dal ’96, si cimenta anche con il teatro, collaborando dapprima col gruppo bolognese di Teatro Sperimentale “Luther Blissett”, in seno al quale frequenta per due anni la scuola del gruppo, poi col “Teatro Polivalente” di Occhiobello. Qui si dedica alla sceneggiatura e alla regia, specie nel campo dei video art. Terminata l’esperienza col “Teatro Polivalente”, si mette a produrre video col gruppo “La Scatola dei Lumi” formato da giovani prevalentemente di Loreo (RO). Oltre a Domande a risposte, ha pubblicato circa 25 raccolte, prevalentemente auto pubblicate.

5)
? Non conosci la forza della ferita

Lo spacco che si erge a fiore
diviene altro-da- sé
la roccia che dona acqua
pure un vetro rotto
che meglio ti offre la vista dell’altrove
meglio congiunge te ad esso
? non ti dicono nulla

24)
? Perché t’ostini il ricercare ciò che non sei
tentare ciò che non sai fare

? E’ la ricerca agra
intrisa di giustezza
d’un ascosto tuo completamente altrove
? o è l’ammissione d’una colpa

che antica immagini
ma suona déntroté in fondo salva

? Sapersi attori d’un certo umano
banale fallimento
e accettarne non voler l’inciampo

35)
Non esiste differenza alcuna
di per sé

non esistono tempo o spazio
ordine e natura

o meglio

ogni cosa esiste in ciò che esiste
ed ogni metro
separazione di categorie
sono questioni di mente
impaccio di sensi
paura

Questo è il senso del “qui e ora”

il tempo è spazio
lo spazio è nel tempo
l’umana costruzione è vuota
incapace di contenere entrambi

per forza d’abitudine
cecità e inganno
paura

Mantenere l’allenamento alla pubblicazione non implica automaticamente che ci si alleni per nuove partite. Domande A Risposte è un quaderno importante, un tentativo di costruire qualcosa che vada oltre una poesia timorosa e autoreferenziale. E’ qui che Alberto Rizzi dimostra di avere tanta benzina nel suo motore creativo, prende le parole, le adatta al suo dire al suo volere al suo dimostrare che quasi mai le risposte hanno domande comode. E i Trentacinque “passaggi” della sua opera lo dimostrano ampiamente. Andare avanti quindi, senza paura, dimostrando la propria qualità nel tempo e nello spazio. L’umana costruzione è vuota fintanto che sarà vittima di una cecità senza obbiettivo, l’inganno è proprio nella paura di sapersi essere nel qui e ora senza darne un senso. E qui sta la capacità di Alberto Rizzi nel fare poesia buona, che non scade mai nella filosofia spicciola. (Flavio Almerighi)