Ascolta & Leggi: Agostino Rossi cinque poesie (feat. The Doors)

Seconda puntata delle poesie di Agostino Rossi, questa volta scelte dall’autore.

SORRISO DOLCE

Perché sorgi?

Il fiore si schiude
un passero canta

Le ore rincorrono
il giorno

Bambini gridano
nel parco
madri affacciate
chiamano:
la cena è pronta!

La notte
è attesa del risveglio
di un istante senza buio
senza vita

Speranza

Perché sorgi?

Dopo la pioggia
il sereno

il sorriso

forse

*

FINIRA’ L’INVERNO

Finirà
questo inverno
questa finta
primavera

Sarà solo storia
quando
ci troveremo
a contare
i petali
di una margherita
sfiorita

*

A MIO PADRE

stringi i denti guerriero
devi essere forte
cavaliere senz’armi
soggiogato alla sorte
per quest’ultimo viaggio
con timore si parte

sta ammiccando l’estate
e già bussa alle porte
ma conduce per mano
la promessa di morte
il destino spietato
ha girato le carte

il tuo lento cammino
sta seguendo il sentiero
ed in ogni tuo passo
greve resta un pensiero
ora devi inghiottire
il boccone più amaro

e ripeti pregando
sempre quelle parole

non lo voglio il dolore
dammi solo il coraggio

nei profumi di Maggio
s’appassiscono i fiori
un sudario pulito
di siringhe e dottori

dilavati i colori
e la luce fa male
incessante supplizio
la paura ti assale

e nell’ultimo grido
la tua voce risale

madre cara ti prego
prendi queste mie mani
non lasciarmi cadere
non lasciarmi più andare

oh padre
padre mio
ovunque ora tu sei
per sempre in me sarai

*

GUERRIERO

Non girerò le pagine
del mio quaderno
perché il tuo nome
scivoli
nell’oblio

Non getterò le foto
delle tue stagioni
per imbiancare
pareti

Non salirò la cima
della montagna
per toccare
la luna
quando posso nutrirmi
del sole
e dei tuoi occhi

Resterò immobile
guerriero
di argilla
sepolto
di sabbia
e di tempo

*

CAREZZE

Vorrei dirti
Parole che accarezzano
Quando le mani
Non possono

************************************************

Agostino Rossi, classe 1964, nato e cresciuto a Castel Bolognese, dove tutt’ora risiede, sposato e padre di due figli, spinto dalla passione per il canto, la musica, la fotografia e la lettura, fin dall’adolescenza si cimenta nel componimento di opere musicali (che ama definire “musiche per immagini”) e scritti di prosa e di poesia anche
se, a causa della maniacale ricerca della perfezione, che lo “costringe” a riprendere in mano le proprie opere, non è autore prolifico. Le poesie, come le musiche, sono intrise di nostalgica malinconia, “condizione ideale”
ripete spesso “per alimentare il terreno della creatività”.

Ascolta & Leggi: Genesis e poesie inedite di Agostino Rossi

Agostino è un mio compaesano, ci conosciamo da una vita, scrive poesie, oltre che dedicarsi con profitto alla composizione musicale. Ridendo, ogni tanto gli ricordo che è il secondo miglior poeta castellano vivente. La sua edicola è un crocevia per noi perdigiorno, che ogni tanto ci ritroviamo là a chiacchierare di massimi sistemi. Le sue poesie sono piene di emozioni che, spero, contagino anche voi. Buona lettura.

Vorrei gli occhi di un bambino
e la sua curiosità
quella luce che sorride nel suo sguardo
lo stupore, la sua gioia
riscoprire ogni momento
di esser vivo
di esser vero
di esser parte di un progetto
che del gioco più non è

Vorrei i sogni dell’anziano
e le sue perplessità
quel timore che l’opprime dentro al cuore
la stanchezza, l’abbandono
la certezza ogni momento
di partire
di aspettare
di esser parte di un disegno
che fu gioco e più non è

Vorrei darti la speranza
nel cammino della vita

sogna e mai dimenticare

le stagioni smetteranno di passare

*

La nebbia confonde
il tuo viso
le tue piccole mani
il tuo dolce sorriso

La nebbia nasconde
il tuo sguardo
negli occhi l’azzurro
di un cielo segreto

Ma il passare del tempo
non ha mai sbiadito
il ricordo che cullo
di te

*

solo il freddo calore
delle stelle
mi teneva compagnia
brillando di deboli luci
tra le nubi
stracci di cielo
che il vento portava
a segreti spazi

*

Nell’aria è diverso
stasera
il profumo del mare
dell’onde spazzate
dal vento
di schiuma

Mille stelle ricamano
il cielo
dipingendo la notte
i colori sbiaditi dal pianto
dal sonno

L’orizzonte è scomparso
nel buio
vedo luci lontane
quanta gente lontana
che trema
che attende

è il sapore del sale
è il sapore del tempo

*

tornerà il sereno
avrà il colore della notte
luce nera
ombre luminose

forse capiremo
di non essere esistiti

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Agostino Rossi, classe 1964, nato e cresciuto a Castel Bolognese, dove tutt’ora risiede, sposato e padre di due figli, spinto dalla passione per il canto, la musica, la fotografia e la lettura, fin dall’adolescenza si cimenta nel componimento di opere musicali (che ama definire “musiche per immagini”) e scritti di prosa e di poesia anche
se, a causa della maniacale ricerca della perfezione, che lo “costringe” a riprendere in mano le proprie opere, non è autore prolifico. Le poesie, come le musiche, sono intrise di nostalgica malinconia, “condizione ideale”
ripete spesso “per alimentare il terreno della creatività”.