Tu che fai per vivere? (trad. di Adeodato Piazza Nicolai)

E’ disgustoso osservare come i nostri parenti serpenti europei affrontino la questione legata a un movimento di popoli da fare impallidire quelli di Goti e Unni 1600 anni fa. Ci pensino Italia e Grecia! Belle parole, compiti a casa, gli iberici che non vogliono assolutamente sbarchi nei loro bei porti, i francesi per bocca del loro impiegatuccio presidente hanno già detto “mais non”, i crucchi d’austria sono pronti a schierare l’esercito alle frontiere (un bel centenario di Caporetto col botto!), gli altri qualche altra bella parola di circostanza e forse anche una mancetta. Si fottano, che ci stiamo a fare in un’europa del genere, quando siamo già africa? “Caleranno i Vandali/gli Unni sono già qui”

Sembra ci siano vampiri
sotto questo sole.
Un bel mare tonalità salvia
t’assale a perdita d’occhio.

Un’ora, Khalid prenditi un’ora.

C’è movimento per aria.
Ti farai vivo, guardia
dentro un palazzo di giustizia
quando l’amore è tormenta
ma ha paura a scoprirsi.

Sposato, diviso, risposato
su altari da campo,
morto e sopravvissuto.
La memoria è una finestra alta
senza grondaia.

Tu che fai per vivere?
Sventro ritornelli, tu?
Io li immagino

WHAT DO YOU DO FOR A LIVING?

There seem to be vampires
under this sun.
A lovely sea with sage tints
as far as the eye can see.

One hour, Khalid, take one hour.

There is movement in the air.
You will show up, a guard
inside a palace of justice
when love is tormented
but afraid to be revealed.

Married, divorced, married again
in open-field camps,
dead and survived.
Memory is a high window
with no gutter.

What do you do for a living?
I cut up refrains, and you?
I imagine them

© 2017 American translation by A. P. Nicolai of the poem
“Tu che fai per vivere?” by Flavio Almerighi. All Rights Reserved.

muoriti stella! (trad. Adeodato Piazza Nicolai)

Muoriti stella sfondata,
diceva spingendola oltre un muro,
oltre il balcone
oltre il nulla:
quello che è una nebbia
in cui si smette di sentire
di pensare, molto molto buia
soltanto più nessun tormento.

Il nero è troppo erotico
per essere nulla senza accatti,
muoriti stella! Il mio stellicidio
verrà dopo il tuo, crepa tu
che io son Dio!

La spinse oltre i gerani,
oltre la pioggia che non cadeva
dentro un pomeriggio oppresso
di sole fondente e aria ferma.
Lei sparì in fretta, oltre gerani
sole fuso e aria ferma,
oltre la pioggia che non veniva,
ma lei non cadde, volò.

DIE STAR!

Die banged up star,
he said pushing it over the wall,
over the balcony
over nothingness:
that which is the fog
where nothing is heard
or thought of, very very dark
only no suffering left.

The dark is too sexy
to be nothing with no hooks,
die star! My star-drippings
will fall after your own, you die
since I am God!

He pushed it beyond the geraniums,
beyond the rain that wasn’t falling
on an oppressive afternoon
of melting sun and air stillness,
beyond rain that wasn’t coming,
but she didn’t fall, she flew.

© 2017 American translation by A. P. Nicolai of the poem MUORITI STELLA! of Flavio Almerighi. All Rights Reserved.

Due di Uno: Luigina Bigon e Adeodato Piazza Nicolai

Due poeti, due amici, due belle persone: Due di uno. (Flavio Almerighi)

UN SASSO NELL’ACQUA

Anche il ficus beniamino
se n’è andato con la stagione,
le vene hanno perso il flusso.
Pallido come uno straccio
braccia scarne mani bianche,
ritto nella gamba
a più speroni non lamenta
prigione alcuna, libero
di volare per altre primavere.
La merla e il suo compagno
si incontreranno per altri nidi?
Forse sì, forse no. Forse vecchi
pure loro staranno zitti
con il becco a mezzombra
tra i rami del pino
o in riva al fiume
a un passo dal paradiso.
Lancio un sasso nell’acqua,
si allargano gli anelli
in una immensa ‘O’
sempre più gigante
con tanti figli
che si allargano nello spazio
senza mai toccarsi,
un infinito senza ombra
e senza piuma, questa la
mia natura nel fiume della vita
senza paura di affogare.

© Luigina Bigon
26 febbraio 2017 h 18,56

A STONE IN THE WATER

Even the benjamin tree
is gone with the season,
the veins lost their lymph.
Pale as a rag
skinny arms white fingers
rigid limbs,it doesn’t
complain of the thorns:
the sure prison, freeflying
toward other springtimes.
The female black bird
and her mate
might make other nests,
maybe yes maybe no.
Old even them
they will remain mute
their beaks in the shade
of the pine branches
or along the river bank
one step from heaven.
I launch a stone
in the water,
the rings expand
in an “O” without end
with many kids
invading space,
a shadeless infinite
without feather, this is
my nature in the river of life
with no fear of drowning.

Copyright 2017 American translation by Adeodato Piazza Nicolai of the poem UN SASSO NELL’ACQUA by Luigina Bigon. All Rights Riseved.

SOLITUDINE AMICA MIA

Solitudine non è restare solo
per ascoltare la canzone di jazz
preferita; alle note nella tua testa,
o ascoltare le ombre sotto il tuo letto.
Non è pensare come la vita potrebbe
scappare una di queste giornate,
cosa potrebbe accadere dopo che
se n’è andata. Non è neanche la tua
cara compagna che dice arrivederci
dopo che la passione è sbiadita.
Amore e solitudine dovrebbero
passeggiare mano in mano attraverso
le foreste ascoltando come canta
l’uccello del mattino, cogliere una viola
inzuppata di rugiada. Forse saremo io
e te sotto la volta del cielo
che balliamo un lento verso il grosso
sasso la cui base non riusciamo a sfiorare.
Ci invita sempre più vicini finché
le dita dei piedi toccano la sponda
che ci richiama ancora di nuovo:
venite per imparare come volare …

©2017 Traduzione italiana della poesia di A. P. Nicolai titolata LONELINESS MY FRIEND. Diritti Riservati dall’Autore.

LONELINESS MY FRIEND

Loneliness aint being alone
to listen to your preferite jazz
tune, to sounds in your head, or
to ear shadows beneath your bed.
It aint thinking how life might
run away one of these days, of
what might come after it’s gone.
It aint even your dear lady-friend
saying goodbye once passion
has gone its own way. Love and
the lonely should go hand in hand
into the woods to hear the morning
bird chime, to gather a violet soaked
with fresh dew. Maybe it might just
be you and I under the sky slowly
dancing toward a tall stone whose
bottom aint seen. It calls us closer
and closer until our toes touch its
edge that invites us again and
again: come and learn how to fly …

Copyright 2017 by Adeodato Piazza Nicolai
Vigo di Cadore, 15 march 2017- at 3;17 A.M.<a

href=”https://almerighi.files.wordpress.com/2017/04/adeo.jpg”&gt;

Cane pazzo (trad. di Adeodato Piazza Nicolai)

Questa, è una scena che, sì,
è.

Potrebbe proseguire oltre,
essere qualsiasi altrove,
ma non prosegue.
Adesso il bagno è occupato,
un Belgio, un bello scambio.
Infatti al cane è necessario
un nome banale da affibbiare.
A chi scrive, un pedigree.

Cane pazzo
con la strada sulla faccia
e la bisaccia sfatta
è tutta un’altra scena.
L’oricalco riflette,
ci scusiamo per il disagio.

Non dissi mai “Parigi brucia”
perché non bruciò,
l’ordine non giunse in tempo
e grigliata non fu.
Turbano i primi bianco latte
delle signore,
sette giorni passato maggio.
Incendiano il tramonto,
il pomeriggio è un ricordo.

CRAZY DOG

This is a scene that, yes,
happened.

It could go beyond,
almost be elsewhere,
but it doesn’t go farther.
Now the bathroon si occupied,
a Belgian, a good exchange.
Indeed it is needed for the dog
a banal name to carry.
A pedigree for the one who writes.

Crazy dog
with the road on its face
and the whiskey flask a wreck
is another scene.
the brass is shining
forgive us the restlessness.
I never said “Paris is burning”
since it didn’t burn,
the order didn’t come on time
and there was no barbeque.
The first milk whites
of the ladies perturb,
seven days past may.
Let’s set the sunshine on fire,
afternoon just a memory.

©2017 American translation by A. P. Nicolai of the poem
CANE PAZZO by Flavio Almerighi. All Rights Reserved.

difficile da trattare (trad. di Adeodato Piazza Nicolai)

L’interesse per la Liguria
non è facile a trattare,
nessuna relazione logica,
il sonno viene senza parlare
e gli uccelli tacciono
perché si è fatta notte,
i giocatori già pensano
al giorno dopo
alle igieniste dentali
che smettono di lavorare,
brillano le date
di anniversari, piangono
gli occhi non per insetti
o colpi d’aria
è la réclame, onnipresente
sempre con noi,
prima o dopo si va oltre.
Morta un’epoca
se ne fa un’altra.

DIFFICULT TO DEAL WITH

An interest for the Liguria
is difficult to deal with,
no rapport with logic,
sleep comes without talking
and birds are silent
since night has fallen,
players already think
of the day after
of the dental assistants
who quit working
and the anniversary
dates shine,
eyes that cry not because
of insects
or air flows
ut of the pubblicity, everpresent
always near us
before and after, going beyond.
One era is dead
another is born.

©2017 American translation by A. P. Nicolai of the poem
DIFFICILE DA TRATTARE by Flavio Almerighi, All rights Reserved.

il nemico vi ascolta (trad. di Adeodato Piazza Nicolai)

Parla, il nemico ti ascolta.
Tua moglie era bionda, ubriaca.
Tace si riveste e se ne va,
la stessa ora, ogni giorno
lo stesso suono
niente che sappia respirare fermo.

Ti chiamo domani,
il nemico ti ascolta,
la hall una selva piena
di sguardi e nessuno
uguale all’altro.
Qui la sceneggiatura
allibisce, cambia tono.

Scusate il ritardo,
il nemico vi ascolta,
il tempo ripete ogni singolo atto,
il fantino è una fionda,
la donna si riveste
e chiude la porta.

THE ENEMY HEARS YOU

Talk, the enemy hears you.
Your wife was a blond, a drunk.
Silent she dresses again and goes,
the same hour, every day
the same sound
nothing that knows
how to breathe when still.

I will call you tomorrow,
the enemy listens,
the hall a wilderness full
of stares and no one
looks like the other.
Here the scenery
frustrates, changes tone.

Forgive the lateness,
the enemy hears you,
time repeats each single act,
the jokey is a sling,
the woman dresses again
and shuts the door.

©2017 American translation by Adeodato Piazza Nicolai of the
IL NEMICO VI ASCOLTA, by Flavio Almerighi. All Rights Reserved.

Un’idea di Edie S (trad. inglese di Adeodato Piazza Nicolai)

sorriso mezzo crudo,
color mimetico si allena
a guardare in basso,
dove di solito nessuno vede
il silenzio di una vita.
Coglie fiori in mazzi
sul punto in cui l’argine
si getta nel fiume
e li riporta indietro.
Essere felici, parole grosse
abbandonate a margine
di un film d’amore,
la sciarpa gira attorno al collo
gira allacciata con cura
su quel sorriso al sangue.

AN IDEA OF EDIE S.

Smile half raw
mimetic color in training
to look down, where
usually nobody sees
the silence of a lifetime
better picking a bunch of flowers
at the point where the argin
flows into the river
and brings it back.
To be happy,
big words spent at the margin
of a love movie,
scarf around the neck
tied at best with care
over a bloody smile.

©2017 American translation by Adeodato Piazza Nicolai of the poem UN’IDEA
DI EDIE S. by Flavio Almerighi. All Rights Reserved.