passano giorni

passano giorni,
un islamico nel suo caffetano
corre in bicicletta sulle strisce,
slave legnose
portano a spasso italiane arrugginite,
importanti rivelazioni
sulla trattativa stato mafia
giacciono a pagina ventisette,
non si vedono rondini
il sole non ci nutre,
la stasi è più della polizia segreta,
la casa del Maestro
è in ristrutturazione;
passa una ragazza liscia
a seguire due suore in bianco,
la volante dei carabinieri
tutta lustra è al calduccio
dentro un’isola pedonale,
qualcuno stramaledice
a percentuali le ultime elezioni,
nessuno saluta,
avessi avuto fra i miei tre desideri
la salvezza dell’anima mia!
la strada di tutti
piena di buche, bagnata,
è pioggia per chi non ha sete,
c’è tanto silenzio:
i commercianti lo danno col resto

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Ascolta & Leggi: Claudio Lolli & Nanni Balestrini, dagli anni di piombo agli anni di merda

PER CHI ABBIA VOGLIA DI LEGGERLA, HO TROVATO QUESTA PICCOLA ANTOLOGIA, IN RETE. GRATIS.
Autoantologia_della_signorina_Richmond

PICCOLO APPELLO AL PUBBLICO DELLA CULTURA OVVERO POESIA SUGLI ANNI DI PIOMBO E GLI ANNI DI MERDA

Eccoci qua ancora una volta
di fronte al pubblico della cultura
che seduto di fronte a noi benevolmente
come sempre si aspetta poesia e verità

scherzo naturalmente so benissimo che
il pubblico della cultura è smaliziato
è un furbone di tre cotte e matricolato
non c’è nessuno che gliela dà a bere

ne sa una più del diavolo
sa che la letteratura è menzognera
che tutte le vacche sono nere
che 2 + 2 non fa quasi mai quattro

che la società dello spettacolo ci ha disintegrati
mica è fesso è bastato che dicessi il titolo
e ha capito al volo immantinente
che dalla mia bocca sarebbe uscito

un suono antico e familiare come
l’urlo dei manipoli e il rombo dei cavalli
cioè vogliamo tutto e quella roba lì
eco lontana di un passato dimenticato e sepolto

le cui tracce sono state accuratamente
contraffatte cancellate dissolte da un esercito
di mercenari giornalisti storicisti televisisti
lautamente remunerati per riscrivere la storia

di un paese minacciato da un’orda sanguinaria
che voleva bruciare le banche e le chiese
mangiare i bambini e sputare sui vecchietti
e sui sacri partiti nati dalla resistenza

che voleva non lavarsi e non lavorare mai
farla finita con i valori le regole le ideologie
come stigmatizza il severo giorgiobocca
e anche appendere i padroni per le palle

e tutte le possibili nefandezze sovversive ma
spiegano le cronache falsificate d’italia
le forze dell’ordine e della civiltà
hanno infine prevalso e i biechi eversori

sono stati tutti quanti incatenati o sparati
così imparano a contestarci proclamarono
i banditi dell’arco costituzionale vittoriosi
e così beneamati salvatori della patria in pericolo

poterono dedicarsi indisturbati a saccheggiarla
il più straordinario saccheggio di tutti i tempi
e dall’emergenza sbocciò il nuovo rinascimento yuppie
i magnifici anni 80 incensati da tutti gli alberoni

gli anni di merda insinuano i maldicenti gli anni
della restaurazione dell’opportunismo del cinismo
con tanti soldi cocaina fotomodelle per chi ci sta
eroina o muccioli per chi proprio non ci sta

e tv spazzatura per rinconglionirci tutti quanti
gli anni culturalmente più vuoti e squallidi del secolo
in cui nugoli di intellettuali collaborazionisti
ben lottizzati e benissimo pagati ci rifilavano

le meraviglie dell’effimero e del postmoderno
una letteraturina da telefonini bianchi
le voci bianche del pensiero flebile
e la storia che pluf finisce proprio adesso

come ben ricorda il nostro bel pubblico della cultura
voi lì che queste cose le sapevate tutte ovviamente
e le sopportavate sì ma con indignazione malrepressa
scuotendo spesso la testina e sospirando forte

e ci soffrivate un po’ anzi tantissimo in silenzio
nel silenzio dei vostri cuori e delle vostre menti
ma diciamolo pure ora che si può dirlo forte
anche voi non vedevate l’ora che le cose cambiassero

magari perfino speravate con indomito coraggio
che tutto questo puttanaio finisse prima o poi
anche se non potevate fare niente per
non importa lo auspicavate fermamente e spesso

ma adesso il problema non è vedere quanto avete
le mani pulite non è che dovete alzarle se
avete goduto con sgarbi o pippobaudo
se berlusconi è stato il vostro modello di vita

se vi siete pentiti del 63 o del 68
se avete pensato che il capitalismo è una figata
che la poesia è la parola innamorata
che la rivoluzione cambia il mondo solo in peggio

e altre insostenibili leggerezze del vostro essere
questo non è l’anno del terrore nessuno pensa
di tagliarvi la testa o la mano per queste inezie
son cazzi vostri giù le mani e niente paura

perché adesso c’è ben altro da fare
adesso che la gran cuccagna è terminata
perché non c’è più niente da saccheggiare
adesso che bisogna ricominciare tutto da capo

adesso che anche la parole sono saccheggiate
e noi che ci occupiamo della loro manutenzione
dobbiamo tentate di ridare un senso alle parole
ci appelliamo a voi comparse e pubblico

voi per cui facciamo in fondo tutto questo
adesso come altre volte in tempi bui
in cui discorrere di alberi è quasi un delitto
ascoltateci ancora una volta con indulgenza

Signorina Richmond, orfana.

Nessuno la fila,
nessuno ha voglia di pensare,
uscire, farsi sentire,
chi glielo fa fare?

Nessuno.
L’ardire appartiene soltanto
ai preti
che non parlano da preti.

Lei sta nuda, giorni interi
dentro il suo appartamento
a prendere freddo,
nessuno la chiama,
perché nessuno ha voglia di partire.

Qualcuno vorrebbe fuggire, forse.
Altri si lasciano ipertendere:
tutti arrabbiati neri,
nessuno fuori casa.

E’ cosi, senza purtroppo,
la Signorina Richmond
ha perduto il padre.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/05/20/nanni-balestrini-e-morto-e-noi-vogliamo-tutto/5193795/

Papaveri ovunque

il forno in mattoni
riscalda un campo di grano
apparentemente infinito.
poco oltre il fuoco di giugno
fruscia l’acqua nel torrente,
così chiara, impigrisce ancor più
il rosso vivo, papaveri ovunque

tra spighe, legni,
il cinguettare assente
di tutti gli uccelli, i corvi
dentro un cielo tanto vigile
da lasciar perdere gli uomini.

donne dal seno spensierato
lavorano fuoricampo tutto il tempo.
mentre l’orologio fa acqua
un forestiero stanco siede,
riposa sull’aia

prima o poi farà tardi
e non ci sarà altro da scrivere,
basterebbe oggi un sorso d’acqua
per fare di quel forestiero
un uomo

ascolti amArgine: Enzo Jannacci, quello che…

Di Enzo Jannacci si dice sempre questa cosa, che lui in realtà sia stato molto serio, e si cita la sua stimata professione di cardiochirurgo a contrasto con la sua attività musicale, che è durata più di mezzo secolo. Attività che ha svolto con uguale perizia e uno spirito geniale senza uguali fino a che non sono arrivati Elio e le storie tese. Però con le canzoni di Elio e le storie tese non si è mai commosso nessuno. Enzo Jannacci, è stato autore di cose bellissime nella canzone italiana che sono diventate parte della storia quotidiana di tutti, dei nostri linguaggi e dei nostri modi di capire e vedere le cose. Morì venerdì 29 marzo 2013 a Milano. Era nato il 3 giugno 1935.

L’Armando

Tatta tira tira tira tatta tera tera ta
Era quasi verso sera
se ero dietro, stavo andando
che si è aperta la portiera è caduto giù l’Armando.
Commissario, sa l’Armando era proprio il mio gemello,
però ci volevo bene come fosse mio fratello.
Stessa strada, stessa osteria,
stessa donna, una sola, la mia.
Macché delitto di gelosia,
io c’ho l’alibi a quell’ora sono sempre all’osteria.
Era quasi verso sera, se ero dietro stavo andando
che si è aperta la portiera è caduto giù l’Armando.
Tira ta tira…
Commissario, sa l’Armando mi picchiava col martello,
mi picchiava qui sugli occhi per sembrare lui il più bello.
Per far ridere gli amici, mi buttava giù dal ponte
ma per non bagnarmi tutto
mi buttava dov’è asciutto.
Ma che dice, che l’han trovato
senza scarpe, denudato, già sbarbato?
Ma che dice, che gli han trovato
un coltello con la lama di sei dita nel costato?
Commissario, ‘sto coltello non lo nego, è roba mia,
ma ci ho l’alibi a quell’ora sono sempre all’osteria.
Tira ta tira…
Era quasi verso sera
se ero dietro, stavo andando
che si è aperta la portiera
ho cacciato giù… pardon… è caduto giù l’Armando.
Tira ta tira…

*

Vincenzina e la fabbrica

Vincenzina davanti alla fabbrica,
Vincenzina il foulard non si mette più..
una faccia davanti al cancello che si apre già..

Vincenzina hai guardato la fabbrica
come se non c’è altro che fabbrica
E hai sentito anche odor di pulito
e la fatica è dentro là…

«Zero a zero anche ieri: ‘sto Milan qui,
‘sto Rivera che ormai non mi segna più,
che tristezza, il padrone non c’ha neanche ‘sti problemi qua..»

Vincenzina davanti alla fabbrica,
Vincenzina vuol bene alla fabbrica,
e non sa che la vita giù in fabbrica
non c’è,
se c’è
com’è ?

*

QUELLI CHE…

Testo Quelli Che…
Quelli che cantano dentro nei dischi perché ci hanno i figli da mantenere, oh yeh!
Quelli che da tre anni fanno un lavoro d’equipe convinti d’essere stati assunti da un’altra ditta, oh yeh!
Quelli che fanno un mestiere come un altro.
Quelli che accendono un cero alla Madonna perché hanno il nipote che sta morendo, oh yeh!
Quelli che di mestiere ti spengono il cero, oh yeh no!
Quelli che Mussolini è dentro di noi, oh yeh!
Quelli che votano a destra perché Almirante sparla bene, oh yeh!
Quelli che votano a destra perché hanno paura dei ladri, oh yeh!
Quelli che votano scheda bianca per non sporcare, oh yeh!
Quelli che non si sono mai occupati di politica, oh yeh!
Quelli che vomitano, oh yeh no no ne yeh!
Quelli che tengono al re!
Quelli che tengono al Milan, oh yeh!
Quelli che non tengono il vino, oh yeh!
Quelli che non ci risultano, oh yeh no yeh!
Quelli che credono che Gesù Bambino sia Babbo Natale da giovane, oh yeh!
Quelli che la notte di Natale scappano con l’amante dopo aver rubato il panettone ai bambini, oh yeh! … Intesi come figli, oh yeh!
Quelli che fanno l’amore in piedi convinti di essere in un pied-à-terre, oh yeh!
Quelli… quelli che… quelli che son dentro nella merda fin qui, oh yeh no yeh!
Quelli che con una bella dormita passa tutto, anche il cancro, oh yeh!
Quelli che… quelli che non possono crederci ancora adesso che la terra è rotonda, oh yeh no yeh!
Quelli che non vogliono tornare dalla Russia e continuano a fingersi dispersi, oh yeh!
Quelli che non hanno mai avuto un incidente mortale, oh yeh!
Quelli che vogliono arruolarsi nelle SS.
Quelli che ti spiegano le tue idee senza fartele capire, oh yeh! Quelli che dicono “la mia serva”, oh yeh no yeh!
Quelli che organizzano la marcia per la guerra, oh yeh!
Quelli che organizzano tutto, oh yeh!
Quelli che perdono la guerra… per un pelo, oh yeh no yeh!
Quelli che ti vogliono portare a mangiare le rane, oh yeh!
Quelli che sono soltanto le due di notte, oh yeh!
Quelli che hanno un sistema per perdere alla roulette, oh yeh!
Quelli che non hanno mai avuto un incidente mortale, oh yeh!
Quelli… che non ci sentivamo, oh yeh!
Quelli diversi dagli altri, oh yeh!
Quelli che puttana miseria, oh yeh!
Quelli che quando perde l’Inter o il Milan dicono che in fondo è una partita di calcio e poi vanno a casa e picchiano i figli, oh yeh!
Quelli che dicono che i soldi non sono tutto nella vita, oh yeh!
Quelli che qui è tutto un casino, oh yeh!
Quelli che per principio non per i soldi, oh yeh oh yeh!
Quelli che l’ha detto il telegiornale, oh yeh!
Quelli che lo status quo, che nella misura in cui, che nell’ottica, oh yeh!
Quelli che hanno una missione da compiere, oh yeh nobody else!
Quelli che sono onesti fino a un certo punto, oh yeh!
Quelli che fanno un mestiere come un altro.
Quelli che aspettando il tram né ridendo né schersando, oh yeh no no no yeh!
Quelli che aspettano la fidanzata per darsi un contegno, oh yeh!
Quelli che la mafia “non ci risulta”, oh yeh!
Quelli che ci hanno paura delle cambiali, oh yeh!
Quelli che lavoriamo tutti per Agnelli, oh yeh!
Quelli che tirano la prima pietra, ma che anche la seconda e la terza e la quarta e dopô? E dopô se sa no…
Quelli che alla mattina alle sei, freschi come una rosa no, si svegliano per vedere l’alba che è già passata…
Quelli che assomigliano a mio figlio, oh yeh!
Quelli che non si divertono mai, neanche quando ridono, oh yeh!
Quelli che a teatro vanno nelle ultime file per non disturbare, oh yeh!
Quelli… quelli di Roma.
Quelli… che non c’erano.
Quelli che hanno cominciato a lavorare da piccoli, non hanno ancora finito… e non sanno… che cavolo fanno, oh yeh nobody else!
Quelli lì…

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Trachemys scripta elegans

Quanto siamo fieri e orgogliosi delle nostre paginette! Sono uniche, bellissime, perfette! Soddisfano sotto ogni punto di vista, specie attraverso il doping ideologico di una buona recensione ricevuta in cambio di un favore o di una iscrizione a pagamento (il tempo è danaro, il danaro è tempo) a qualcosa. Sarà per questo che il mondo prolifera di troppi scambisti scrittori/poeti? Può darsi, è parte della vanità umana il desiderio esplicito di lasciare tracce del proprio passaggio su questo sasso immane.
Del resto da una società intrisa di violenza e conflitto non può che scaturire questo: un continuo cadere a terra coprendosi la faccia con le mani. Un rimanere a terra contorcendosi per il dolore, accusando implicitamente l’avversario di avere mollato una manata proibita. Senza la prova televisiva, nove volte su dieci, l’avversario verrà espulso.
Qui sotto si può osservare un esempio esplicito di come questo discorso sia valido anche in poesia, dove conformismo, pubblicità, sensazione stanno diventando anima del commercio: un utile idiota pubblica alcune righe del tutto innocue, Repubblica on line pubblica una paginone per lavare l’onta, dogs and pigs sguainano la spada per difendere la povera autrice offesa, dando un notevole impulso alle vendite di una raccolta di poesie appena passabili.
E non accusatemi di non averle lette, in rete si trovano a mazzette come la rucola dall’ortofrutta.
A giudicare dalle reazioni, pensavo che l’attacco fosse stato di proporzioni terribili e pieno di insulti, sappiamo bene che a questi sedicenti difensori della vita non frega niente di cosa e come sia la vita di una persona dopo la nascita e prima di una malattia incurabile: invece… tutto qua?
Sorge a questo punto, spontanea, una domanda molto semplice, ma credete proprio che la poesia sia solo roba per fresconi?

il mona

si è impuntato per un ministro, spread a 300 e borse in picchiata, Cottarelli rinuncia a fare il morituro governo, elezioni a fine luglio?, l’Italia consegnata alla destra più becera?: bisogna proprio dirglielo che è un MONA

Il MONA JUNIOR (er maionese) invece pare rinsavito. Certamente sciogliere anticipatamente le Camere per indire nuove elezioni con una maggioranza in essere, sarebbe un atto eversivo, capito MONA SENIOR?

Il MONA tedesco pare avere invece chiesto scusa.

Laura Palmer FOR PRESIDENT!