Quarantena 46

A Monnè, che famo? Posso compilare l’autocertificazione e scrivere che siamo congiunti? Eddai conosco tutti i tuoi film a memoria. Ti potrei citare esattamente ogni passo a partire da La banda del Trucido ai nostri giorni. E nun mé guardà male, gnaa faccio più a stare compresso tra queste quattro mura. Ni sol, ni amor, ni dinero. Non posso finire i miei giorni ad sniffarmi le scurregge che, a forza d’annusamme, pare che assumano sempre più il bouquet di certe nuvole che ai tempi belli uscivano dal petrolchimico. E dunque ci si sveglia, si va al bagno, chiudo il gatto in cucina perché fin dalle prime luci dell’alba vuol mangiare, faccio una telefonata, mi vesto, mi ricordo che è ora di farmi un caffè e poi mi metto a compilare il menù e l’autocertificazione del menù. Monnè, qui se more senza Corna Vissute! Alla fase due seguirà la fase uno bis è un avvitamento inavvitabile. Domani mi vado a consegnare, darò un bacio alla vigilessa sempre appostata e sarò arrestato per oltraggio a pubblico ufficiale. Pensa Monnè se poi mi danno i domiciliari… insomma, andate avanti fino al via! La fase 84 è lontana, … e se mi comprassi uno yacht?

Quarantena 29

Dodici aprile, Pasqua di Resurrezione, anche il Figlio di Dio ha trasgredito il DPCM Conte ed è uscito senza mascherina. So che anche voi avete trasgredito in massa, alcuni travestiti da tassisti fuori servizio. Stamattina, per festeggiare il 75mo anniversario della Liberazione di Castello, la Carolina e io, siamo andati sul terrazzo per il primo flash mob che ci vedeva protagonisti, cantando Bella Ciao. Quante fionde (fasciste?) ad aspettarci! Oltre a un caldo bieco, teribbbileee. Alla fine, caro il mio popolo di poeti, santi e virologi, sono sempre più convinto che, passata la buriana non ne usciremo migliori: torneremo a sbranarci, incularci, innamorarci mentendo, come abbiamo sempre fatto. Finché vairus non ci separi.

Appunti per un Venerdì Santo.

Ho incontrato Delfina,
tornava di buon passo
dal Calvario, raccontando
di alcuni legionari che,
ligi alla consegna,
candeggiavano tre croci
per le prossime sentenze.

Sai com’è dopo un dolore;
il silenzio fa bene
tanto da imbavagliare ferite
sempre aperte, sempre là
non urlano più.
Delfina sa.
Semina, smetti di fumare.

Siamo tutti guai
da quando ci crediamo dei.
Le carovane proseguono,
gli eserciti marciano,
i lebbrosi si nascondono.
In silenzio si fanno le Tre.

Quarantena 23

Siamo all’ammazza caffè! Adrianone si è molto risentito per lo scherzo della coperta, adesso pretende ed esige che i pasti gli siano serviti a letto. La Carolina si è data all’arte divinatoria con un mazzo di plastificate romagnole, io ho pulito la prima finestra. Poi che faremo? Sì, c’è anche la seconda, ok, e la terza… finite le finestre, ah sì, potrei comperare un biliardo su amazon e giocarci col fantasma der Monnezza, anche se ultimamente mi sembra un po’ sulle sue. In casa non c’è più la bella monnezza dei tempi ante vairus. Potrei fare il pensionato in smart working? Boh, si direbbe che non ci sia futuro. La mia vita è carsica, tranquilla, dopo la strage di canterini balconari a colpi di fionda c’è anche un bel silenzio. Intanto i contagiati a Castello sono saliti a diciannove, venti considerando anche l’unica vittima fin qui registrata. In fin dei conti andrà tutto bene, tanto peggio di così… va beh dai! Stasera puntatona di The Walking Dead, c’è anche chi sta peggio.

gran secco

dentro un loculo utero
malgrado l’incidente
non sia stato così grave
– Io mi chiamo crotalo –
diceva il fornitore di mele
alla Valle dell’Eden

chiunque dia tutto
è credito inesigibile,
non salva anime il tarlo
nell’affondamento del Titanic
le conserva nel permafrost
in via di scioglimento

dall’autostrada vedo campi
coperti di penna,
sembra abbia nevicato stanotte,
nemmeno ha piovuto:
gran secco, fiori in anticipo,
sarà altro gelo

acqua

torna la moda dei cigni,
valige di stracci
e qualche pseudonimo,
per i bagni d’acqua
basterà la bocca giusta

il mondo non è
un individuo bizzarro,
respira, nutre, si nutre,
fa l’amore coi suoi figli,
invecchia, muore

di spalle al lago
l’orizzonte ininterrotto
domanda senza risposta
al mondo che ha sete, scivola
un segnalibro d’insonnie

Quarantena 7

La situazione si fa seria: da stamani al bar Stazione niente più cappuccino, dovrò farmene un ragione. Enrico il Bagnino su Radio Dee Jay dice che da domani ci sarà uno scampolo d’inverno con un po’ più di freddo e qualche pioggia sulla Romagna, e dunque, quando andrò sul terrazzo a fiondare i canzonissimi dovrò mettermi minimo un k way, oppure portarmi l’ombrello. La Carolina è fuori di testa perché le si è bloccato l’I Phone, le ho dato un telefono nuovo mai utilizzato, in attesa che, terminata l’apocalisse, si possa di nuovo andare fuori comune e far sistemare il suo amatissimo ahifon! Per il resto, giustamente, ‘sto #anràtuttobene inizia francamente a puzzare di retorica. Alternative? #saccascrotaledilatata , forse troppo volgare, #odiotutti , forse troppo nihilista, #giornatamondialedellapoesia ? E’ oggi, ma qui ci si occupa di poesia 365 giorni all’anno. Per cui #stateacasaenonrompeteicoglioni . Ciausz, e domani ci sono i Gioielli Rubati, calma e gesso.