Di tanta melassa scaduta

Vagisce infinito il treno
lanciato tra i sentori della Bassa.

Facciamo amore vero
di tanta melassa scaduta.

Salti su la Luna, stanchissima,
interrompa ogni vaniloquio.

Ripetitiva e sgarbata
com’è sopra ogni strada.

Indecisa sul da farsi,
esitante in mille rivoli di luce.

Le implicazioni saranno moltissime
sul ritardo già accumulato.

amnesia

è tutto lieve
nel momento precedente il sonno,
nemmeno è chiaro il tempo di domani
i cui notiziari
porteranno storie, nessuna nuova

troppe, imprecisate volte
torna la parola fine
da non saperla più pronunciare.
in fondo è amnesia
successiva alle tante promesse

Basta poco

Basta poco. Formare il numero, parlare del tempo.
Bene o male, tempo talmente ampio
da incollare dolore e rabbia col cemento della nostalgia.

La parte migliore è mancarsi.

Smettere l’oceano di sputi, le sentenze a dozzine,
il furore iconoclasta pronto ad annichilire tutto quanto sfiora.
Facile dir male dei poeti per entrare nel novero.

Parlano di morte, ungono menzogna.
Il loro amore è odio senza scrupoli. Divora con finta indifferenza.
Basterebbe poco, solo tu esistessi.

Nubi in corso

Ricordo un sogno fianco a fianco
in passeggio verso infelicità e nostalgie.
A volte il commiato copre i piedi
sotto un plaid di sabbia.
Non è stata sabbia né ghiaia.

L’alba svela un’isola,
il tempo prosegue deciso sullo stesso corso.
Notti più lunghe e tutto meno
anche una sigaretta è più breve.

Nubi in corso
da coprire ovunque sia il lumicino.
Niente mare tutto intorno.
Spengo

Voglia di domani

Passi affrettati sopra
e sotto un tempo cattivo,
la strada non ha pensiero,
s’accartoccia tutta
per coprirsi di indefinito.

Mancano le canzoni desertiche
con il loro basso contenuto
di umidità. Non c’è profondo
in tanto grigio, solo valli
di cicche spente.

Voglia di domani
mai lasciati giorni peggiori.

Seguono silenziosi cortei
di muratori senza casa,
pini marittimi fuori posto.
Segnaletica e buche pronte
per nuove tornate elettorali.

Tutti hanno mani spaccate
e il pudore di tenerle in tasca.

Il pezzo mancante

Non ero
l’edificio di stanotte,
soltanto il raggiro
di essermi pensato tale.
Insofferenza e omicidio
sono nati col genere umano,
si stimano, e molto
sessualmente attratti.

Solitudine è saperla vivere,
poterla scampare.
Chi sa bastarsi è perduto
sulla strada dritta
nel deserto tagliato in due,
dove l’autista
tiene alto il volume
e le due parti non si trovano.

In un primo momento
entrambe si chiedevano
dove l’ho già vista?

Succo di cielo

Struscio fortuito d’anime spente,
preferita d’ogni giorno la stupidità.

Le mappe non tracciano sentieri certi
cui ricondurre il grigio
nei luoghi dove si scatena.

Tutto è bellissimo visto con gli occhi,
lo stesso saldo riporta inutili brutture
da servire con oliva e ombrellino.

Succo di cielo ristagni bollito
sul piancito a coprirlo di tristezza:
guarda! È spiovuta ogni stupidità.

Ora vattene, esci a comperare
cose inutili alla completezza,
a concepire altro struscio
altro bagnato.