acqua

torna la moda dei cigni,
valige di stracci
e qualche pseudonimo,
per i bagni d’acqua
basterà la bocca giusta

il mondo non è
un individuo bizzarro,
respira, nutre, si nutre,
fa l’amore coi suoi figli,
invecchia, muore

di spalle al lago
l’orizzonte ininterrotto
domanda senza risposta
al mondo che ha sete, scivola
un segnalibro d’insonnie

Quarantena 7

La situazione si fa seria: da stamani al bar Stazione niente più cappuccino, dovrò farmene un ragione. Enrico il Bagnino su Radio Dee Jay dice che da domani ci sarà uno scampolo d’inverno con un po’ più di freddo e qualche pioggia sulla Romagna, e dunque, quando andrò sul terrazzo a fiondare i canzonissimi dovrò mettermi minimo un k way, oppure portarmi l’ombrello. La Carolina è fuori di testa perché le si è bloccato l’I Phone, le ho dato un telefono nuovo mai utilizzato, in attesa che, terminata l’apocalisse, si possa di nuovo andare fuori comune e far sistemare il suo amatissimo ahifon! Per il resto, giustamente, ‘sto #anràtuttobene inizia francamente a puzzare di retorica. Alternative? #saccascrotaledilatata , forse troppo volgare, #odiotutti , forse troppo nihilista, #giornatamondialedellapoesia ? E’ oggi, ma qui ci si occupa di poesia 365 giorni all’anno. Per cui #stateacasaenonrompeteicoglioni . Ciausz, e domani ci sono i Gioielli Rubati, calma e gesso.

Quarantena 3

Alberto Y Los Trios Paranoias, me li ricordo ancora quei pazzi furiosi e fuori uso: tornassero sarebbero di compagnia più del mio personal stalker. Solito giro in bici nella vana ricerca di un killer da assoldare. Credo ci saranno altre rogne, maggiori di queste. Oggi il nostro giovane sindaco ha fatto girare un’auto con altoparlante e un messaggio registrato alla popolazione con una sua bella esse romagnola, dove chiede a tutti la massima collaborazione, specie nel restare a casa. Tanto, dopo i casini di merliniana memoria, è quasi tutto chiuso, parchi e isole comprese. Si vede che anche noi castellani siamo un poquito teste di cazzo, come gli svizzeri. Riprenderò La palude dei fuochi erranti di Eraldo Baldini dove si parlava di un’altra peste, quella del 1631, che risparmiò Castelbolognese. Spero non saltino gli schemi, specie nella mia testolina, oggi supererei agevolmente l’esame per diventare il quarto degli Alberto Y Los Trios Paranoias.

Quarantena 2

Due, come il numero complessivo dei testicoli in una persona normodotata. Dopo l’ora d’aria (solito giro in bici per pane, tabacco e cappuccino, finché dura) ho deciso di tirare a nuovo una stanza ogni giorno e di insegnare al siamese ad abbaiare, per uno pseudopoeta cane come me non dovrebbe essere difficile, in modo che lo si possa far credere un Fido e portarlo fuori per l’operazione bisognini. Ogni tanto provo anche a chiamare qualcuno per un “come stai?”, ma sovente non risponde, forse non è in casa.
Ho iniziato a leggere Yeats. Castello è deserto, la Via Emilia mai così vuota, se non durante e dopo la nevicata dell’84/’85: in assenza di mascherine ho comprato un etto e mezzo di mortazza e tenterò il fai da te. La Carolina ha iniziato con la menata dello shopping on line, in 12 ore tre corrieri (cui segue una nutrita dose di imprecazioni). Confido in un’anima pia che mi presti una fionda per impallinare chi si metterà a cantare sui terrazzi. Grande appuntamento serale, che attendo con visibile ansia, con la puntatona del lunedì di The Walking Dead: iniziò tutto come un’influenza…

Quarantena 1

Ultima domenica d’inverno, qualcuno se ne è ricordato? Ho preso l’abitudine di uscire prestissimo al mattino in bici: pane, sigarette, e una pedalata di mezz’ora (tanto per non morire grasso) poi rispetto rigorosamente leggi e ordinanze. Nemmeno al militare ho avuto una simile consegna di rigore. Per la Carolina è più difficile, i ragazzi hanno voglia di muoversi, vivere, trovarsi: ma anche lei oggi ha capito che non è il caso di muoversi troppo. Da una pagina Facebook apprendo che tra i nuovi 23 casi (ieri 14) di contagiati in Provincia di Ravenna, c’è una persona residente a Castel Bolognese che sta bene ed è attualmente in quarantena. La persona avrebbe contratto il virus fuori provincia, e non ha frequentato posti nella nostra città da quando l’ha contratto. Ecco, nemmeno la Linea Gotica ha resistito al virus.

l’inverno secco

contegno di una vite,
sconfitto il ciclo
delle stagioni e del vino,
osservando una campagna
piatta e senza canto
data in pasto al secco
dell’inverno tiepido
senza cronache

gli occhi sordi
al pur misero movimento
che il trascorrere comporta,
nella speranza di essere almeno
qualcosa già stato;
l’aceto dentro
non causa infelicità
ottunde ogni anacronismo

piccola gemma perduta nella nebbia,
avvolta di silenzio,
ora sei ovunque andrà
il mio sguardo

sopra questa pianura

penso sia fin troppo facile
tenere i piedi a terra
sopra questa pianura
tagliata in due dalla strada
e dalla storia, salda
dov’è sempre uguale,
terremoti gli abitanti,
prede non facili
di tanta guerra, carestia,
tumori, dialetti diversi
per destini simili:
ci scuote così grande
il peso dell’andirivieni
qualunque sia il dire
o l’inflessione.
tu sei la stella,
tu sei l’amore.

ci si sveglia in un mondo
fluido, incerto
mai come il giorno prima.
il piano è qui, aspetta
non gela, snebbia, e stamani
si potrebbe navigarne l’oceano
in fiori di pesco