Voglia di domani

Passi affrettati sopra
e sotto un tempo cattivo,
la strada non ha pensiero,
s’accartoccia tutta
per coprirsi di indefinito.

Mancano le canzoni desertiche
con il loro basso contenuto
di umidità. Non c’è profondo
in tanto grigio, solo valli
di cicche spente.

Voglia di domani
mai lasciati giorni peggiori.

Seguono silenziosi cortei
di muratori senza casa,
pini marittimi fuori posto.
Segnaletica e buche pronte
per nuove tornate elettorali.

Tutti hanno mani spaccate
e il pudore di tenerle in tasca.

Il pezzo mancante

Non ero
l’edificio di stanotte,
soltanto il raggiro
di essermi pensato tale.
Insofferenza e omicidio
sono nati col genere umano,
si stimano, e molto
sessualmente attratti.

Solitudine è saperla vivere,
poterla scampare.
Chi sa bastarsi è perduto
sulla strada dritta
nel deserto tagliato in due,
dove l’autista
tiene alto il volume
e le due parti non si trovano.

In un primo momento
entrambe si chiedevano
dove l’ho già vista?

Succo di cielo

Struscio fortuito d’anime spente,
preferita d’ogni giorno la stupidità.

Le mappe non tracciano sentieri certi
cui ricondurre il grigio
nei luoghi dove si scatena.

Tutto è bellissimo visto con gli occhi,
lo stesso saldo riporta inutili brutture
da servire con oliva e ombrellino.

Succo di cielo ristagni bollito
sul piancito a coprirlo di tristezza:
guarda! È spiovuta ogni stupidità.

Ora vattene, esci a comperare
cose inutili alla completezza,
a concepire altro struscio
altro bagnato.

un paese vivo

Vè laggiù:
si può immaginare il mare,
ricordare la terra arancia.
C’è una collina, a destra,
da far invidia agli Etruschi.
Andrà tutto bene.

Cade Sileo,
ma tu pensa un paese vivo,
michetta senza proci.
Donne e uomini pronti
a fare vite decorose,
a curare il cancro
mai sopito.
Pensa i Greci assolti
prima di ricevere l’assoluzione.

Troveremo un sentiero
in questo vivere di fiumi
un tronco via l’altro.

il sole

Stamane il sole ha voglia
di scartavetrare i muri.
Potesse dedicarsi
anche a lenzuola dense
di sogni e velleità!

Sotto, gli avventori del bar
chiacchierano garbatamente
con buonsenso e sottovoce.
Al solito, prendono appunti
di fisica elementare.

Innamorarsi non è
prestare a strozzo, niente
sarà mai più come prima.

Bel coccio
da ripararci il cuore.

Fiumani gracchia,
rende assai bene l’idea
di un portacenere pompeiano.
Faccio appello alle gambe,
perché mi lascino uscire.

Scrivi Poesie

Scrivi poesie, sì,
scrivine senza far rumore.
Dedica a chiunque voglia leggere,
ma non imporre.

Scrivere non è emozione
per fermare il tempo,
è modo di ricordarne le corde.
Se credi nella tua bravura,
anzitutto leggiti
poi lascia decantare.

Non consegnarti a scuole o accademie,
scriverai come tanti,
poiché è migliore
la birra non filtrata.

Splendi le parole,
sapendo bene, se pur le stesse,
quanto siano diverse
quando non racconti.

Lasciale brillare
poi falle asciugare, in modo
da fare invidia al silenzio.
Non ripeterti,
spezza bene il tuo verso.
Risparmia sui che, sui fili,
sui come, ogni dondolio
e lascia in pace i gabbiani.

Scrivi poesia, leggine
seduto sulle spalle dei giganti.
Non darti al già visto,
già sentito. Facci l’amore,
accorgiti quando viene.
Amala, stringila ancor più,
sia mai dare per avere.