Allattiamo il vento

Allattiamo il vento
con punti di domanda
sempre più simili
alle code dei gatti
quando dicono perplessità,
mentre un sassofonista
senza invito sparge assoli
per incentivare la questua
tra convenevoli di gente
pronta a salutare e ignorarsi
in circostanze uguali
a giochi di pazienza
con tanti pezzi
da non poterli contare.
.
Il vento sulla Via Emilia
lascia, porta, sporca.

*

In treno

Quante volte
forse per troppa allegria
ho incontrato Piero Ciampi,
per certi versi
cuore, mano, penna, carta
erano tutt’uno ai sogni.
.
Allora, amore mio,
stavo sulla gamba destra,
poi sulla sinistra
ma tutto sembrava
troppo stretto,
anche il tempo di arrivare.
.
Infine un altro viaggiatore,
salito
dopo una fermata intermedia,
impediva ogni movimento
e non c’era più contrappeso
al tramonto.

*

effetti collaterali

a ogni rotonda andava in bestia,
gettava via i giornali
e come il lampione si spense,
bastò aggredirlo al punto giusto
e dimenticarlo in stazione
.
maturando si sa
aumentano i furti di rame,
dovremmo smettere di fumare,
starne fuori, non pensare all’amore,
restare alla larga
.
anch’io sono deserto
non frequento più treni
ma sì le stazioni
.
fosse ancora qui
Cobain sarebbe un altro Jagger
più alieno e impaurito

*

Presente dimenticabile

I nuovi treni giapponesi
in dotazione alle ferrovie italiane
sono stati pensati e ricuciti
per gente minuta, nonostante,
una tizia di passaggio
senza metafora ma col culo
sfiora una selva di gomiti che,
presi come sono
dalla crisi occidentale
e relativi notiziari 
su quest’epoca dimenticabile,
non si accorgono
di tanta grazia di Dio.

*

Lavori in corso

lavori in corso
gente ridicola e distratta
ancora zuppa di sapone
.
la sete dentro
disposta ad afferrare
si fa nostra
quando all’improvviso
un viaggiatore apre calvino
.
e questa irrefrenabile esigenza 
di cantare

*

Banalmente

Passeggiava
col volume firmato
della propria borsa
posto sull’avambraccio
a dire
la legge è uguale per tutti
infruttuosa pesante
sguardi obliqui
.
passeggiava banalmente
evitando ogni riferimento
al sedere inquieto
dentro il vestito
mentre l’anca
musicava il passo
.
passeggiava senza saluti
con il pozzo di San Patrizio
appeso a sé
dentro portava
la testa senza pensiero
del prossimo amante.

*

Sotto il giardino

Foto di Alexander Tiupa
La circostanza vuole
fumi e vampe,
giusto per segnalare
io ci sono!
Sarebbe necessario
un radiofaro
per spartire le onde,
permettere l’attraversamento 
a ogni Mosè.
Come stai?
Mi difendo, un ricordo
è sotto il giardino
andato in fiamme.

*

Spesso

mi sono fermato spesso 
incuriosito a osservarmi
non facile la decrittazione
qualcosa di più la voce
coagulata dentro il petto
ad aspettarsi caparbia
e il fiato tra i capelli
reso romantico per amore
ogni volta solido e degno
della città dei Nabatei
.
vita da idiota
l’infrequente cambio di stagione 
non porta frutti
ma rende avvincente
questo viaggio senza mappa