Altrove

Nervose le ginocchia non fanno presa
sul cruscotto e voci cantilenano
sottolineando un tramonto che sembra vero,
forse è soltanto altrove,
gli uccelli non cantano, accordano
mentre i sogni provano a ricordare le corsie
verso un cassetto
dove il mare prende lunghe pause.
Intanto la strada vuole proseguire.

*

Esiste un luogo

Photo by eberhard grossgasteiger
Certo, esiste un luogo
dove Cristina, Ivano, Musetta
corrono bradi, ma con pazienza
discutono di vita e poesia
forse in cielo sopra Budelli:
tutti ne sospettano l’esistenza
è un mondo d’oggi senza
domani, domeniche e agende
gettate a rovi pieni d’armi,
tra l’ancoraggio certo e il nulla
dove il sale allunga la vita
la rabbia è rosa,
il rame verde ossida tranquillo
come dev’essere, quel luogo 
dove chiunque sia stato caro
vive ancora
per chi corre in bicicletta,
tenta di risollevare rondini,
perde sangue dal naso.

*

Nessuno sa

Sulla strada i miei pensieri
festeggiano le nuvole,
una moto si allontana
sull’Emilia semi sgombra
nel bianco e nero
dell’Essere Non Essere.
.
Mi spoglio della storia,
non ho figli non ho fame
finalmente libero dai piombi
di questa terra,
l’ombrellone di un gelato
chiacchiera col vento.
.
Nessuno sa
cosa dicano.

*

In alto

Il cielo turchese
è amico delle rondini, 
un piacere saperlo, guardarlo, 
esserne riamato.
.
Le strade pulite
i giardini dello stesso colore
ogni cosa è in perfetto equilibrio,
e là in mezzo
c’è qualcuno disposto
a non guardar male.
.
Il glicine 
profuma ogni distanza
ogni vicinanza
in qualunque senso vadano. 
.
Perfette amanti
da sposarsi,
fare figli, 
tanto stanno bene.
*

Il presente

Lasciarsi andare
è spettacolo buffo
specie a questa età:
show solitario
da iena pronta a consumare
in dettaglio un pasto freddo
già invecchiato vino dannato
se ne ricorda
soltanto la musica dispersa
in mille rivoli,
e gli occhi tacciono
guardando oltre la ferita
com’è adesso,
com’era due anni fa,
com’era cinque anni fa;
mare più basso
mare come adesso
dove la luce chiara
senza difficoltà 
passa il presente.

*

Il caos non ha tempo

Il caos non ha tempo,
obelischi di cera
innalzati a onore e gloria
dell’orgoglio in scadenza
avvicinandosi al sole
piegano molli le punte
.
lingue confuse
diventano legna secca
che si scalda nella stufa
consumata con violenza
fino alla cenere
e le stelle confinano
.
con teorie impossibili
e rancori di passaggio
ruzzolati in fondo
al ripido di una scalinata
divisa fra chi scrive
e chi leggerà.

*