Raglio di Natale

almerighi

asinello

Caro Gesù ricordi?
Sono quello senza corna
che ti scaldò la culla, va beh
culla è una parola grossa
roba da polli in batteria,
e quando ti ho salvato il culo
ero sempre quello
che ti portò in Egitto
anni luce da quel bullo di Erode,
la domenica delle palme
ti ho dato un passaggio
per le vie di Gerusalemme
e tu nemmeno grazie.
Volevano farti re,
ti avevo avvertito
che era una trappola,
sarò un ciuco
mai un coglione.
Ho tirato la carretta della storia
ho sempre preso botte,
medicine lontano dai pasti,
i miei cugini muli
per quel poco che hanno dato
nel Quindici Diciotto
li hanno fatti tutti santi
ma noi no,
qualche volta sogno
di essere un cavallo
da sveglio sono sempre un raglio.
Ciao Gesù, buon compleanno
se ti va ricorda,
siamo sempre meno
e se rinasci non so
se potrò scaldarti ancora.

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luoghi in ombra

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luoghi in ombra sensazioni
il cuore esce dal petto
va a viversi in pace
un’autobiografia languida
bocche di pesca dove fuggire,
restare indolente
fino alla morte solitaria del cacciatore,

il desiderio più che tiepido
ondeggia tranquillo in mare,
dov’è libertà dov’è il caso
non a caso a Sud,
dove il mondo si apre
in due come una melagrana
e la luna è dello stesso colore

INTERVISTA SENZA DOMANDE MARIO M. GABRIELE: L’ERBA DI STONEHENGE, (Roma, Progetto Cultura, 2016) a cura di Flavio Almerighi

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Originally posted on L'Ombra delle Parole Rivista Letteraria Internazionale:
 Una intervista senza domande è certamente un fatto insolito, in quanto si decentralizza dal clichè  normalmente  usato, per far emergere alcuni aspetti particolari di un Autore, al fine di evidenziare…

Come è finita la guerra di Troia non ricordo.

La poesia e lo spirito

Antologia cop come è finita la guerra di Troia non ricordo

di Mario M. Gabriele

La recente antologia di Giorgio Linguaglossa: Come è finita la guerra di Troia non ricordo. Poesia italiana contemporanea, Edizioni Progetto Cultura, 2016”, non appartiene a nessuna di quelle pubblicate nel Secondo Novecento, in quanto ha una sua specifica particolarità, che è quella della diversità progettuale, al di là dei consueti sistemi linguistici omologati. Questa antologia ha il pregio di essere un ventaglio poetico aperto a tutto campo, rispetto alle antologie generazionali e sperimentali degli anni Settanta-Ottanta. Essa si collega, senza preclusione alcuna, nelle diverse proposte poetiche, mai ferite dal pregiudizio, e da qualsiasi altra interferenza. Il curatore ha operato un proprio sistema di “guida” per immettere la poesia nel giusto raccordo anulare. Nel Postmoderno la poesia ha cambiato il proprio cromosoma.

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La Scalinata di Giugno

Un Posto di vacanza

scalinata degli zoppi piazza_armerinaScalinata degli Zoppi, Piazza Armerina

di Alba Gnazi

Athanasius Kircher lui sì
lo sapeva
che la lanterna brancolata
in pieno sole
fa ridere gli stolti
e confondere i ciechi
assordare i poeti
urlare i maestri

quella
lanterna bruciante snudata
alla luce
gialla di bocche sguaiate,
lanterna gravitazionale
rotante
tra gli ovest e gli astri
e i cedri che la domenica
assoldano farfalle per intuite
primavere

lanterne spente
su altalene vuote
che contano i passi dei figli
brancolati come lanterne
sospese in piene sole.

20.4.16

***

solo so guardare di Flavio Almerighi

tempesta sottile
senza appalti al perdono
le mani chiamano per nome
ma il silenzio non offre fessure,
facile prendere l’acqua
qua sotto
lasciando sciogliere il trucco
in una spirale a imbucarsi
nelle fogne
dove nessuno sa vederti
come ti vedo io,
senza occhi interessati
o secondi fini,
solo so guardare

***

Ultima speranza di Alessandro Forlin

Arriverò ondeggiando,
con…

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aceto di vino

I poeti morti prima degli anta
sono leggende incagliate
tra gli appositi scaffali nelle Coop,
librerie dove non ci si incontra più,
dopo molte estati finiscono tra i resi.

I poeti ben conservati, tuttora viventi
nemmeno a settant’anni comprendono
che nessuno li fila, incartati di pravda
citano e sentenziano,
citano e sentenziano,

dopo tanto fermento
di aceto di vino neanche il fiasco.