ecco il Noi

Piccoli allievi di una grande maestra
ci interroghiamo nella ricerca continua
di un oltre la comune veduta, domande
spesso scomode da cui fuggire d’istinto.

Eppure tutto riconduce a te, al respiro,
una grande opera si riconosce o si odia.

Un attimo prima non c’eri, ti ho voluta
subito, assolutamente, talea di ginestra;
da allora, mio nudo, mia frequenza,
trattieni ogni realtà, oltre la superficie.

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sicura è la vista del mare

ci rifaremo di parole
non soltanto e sia mai,
di bambini sorrisi
e tutto quanto il resto,
dove non ci sono parole
del non detto, non fatto,
quando il sogno è fumo
da far male agli occhi
e le posate pronte in tavola
non sono assonate
al coltello della frutta,
e il coltello è nel letto,
che i medesimi istanti
sono da vivere insieme,
sicura è la vista del mare
dal palazzone, in alto,
quanto sia uguale smettere
di non capire

Amore, indignazione

Alcuni portano felicità ovunque vadano.
Altri quando se ne vanno. (Oscar Wilde)

Amore, indignazione.
Rischio di ripetizione
commuove sapere d’essere
in due di fronte al mondo.

Sorsi della capacità di un medinait
con ghiaccio, pari portata amore dolore
da smaltire indugiando
per dimenticare meglio.

Burrasca di rose, mentre ti guardo
amore buono.
Torna fra vent’anni, dicembre è lontano,
i capelli filano, la tinta è terminata.

La notte si sposta tutta immobile,
basterebbe sedersi senza ascoltare:
il tagliaerba reclama vendetta,
l’acqua ragia mente, la santità latita.

La mano in mano, sempre,
questo amore è stato luna, spettacolo,
non intendevo prassi
ma per sempre

cosa successe dopo

un labbro, un accento,
non si è mai scoperto
poi, cosa successe dopo?

il non visto.
oltre il vestito
il sale sa di poter sciogliere
dolore con dolore

fianco a fianco, stesso respiro
aromi di sera e carezze,
sorrisi, sorsate
al costo di una lacrima,
colgono senza gravità
grazia indomita e ferina:
moneta sotto la panca
in me

ancora

ecco tutto

Non smetto di essere spudorato,
di mostrarti i miei muscoli vocali;
la pazienza violenta
pronta a spazientire:
senza te non potrei più respirare.

Una profonda fondazione
ammirare senza lasciarlo intendere.
Amore. Batte in ritirata
il tempo necessario al primo bacio
da sempre voluto.

Voler bene
a ogni singola goccia di destino,
ogni tormento,
ogni notte,
lasciandoli passare.

Infine s’alzano gli occhi, i nostri,
tormenta elettrica, vigilia di pioggia:
ecco le mani,
ecco tutto, amore

Perché, credo, non ci sia più una netta demarcazione tra noi. Io, certamente, sono Te.

dentro l’appartenenza

accoccolato sull’ombra
il desiderio turgido e afono
attende refrigerio
dalla tua seta, trovando
dentro l’appartenenza
essenza vera d’amore,
della stessa natura di figli,
comune destino senza riserve

lo stesso ogni giorno,
da quando il seno ti libera
il cuore rosso,
malgrado scarti improvvisi,
il meglio
dell’intero esistere