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la terra appassita

Giuda perde sangue dal collo
beve, annaffia la terra appassita.

Non siamo soldati,
scappiamo dalla guerra.

Il tagliagole ha chiesto perdono
e se ne è andato con la sua cartella

non è un profugo, cerca impiego.

A ogni passo sopporta un sasso
impassibile contro la terra vizza
quell’uomo è opera del diavolo.

Il padre faceva il saldatore
non sapeva leggere o scrivere,
imparò quando venne ammutolito
dal suo tagliagole.

Rimane poco del Nazareno
per ricominciare daccapo,
una bambina di sette
un’altra di cinque anni.

amArgine di Lucio Battisti, 5 marzo 1943, le parole dei fans

Difficile da spiegare come si possa amare una persona senza mai averla conosciuta …eppure noi tutti amiamo Lucio …tantissimo.
(Edy)


avere 20 anni e le Cassette di Battisti in auto ,e avere la tua donna vicino ,momenti indimenticabili ,sono passati 37 anni ma l’emozione e uguale e forse ancora piu grande ,e avere ancora vicino lo stesso amore di quel tempo ,la stessa donna che ami ,chi non prova queste cose forse non capirà ,ma il mondo e cosi ,avere un grande amore ,fantastico ……….(Pier Lorenzo)

da “Don Giovanni” a “Hegel” Lucio Battisti e Pasquale Panella hanno regalato la migliore musica mai fatta da italiani..anche se tutti i musicisti, l’ingegnere del suono e la produzione sono inglesi…vabbè…Immortali, unici, irripetibili…grazie!(Nico)

Raglio di Natale

almerighi

asinello

Caro Gesù ricordi?
Sono quello senza corna
che ti scaldò la culla, va beh
culla è una parola grossa
roba da polli in batteria,
e quando ti ho salvato il culo
ero sempre quello
che ti portò in Egitto
anni luce da quel bullo di Erode,
la domenica delle palme
ti ho dato un passaggio
per le vie di Gerusalemme
e tu nemmeno grazie.
Volevano farti re,
ti avevo avvertito
che era una trappola,
sarò un ciuco
mai un coglione.
Ho tirato la carretta della storia
ho sempre preso botte,
medicine lontano dai pasti,
i miei cugini muli
per quel poco che hanno dato
nel Quindici Diciotto
li hanno fatti tutti santi
ma noi no,
qualche volta sogno
di essere un cavallo
da sveglio sono sempre un raglio.
Ciao Gesù, buon compleanno
se ti va ricorda,
siamo sempre meno
e se rinasci non so
se potrò scaldarti ancora.

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luoghi in ombra

SONY DSC

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luoghi in ombra sensazioni
il cuore esce dal petto
va a viversi in pace
un’autobiografia languida
bocche di pesca dove fuggire,
restare indolente
fino alla morte solitaria del cacciatore,

il desiderio più che tiepido
ondeggia tranquillo in mare,
dov’è libertà dov’è il caso
non a caso a Sud,
dove il mondo si apre
in due come una melagrana
e la luna è dello stesso colore

INTERVISTA SENZA DOMANDE MARIO M. GABRIELE: L’ERBA DI STONEHENGE, (Roma, Progetto Cultura, 2016) a cura di Flavio Almerighi

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Originally posted on L'Ombra delle Parole Rivista Letteraria Internazionale:
 Una intervista senza domande è certamente un fatto insolito, in quanto si decentralizza dal clichè  normalmente  usato, per far emergere alcuni aspetti particolari di un Autore, al fine di evidenziare…