Ascolta & Leggi: Mira Awad e poesie di Maria Natalia Liriti

Elegia necessaria quella di Maria Natalia Liriti, che ringrazio per i testi che ha regalato al blog. Leggendola, arrivano tutti i profumi, le sensazioni, le profondità calde e la sincerità di un mondo posto tutto a Sud. Oserei aggiungere tra meridione d’Italia e Medio Oriente. Ottima poesia dunque per le suggestioni, gli aromi, la sostanza, l’evocazione che sa trasmettere. Buona lettura.

Sei fatta di pioggia

Sei fatta di pioggia,
mandorla tenera d’erba,
brilli nel sole
e nella notte di stelle.
Sei fatta di pioggia,
ma tu non te ne accorgi,
ingoi le lacrime e ti sazi di sospiri.
Spazio non trattiene la tua voglia di partire,
di andare incontro all’amore
che aspetti,
all’ombra del profumo dei gelsomini.
Tempo non esprime il vuoto del mondo
che comprendi
ma non sai alleviare.
Ogni giorno le gocce
si depositano dietro i tuoi occhi ,
in fondo ai sospiri che ti concedi
quando nessuno ascolta.
Ogni giorno le conti
prima di andare a dormire
e le tieni sotto il cuscino
perle di lago che nuotano con i lucci.
Le culli con canzoni che inventi.
Quell’ora di canto ti rende felice.
Bello sperare l’incanto
che domani sia un giorno migliore
da toccare e da assaggiare leccandosi le dita.
Sei fatta di pioggia, lo hai sempre saputo
nascosto taciuto.
Ora che l’autunno è cominciato
e le sorelle del cielo coprono i tuoi sospiri
accogli le gocce che amano il tempo
il riso il sorriso
lo spirito del mondo.
Sei fatta di pioggia,
mare sospinto dalla nebbia.

*

Del tempo in cui ti ho conosciuto

Del tempo in cui ti ho conosciuto
non ricordo la luce vermiglia dei giorni lunghi.
Eppure era primavera
sui nidi di promesse dischiuse.
In quel tempo non mi curavo del tempo mio
e collezionavo ragni nel cestino del cucito.
Nel tempo in cui sei entrato
dalla mia finestra accesa
ho dimenticato di leggere il giornale,
comprare il pane,
pregare il signore del piano di sopra
di portare a spasso il cane.
Del tempo in cui ti ho conosciuto
ricordo le parole danzanti sul cuore
stelle inquiete in una notte senza vento.
In questo tempo fuori dal mio tempo
ho scritto solo tre poesie.
Del tempo in cui hai spalancato
le tende del mio pudore
ricordo le carezze della brezza lieve
e il bacio delle rime sui palmi delle mani.
Il sospiro del tuo tempo
ha abitato i miei cinque sensi
e ho adeguato i miei passi silenziosi
al nuovo sentiero dei fiumi
e dell’alito leggero delle rose.
Nel tempo in cui ti sei seduto sul divano
ho curiosato negli armadi
e ho fatto l’inventario dei miei amori.
Così, felicemente occupata a fare il cambio di stagione,
mi sono passati accanto
i nuovi dei miei cantautori preferiti.
Nel tempo di silenzio che mi sono concessa
ho ascoltato le tue canzoni,
quelle che mi cantavi al telefono
e quelle che scrivevi per me,
bambina selvaggia col pugno chiuso.
In quel tempo sono uscita poche volte dalla tua voce
e ho scelto di occupare
la casa sul mare delle note.
Troppo spazio ho dato al tuo respiro,
al paradiso delle coincidenze
e alle promesse del tempo nuovo.
E in questo spazio non arrivavano
Mai quelle parole.
Nell’ora che promette la rossa stagione
È tempo di dirti addio, amore mio.

*

Il mare che dovrai attraversare

Ho tre poesie da leggerti stasera
la prima è nella menta che rinfresca il tuo ricordo.
La seconda nel mare che dovrai attraversare.
Conserva tra le labbra il ruvido ricordo del miele:
ti aiuterà a proteggere dal sale le tue parole
e a rimuovere la rabbia che colpirà gli scogli.
Diventeranno livide le tue labbra
come i petali di una rosa rara-
E sulla tua fronte chicchi acerbi di sudore,
lacrime che non vogliono scendere,
ma salgono per ricordare le ragioni del viaggio.
Questa poesia, amore, profuma di mare.
quello che abbiamo conosciuto da piccoli
sulle barche di legno disposte in processione.
La verità, amore, non è nel mare
ma nel sale, che trasforma i pensieri nelle decisioni di partire.
Lacrime e sudore si contendono il sale, il viaggio
la fatica, l’amore.
Immagina, fra le tue labbra, il timido sapore dei tuoi baci,
forti, come il morso dell’onda.
Ti aiuterà a sopportare il mal di mare
che procura la nostalgia e il dubbio di restare.
E quando sarai esausto di lottare coi fantasmi della ragione
e contro i mulini a vento della sopportazione
imparerai a memoria i racconti dei compagni di sventura.
Il mare, di notte, incontrerà la costa,
nella cronaca di un destino anteriore.
Non confondere le luci della piccola città
con le stelle che guidano i tuoi passi verso il tuo cammino.
Fa che il viaggio sia forte, conservane la speranza e la memoria,
in attesa di altri mari da attraversare, altro sale da inghiottire.
Ho tre poesie da leggerti stasera.
La prima sa di menta.
La seconda di mare.
La terza di te.

*

GLI ANNI DEI RICORDI

Sono arrivati troppo presto
gli anni dei ricordi
senza aspettare il grigio fra i capelli.
Occupano il ripiano della mia cucina,
il punto preciso in cui,
distrattamente,
affetto le cipolle,
lo scaffale con le foto di famiglia
e i libri dell’università
e si confondono con la polvere
che rallenta l’opera dell’oblio.
Alimento i granai della memoria
con spighe d’oro cariche di promesse
e sbuccio aghi di rosmarino
senza pungermi le dita.
Ma precipito ugualmente
nel sonno anomalo della bella addormentata
e chiudo gli occhi sui miracoli
che si compiono ogni giorno.
Sono arrivati
in punta di piedi gli anni dei ricordi,
senza attendere la cartolina di rimpatrio.
Di giorno si assopiscono nel cestino del ricamo
e sognano fra gli aghi e gli spilli e i fili colorati.
Di notte passeggiano per le stanze vuote
e colgono l’attimo per mettersi a raccontare.
Sono arrivati
senza essere invitati gli anni dei ricordi
ma siedono a tavola ugualmente
e attendono pazienti che io apparecchi per loro.
Da qualche settimana
il mio desco silenzioso è stranamente affollato.
Non bastano più i piatti
e le posate e i tovaglioli che profumano di bucato.
Non bastano i bicchieri
e le sedie e il pane fresco
e il liquido rosso lasciato riposare.
Sono esigenti i ricordi
e si cibano solo di cose buone
preparate con tenerezza e dedizione.
Ma i ricordi non sono tutti uguali.
Alcuni sono timidi
e se ne stanno zitti davanti al piatto vuoto.
Altri sono arroganti e chiacchieroni
e scostano il piatto ancora pieno.
La mia casa è affollata di ricordi.
Mi seguono per le stanze,
dalla tavola all’angolo cottura,
dalla camera da letto al balconcino che guarda il mare.
La mia casa è affollata di ricordi
e a volte mi prende lo sconforto
e mi chiudo alle spalle la porta
che fa scudo alla ressa e scendo per strada
e mastico il presente alla giornata.

*

Non ha bisogno il mondo

Non ha bisogno la neve
delle stimmate dei passanti frettolosi.
Cade con eleganza sulle strade deserte
e si scioglie dall’abbraccio invadente di una notte ametista.
Non ha bisogno la notte
degli ultimi baci degli innamorati infreddoliti.
Scende lento l’amore sui ciottoli bianchi,
come il sapore dolce del riposo
sulle spalle contratte di fatica.
Non ha bisogno la luna delle promesse del giorno.
Il suo opaco splendore
ascolta con stupore bambino le fiabe della terra.
Non ha bisogno il mondo
dei miei versi attorcigliati a una matita,
sospesi a lanterne di zucchero.
Prosegue la sua corsa attorno a se stesso
e riprende fiato nel bacio della buonanotte.
Ho spezzato le matite in un colpo solo
e ho succhiato lo zucchero caldo dalle lanterne accese.
Non ha bisogno il mondo dei versi
che metto in fila nei momenti di ozio
ma di poche utili parole
che spieghino la tristezza e la gioia,
il dolore e la vita, la morte e la pace.
Nella mezzanotte che traghetta il nuovo anno
brindo alla promessa della speranza.
Ha bisogno il mondo di parole d’amore.
Dischiudo le labbra
per accogliere le impronte e la neve
i baci e la notte, la luna e il giorno.

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Maria Natalia Iiriti è nata il giorno di Natale del 1970 a Melito Porto Salvo (RC).
Ha completato gli studi in Scienze Politiche a Perugia. Fa l’insegnante e vive in un paese che si affaccia sul mare. E’ giornalista pubblicista dal 2008 e collabora con giornali locali. Da diversi anni scrive poesie, racconti, fiabe, articoli. E’ autrice di testi teatrali, alcuni dei quali di argomento femminile come “Il tempo vivo delle donne” contro il femminicidio (2014), “Cara Repubblica” per ricordare il settantesimo anniversario del voto alle donne (2016), messi in scena grazie al patrocinio gratuito dell’Amministrazione comunale di Bova Marina, “Vengo anch’io e voto no”, “Donne in viaggio”, “D’amore, canto e rabbia”. Come lettrice volontaria per la promozione alla lettura nell’ambito del progetto nazionale “Libriamoci”, organizza letture animate per bambini e ragazzi in varie scuole e biblioteche della provincia di Reggio Calabria. Ha partecipato a vari premi letterari. Ne ha vinti alcuni, tra cui “Mendranze ‘n Poesia” di Livinallongo per liriche in lingua minoritaria (2008), Premio giornalistico Giuseppe Ripa Agropoli (2009), Nosside per salvare le lingue a rischio (2009), “Gioia Turoldo” Udine, Mimesis (2011), Città di Corciano, Premio “Tirafuorilalingua” (2012), Borgo di Alberona (2013), Premio Aghiropulos Città di Montebello per la poesia in grecanico (2012 e 2013), Anna Panicali Università di Udine, Giugno Locrese (2014), Anselmo Spiga, San Sperate, Premio mondiale Nosside (2015), Iris di Firenze(2016), Premio La poesia del lavoro, Milano, Premio Scrittura Fresca, Pisa (2017). Alcune opere sono state pubblicate nelle antologie dei premi cui ha partecipato. Ha quattro nipotini che le ispirano la maggior parte delle sue storie. Le piace leggere e viaggiare in treno: lì abbozza la maggior parte delle cose che scrive.

Ascolta & Leggi: Architecture in Helsinki ed estratti da Una mattina mi son svegliata di Massimo Sannelli.

Non credo ci fosse bisogno di conferme, Massimo Sannelli nel suo nuovo e book Una mattina mi son svegliata conferma tutto il suo talento senza sconti, senza compromessi.

L’intero e book, per la collana Lotta di Classico, è scaricabile senza costi qui:

Fai clic per accedere a ummss.pdf

*

la regina (io sono) posa nuda. nuda si espone alla macchina.
nuda la macchina fotografa. anche il re posa nudo: io sono.
«e ‘n garbuggio de lélloa»; e si chiama frequenza questa cosa
che mormora, non materia. ma si chiama
amore tutta l’onda della mente, la sua
indisciplina senza ore, la sua lama convolta; e tutta la parte destra

che è vicina all’orecchio ride:
è un gusto, è nuovo; ma si chiama frequenza, si chiama
potenza questa linea: cioè la nerità, fatta con suono e suono.

*

un alluminio al lobo a tanta mulier
dolce che sei, ma uomo, dolce, che tu diventi:
un’allegrezza è tanta grazia súbito, e dolce. Questo appunto
riunisce tutti i dati della buona
cosa di ora: non sei solo, non sei piú solo. La strada

ha un altro lampo dai decenni.
La strana idea di essere fluido si diffonde, amèn.

*

per Elissa abbandonata: io amerò la voce.
la regina ascolta: Aphex Twin
o menzogne o il metallo, insieme. Regina, qui improvviso su di me,
nel mio lavoro. E scaldo la casa per chi viene; e posso
abbracciarlo, posso amarlo; è la domenica,
che è un’opera di pane e di tessuto. Cosí copro il corpo:
ed è vuoto, senza abiti.

*

scende un’ombra di velo dal quinto piano,
e sul pavimento si disfa. Ci sono i testimoni. Sono venuta – dice;
e sfamo il contrario di me. dice: Io conosco le larve; io vinco.
E poi si lancia, con le larve.

(tra ventiquattro anni sono qui, al nuovo grande vetro della casa.
ci sono piante e scale consumate; non larve. Ho visto. Una bella
vela di nube – un nibbio? Un operaio urlato – e il poco

resto di luce di dicembre si compie).

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Libri amArgine

Come ben sapete, da oltre un anno prosegue l’iniziativa del Libri amArgine, e book gratuiti di autori del tutto inediti su carta che, grazie a questa iniziativa ottengono visibilità gratuita e rimangono in possesso della propria opera. Credo si tratti di un buon servizio.

Alcuni dati relativi ai download dei libri, a oggi:

Anna Leone 326
Salvatore Leone 314
Cipriano Gentilino 280
Carolina Almerighi 276
Giovanni Sagrini 274
Irene Rapelli 267
Luca Yok Parenti 269
Chiara Marinoni 267

molti libri “su carta” e pubblicati a pagamento non ottengono certo questo genere di diffusione, se non a volte a spese dell’autore stesso. Rimanendo il libro di proprietà dell’autore, questi è libero di diffonderlo come vuole, c’è chi anche lo ha ampliato e integrato, come nel caso di Irene Rapelli.

Menzione a parte per Anna Leone e per la sua scorrettezza. Non appena il lavoro è terminato e l’e book pubblicato, dopo avermi dato liberatoria scritta, questa mi ha “esortato a toglierlo”, lo ha alterato (togliendo il marchio e la mia prefazione, giudicata inutile, quando prima andava benissimo) e ne ha attribuito la cura esclusivamente a coloro che avevano collaborato con me per realizzarlo. L’unica cosa che l’autrice ha fatto è stata quella di scegliere di ordinare i pezzi (il minimo sindacale, direi). Non voglio togliere valore alla scrittura di questa autrice, ma la persona è totalmente destituita di stima e per questo l’ebook è stato tolto dalla disponibilità su questo blog. In ultimo, dopo l’ennesima provocazione, copio e incollo qui sotto il mio commento fatto sul suo blog e in moderazione, prima che la signora in questione lo alteri, come del resto ha già fatto.

almerighi
12 NOV 2019 ALLE 17:27
Il tuo commento deve ancora venire moderato.
siccome la signora insiste, e oltretutto ha alterato un mio commento fatto sulla precedente pagina riempiendolo di errori di ortografia e alterandone il contenuto, ribadisco che:
1) questo è book è stato realizzato dietro mia lunga insistenza e consiglio.
2) Ne ho corretto le bozze piene di errori di ortografia, mentre l’autrice si è limitata a disporre i brani
3) I curatori sono mie conoscenze e hanno lavorato tenendosi in contatto con me.
So bene che quanto sopra non cambia la sostanza e la validità dei contenuti poetici, ma tutto questo per amore di verità e che la signora proprietaria di questo blog non insista a voler sembrare la persona che NON è.

I Libri amArgine continueranno le loro uscite; non mi atteggio certo a vittima e non mi arrendo. Ciao a tutti.

per le tue spalle concave

Come stanno oggi
le tue spalle concave,
coraggiose al punto
da affrontare l’autunno,
ogni abuso e frequenza
della mia poca memoria?

Fiera, leggera: com’è?

Finisce a piovere
dentro il tuo caffè,
per noia o finiremo per credere
che questa tragedia
a cielo aperto
sia soltanto l’ultima versione
di tanti, infiniti, Truman Show?

Le tue spalle reggono.
I dolori e l’età
non le cancellano.
Hanno potuto aspettare,
rinnegare, decidere
la libertà di nuovi baci.

Signora di ogni giorno

Profumi di signora,
di una notte in sonno ben speso.
Profumi del pane di ogni giorno
e so, son certo,
delle tue parole mai dette
per riempire minuti
altrimenti inutili.

Sto ogni giorno sulla stessa spiaggia,
getto il secchiello in mare:
tanto è impossibile da prosciugare.
Cerco nidi abbandonati dai molluschi,
un giorno è ben speso
costruendo il tuo volto
non l’immagine.

E so dove sei,
la Terra è soggetto
perché la percorri.
Per certi versi, non di maniera,
ti guardo ogni giorno, lupa,
riesci a non appassire, sai bene che
somigliare è sparire.

Lungomare

Com’è lungo il lungomare!
Nonostante il paradiso
sia caduto qua
in tua forma,
la spiaggia sassosa
ferisce solo a guardarla
piedi dolci e inteneriti
da altre sabbie.
E’ che sei
in quelle ville dall’erba alta,
sulle palme di incerto taglio,
nelle focacce intrise d’olio
dal sapore nuovo;
nel senso più misterioso
della mia vita,
mentre il cuore batte veloce,
cosciente, felice.
Amore è anche questo:
non avere novanta minuti
nelle gambe, ma imparare,
seguirti ovunque sia alto mare
rivedere le spiagge,
nonostante sia finito
il tempo di bagni e costumi.
Affacciarsi, le sigarette accese,
i miei sguardi fuori luogo
ovunque vengano riposti.

L’attenta attesa

non è l’amore a tradirci,
siamo noi a tradire l’amore
(Tahar Ben Jelloun)

la luna segue discreta
il corteo della sposa promessa,
scende un po’ di luce
dall’abito in lamè
a sfiorare altre vesti,
occhi non visti

lo scroscio di pioggia
si avventa sui tetti,
la camera vuota
è dentro una città satellite
colma di stanze piene,
dove immaginare i suoi occhi

l’attenta attesa
vive del tornare partire
sull’acqua veloce,
supplica talvolta
sentendosi perduta, il cielo
infinito, le mappe confuse

la vera felicità
non ha lingua, non parla,
rimane sotto il cuore,
non uscirà più

Oggi è pace

Va da sé, guerra è niente:
più difficile fare pace.

Bambina da crescere, educare,
il padre deve smettere di bere.

Dall’indecenza del cemento
è colata acqua di cattivo tempo.

Spenti gli incendi, riaccesi i presepi,
rivedo mia madre a suo tempo
dentro un letto di fango.

I governi si arrangino, passino,
non lascino impronte.

Incontrarci, nostro destino.

Ricordi il caldo di quel giorno,
ricordo il tuo vestito a fiori
assetato di rugiada.

Oggi è pace, canzoni,
balli da annacarsi.

senza condizioni

la corrente è elettrica
i vinili assottigliati.
frammentato in più parti
sulla camminata a cercarmi
tra nuvole basse, senza fortuna
né rinuncia al profumo,
alla fotografia dove ti trovi
abbracciata ogni momento.
voluta
amata
senza condizioni,
oltre la profondità del mare
dove ogni oggetto si apparta.
tienimi con te,
allontana la battaglia
pronta a spegnermi,
da questa notte la guerra è finita.
avrò i tuoi occhi
per vedere ogni cosa.
rimani sui tuoi passi, amore.
siano alba, tramonto, stessa luce,
opposte direzioni;
dammi la mano, tu sai di miele,
non esisterà più ieri:
sarà sempre oggi e poi domani