Libri amArgine

Come ben sapete, da oltre un anno prosegue l’iniziativa del Libri amArgine, e book gratuiti di autori del tutto inediti su carta che, grazie a questa iniziativa ottengono visibilità gratuita e rimangono in possesso della propria opera. Credo si tratti di un buon servizio.

Alcuni dati relativi ai download dei libri, a oggi:

Anna Leone 326
Salvatore Leone 314
Cipriano Gentilino 280
Carolina Almerighi 276
Giovanni Sagrini 274
Irene Rapelli 267
Luca Yok Parenti 269
Chiara Marinoni 267

molti libri “su carta” e pubblicati a pagamento non ottengono certo questo genere di diffusione, se non a volte a spese dell’autore stesso. Rimanendo il libro di proprietà dell’autore, questi è libero di diffonderlo come vuole, c’è chi anche lo ha ampliato e integrato, come nel caso di Irene Rapelli.

Menzione a parte per Anna Leone e per la sua scorrettezza. Non appena il lavoro è terminato e l’e book pubblicato, dopo avermi dato liberatoria scritta, questa mi ha “esortato a toglierlo”, lo ha alterato (togliendo il marchio e la mia prefazione, giudicata inutile, quando prima andava benissimo) e ne ha attribuito la cura esclusivamente a coloro che avevano collaborato con me per realizzarlo. L’unica cosa che l’autrice ha fatto è stata quella di scegliere di ordinare i pezzi (il minimo sindacale, direi). Non voglio togliere valore alla scrittura di questa autrice, ma la persona è totalmente destituita di stima e per questo l’ebook è stato tolto dalla disponibilità su questo blog. In ultimo, dopo l’ennesima provocazione, copio e incollo qui sotto il mio commento fatto sul suo blog e in moderazione, prima che la signora in questione lo alteri, come del resto ha già fatto.

almerighi
12 NOV 2019 ALLE 17:27
Il tuo commento deve ancora venire moderato.
siccome la signora insiste, e oltretutto ha alterato un mio commento fatto sulla precedente pagina riempiendolo di errori di ortografia e alterandone il contenuto, ribadisco che:
1) questo è book è stato realizzato dietro mia lunga insistenza e consiglio.
2) Ne ho corretto le bozze piene di errori di ortografia, mentre l’autrice si è limitata a disporre i brani
3) I curatori sono mie conoscenze e hanno lavorato tenendosi in contatto con me.
So bene che quanto sopra non cambia la sostanza e la validità dei contenuti poetici, ma tutto questo per amore di verità e che la signora proprietaria di questo blog non insista a voler sembrare la persona che NON è.

I Libri amArgine continueranno le loro uscite; non mi atteggio certo a vittima e non mi arrendo. Ciao a tutti.

per le tue spalle concave

Come stanno oggi
le tue spalle concave,
coraggiose al punto
da affrontare l’autunno,
ogni abuso e frequenza
della mia poca memoria?

Fiera, leggera: com’è?

Finisce a piovere
dentro il tuo caffè,
per noia o finiremo per credere
che questa tragedia
a cielo aperto
sia soltanto l’ultima versione
di tanti, infiniti, Truman Show?

Le tue spalle reggono.
I dolori e l’età
non le cancellano.
Hanno potuto aspettare,
rinnegare, decidere
la libertà di nuovi baci.

Signora di ogni giorno

Profumi di signora,
di una notte in sonno ben speso.
Profumi del pane di ogni giorno
e so, son certo,
delle tue parole mai dette
per riempire minuti
altrimenti inutili.

Sto ogni giorno sulla stessa spiaggia,
getto il secchiello in mare:
tanto è impossibile da prosciugare.
Cerco nidi abbandonati dai molluschi,
un giorno è ben speso
costruendo il tuo volto
non l’immagine.

E so dove sei,
la Terra è soggetto
perché la percorri.
Per certi versi, non di maniera,
ti guardo ogni giorno, lupa,
riesci a non appassire, sai bene che
somigliare è sparire.

Lungomare

Com’è lungo il lungomare!
Nonostante il paradiso
sia caduto qua
in tua forma,
la spiaggia sassosa
ferisce solo a guardarla
piedi dolci e inteneriti
da altre sabbie.
E’ che sei
in quelle ville dall’erba alta,
sulle palme di incerto taglio,
nelle focacce intrise d’olio
dal sapore nuovo;
nel senso più misterioso
della mia vita,
mentre il cuore batte veloce,
cosciente, felice.
Amore è anche questo:
non avere novanta minuti
nelle gambe, ma imparare,
seguirti ovunque sia alto mare
rivedere le spiagge,
nonostante sia finito
il tempo di bagni e costumi.
Affacciarsi, le sigarette accese,
i miei sguardi fuori luogo
ovunque vengano riposti.

L’attenta attesa

non è l’amore a tradirci,
siamo noi a tradire l’amore
(Tahar Ben Jelloun)

la luna segue discreta
il corteo della sposa promessa,
scende un po’ di luce
dall’abito in lamè
a sfiorare altre vesti,
occhi non visti

lo scroscio di pioggia
si avventa sui tetti,
la camera vuota
è dentro una città satellite
colma di stanze piene,
dove immaginare i suoi occhi

l’attenta attesa
vive del tornare partire
sull’acqua veloce,
supplica talvolta
sentendosi perduta, il cielo
infinito, le mappe confuse

la vera felicità
non ha lingua, non parla,
rimane sotto il cuore,
non uscirà più

Oggi è pace

Va da sé, guerra è niente:
più difficile fare pace.

Bambina da crescere, educare,
il padre deve smettere di bere.

Dall’indecenza del cemento
è colata acqua di cattivo tempo.

Spenti gli incendi, riaccesi i presepi,
rivedo mia madre a suo tempo
dentro un letto di fango.

I governi si arrangino, passino,
non lascino impronte.

Incontrarci, nostro destino.

Ricordi il caldo di quel giorno,
ricordo il tuo vestito a fiori
assetato di rugiada.

Oggi è pace, canzoni,
balli da annacarsi.