La Terra vista dalla Luna

La Terra vista dalla Luna
durante le tante notti, città accese
puntini chiari e sconosciuti
prima d’imparare a volare

Nemmeno si sapevano tante stelle
imprigionate dentro la testa,
che il male minore era contarle tutte?
Scommettere ogni giorno sul rosso,
quando esce sempre il nero?

Serve più decisione per un’ora
diversa dall’alba, le mani legate,
e tanto freddo da sentirlo dentro.

Infine riapparirà il mistero
di vita, sempre ovunque in corsa,
senza bene mai sapere
quale follia riporterà.

Succo di cielo

Struscio fortuito d’anime spente,
preferita d’ogni giorno la stupidità.

Le mappe non tracciano sentieri certi
cui ricondurre il grigio
nei luoghi dove si scatena.

Tutto è bellissimo visto con gli occhi,
lo stesso saldo riporta inutili brutture
da servire con oliva e ombrellino.

Succo di cielo ristagni bollito
sul piancito a coprirlo di tristezza:
guarda! È spiovuta ogni stupidità.

Ora vattene, esci a comperare
cose inutili alla completezza,
a concepire altro struscio
altro bagnato.

senza filtro

Sì, grazie:
spezzala, butta via il filtro.
mettilo tra i capelli,
gettalo al primo di passaggio.
preferisco fumare senza;
non ci saranno tenui alibi
dell’evitare un cancro:
ovunque voglia cominciare,
sia dalle parti dei polmoni
che in prossimità dell’anima.
i campi santi sono pieni
di belle speranze.
solo Dio sa cosa vorrebbe.
non la prenderò male,
meglio così: le lucertole,
prima di addormentarsi
non preferiscono il sole
alle nebbie?
Le cose molli e tiepide
non mi sono mai piaciute.

e domani?

altro che strofa/ritornello
non c’è talento
nella complessità di guarnizioni,
farciture, o nel furbo ondeggiare
di una gonna alla giusta altezza

l’unica spina sopravvissuta
sul gambo di una rosa rossa
continua a fare male,
manca solo uno sciabordio di riviste
nella sala d’attesa della vita

e domani?
nuovo allenamento a raccogliere
talento inesistente
sul campo dei miracoli

passione o maltempo

nuvole rosse su ogni rotta,
passione o maltempo
nessuno è indovino,
non so perché ci si perda
a guadagnar l’uscita
pensandola un salario

bocche aperte, urlanti,
imbavagliate dal finto diritto
di non essere ascoltate.
riprendono conoscenza scalciando,
o morendo.
alcune ritrovano la luce
tra colpi di tosse

non c’è stadio capace
di contenerli tutti.
il nuovo presidente annuncia,
come fosse tutto fatto:
oggi sei cileno, domani italiano

i ceppi sono già nell’aria,
la mafia gioca
a guardie e ladri,
chi tace acconsente,
tutti dalla stessa parte

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