frequenza ottantasette

hai paura?
il farmacista prende la pressione,
alta, da pneumatico

il cuore batte dentro il braccio
e fa un po’ senso,
passo in rassegna ogni paura
nell’adunata generale,
una ha la barba malfatta,
l’altra una piega sulla giubba,
la baionetta senza sicura,
i pensieri altrove

a ognuna manca qualcosa,
sembrano amori trascorsi
saltando sulla corrente
da un tronco all’altro,
tra maree poco distanti:
dovrei cambiarmi le mutande,
impegnarmi di più

frequenza ottantasette battiti,
sono vivo, me ne vado

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la poesia

sono tua moglie, le tue doglie,
il serpente piumato dell’età d’oro

mi accanisco sui tuoi resti
per restare sul mio piacere

salto improvvisa sul tavolo
a unghie spianate rovescio l’architettura

a volte spalanco le cosce
ma la visione è limitata, sono ovvia

non mi lasciare
non ho altri che te

eppure non c’è odio migliore
nel sentimento di ogni giorno

quando il portacenere è colmo
e turba il più accanito dei fumatori

non ho pubblico, ho privato
non smetto l’impossibile. mai

Café Trieste

ci vediamo domani
solita ora, solito posto
per contare feriti e morti
a scontare la verità dell’Essere
a dire non so

Café Trieste, tavolini pieni,
stipato di vedove,
gravidanze isteriche e madri
i cui figli non tornano più,
porta i libri

prenderemo il solito caffé:
tu orzo, io ginseng,
non siamo avanguardia
ma ferite e lesioni
per altri

il passato, buco nero,
ha qualcosa di sconosciuto
tutto il dimenticabile
torna a esserlo,
re e regine senza gloria

ci vediamo domani,
dopo aver tardato all’eccesso
la sveglia, niente
vale la pena di un risveglio
tutto vale una primavera

e una canzone nuova,
metti un disco e riprenditi
il mio cuore infranto

ancora mare

Avrò tempo di riflettere
sull’infinita concia del pensiero,
che la mia vita non vale l’altra

sibila ogni steccato,
il passato emozionato dimentica
ossida ogni argento

sul mio bagaglio di fragori vuoti
differenza con quel che sono,
avrò tempo di riflettere

ancora mare, il mare
indimenticato rigurgito di spine
mi dà il braccio.

Monologo sulle maree

Sorrisi, cicatrici astiose,
armi segrete ingombrano
l’ultimo giorno d’estate.
Colette dai primi d’autunno
forse sarà
ben più di un uomo,
castità e virtù
chiuse senza mandate,
un solo piccolo bacio
rimasto in penombra.
Vuole una calza
che schizzi circi
e altri ospiti, sotto
una veranda di alberi alti
per oscurare il tempo
e la marea vigliacca.
La sigaretta accesa
a ingannare allarmi.
Dov’è finita?
Chi ha già vissuto
per piacere si allontani

fine carriera

cretino a fine carriera,
ho speso la vita a detestare ogni fatica
fingendomi portatore d’armonia,
amato dai colleghi
malgrado il disordine delle carte

versificatore modesto,
ho fatto il ragioniere convivendo
d’amori provvisori,
lontani quelli veri

il tempo rimasto urla un gran recupero,
i ricci sempre ribelli,
l’Etna è di gran lunga più tranquillo ma
forse per neve, si macchiano di bianco

vieni primavera,
treno senza più ritardi, portami con te
dov’è amore il bimbo sciolto tra i fiori,
lo sguardo delle cose ancora vive,
uguale ogni giorno nel tempo che verrà

ascolti amArgine: Embryo – Pink Floyd (1970)

Si chiamavano “bootleg” gli album pirata di un tempo. Questo pezzo dei Pink Floyd, antologizzato molti anni dopo (che delle carcasse non si butta poi via niente) non è mai uscito nei loro album di studio. Sicuramente non avrebbe sfigurato in Meddle o in Obscured by Clouds, spessissimo però è stato eseguita nei tour dal vivo nel periodo 1970/’71. Buon ascolto.

EMBRIONE

Tutto è amore, è tutto ciò che sono
Una palla è tutto ciò che sono
Sono tutto nuovo rispetto a te
E sono piccolissimo

Caldo bagliore, luna fiorita
Ho sempre bisogno di un po’ più di spazio
Aspettare qui sembra anni
Mai vista la luce del giorno

Tutto intorno sento suoni strani
Vengono a gorgogliare nel mio orecchio
Rossa la luce e oscura la notte
Sento la mia alba vicina

Sussurra piano, eccomi qui
Vedrò lo spettacolo del sole

TESTO ORIGINALE

All is love, is all I am
A ball is all I am
I’m so new compared to you
And I am very small

Warm glow, moon bloom
Always need a little more room
Waiting here seems like years
Never seen the light of day

All around I hear strange sounds
Come gurgling in my ear
Red the light and dark the night
I feel my dawn is near

Warm glow, moon bloom
Always need a little more room
Whisper low, here I go
I will see the sunshine show