Gli Inizi

Forse non mi rintraccerei
nemmeno rientrando nell’utero,
veramente non ricordo,
ma è stato il periodo migliore nella vita
cinto com’ero d’azzurro santo
bellissimo.
.
Il restante 
è stato rincorrere sempre in ritardo,
malgrado l’orologio puntato avanti.
Sintesi di fatture, provvidenza, poche idee:
questi sono stati gli inizi.

Momenti d’amore

il rischio dello scrivere è uno solo: essere letti
(Pasquale Panella)
.
Non c’è morte,
mostri notturni a parte,
è la semplicità che divora,
offende, amalgama, stranisce
nel proprio tritacarne:
arriva alla vita,
smetti di urlare.

Hai fatto anche troppo

Piove sempre,
quando non piove c’è vento,
veloce, improvviso,
da non vedere cos’è
oltre il naso:
il picco è inatteso, liscio,
cadere, andare giù,
le ossa in pezzi
e qualsiasi soluzione, pensiero,
non vanno bene, anzi
hai fatto anche troppo.
La stanchezza e tutto il resto
pesano, un capello
è cinque transatlantici,
meravigliosa crudeltà.

Emerson, Lake and Palmer con poesie di Isaac Rosemberg

 

SPUNTA IL GIORNO IN TRINCEA
 
L’oscurità si sgretola.
Il Tempo è lo stesso vecchio druido di sempre,
una sola cosa viva scavalca la mia mano,
uno strano sardonico topo,
mentre colgo un papavero dal parapetto
per metterlo all’orecchio.
Buffo topo, ti sparerebbero se sapessero
le tue simpatie cosmopolite.
Dopo avere sfiorato questa mano inglese
farai lo stesso con una tedesca,
e certamente presto, se ti piace
attraversare il verde che fra loro riposa.
Sembri ridere nell’intimo mentre superi
occhi attenti, belle membra, atleti superbi,
meno fortunati di te nella vita,
legati ai capricci dell’assassinio,
allungati nel ventre della terra,
i campi squarciati di Francia.
Cosa vedi nei nostri occhi
al ferro e al fuoco scagliati
urlanti attraverso cieli attoniti?
Quale tremito – quale cuore atterrito?
Mentre cadono, continuano a cadere,
i papaveri con radici nelle vene dell’uomo,
il mio dietro l’orecchio è al sicuro –
appena un po’ sbiancato dalla polvere.
 
Giugno, 1916
 
Traduzione di Francesco Dalessandro
 
*
 
IN QUESTI GIORNI FREDDI PALLIDI
 
Le sillabe in questo marzo piovoso
distruggono la casa dei miei padri
e fanno vorticare neve in mani piegate
e serrano gli occhi
di una donna folle dietro il sagrato.
Le sillabe in questo marzo piovoso
rinfrancano una pecora dimenticata
e fanno ristagnare il latte dei sogni
in sette paesi, dai monti
che sono di cenere.
Le sillabe in questo marzo piovoso
crollano sull’acqua del fiume
e, in lunghe notti, si rintanano
in egri crani e bianche lacrime,
crepitando sopra le verdi cime
di una notte esiliata di primavera.
 
*
 
RICEVENDO NOTIZIE DELLA GUERRA
 
La neve è una strana parola bianca.
Il ghiaccio e la brina
Non hanno chiesto gemma o uccello
Per il costo dell’inverno.
 
Ancora ghiaccio, gelo e neve
Dalla terra al cielo
Questa terra d’estate lo sa.
Ma nessun uomo sa perché.
 
Nel cuore di ogni uomo c’è.
Qualche antico spirito
Ha mutato con un bacio maligno
Le nostre vite da plasmare.
 
Zanne rosse gli hanno strappato la faccia.
Il sangue di Dio viene versato.
Piange dal Suo posto solitario
I Suoi figli morti
 
Oh! Antica maledizione cremisi
Erodi, distruggi.
Restituisci a questo universo
La sua immacolata fioritura.
 
1914
 
***********************************************************
Isaac Rosenberg (Bristol, 25 novembre 1890 – Fampoux, Somme, 1º aprile 1918), poeta e pittore inglese considerato uno dei più importanti poeti della Grande guerra. Figlio di ebrei lituani, si arruolò per evitare una situazione di povertà. Morì sul fronte francese, colpito da un cecchino tedesco.

 

.

Ascolti amArgine: He – Today’s People (1973)

Il brano è portato al successo internazionale dal gruppo scozzese dei Today’s People ed è il primo singolo estratto dall’album omonimo. 

Lui

Può trasformare le maree
E calmare il mare mosso
Decide solo
Chi scrive una sinfonia

Accende ogni stella
Che rende il buio luminoso
Veglia per tutta la
Lunga e solitaria notte

Trova ancora il tempo di
Ascoltare la prima preghiera di un bambino
Santo o peccatore il chiamante
Lo trova sempre lì

Anche se lo rattrista
Vedere il modo in cui viviamo
Sarà sempre detto, io perdono

Può concedere un desiderio
O fare un sogno che si avvera
Può dipingere le nuvole
E girare il grigio al blu

Lui, da solo, sa dove
Trovare la fine dell’arcobaleno
Lui, da solo, può vedere
Cosa c’è oltre la curva

Può toccare un albero
E girare le foglie di oro
Conosce ogni menzogna
Che tu ed io abbiamo detto

Anche se lo rattrista
Vedere il modo in cui viviamo
Dirà sempre io perdono
(Ti perdono, ti perdono)
Dirà sempre io perdono

*

Testo originale

He can turn the tides
And calm the angry sea
He alone decides
Who writes a symphony

He lights every star
That makes the darkness bright
He keeps watch all through
Each long and lonely night

He still finds the time
To hear a child’s first prayer
Saint or sinner calls
And always finds him there

Though it makes him sad
To see the way we live
He’ll always say, I forgive

He can grant a wish
Or make a dream come true
He can paint the clouds
And turn the gray to blue

He, alone, knows where
To find the rainbow’s end
He, alone, can see
What lies beyond the bend

He can touch a tree
And turn the leaves to gold
He knows every lie
That you and I have told

Though it makes him sad
To see the way we live
He’ll always say, I forgive
(I forgive, I forgive)
He’ll always say, I forgive

Il Vaccinone 97

Meglio evitare il più possibile di uscire di casa, i rischi sono enormi, magari vieni investito da un gazebo randagio portato da vento, vedi la tabella dei necrologi e da un po’ di tempo c’è sempre qualcuno conosciuto. Incontri qualcuno, ma ti da cattive notizie. Insomma gli anni passano, siamo alla 142ma ondata e la variante plutoniana non perdona. Ho fatto il 43mo richiamo col vaccinone Jesus Christ Superstar, che ha solo un effetto indesiderato: improvvisamente viene una voglia malsana di camminare sulle acque, e tutto quello che si tocca diventa cagnina di Faenza. Cari Posteri (meglio chiamarvi Posters, visto che non parlate più italiano, ma uno slang di inglese e cinese) qualcuno ha conservato qualche numero di Corna Vissute? La piccola Greta se la fila ancora qualcuno? Come sta andando la transizione ecologica? Notizie di Agone?

L’aria è felice

Sarà la Stella di Urano
un legno rimasto tra le braccia
a rassicurare i piedi
che non toccano terra,
ma l’aria è felice
.
nei sottointesi più bui
si avvertono interiorità
impossibili in pieno giorno
tra odori acri, rumori
e al continuo sapore d’attese
.
in realtà non so quali,
quanti passi siano immaginabili
a percorrere una notte sola
per scoprire l’altro me
e imbrogliar le stelle.

Il Pane

Il pane è ancora verde,
poi sarà crudo.
Daremo sangue a tanto cinema
senza altri doveri
verso i parapiglia del tempo
abbandonato a terra
fra torrenti di foglie senza nome
e il gorgogliare del bollitore.
Raccontiamo chi saremo,
la realtà non affondi la storia.

Il Vaccinone 86

E se un giorno, svegliandoci, scoprissimo che è stato soltanto un brutto sogno? Che in realtà la pandemia spettacolo non c’é stata, che Giovanni Giolitti è ancora presidente del consiglio, che il Generalissimo Figliuolo è stato dato disperso dopo una selvaggia aggressione da parte dei polli del Friuli, così ingiustamente cannonneggiati? Allora ci alzeremmo felici, mentre le rondini festose solcano il cielo baceremo le nostre mogli e altreattanto felici andremmo a controllare se è arrivato l’accredito della Cassa Integrazione, azz! Non è arrivata. Allora andremmo al bar sotto casa, perché ci danno il cappuccino in bicchieri di plastica e ci tocca andar fuori a consumare? E perché tutti portano quelle buffe mascherine? Ah, non è il 23 aprile 2019?