Sentiero della meridiana

Futuro, oscuro eldorado,
che tutti vogliono
pochi incontrano.
Sarebbero necessari
gli stivali delle sette leghe
per attraversarlo indenni.
Invece non tarderanno
le ingiurie degli uomini,
le stesse ogni giorno.
Finché un urto deciderà.

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Splendor

città di luci ti si scarica la dinamo,
ragazze senza rispetto, maschi fragili
tutti chiamati a scegliere tra
la uno – la due – la tre,
imprenditrice di te stessa, imbecille,
soddisfatta o rimborsata.
la notte non fa sconti

prego, indossa questa faccia da festa
le parole, accessori tra un prezzo e l’altro
tutto deve puzzare di velocità
si vive una volta sola, godere
mentre l’assassino sta in ombra,
le sue decisioni non si sa da chi
né dove siano prese

the west is the best

fatte per una soglia sotterrata
un basso profilo d’attenzione
per crederti unico tra miliardi come te.
mentre le macchine sfiorano chiunque
dalle bretelle all’autostrada
sei forse dio con il vento tra i capelli?
Sei fuori senza uscire

ora i miti sono scarpe rotte
per ciabattini senza scrupoli,
le bambine capannelli di bambole,
per i relitti ci sono discariche,
per le discariche l’eterno,
per l’eterno i temporali,
ma qui non piove

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un’ora perduta (trad. di Adeodato Piazza Nicolai)

presto comincerò
a dimenticare tutto.
ogni cosa resterà chiusa
in questa scatola
dai pochi capelli,
specie i ricordi
e tutto quanto ha forma,
allora sarà tutto
completamente imprendibile,
per questo affido alle correnti
una bottiglia vuota.
era parte delle riserva migliore,
defunta in un’ora perduta.
sappiate che c’ero
sappiate che so,
questione di carne
ora più secca e salata,
ogni vuoto di memoria
non implica l’inesistenza.
sappiate che qui è stato
da sempre e per sempre,
anche quando sarò quest’isola
dimenticata nelle carte

****

ONE HOUR LOST

soon I will begin
to forget everything.
all things will remain closed
inside this box
with few hair,
some form of memories
and all with a shape,
so all wil be
totally ungraspable,
for this I leave an empty bottle
to the currents.
it was a part of the best reserves
departed in one hour.
know that I was there
that there I am still,
a matter of the flesh
now drier and saltier,
each memory loss
doesn’t mean non-existence.
know that here I have been
always and forever,
even when I will be this island
cancelled on the maps.

© 2017 American translation by A. P. Nicolai of the poem UN’ORA PERDUTA of Flavio Almerighi. All Rights Reserved for original poem and its translation.

profondi pensieri

Forse non è giornata
nemmeno a Monte Sole,
le ragazze accorciano soprabiti
impigliati in selve d’abbracci,

dilagano foglie morte
su saluti da innamorati,
partire è distacco
da cui cadono tempi nuovi.

Tristezza ossuta,
chiusa nell’armadio
a doppia mandata,
bussa e supplica. Impreca.

Lo sguardo neutro
a qualcuno parrebbe spaventato
rimesta pensieri profondi,
silenzi e isole.
***

Non è umano (trad. di Adeodato Piazza Nicolai)

Non è umano
ammazzarsi a cercare,
conosco gli scossoni
inaspettati ogni volta
rinnovato furore stesso spavento.
Segnalate, ma non esistono
vie di fuga.

Omuncoli a gambe levate,
donnine senza curve
per via dell’incerto destino,
bambini scalcianti
inadatti e lenti, abbiamo già deciso
non ne nascano altri.
Conosco gli scossoni.

Non è umano il silenzio feroce di poi,
portate via belle persone,
ammazzato l’amore,
scelto il minore dei mali
inospitale a qualsiasi memoria.

****

IT IS NOT HUMAN

It is not human
killing oneself to search,
I know the shocks
unexpected every time
rewnewed fury, the same fear.
Traced but nonexistent
the ways to run away.

Homunculi with raised legs,
minuscule women without curves
because destiny is unsure,
kids who kick,
unadapted and slow, we decided
not to birth others.
I know the shocks.

The silence that follows more rabid than before,
remove the lovely people,
love is undone,
chosen the lesser evil, not
hospitable to whatever memory.

© 2017 American translation by A. P. Nicolai of the poem
NON E’ UMANO by Flavio Almerighi. All Rights Reserved.

verità per Giulio Regeni?

(a un blogger assetato di verità)

Caro Enri,
ti scrivo dal belpaese che, se non fosse il Nostro, sarebbe tutto formaggio,
una marca da pubblicità. Questo belpaese è bellissimo come le sue donne.

L’eco di parecchi tramonti
mi fa riflettere sulla verità
nell’ora più muta del giorno,
quando respirare fa rumore
una revisione è necessaria.

Enri, se hai tempo facciamo un giro dalle parti di Portella della Ginestra, passiamo per Piazza Fontana e Piazza della Loggia. Magari ci regaliamo una sosta in Galleria a San Benedetto Val di Sambro e un breakfast a Bologna Centrale. Facciamo tappa ai Georgofili, poi giù di corsa fino a Capaci, la strada è comoda, l’hanno rifatta. Prendiamo un caffè in Via D’Amelio, un cappuccino in Via Montalcini e vediamo se Moro ha dimenticato altri appunti dentro l’agenda di Borsellino.

Dimmi, qualcuno di questi luoghi
pronuncia il nome del colpevole?
“E Giulio Regeni?”

Che vuoi che dica, io mi diletto a ripetere domande non ho risposte.
Come gli altri anche lui si metta in fila, arriverà il suo turno

Europa (trad. inglese di Adeodato Piazza Nicolai)

siamo sicuri ora?
Ora che siamo insieme?
allo stremo il soffio
di sangue e terra,
le certezze tacciono:
dimmi qualcosa!
Tacciono non sanno,
la febbre aumenta
non c’è acqua
per poterla spegnere,
adesso che nessuno
vuole questo, ti chiamo
la voce è zuppa
della stessa sensazione,
noi vorremmo e non siamo,
allora è un attimo
un ronzio da spegnere,
smettere di pensare
se pensarci è troppo,
non credere che altri
abbiano più probabilità,
l’Europa non ha peso
gioca carte senza semi

EUROPE

Now are we safe?
Now that we are together?
Exhausted the breath
of blood and land,
certainties mute:
tell me something!
Muted not knowing,
the fever grows
there’s no water
to quench it,
now that no one
wants this, I call you,
voice is drenched
of the same sensation,
we don’tt want, we are not,
then it is only an instant
one buzz to put out,
stop every thought
if thought is too much,
don’t think that others
have better chances,
Europe is weightless
a deck of cards with no seeds.

© 2017 American translation by A. P: Nicolai of the poem by Flavio Almerighi EUROPA, All Rights Reserved.