Tutto irrompe

Riminescente lungo mare
a corto di idee, la pelle rosata
al buon vino:
si direbbero parole circostanti
da Narciso figlio del diluvio
che l’ha inghiottito.
.
Allora nostro malgrado
siamo lo stabile risultato 
del duale di entrambi i genitori?
Poco o niente diversi
dall’effetto in chiare lettere
di un piano ben fisso a terra.
.
La stessa adoperata
a mandar giù chi già fu
nel dolce tramestio
di risentimenti e vermi,
ma dimentichi del silenzio dove
tutto irrompe.

*

Le unghie brillano

I signori della guerra hanno pelle dura
morto uno spuntano altri dieci e il conflitto
diventa motivetti estivi, li porteranno
fino a settembre di un anno da fissare.
Non so altro, già stanco non ho voglia
di dissentire col destino,
il Tu è leggenda noi qui a viverlo in stallo
con la fortuna di mangiare ogni giorno,
moto che sfrecciano poi tacciono
rapite nello stesso scrivere alla Montale.
Le unghie brillano molto più del mio futuro.
Nonostante tutto è vivere,
portarsi dietro ferite infette
ma con classe.

*

 

Mai na gioia 37

A questo punto conviene fare un po’ di silenzio, il silenzio è d’oro. Qualcuno magari dorme e non lo disturbiamo. Malattia, guerra, catastrofe sociale, in fin dei conti l’importante è che la nostra persona non ne sia toccata. Vedere le cose alla televisione può commuoverci, farci arrabbiare, ma ci lascia intatti. Più che di grossa crisi in giro c’è aria di grande stanchezza. I poveri ad aumentare le file alle mense Caritas, i poeti a far la fila dietro a un microfono senza leggio per declamare i loro versi contro la guerra o il green puzz. Ognuno dice la sua, testimoniando la propria impotenza che non sposta di un millimetro lo svolgersi dei fatti.

Giganti

Photo by Kilian M
I giganti non vivono a lungo,
amano rimanere in ombra
perché non è lecito farsi vedere
solo per vanità di essere osservati,
hanno un cuore troppo grande
lo adoperano senza parsimonia
e mani grandi come piazze,
le loro idee volano in fretta
che sono più vicine al cielo.
.
Amano le nuvole,
la loro testa le sorvola
non è illecito pensare
come saprebbero accarezzarle;
quando torna maggio vogliono
uscire, ma non sanno
com’è fatto il mondo.

*

Mai na gioia 25

Ciao ratti! Ricordate il fumetto di Zagor? Il suo migliore amico si chiamava Cico Felipe Cayetano Lopez Martinez y Gonzales, tra pochi anni in Italia ne avremo a milioni. La Corte Costituzionale ha deciso che sono costituzionalmente illegittime le norme che impongono di dare automaticamente ai figli il cognome del padre. Lo ha annunciato l’ufficio stampa della Corte Costituzionale: la sentenza verrà depositata nelle prossime settimane. Le nuove regole si applicheranno ai figli nati nel matrimonio, fuori dal matrimonio e ai figli adottivi. E fin qui la notizia pare ottima, mah… ecco, per esempio metti che il padre si chiami Venticinque e la madre Scopano, il povero frugolo dovrà chiamarsi col doppio cognome Venticinque Scopano? Nel contempo nasce una frugola e i suoi genitori si chiamano rispettivamente Amati e Pomponi, che farà dunque di cognome Amati Pomponi. Metti che i due frugoli, divenuti grandi, si incontrino, si innamorino e decidano di fare un figlio: il poveretto si chiamerà dunque di cognome Venticinque Scopano Amati Pomponi? E come farà questo povero bambino in prima elementare a imparare a scrivere cognomi e nome lunghi come un treno merci? Oltretutto i poveri impiegati dell’agenzia delle entrate come faranno col codice fiscale? Madonnina! Bambini che debbono ancora nascere e già sappiamo che non avranno mai na gioia!

Esordì

Esordì con un colpo d’occhi
da tendone aperto e svolto.
Gira, gira, sembrava non finire mai 
tanta affinità e bellezza 
sempre pronta a risparmiare 
dai raggi di un sole cocente. 
Luoghi talmente ampi e non comuni 
da vedere e rivedere mentre l’attesa
continuò sotto un portichetto 
in presenza di estranei.

*