XXV Aprile di Italo Calvino

Italo Calvino (1923 – 1985) scrittore, Intellettuale di grande impegno politico, civile e culturale, è stato uno dei narratori italiani più importanti del secondo Novecento.

Forse non farò
cose importanti,
ma la storia
è fatta di piccoli gesti anonimi,
forse domani morirò,
magari prima
di quel tedesco,
ma tutte le cose che farò
prima di morire
e la mia morte stessa
saranno pezzetti di storia,
e tutti i pensieri
che sto facendo adesso
influiscono
sulla mia storia di domani,
sulla storia di domani
del genere umano.

Troppi capelli

Amo questi capelli da ragazzo
e quanti ne spazza via il barbiere ogni tanto
assieme a mesi di vita in tripudi di pepe e sale.
.
Amo ricordare i pensieri coperti, le sviste,
la sensazione degli anni, perdite d’acqua
che più vanno avanti e meno amore trovano;
intere voglie di piangere mai precipitate in nome
di risate convulse e parole povere.
.
A ogni inizio il pettine smadonna per colpa mia
e di capelli mai pacificati, ma concedo al cuore
l’unico sorriso del giorno a venire.

Inespressione

Parlano le mani 
dai mari chiusi dentro il letto:
salvami dal fortunale, salvami,
tu che hai compiuto vent’anni
di guardia all’armeria
e riesci ancora a rimanere sveglio!
Il baricentro si sposta continuamente
non so dove cadrò, nemmeno se cadrò,
gli occhi pieni di lacrime ermetiche
sotto un’inespressione senza cappello
da coccodrillo affamato,
che non ha fame e un bastone verticale
gli spalanca la bocca. Afona tra scintille
e denti, e uccelli nel riverbero
della stagione che passa e torna e ingoia
qualsiasi cosa passi.
Il fortunale è ricorrente,
ambasciatore senza credenziali
greve e riservato.

*

Parlare chiuso

Foto di Adrianna Calvo
parlare chiuso
lasciato in eredità al caso,
in principio fu necessità
vestita di nessun colore
tra musica e oceano
sempre più ribelli
coi loro cavalli istanti
a valle di tante cose
lasciate in sospeso,
dove fulmini cadono
bruciado petti devastati
la cui romanticheria
non finirà mai

Dal profondo

Photo by Alex Conchillos
Metà pomeriggio, ora stupida,
senza fame né sonno
ma abbondante di solitudine insolita
nell’Indocina difficile da attraversare.
L’immaginazione sfuggita di mano
fa secco il pozzo, sollevato il coperchio
non si intravedono lune
.
dal profondo spunterà zitto
un abbraccio.

Un altro giorno è andato – Francesco Guccini (1970)

Quando ero militare, avevo un commilitone che dormiva di fronte alla mia branda che, quasi tutte le sere, intonava questa canzone a metà strada tra malinconia e altra malinconia, però la stecca (così era difinito il conto dei giorni mancanti al congedo) si era accorciata di un altro giorno. Se penso a quanta gioventù gettata via purché passasse, mi vien da dire quanto eravamo stupidi, Scusate, oggi è andata così…

Ripartenza 16 bis

Mi sono veramente rotto le palle di questo green pass di merda. El gobierno ci lavora su indefessamente e ogni giorno ne inventa una, e dal 15 ottobre i lavoratori che ne sono sprovvisti non saranno licenziati, ma deportati a Dachau, è bene addolcire i provvedimenti legislativi, prima di farsi prendere la mano. Ma porca puttana non si può tornare all’idea di passaporto verde primigenia, quando serviva semplicemente per spostarsi da una zona all’altra? No, vogliamo fare i fenomeni, in Francia quando lanciò l’idea a Macron risposero subito: Mais t’es con, arrête ou on t’alimente aux gilets jaunes, connard! In Italia invece subito a fare i boccaloni con le cazzate di Macron! A questo punto penso che andrò in piazza e brucerò il mio! Ma sì, continuiamo col green pass, intanto ogni giorno una settantina di persone va al creatore, gli operai muoiono sul lavoro, e dei licenziamenti che fioccano come tempeste di neve non parla più nessuno.

Ripartenza 15

40’000 persone a manifestare a Firenze nel silenzio dei media: Firenze sogna ancora. Il sogno è quello di una sinistra normale, così necessaria per ripartire, non certo di partiti che inseguano il berlusconismo e servino alla sagra della porchetta al pesce fresco. Chi prenderà le parti in vista delle prossime riforme inculata che stanno per arrivare per poter mettere le mani sul malloppo di Bruxelles? Già li vedo, Grisù e company. a studiare il modo migliore per inculare lavoratori, pensionati, partite iva e piccoli imprenditori. Hanno spolpato, adesso rosicchiano e prima o poi morderanno per succhiare il midollo. Speriamo bene che Firenze e tutta Italia continuino a sognare una sinistra vera, tosta, che si svegli finalmente!