Il Vaccinone 97

Meglio evitare il più possibile di uscire di casa, i rischi sono enormi, magari vieni investito da un gazebo randagio portato da vento, vedi la tabella dei necrologi e da un po’ di tempo c’è sempre qualcuno conosciuto. Incontri qualcuno, ma ti da cattive notizie. Insomma gli anni passano, siamo alla 142ma ondata e la variante plutoniana non perdona. Ho fatto il 43mo richiamo col vaccinone Jesus Christ Superstar, che ha solo un effetto indesiderato: improvvisamente viene una voglia malsana di camminare sulle acque, e tutto quello che si tocca diventa cagnina di Faenza. Cari Posteri (meglio chiamarvi Posters, visto che non parlate più italiano, ma uno slang di inglese e cinese) qualcuno ha conservato qualche numero di Corna Vissute? La piccola Greta se la fila ancora qualcuno? Come sta andando la transizione ecologica? Notizie di Agone?

L’aria è felice

Sarà la Stella di Urano
un legno rimasto tra le braccia
a rassicurare i piedi
che non toccano terra,
ma l’aria è felice
.
nei sottointesi più bui
si avvertono interiorità
impossibili in pieno giorno
tra odori acri, rumori
e al continuo sapore d’attese
.
in realtà non so quali,
quanti passi siano immaginabili
a percorrere una notte sola
per scoprire l’altro me
e imbrogliar le stelle.

Il Pane

Il pane è ancora verde,
poi sarà crudo.
Daremo sangue a tanto cinema
senza altri doveri
verso i parapiglia del tempo
abbandonato a terra
fra torrenti di foglie senza nome
e il gorgogliare del bollitore.
Raccontiamo chi saremo,
la realtà non affondi la storia.

Il Vaccinone 86

E se un giorno, svegliandoci, scoprissimo che è stato soltanto un brutto sogno? Che in realtà la pandemia spettacolo non c’é stata, che Giovanni Giolitti è ancora presidente del consiglio, che il Generalissimo Figliuolo è stato dato disperso dopo una selvaggia aggressione da parte dei polli del Friuli, così ingiustamente cannonneggiati? Allora ci alzeremmo felici, mentre le rondini festose solcano il cielo baceremo le nostre mogli e altreattanto felici andremmo a controllare se è arrivato l’accredito della Cassa Integrazione, azz! Non è arrivata. Allora andremmo al bar sotto casa, perché ci danno il cappuccino in bicchieri di plastica e ci tocca andar fuori a consumare? E perché tutti portano quelle buffe mascherine? Ah, non è il 23 aprile 2019?

che di lassù

Tu di lassù m’aiuti
col sentore dolciastro della parsimonia,
vai troppo avanti,
sembri non doverti fermare
neppure con una barra di ferro tra i denti.
.
Basta un praticello inglese, ordinario,
macchiato di magnolia e nulla più,
il sangue rimane dentro rappreso
scurito da sciroppo d’acero,
fuori sono sempre più grigio chiaro
e Mamma Oca non c’é più.

Dolci e pane nuovo

A tempo di sirtaki
ballato sopra un campo di mine,
con calpestio deciso
su testa e cuore ancora indietro
ad attendere lo scoppio
del definitivo macello,
aggiungere dov’è già abbastanza:
guerra è la nostra casa,
tanto vale limare un po’ di cielo
fare brillantini per decorare
dolci e pane nuovo,
viverlo come tributo
quando il nulla più sordo
è in costante agguato.

Le volpi

Le volpi hanno tolto
clamore allo sciopero generale
a oltranza, i pochi
che ancora lavorano
hanno a carico due pensionati
e molti meno figli,
soprattutto hanno paura di parlare
tanto non li ascolta nessuno
e chi lo fa è nemico,
che se lo porta via non visto
durante il coprifuoco imposto
verso le quattro del mattino,
quando anche i teorici della rivoluzione
dormono esterrefatti
dalla mancanza di coraggio e idee:
meglio commemorare
la caduta del nazismo nel Quarantacinque
cantando da un balcone
e ritrarsi prontamente
al primo cenno di sole.
I figli non avranno figli.