Quarantena 10

Vi è mai capitato di tentare di scaricare un pornazzo con e mule e di ritrovarvi invece con Via col vento? Allora ho dovuto ripiegare su Arma letale 2, consigliatomi dar Monnezza, il film si lascia notare per la ricercatezza nei dialoghi:
Mel Gibson: Prendi quel figlio di puttana!
Danny Glover: Figlio di puttana!
Mel Gibson: E’ proprio un gran figlio di puttana!
Danny Glover: Quel dannato figlio di puttana!
Intanto il figlio di puttana se la svigna indisturbato.
Insomma, qui è tutta vita. Stamane sono uscito per comprare roba pesante, tipo pacco d’acqua e lettierona all’aloe per il siamese. Per Castello non c’è quasi nessuno a parte un bancario che mi sta sulle palle (oltretutto) e qualche anziana signora a comprare un tozzo di pane. La novità di oggi è che i contagiati sono saliti a undici. Me ne starò buono, buono, almeno fino a domani. Mi metto una copertina sulle ginocchia e aspetto che il rompiglioni del siamese si metta sotto anche lui, poi gli mollo una bomba in faccia, vedeste come schizza via! E così è bella e pronta la nuova sceneggiatura dell’ennesimo Arma Letale.

redenzione

benvenuti all’autobus
che non si sa dove cazzo va
(una recluta, dal film 1917)

manteniamo intatta la redenzione,
dovremmo farcela
alleando la ragione coi sensi

distinguere finalmente il bene dal male,
tutto quanto è bene
non è danaro, oro, potere,
tutto quanto è olio sulla testa
cade a gocce, muore in terra

al prossimo indigente
cui negheremo lo sguardo,
saremo trasferiti
al reparto incurabili
e di là, alle docce

Quarantena 6

Dice male, a oggi otto contagi a Castello. La situazione pian piano peggiora e sono sempre meno tranquillo, ma non cedo e combatto; l’unico modo al momento è quello di stare a casa. Sono cosciente che tutte le mattine, quando esco per i 20 minuti d’aria, potrebbe essere l’ultima volta. Prima o poi, questione di tempo, ci saranno altre restrizioni, l’inizio primavera però non è stato rinviato, anzi è anticipato a oggi. Intanto ci si inciccionisce; se va avanti così, presto rotoleremo e pisceremo a memoria. Ulteriore attività sportiva oggi, pulizia scale. Il gattone non ne vuole sapere di imparare ad abbaiare. Dunque il rischio sempre più concreto è quello di morire grasso.

scusa il disturbo

scusa il disturbo, ma adesso
il video è bucato assieme ai vetri
e il porco disperato che arrossisce
dentro un trasporto eccezionale
sei diventato tu

terminati i denti, ai macellai
rimangono le pistole ancora cariche

come ti senti nella sifilide avanzata
pronta a consumare i muri,
erano così belle le disgrazie altrui
da consumare a cena
prima del meretricio?

e la malinconia ha ceduto
al terrore di una noia da riempire?

come ti senti in chiese e prati vuoti,
nella rinuncia che hai preteso
al mondo di cui sei stato il centro?

vai sul terrazzo a cantare eccessi,
adesso che non sei più separatista
sei diventato ermetico anche tu,
ti farò sanguinare con la mia fionda

senza storia

latrare immobile, il tempo
pioggia battente, lo steccato
finestre accese, non si vede
dentro, invisibili onomatopee
del tutto impronunciabili:
un’esclamazione indietreggia,
ancheggia sorridente l’insetto
futuro sacrificio di primavera,
che marzo è buio,
nessuno ha pensato di far luce
troppo preso, immobile,
sensibile all’infinitamente
piccolo; ogni cambiamento
amplificato spacca i timpani
di un udito basso
da sembrare sessantenne,
senza suono o parere,
senza storia

Non c’è memoria

Tutto intorno,
senza averne colore,
è prato
recintato di ruggini.

Una sconosciuta esce
dall’unico cancello:
che fai? – le chiedo
non c’è mai stata chiave!
Sorridendo
Cosa dici? – risponde,
è sempre stata qui!
La gira ed esce
dall’inferriata chiusa.

La guardo sparire,
perdersi tra colori incerti.

La chiave non c’è più.
Provo a girarla,
non c’è. La cerco
nella toppa sporca.
Non c’è memoria.