A Edith Stein

la filosofia non salva l’uomo,
mette la donna allo scoperto
e nelle mani di qualche bandito
appostato dov’è già buio

il tuo Dio, non uno qualunque,
madre e padre a spaccare muri
a lacerare il velo del tempio
inutile da attraversare
come certe pianure polacche,
dove ossa senza nome
non sono più riconoscibili
dalle madri che le hanno generate
e nutrono fiori per innamorarsi

Edith Stein, dentro un bunker
pieno di sedie vuote di lato alla chiesa,
dove un sentiero scende
nel paese del miele

ce la siamo fatta 10

Uscire, travestito da frate da cerca per non farmi riconoscere, e riprendere contatto con la realtà è toccare con mano i play out della civiltà. File fuori dalle banche, dai panifici, ovunque mi giri una fila, quasi ordinata, all’inglese. Stanno tutti uno dietro l’altro all’inglese, file di una persona sola quando ce n’é uno solo ma se ne sta ordinatamente e discretamente al suo posto. Persino all’agenzia delle entrate la fanno: mi chiedo quando ci saranno le vampe di luglio e agosto o il gelo di dicembre gennaio, se oltre di vairus qualcuno morirà anche di insolazione o di freddo. Forse sarà plexiglas su tutti i marciapiedi o in tutti i piazzali, forse sarà soltanto sfiga, quella solita, d’ordinanza, sotto un cielo invariabilmente variabile. Ogni giorno che passa, vedo il distanziamento diminuire, vacillare, due metri durante il terrore, meno di uno durante il ce la faremo; presi dall’euforia finirà che faremo i trenini, come durante certi capodanni di dubbia memoria o da dimenticare. Colao meravigliao, il superconsulente governativo anti vaiurus, ha preparato un piano in centodue punti per la rinascita nazionale 2020/2022. La rinascita di un paese di salme: famiglia, cultura, equità, manifattura, p.a. amica dei cittadini. Solite menate per incularci meglio. State bassi, state proni. Intanto state in fila e riprendete a incularvi com’è sempre stato.

il futuro attuale

il mare è più aguzzo di navi
sempre cariche e pronte
a sbarcare morti
altrimenti cibo per pesci

torneremo alla terra
dopo avere invidiato la luna
per quelle care espressioni
tutte in lontananza

il futuro
immaginabile cent’anni fa:
il treno
entra nella galleria barattolo

il futuro attuale,
carte truccate
col belletto rubato
all’amante di un esperto

ce la faremo 16

E’ stato un sogno terribile, più che altro un incubo! Con la RIPARTENZA sono riapparsi, materializzandosi dal nulla, cinesi e mongoli. I primi hanno riaperto i bar, i secondi ci sono entrati senza mascherina. La Carolina ha iniziato il suo nuovo lavoro di segretaria, dopo che il negozio di abbigliamento da uomo (magrissimo) dove lavorava ha chiuso definitivamente poche settimane fa. Eh! Il vairus non ha soltanto fatto strage di bergamaschi, ma anche di posti di lavoro! La fortuna non ci ha abbandonato, ma ho trascorso ugualmente una notte tremenda! Provate voi a sognare di ballare la macarena con Don Backy, e vediamo quanto indenni ne uscite. Dev’essere stata la giornata di ieri fitta di file e traffico. Tutto il giorno ho cercato qualche fila da fare, dal panettiere, all’Obi, ho anche tentato di inventarmi una fila mia, ma non c’è stato verso di farne una di almeno 2 ore! Dev’essere stato per il senso di frustrazione e distanziamento sociale provato (nemmeno una fila lunga, sigh!) che, combinato col mezzo metro di salsiccia nostrana con cui ho cenato così parcamente, ha prodotto l’incubo che mi ha guastato la notte! Oggi siamo di nuovo tutti qui, come sempre, né da uova, né da latte.

ce la faremo 13

Forza ragazzi! Ce la faremo sicuramente addosso! Pensate, dal 3 giugno con l’autorizzazione a spostarsi da regione a regione, lo scricchiolio che echeggerà in tutta Italia di letti e reti sarà da far paura. La Poltrone e Divani cambierà ragione sociale, mutandosi in Materassi e Reti. So che è difficile da accettare, ma gli arretrati vanno pagati prima o poi. Già vedo molti uomini con le ginocchia sdrucciole, trascinarsi penosamente come in preda al vairus, e molte donne camminare alla John Wayne dopo un coast to coast a cavallo lungo tutta la prateria. Molto bene, gli amanti distanti si ricongiungeranno, quello che rimane inquietante è che il provvedimento include anche la Lombardia. Premettiamo, io non ce l’ho con i lombardi, anzi quei pochi che conosco sono persone estremamente dotate e simpatiche. Non sono loro il problema, ma lo sono gli amministratori e l’intero modello regionale della loro sanità: a ieri i dati parlavano di 84,119 contagi in Lombardia su 223.885 in tutta Italia. Il che non si può spiegare soltanto con la popolosità della regione, questo è il fallimento totale del sistema amministrativo e sanitario della cosidetta “eccellenza lombarda”. Dunque, a regioni riaperte (a Lombardia riaperta) bisogna pensare seriamente di riempire il Po di squali molto, molto affamati.

Trinciato e Destino

Su tutto questo trinciato
di neve, sole, cose varie,
oggetti di lampo sbeccato,
mancanze, trovano alimento
fuochi fatui e passioni.

Religioni cucite a casa,
genitori rimasti indietro,
esumazioni e accidenti:
ovunque fortuna contraria,
favorevole o disattesa.

Belle canzoni di quattro minuti,
imperi, affetti incrollabili
e distanze molto più ampie;
sabati e lunedì
cui è necessario il calendario
per cifrare e disporre
gli arretrati e vecchi giornali.

Comanda su tutti un destino
sciolto, in ogni modo sempre,
dal pensare degli astri.

E’ già autunno,
talmente rapito
nemmeno te n’eri accorto.

ce la fa remo(?) 4

Il coronaccio maledetto, lo scorso tre maggio in una domenica incerta, si è portato via Dave Greenfield degli Stranglers: lontano è il 1983, quando andai a sentirli al Palazzetto di Bologna, lontanissimo dalla montagna di merda attuale, la cui cima nemmeno si intravede. C’è sadismo nell’aria, se è vero che sui certificati non aggiungono più tra le cause di morte per malattie polmonari la parolina coronavirus, così l’Istat certifica il calo statistico dei decessi. Ce la faremo così? Oppure meglio le morti bianche sul lavoro già a partire dal 4 maggio? Insomma di qualcosa si dovrà pur morire, ma almeno cerchiamo di essere onesti. Ora ripartiamo, oppure ci gettiamo, in preda a una libido fin troppo alta, tra le braccia del vairus? E ‘sti cinesi poi, che prima ci impestano e adesso fanno i primi della classe? Molto bravi a nascondere i morti per le strade di Wuhan. Bravo il sindaco di Bergamo a inviare una bella lettera ai congiunti dei deceduti (che manco sapevano dove fossero finiti i feretri dei loro cari) per comunicare di aver chiesto l’intervento dell’esercito per il trasferimento dei deceduti al crematorio… per fare risparmiare alle famiglie le spese di trasporto. Cazzo, ma una bella Norimberga in Italia, maiiiiii?! Si riparte, sì, col motore sbiellato!

Quarantena 25

Faccio appello alle vostre sacche scrotali (ovviamente, se siete donne, in senso lato) vorrei capire attraverso un breve sondaggio se anche voi all’interno ne avete due, ma ne percepite almeno diciassette. I problemi a questo punto, citando Huxley, sono di percezione. Per esempio non usavo la bici da mesi, ora cigola a ogni pedalata, ma percepisco un sound affine a quello dei Pink Floyd a Pompei. E voi tutti ieri sera a guardare la luna: coglioncelli che siete, percepivate la luna, ma trattasi di un covid smisurato e ricolorato a uso e consumo vostro. A casa, registro forti tensioni con l’amico Adrianone: è un gatto siamese ma inizio, a percepirlo come cotechino, e lui si risente! Si risente sempre, è diventato permalosissimo, appena percepisce suoni tribali assimilabili ai peti, si rifugia sotto il letto della Carolina e se mi avvicino ringhia. Vogliamo parlare della Carolina? Ho una figlia e ne percepisco otto, insomma famiglia numerosa. E se per caso sto male? Minchia, sono diventato talmente ipocondriaco che anche un occhio porrino è un contagio da corona. Aculofan me too!

Quarantena 21

Parafransando Flaiano, come sempre, la situazione è grave ma non seria. Agone è il mio edicolante preferito, oltre che essere il secondo maggior poeta castellano vivente. Non so se sia stata l’insalata di peyote con cui ho cenato, o la visione di Roma violenta, La polizia s’incazza e Milano calibro 9 tutti in sequenza, ma stanotte ho sognato male. Ho sognato Agone con una mascherina strana (nella foto), a metà strada tra Eyes wide shut e Covid19, mentre gli chiedevo un quotidiano. Ma le testate avevano tutte cambiato nome. Potevo scegliere tra il Corriere della Sfiga, La Sfiga, La Repubblica della Sfiga, la Sfiga Quotidiana, la Sfiga 24ore, Sfiga oggi, insomma un delirio. Allora ho tentato il colpaccio ed ho chiesto U.S.A. Today, ma quando Agone ha tentato di gibollarmi una copia di Sfiga Today, ho perso la testa e gli ho bruciato l’edicola. A quel punto mi sono svegliato urlando… è stato terribile!

un fischiettare

penso sia preziosa
l’immaginazione, adesso
drenano gli ultimi quattrini
per affrontare la malattia
da loro stessi scatenata

è aria buona l’Emilia in vacanza,
non so cosa sia,
ma viene voglia di fischiettare
tra un tossire e l’altro
muovendo a diffidenza
chi ha rinunciato
al calore dei baci

osserva bene il nemico,
le scarpate sentimentali,
i luoghi, mai è quello giusto:
la lettera di dimissioni
pronta e dimenticata sul tavolo.
che c’è? non ti va?