cielo romagnolo

ho un debole sentimentale
per questo cielo romagnolo
pessimo mentitore,
nebbia o zanzare tutta la vita,
ma qualche botta di sole
prima o poi annichilisce

lo Sterminatore è nato qui,
ogni giorno ha occhi languidi
pronti a rapire,
ad annusare fin dalle guance
l’odore di cosmetico
sulla faccia della luna

e, nonostante
il mangiare unto,
quarti di femmina distratti,
la Linea Gotica
sempre pronta a ferire, sì
ho un debole sentimentale

da oca appena nata,
pronta a seguire
lo studioso che l’osserva,
pronto a tradirne
ogni sindrome, animo,
pur di affibbiarle un nome

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contrappello al voto

La lega non esiste più, c’è salvini che, per un paio d’anni, farà lo sborone come il suo omonimo renzi cinque anni fa: di maio non è mai esistito, e i cinquestelle con le botte che hanno preso a questo giro, ne vedranno almeno altre cinque. Al partito desertificato, ultimo baluardo di civiltà, lasciate credere che il loro (quasi la metà dei voti in meno rispetto a cinque anni fa) sia un risultato incoraggiuante; poverini, non svegliateli di colpo. Sarà poi la volta di qualche altro utile idiota, ma utile a chi, a cosa? Of course alla finanza, alla massoneria e compagnia brutta. La politica esige integrità e impegno personale, non tifo non fans, perché altrimenti si finisce in un vicolo cieco, tipo questo.

Ennesimo appello per il voto?

Da molti anni il voto è protesta, sfiducia nelle istituzioni che, molti vorrebbero “cambiare” semplicemente votando: elargendo l’ennesima fiducia al “nuovo che avanza”. Cambiare cosa? Il declino di questo paese morale ed economico? Le persone che ci governano sempre peggio? Il voto non basta, serve impegno da parte di ognuno di noi per garantire quel “cambiamento in meglio” che tutti ci aspettiamo, durante campagne elettorali le cui promesse saranno archiviate come amnesie e impossibilità. I giovani chiedono lavoro… fossi in loro chiederei anche una giusta retribuzione e il ritorno della civiltà del lavoro. Tutti chiedono qualcosa che dall’alto certo non cadrà. “noi siamo da secoli calpesti, derisi/perché non siamo popolo, perché siam divisi…” recita una strofa del nostro Inno Nazionale, e sarà così fintanto che ci limiteremo al voto ogni cinque anni, o andremo al mare per protesta. I vari mussolini, berlusconi, renzi, salvini, cosidetti “uomini della provvidenza” non hanno cambiato l’Italia, l’hanno peggiorata e noi abbiamo accondisceso, peggiorando tutti quanti. Ogni volta.

ascolti amArgine: Embryo – Pink Floyd (1970)

Si chiamavano “bootleg” gli album pirata di un tempo. Questo pezzo dei Pink Floyd, antologizzato molti anni dopo (che delle carcasse non si butta poi via niente) non è mai uscito nei loro album di studio. Sicuramente non avrebbe sfigurato in Meddle o in Obscured by Clouds, spessissimo però è stato eseguita nei tour dal vivo nel periodo 1970/’71. Buon ascolto.

EMBRIONE

Tutto è amore, è tutto ciò che sono
Una palla è tutto ciò che sono
Sono tutto nuovo rispetto a te
E sono piccolissimo

Caldo bagliore, luna fiorita
Ho sempre bisogno di un po’ più di spazio
Aspettare qui sembra anni
Mai vista la luce del giorno

Tutto intorno sento suoni strani
Vengono a gorgogliare nel mio orecchio
Rossa la luce e oscura la notte
Sento la mia alba vicina

Sussurra piano, eccomi qui
Vedrò lo spettacolo del sole

TESTO ORIGINALE

All is love, is all I am
A ball is all I am
I’m so new compared to you
And I am very small

Warm glow, moon bloom
Always need a little more room
Waiting here seems like years
Never seen the light of day

All around I hear strange sounds
Come gurgling in my ear
Red the light and dark the night
I feel my dawn is near

Warm glow, moon bloom
Always need a little more room
Whisper low, here I go
I will see the sunshine show

Sposta il carrello.

Sposta il carrello. Spegni le luci
dopo aver letto. Il letto è lontano,
impellente la voglia di scriverci sopra,
tornare in cantina, rompere due bottiglie,
ma le bottiglie non ci sono,
e il tuo letto è lontano, nubi nerastre.
Le rondini usano prudenza. Sette rondini,
autorizzano a dire è primavera!

Ricordati i piedi nella riconquista
della posizione eretta,
quando gli spiccioli cadono a terra
e non c’è voglia di abbandonarli al destino,
non ce n’è peggiore
nel pezzetto di rame inutile,
del barbone morto di freddo e cherosene
nel tirarlo su da terra.

Lo so, tanta paura in giro, che non si sa mai
quando verranno giorno e ora.
Il mercato non fornisce vuoti a rendere,
soltanto indurite pigne cadute.
Odiami, tieni la boccetta in borsa.
Sposta il carrello. Il binario è fisso.

Monto su

Madonna Santa,
ho appena scelto
casa nuova per mamma.
Mentre aspetto il treno
ne passa un altro,
sparato, che a momenti
mi si rovescia la bici.

Un merci stipato di auto nuove,
furgoni tutti bianchi.
Mi chiedo chi
comprerà tanta roba,
quanti sacrifici, cambiali,
discussioni da morirci la sera
anziché cenare.

Bestemmie da quantificare,
donne da lavorare sui sedili dietro.
Qualcuno, magari,
vorrà cambiar colore.

Arriva il mio treno.
Una giovane canta muta
con gli auricolari
conficcati in testa.

Avrei voglia di cioccolata,
di dormire, non di squadrare
tutte quelle facce indebitate.
Va bene dai, facciamo giornata!
Monto su altri pensieri.

finto oro

Dalla matita grassa
di uno scribacchino
scaturirono dieci stupidi centesimi.
Sembrarono oro al finto mendicante,
e li raccolse.
Una donna vestita di nero,
consapevole, mostrava la nuca bianca,
tenera, orgogliosa,
distratta dalle sue stesse parole.

Li chiamai Italia.
Corrosa dalle sue stesse parole,
perde ogni giorno un po’ di onore
e amor proprio. Fida nella legge del ciarlatano.
Sono certo che il suo violoncello
abbia ancora le mestruazioni.

Credimi, non si ama un uomo per lui stesso,
ma lo si ama contro un’altra donna.

Scrisse Nemirovski.

Credimi, non si ama il proprio paese
e il proprio dio, lo si ama contro
un altro paese e un altro dio.
Aggiungo.

Tutti i padri della patria, statisti,
i portaborse, da Camillo Benso a oggi
vengano trascinati in campi di lavoro
e rieducati, ai lavori forzati, condannati tutti
per assenza di lungimiranza.
Niente sogni, ma ricorrenti misure urgenti
a sostegno di, con cui hanno portato fin qui
il paese. Guarda le italiane come sono belle,
sterili, infelici. Continuano a essere giovani,
a non avere uomini.

Lo sono stati invece i padri del mendicante,
lo hanno concepito da soli, cresciuto,
assieme alla violoncellista con l’auricolare,
e alla monetina in finto oro.