Splendor

città di luci ti si scarica la dinamo,
ragazze senza rispetto, maschi fragili
tutti chiamati a scegliere tra
la uno – la due – la tre,
imprenditrice di te stessa, imbecille,
soddisfatta o rimborsata.
la notte non fa sconti

prego, indossa questa faccia da festa
le parole, accessori tra un prezzo e l’altro
tutto deve puzzare di velocità
si vive una volta sola, godere
mentre l’assassino sta in ombra,
le sue decisioni non si sa da chi
né dove siano prese

the west is the best

fatte per una soglia sotterrata
un basso profilo d’attenzione
per crederti unico tra miliardi come te.
mentre le macchine sfiorano chiunque
dalle bretelle all’autostrada
sei forse dio con il vento tra i capelli?
Sei fuori senza uscire

ora i miti sono scarpe rotte
per ciabattini senza scrupoli,
le bambine capannelli di bambole,
per i relitti ci sono discariche,
per le discariche l’eterno,
per l’eterno i temporali,
ma qui non piove

****

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Non è umano (trad. di Adeodato Piazza Nicolai)

Non è umano
ammazzarsi a cercare,
conosco gli scossoni
inaspettati ogni volta
rinnovato furore stesso spavento.
Segnalate, ma non esistono
vie di fuga.

Omuncoli a gambe levate,
donnine senza curve
per via dell’incerto destino,
bambini scalcianti
inadatti e lenti, abbiamo già deciso
non ne nascano altri.
Conosco gli scossoni.

Non è umano il silenzio feroce di poi,
portate via belle persone,
ammazzato l’amore,
scelto il minore dei mali
inospitale a qualsiasi memoria.

****

IT IS NOT HUMAN

It is not human
killing oneself to search,
I know the shocks
unexpected every time
rewnewed fury, the same fear.
Traced but nonexistent
the ways to run away.

Homunculi with raised legs,
minuscule women without curves
because destiny is unsure,
kids who kick,
unadapted and slow, we decided
not to birth others.
I know the shocks.

The silence that follows more rabid than before,
remove the lovely people,
love is undone,
chosen the lesser evil, not
hospitable to whatever memory.

© 2017 American translation by A. P. Nicolai of the poem
NON E’ UMANO by Flavio Almerighi. All Rights Reserved.

verità per Giulio Regeni?

(a un blogger assetato di verità)

Caro Enri,
ti scrivo dal belpaese che, se non fosse il Nostro, sarebbe tutto formaggio,
una marca da pubblicità. Questo belpaese è bellissimo come le sue donne.

L’eco di parecchi tramonti
mi fa riflettere sulla verità
nell’ora più muta del giorno,
quando respirare fa rumore
una revisione è necessaria.

Enri, se hai tempo facciamo un giro dalle parti di Portella della Ginestra, passiamo per Piazza Fontana e Piazza della Loggia. Magari ci regaliamo una sosta in Galleria a San Benedetto Val di Sambro e un breakfast a Bologna Centrale. Facciamo tappa ai Georgofili, poi giù di corsa fino a Capaci, la strada è comoda, l’hanno rifatta. Prendiamo un caffè in Via D’Amelio, un cappuccino in Via Montalcini e vediamo se Moro ha dimenticato altri appunti dentro l’agenda di Borsellino.

Dimmi, qualcuno di questi luoghi
pronuncia il nome del colpevole?
“E Giulio Regeni?”

Che vuoi che dica, io mi diletto a ripetere domande non ho risposte.
Come gli altri anche lui si metta in fila, arriverà il suo turno

tutta una vita

E’ il momento del santino
non trovato tra pagine
di risate lievi e parole
senza lineamenti,
volute come baci d’uomo
in dialogo col loro sesso
perché, forse,
ha nostalgia della madre,
e le ha tradite ogni istante
ogni giorno, tutta una vita
per non tradire lei.

Europa (trad. inglese di Adeodato Piazza Nicolai)

siamo sicuri ora?
Ora che siamo insieme?
allo stremo il soffio
di sangue e terra,
le certezze tacciono:
dimmi qualcosa!
Tacciono non sanno,
la febbre aumenta
non c’è acqua
per poterla spegnere,
adesso che nessuno
vuole questo, ti chiamo
la voce è zuppa
della stessa sensazione,
noi vorremmo e non siamo,
allora è un attimo
un ronzio da spegnere,
smettere di pensare
se pensarci è troppo,
non credere che altri
abbiano più probabilità,
l’Europa non ha peso
gioca carte senza semi

EUROPE

Now are we safe?
Now that we are together?
Exhausted the breath
of blood and land,
certainties mute:
tell me something!
Muted not knowing,
the fever grows
there’s no water
to quench it,
now that no one
wants this, I call you,
voice is drenched
of the same sensation,
we don’tt want, we are not,
then it is only an instant
one buzz to put out,
stop every thought
if thought is too much,
don’t think that others
have better chances,
Europe is weightless
a deck of cards with no seeds.

© 2017 American translation by A. P: Nicolai of the poem by Flavio Almerighi EUROPA, All Rights Reserved.

sorprende (trad. inglese di Adeodato Piazza Nicolai)

all’incirca un tempo, parcheggi su di giri
qualche lacrima compassionevole
non è chiaro mai il motivo dell’incontro
cui fa seguito un distacco, e costa
tanti stracci quanto muri e rossetti
dentro città abbandonate alla storia:
ci giochiamo le stelle tra pochi fastidi,
le attese valgono bene un sipario
specialmente prima dello spettacolo,
quando ripetere la parte ridà memoria.
Molti adottano dinamiche più semplici,
il modo con cui si riempie una borsa
senza debito, senza obbligo di riscatto.
I loro sorrisi non conoscono evoluzione,
scattano, occorrono, muoiono.
Solo mare, e tutta quell’acqua nera
lasciata sola finito settembre
fa desiderare di prendere moglie.
Il tempo successivo sorprende,
manciate di vento dimenticate,
mai viste con occhi così pieni di polvere.

SURPRISING

All at one time, you park all wound-up
with some compassionte tear
the reason for meeting is never clear
followed by a departure, costing
many tears as well as walls and lipsticks
inside cities abandoned by history:
we play out our stars among few irritations,
the waitings are well worth a courtain drop
especially prior to the show,
when playing back the part restores memory.
Many adopt simpler dynamics,
the way one fills up a shopping bag
with no debit, without needing to bargain.
Their smiles do not recognize evolution,
which pop, happen, die.
Only the sea and all the black water
left alone until September
makes one wish to take a wife.
The time that follows surprises,
handfuls of breezes forgotten,
never seen by eyes full of dust.

© 2017 American translation by A. P. Nicolai of the poem sorprende by Flavio Almerighi.
All Rights Reserved.

Tormento

Tormento non ha genitori,
vive facendosi il caffè
ogni risveglio che il calendario
manda a infastidirlo.
I fondi sono apocrifi, illeggibili
forse non si scrive su fondi di caffè.
La radio lo fagocita ogni giorno
la canzone è sempre quella.
Tormento ha opinioni precise
su ogni scibile della vicenda umana
sa commentare e fare spallucce,
dimenticare alla svelta
i piccoli bastardi al piano superiore.
La sua casa ha pavimenti in capelli,
il frigo da sbrinare
amanti sciolte da dimenticare
chili da perdere, imbecilli da sfuggire.
Tutti rivorrebbero il latte materno.
Ogni mattina punta la sveglia poco prima
per un bagno rinviato al giorno dopo,
coerenza è star fuori fino a tarda sera.