Sei del Novantasei

Non sei nata sui Balcani,
non hai visto roghi di biblioteche,
vedi sgombre le nostre.
Le donne, quale anche tu
stai diventando,
sotterrate in mare
dopo la pulizia etnica: figli imposti,
uova di cuculo,
in nome di padri in altre lingue.
Sei del Novantasei,
tutto ha un prezzo.
Il pianto del salice
non è a buon mercato.
Troverai per strada idee,
mulini sfiancati,
coscienze un tempo candeggiate:
lascia tutto dov’è.
C’ero anch’io nel Novantasei,
ho visto il mondo smarrirsi.
Eppure sei tu, il mio futuro,
ogni vestito ancora da portare
e tagliare, cucire.
Ogni vinto riavrà onore,
ma tu non perderai. Mai.

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Ascolta & Leggi: Atom – The Great Gig in The Sky / Almerighi – Deserto Rosso

Giorno 21886

Fottiti deserto rosso,
non abbiamo più comunisti a pagarli oro
su Marte vita non c’è, specie
dopo le Ventuno,
dove siano tutti è meglio chiedere
alle luci accese
ai fornitori di telefonia:
siamo così, universi dispersi,
tutti diversi tutti uguali,
chi si crede unico batta la fronte
contro finestre chiuse
più dure di chiunque.
Lasciate le accuse nell’apposita
cassetta; giuro però nel Trentanove
in Polonia non c’ero,
nemmeno ho fornito i sacchetti
ai Killing Fields, sono stanco,
Marte non è poi così lontano,
alza i tappeti, soffia via
il pantano di polvere rossa là sotto
non si sa, maledizione
come abbia potuto entrare.
Fatti sentire domani, 21887,
tra urla e vomito incontrollabili:
sì, nemmeno un bacio, dormi, dormi,
sei qui per sognare,
questione di principio.

letture amArgine: Carolina Almerighi testi inediti

Carolina Almerighi è nata a Faenza il 9 agosto 1996, è stato il giorno più bello della mia vita.

Si dorme scomodi in due

Si dorme scomodi in due
Si intrecciano i respiri,
le mani vibrano
si diventa una cosa sola.
Ci si mescola e l’ alchimia che si crea, produce un calore
in grado di assuefare pensieri negativi, paure nascoste.
Mi prendi e dai sollievo ai miei giorni stanchi.
Le mani grandi completano
il puzzle imperfetto del mio corpo, che sbadato si addormenta ancora.

*
Continuo a pensare

Continuo a pensare.
Flusso di pensieri,
Emozioni trasudano
attimi bianchi.
Questo fumo denso si disperde
come ricordi passati che conservo dentro.
Mi muovo, in silenzio,
passo svelto, spalle dritte.
Tortuoso il sentiero che porta a casa, lego i capelli, preparo la borsa.
Esco.

*

Per essere con te in ogni momento della tua giornata

Per essere con te in ogni momento della tua giornata.
Che ti accompagni quando hai sete,
che al tuo risveglio tu possa sorridere di gusto,
e, che nei momenti no tu mi prenda per mano,
scartandomi dalle cattiverie dalla vita.
Per essere con te quando il respiro si scalda e la testa si posa sul cuscino.
Cercando quella protezione che solo a vicenda ci diamo.
Che io sia sempre il tuo bacio della buonanotte.

*

La giornata mondiale della felicità

Mi raccontavi quando fosse bella la città.
Passeggiavi, lo sguardo nascosto dagli occhiali,
come sempre, sembrava che nessuno avesse il permesso di guardarti.
Camminavi,
Con la forza di chi già conosce la strada.
Le labbra, ah… le labbra, rilassate e soffici al contatto visivo.
Il tuo profumo riempiva l’aria, che, con te
sa sempre di primavera.
Eppure,
Non ti accorgevi,
Che per quanto fosse bella la città,
Tu
la facevi splendere per me.

*

La Signora Dura Marcia

Non è l’ebbrezza dentro quel cartone a renderti bella.
Basta osservare ogni gesto,
piccolo e puro,
per ritrovare quella bellezza
che non vedi,
che il Mondo non vede.
Basta
osservare ogni tuo movimento, fluido
per riuscire a scorgere
ciò che il tuo occhio denso non coglie più.
Basta sciogliere i capelli al sole,
rossi come vino,
forti come te,
per sentirsi un po’ più vive.
Basta festeggiare senza che nessuno spii.
Basta alzarsi
Basta

*

Canzoni alla Radio

quella sera andammo
al Concorso per voci nuove,
rimanemmo un po’,
pensavo alle lezioni di canto
al vecchio macello,
a te da grande

poi i rami caddero in strada
senza intercessione:
potrei scrivere
della tua vicina lontananza,
far piovere in qualche modo,
restituire
qualcosa di nuovo

quando ogni voce,
canzone e notizia
sono tutte uguali,
ripetute fino a credere
ad ombre dietro le finestre

affacciata come sei oggi
al tuo telefono spento

ascolti amArgine: Sunrise – Norah Jones (2004)

Sunrise è il primo singolo della cantante e pianista Norah Jones ad essere estratto dal suo secondo album Feels Like Home. Il singolo ha vinto il Grammy Award nel 2005 per la Miglior Interpretazione Vocale Femminile Pop.
La canzone è presente all’interno dei film “Il mio amico a quattro zampe” e ” Benvenuti al Sud”.

Alba,
Sembra mattino nei tuoi occhi
Ma gli orologi hanno tenuto ORE 9: 15
Non potrei resistere se ci provasse
Perché il pomeriggio è già arrivato e finito
E io dissi
oooo, oooo, oooo
A te

Sorpresa
Non riuscivo a trovarla nei tuoi occhi
Ma sono sicura che è dipinta su tutta la mia faccia
Sorpresa
Sorpresa

Mai qualcosa che potrei nascondere
Quando vedo che siamo passati attraverso un altro giorno
Allora dico
oooo, oooo, oooo
A te

E ora la notte
mi getterà di nuovo addosso la sua coperta
E se ho ragione
È l’unico modo per riportarmi indietro

A te

oooo, oooo, oooo

TESTO ORIGINALE

Sunrise, sunrise
Looks like mornin’ in your eyes
But the clock’s held 9:15 for hours
Sunrise, sunrise
Couldn’t tempt us if it tried
‘Cause the afternoon’s already come and gone
And I said
Hoo, ooh, ooh, ooh
Hoo, ooh, ooh, ooh
Hoo, ooh, ooh, ooh
To you
Surprise, surprise
Couldn’t find it in your eyes
But I’m sure it’s written all over my face
Surprise, surprise
Never something I could hide
When I see we made it through another day
And I said
Hoo, ooh, ooh, ooh
Hoo, ooh, ooh, ooh
Hoo, ooh, ooh, ooh
To you
Now the night
Will throw its cover down
On me again
Ooh, and if I’m right
It’s the only way
To bring me back
Hoo, ooh, ooh, ooh
Hoo, ooh, ooh, ooh
Hoo, ooh, ooh, ooh
To you
Hoo, ooh, yeah
Hoo, ooh, ooh, ooh
Hoo, ooh, ooh, ooh
To you

fino alla Chiusa

Erano passeggiate fino alla Chiusa,
imitati i tacchini, si andava a vederla
risalendo l’argine
con la paura dei ladri di biciclette
o dei coltivatori di orti anonimi
quando capitava di rubare e addentare
un piccolo pezzo di sole.

Il fiume, l’acqua, la tua mano:

ora so che torni là per camminare sola,
il fiume non si è mai spostato
e gli argini ti hanno fatta
più allenata alle cose della vita,
ma non lasci ancora la mia mano.

il tempo non esiste

Petroliere puniche
al largo della Sirte
trascinano natanti sfondi,
nemmeno un miraggio
li terrebbe in acqua,
all’altro capo del disinganno
bambini giocano sulla spiaggia
persi tra tripudi e altoparlanti,
poche bionde utilizzabili
dall’agenzia delle sembianze.
Eri bambina nell’epoca
della mia felicità più vera.

Pronti i menu, pronti i commensali
al gran banchetto del delitto,
pronto un altro Due Agosto
così, tanto per ricordare
il miracolo di vacanze negate,
la vita salva per un no.
Dovevi nascere, tu
col cuore pieno d’ombra
sulla mia paternità dolente
è stato un tempo,
il tempo non esiste.

*