Beirut Snack

Tessute le une sopra le altre
illudono forme nuove,
sono pronte a tutto
le tette in corteo.

Ha torto chi non c’è,
chi c’è ripassa
strabilianti, uniche
vere volute di fumo.

Di tanto velenoso sentire
non c’è più soggetto
da molto tempo, salvo il salto
dell’ultimo istante.

Dietro il sorriso
la strada più stretta
salirà in discesa
in fondo siamo nati
credo, per smarrire
e ritrovare la rotta,

il futuro abbozza
il sole è già domenica
nel salone degli specchi
silenzio, sassi e fionda.

dietro una foto

Di vicoli stretti con gli occhiali scuri
ne percorremmo tanti e altrettanti
sono certo, ne attraverseremo
dalle porte chiuse in apparenza
tra finestre strette poste a caso.

dietro una foto
nella pace del lasciato perdere

Sarai sempre il mio cuore,
stretto a una vite rampicante
sopra il voltone del tuo cielo
a guardare avviarti verso le cose
con la stessa maglietta a righe.

dai primi di Giugno (trad. inglese di Adeodato Piazza Nicolai)

per piangere e dormire
abbiamo tutto il tempo,
risolvendoci magari
nel tramezzo dei sogni.
Non siamo rapaci,
sappiamo che la vita
è altra vita, per questo
dai primi di Giugno
ci amiamo senza pensare,
esplodono ciliegio e tiglio
del dopo l’idea non sfiora,
strade larghe
portano ovunque.
Nicoletta cammina sui binari.
Basta frastuono in classe.
Liberazione è mai più.
Niente lebensborn,
niente più bambini
gettati in strada
da televisori guasti.
Tra rose
e lastroni di calcestruzzo
ci sono i loro nomi.
Torneranno dolci i cappottini,
teneri come libri
presi dal dorso, e basta crisi
asteroidi scaduti,
profughi e altri imperi.

FROM THE FIRST OF JUNE

maybe resolving ourselves
in the convolutions of dreams.
We are not rapacious,
we know that life
is another life, on this
first of June
we love each other without thinking,
explodes the cherry and lime tree
thoughts of tomorrows do not surface,
wide roads
lead everywhere.
Nicolette walks on railroad tracks.
Enough confusion in the classroom.
No more freedom.
No lebensborn,
no more kids
thrown on the roads
from faulty televisions.
Between roses
and large cement blocks
rest their names.
Small overcoats could return
soft as books
handled from the spines
and enough crisis,
fallen asteroids,
refugees and other kingdoms.

©2017 American translation by Adeodato Piazza Nicolai of the poem DAI PRIMI DI GIUGNO of Flavio Almerighi. All Rights Reserved.

Portatori sani (con traduzione di Adeodato Piazza Nicolai)

Clelia ha ancora
bellissime gambe d’amore,
lavandaia diligente
le tiene ripiegate nelle grucce.

Alessio ha genitori ultracattolici
ma si sente donna.
Iris poteva essere sua madre,
ma morì a cinque anni.

Féfè guida la pattuglia,
ma è sempre molto esaurito.
Gino mette incinte le slave,
ma piuttosto paga un avvocato.

Gennaro è un voltagabbana,
viene dal popolo che non lo vota
e pesca la verità
da un fiume di scolorina.

Alessia adesso è donna
però vorrebbe fare il militare.
Iris non ha avuto figli,
chiacchiera spesso con Adelina
e se ne assume la paternità

il condominio è complemento oggetto.
La guardia smonta
dopo essersi commossa
al levar splendente del sole
dietro il Vesuvio.
*
SANE CARRIERS

Clelia still has her lovely
legs for love-making,
a diligent clothes-washer
she folds them in the crutches.

Alex has radical catholic parents
yet thinks she’s a woman.
Iris could have been her mother,
but she died at fifty.

Fefè leads the squadroon
but is always exhausted.
Gino impregnates Slaves,
preferring to hire a lawyer.

Gennaro changes parties, he comes
from the working class who don’t
vote for him and he grabs the truth
from a dissolving river.

Alessia now is a woman
but would like to be a soldier.
Iris has no children,
she often talks with Adeline
assuming her fatherhood

the condo is the sole subject.
The guard goes away
after being touched
by the fabulous sunrise
behind the Vesuvius.

©2017 American translation by Adeodato Piazza Nicolai of the poem
PORTATORI SANI by Flavio Almerighi. All Rights Reserved.

contro sole

Carissima,
dopo la drastica riduzione
del nostro potere d’acquisto
siamo alla vigilia di nuove tegole
sull’usuale ricerca della felicità.
Prendi appunti su quel matto
con gli occhi a fesso
che scaglia missili in mare
mettendoci tutto l’impegno,
ricorda un bambino nel diletto
di strappare le ali alle mosche.
Promette bene.
Noi possiamo fare meglio,
i greci piangono a mani nude
ma non ci diamo pensiero.
Allegra, il tempo migliorerà,
il mare è più vicino
non esitare a esporre le costole
contro sole e attenta al peso,
tutto e più purché tu sia felice.

sul declinare

Deliziosi silenzi carichi
di voci in lontananza
non capire una parola,
trovo fascinosi certi intrecci
di attempate signorine
con giovanotti in disarmo.

Alcuni sono poeti, altri
viaggiatori difficili da riconoscere
specialmente al mattino,

non sanno più tenere un’arma in mano,
ma sono pronti a declinare senza sosta
ogni piega del tramonto.

Lasciano impronte lievi sul talco
usciti dopo un bagno
coi loro bagagli e i trucchi
dimenticati sul letto

roastbeef al sangue

by Georgi Andinov

“Sa che io per l’appunto
sono semplice, so scherzare.
Semplice da ferire
da guarire. E mi lascia fare
una coorte di errori
tenendomi per mano”

È stupido che, come noi
milioni di limoni
giudizi pressanti e diversi
rispettino casette
buone a nulla, allineate
dipinte dello stesso colore.

Ignobile tempo prestato
alla tranquillità dell’abbaglio,
non c’è retribuzione
nessun imponibile sufficiente
a saldare un conto, un
roastbeef al sangue.

Niente e nessuno è più grande
di noi. Tutti sappiamo,
spaccare teste non è bene
ma lo facciamo ugualmente.