Ascolta & Leggi: Esistono i poeti? (feat. Steps Ahead)

Forse esistono, ma ne conosco pochissimi. Vanno distinti dai mestieranti, dai facitori di opinioni un tanto al chilo. In genere i poeti sono più morti che vivi. L’Italia poi è il paese più strano che ci sia sotto questo punto di vista. C’è un sottobosco fittissimo, che ogni tanto prende fuoco e servono tutti i Canadair disponibili anche solo per circoscrivere le fiamme. Troppi cespugli invadono i sentieri, ed è tutto un gran casino. Quindi cosa fanno? Si mettono assieme, più sono mediocri e più lo fanno. Hanno un gran bisogno di affetto e rassicurazione, soprattutto che si parli di loro. Perché i poeti italiani di oggi sono questo, se non li noti non esistono. Dunque, se uno se ne sta nell’ombra, può essere anche il nuovo Dante Alighieri ma non esiste e non ce la può fare.
Eppure la solitudine scelta è la condizione migliore per poter riflettere e soprattutto creare, non creare per chi, ma semplicemente per delineare quel parto che porterà a un nuovo gesto creativo. Sono, siamo, del tutto incoerenti come persone, a volte anche esseri abbietti. Il poeta non è bello, ma è gobbo ed erudito, se la cava sempre, specie se sa crearsi un seguito.
Perché poi ne ho scritto di nuovo?
Voglio forse mettermi a fare l’opinionista anch’io?

cela faremo 1

Si sente un certo friccicolino nell’aere, a Monnè, chiudi la porta del bagno!!! Stamani il traffico è un tantinello aumentato, specie quello delle indulgenze. Er Monnezza, sul water mi ha detto – a regazzì, è fisiologgicooo – quell’uomo non perde un colpo, è stereofonico. C’è un bel sole, e tanta cupidigia di uscire, ma poi a far cosa, a vedere certe palle di lardo sformate dalla quarantena, ma fornite di mascherina d’ordinanza per non farsi riconoscere? Sono certo che la tigrona dal passo sinuoso e dal retro come un vassoio d’argento che fino a qualche mese fa, quando passava, sballava mezzo castello, oggi a stento rotola su se stessa. Allora cosa usciamo a fare? Per noi poveri pensionati, la riapertura dei cantieri edili rappresenta una sorta di panacea, finalmente una ragione di vita alternativa ai sughi star. Che, a proposito, ci sono stati talmente vicini da essere diventati parte dei nostri chili di troppo. L’unica nostra certezza rimane Lady Gaga, che brutta era e brutta rimane. Su, su, su, sperate che presto riaprano i negozi di abbigliamento, perché Andrà tutto bene… ahahahah sì, come no!

Quarantena 44

E’ un dato di fatto, oramai sono più gli esperti che i contagiati dal vairus. Gli esperti sono immuni a qualsiasi tipo di verità. Vuoi fare il pugile? Chiama l’esperto. Vuoi saperne di più sul vairus? Chiama l’esperto e capirai sempre meno. E’ questa situazione di alla Soldati di ungarettiana memoria a renderci ancora più grassi e infelici. Allora è molto meglio, visto che sono un esperto, che vi dia anch’io la mia ricetta. Occorrente: un pentolino, tre patate, un fiammifero e acqua a volontà. Dopo esservi procurati il pentolino non dimenticate di riempirlo d’acqua, va bene qualsiasi acqua purché sia bagnata. Premuratevi anzitutto di accendere il gas col fiammifero, mettete il pentolino sulla fiamma e, quando l’acqua inizierà ad andare in ebollizione, aggiungete le patate (anche non sbucciate). Il tempo di cottura delle patate solitamente varia a seconda della grandezza dei tuberi, dunque prima di scolarle, assicuratevi che siano cotte infilzandole con una forchetta. Solitamente per le patate più piccole ci vogliono solo 15 minuti, mentre quelle grosse ne richiedono almeno 30. Una volta cotte, le pigliate e ve le magnate. Non subito per via delle ustioni di terzo grado che potreste procurarvi. Continuate a seguirmi per nuove mirabolanti ricette …

Quarantena 17

Purtroppo la lista si allunga, a Castello 17 contagi e un deceduto, il primo e si spera l’unico. La notizia è di ieri. Intanto, mentre qualche sognatore pensa che l’Italia ripartirà il 18 aprile prossimo (non si sa verso dove) tutti gli eventi sportivi importanti vengono rinviati. Le Olimpiadi e gli Europei di calcio al 2021, i francesi, come sempre bravoni, pensano di disputare un tour de France a porte chiuse? Il regolamento è molto semplice, tutte le strade francesi saranno transennate con porte, ovviamente chiuse. E il nostro amato campionato di calcio? Boh? I segni in cielo sono eloquenti. Inizio a convincermi che il diciassettenne Salvatore Esposito di anni 17, giovane talento d’attacco interista e promessa del calcio italiano, a fine campionato avrà 35 anni. Cristiano Ronaldo, a fine campionato porterà una quarta di reggiseno, mah… keep calm and juve merda!

La nostra pianura

Manto acustico di preghiere sottovoce,
spalle larghe, bestemmie nuove:
si può essere felici
nell’esiguo tra equilibrio e caduta?
L’anima si adatta fiera e remissiva.
spaccata in due dal dolore,
così è più facile star bene il doppio.
Questo tempo non ha scambi né binari,
i capistazione rinchiusi
nelle loro case del millennio scorso.
Quando non c’è risposta, tutto è aperto.
La nostra pianura, scassata di tornanti
e fronti, ingiusta, non è un bel lavoro.
Luoghi dove ogni cosa non cambia,
al massimo invecchia

per addormentarsi al freddo

Guardali

Guardali,
tutti presi da quei telefonini,
quasi una mano spuntasse
a prenderli per il collo
e trascinarli dentro un pozzo nero,
buchi neri ne abbiamo abbastanza.

Nemmeno si divertono più,
i leoni hanno perso i denti,
i notiziari le notizie,
il sale è senza sodio.
I cinema sono vuoti,
non ci si va più nemmeno per la fica.

Meglio il telefono che avere una coperta.
Quello del cinema, nero di rabbia,
inchioda i cartelloni
come farebbe con Cristo in croce.

Morlacco

Un tempo al bar o dal prete
si parlava volentieri di fica,
si parlava molto, ma non si praticava.
Qualche volta erano calci al pallone
in sfide epiche con gambette
rosse di freddo e botte fresche.

C’era chi esagerava, finiva dritto
nel mastello dell’acqua piovana
già piena di bucato.
Durante i lunghi silenzi in chiesa,
meditabondo e inginocchiato
tra severe navate oscure e sante,
il pensiero scivolava da biscia
dentro il solito buco.

Oggi si parla solo di pensioni,
quando andare, come andare,
a quale biglietteria rivolgersi.
Qualche ardito ha pensieri di rivolta.
Tutti lo amano, nessuno lo segue.

Resta poco, anche le scritte
tra non molto saranno bilingui,
ma non farà male. Resta poco.
Il tempo accelera doppio, e noi giovani,
malgrado tutto resta poco.

Qualche tributo a Pindaro,
il sonno con le serie preferite.
Senza Poesia non avrei mai
incontrato il Morlacco:
dei vecchi castellani
si è persa pure l’ombra.

Spesso ci si conosce poco,
e non basta trattenere uno sputo
la mattina davanti allo specchio,
basta così.

ascolta & leggi: da Undici Canzoni di merda con la pioggia dentro. Disco Italiano dell’anno 2018.

Giorgio Canali, romagnolo di Predappio dov’è nato il 26 luglio 1958, è un chitarrista, cantautore, produttore discografico e ingegnere del suono.
Attivo inizialmente come tecnico del suono a fianco di gruppi quali PFM, Litfiba e CCCP Fedeli alla linea, entra come chitarrista nella line-up di questi ultimi e nelle successive reincarnazioni (CSI e PGR), per poi avviare la carriera solista accompagnato da una propria band, i Rossofuoco.
Canali è considerato una delle maggiori realtà del rock alternativo italiano, per qualità e carisma, testi lucidi e potenti, impatto sonoro. L’album uscito in ottobre, Undici canzoni di merda con la pioggia dentro è, a mio avviso, monumento a un rock che sta finendo e alla poesia sempre viva e imprevedibile. Senz’altro la miglior uscita discografica in italiano del 2018.

qui la recensione dettagliata
http://www.ondarock.it/recensioni/2018-giorgiocanali-undicicanzonidimerdaconlapioggiadentro.htm

Messaggi A Nessuno

Risbaglierò
come ho sempre fatto
non c’è nulla da fare anche al prossimo giro
incasinerò tutto
naufragherò
in un altro sorriso
poi bottiglie scolate per chiuderci dentro
messaggi a nessuno

Poi seguire le lucciole
come fossero stelle
perdersi dentro una nebbia di paglie che bruciano
come te sotto la pelle

E soffrirò
del mio male minore
che il resto del mondo sta male davvero
e quasi mai per amore
mi inventerò scuse pretesti
plausibili
per sembrare migliore di quello che sono
mostrerò al resto del mondo i miei lividi
Puoi inseguire le nuvole che corrono incontro al loro destino
precipitare leggero come la pioggia di marzo
sperando di caderti vicino

Poi riderò di me
perché ho finito le lacrime
come sempre farò del mio peggio perché
è quello che ti aspetti da me

Poi seguire le lucciole come fossero stelle
perdersi dentro una nebbia di paglie
che bruciano come te sotto la pelle

*

Estaate

Vai, non ti interessa dove vai
Gli occhi fissi dentro l’infinito
Dispersa all’imbrunire
Ti senti un po’ morire
Mentre il sole va giù
Giù col piede
Come a premere sul cuore
Cantando sopra una mia canzone
Libera e prigioniera
Di questa primavera
E della strada che va

L’estate arriverà
Si lo so che tu odi l’estate
E poi non vuoi pensare
Ad un maledetto amore
Di qualche estate fa

E ripeti
“Io non amo nessuno”
E mai e poi mai
Diresti ti amo
A chi te lo dice non credi
Mostri il medio e sorridi
Non ti fidi mai

L’estate tornerà
Si lo so che tu odi l’estate
Vuoi le nuvole, la nebbia
Per nasconderci la rabbia
E qualche verità

1000 posti dove vorresti scappare
Ma hai bisogno di nuvole per volare
E per prendere il volo
Per te questo cielo
È sempre troppo blu

L’estate arriverà
Si lo so che tu odi l’estate
In piedi sulla spiaggia
Ad aspettare quella pioggia
Che tutto laverà

E un’onda ti porterà
Passioni ed emozioni nuove
Ma no, non devi lasciare
Che si porti via l’amore
Di quell’estate là

E vai e non ti importa dove vai
Lo sguardo dentro l’infinito
Dispersa all’imbrunire
Ti senti un po’ morire
Mentre il sole va giù

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