Spazio e Tempo

Photo by Darius Krause
Il ritorno all’innocenza non risolve
l’allontanamento dal peccato:
spazio e tempo rimarginano
ma il segno rimane,
la pelle non sarà mai più la stessa,
preferire il prato in autunno coperto
di foglie secche fa ridicola ogni vita,
indegna di essere vissuta.
.
Una donna cresciuta senza lievito
nasconde la mano, come gatti
quando si credono invisibili
perché non vedono,
allontana rancori vieti pensando
sia più opportuno non coltivarli oltre.
.
E tu chi sei, cosa vorresti?

*

Padre Cervello

Ogni cosa dentro,
nell’indolenza dei sogni
trattiene un fulmine
e il temporale a seguire.
.
Prima della fine
esplosivi dimenticati
dall’ultima guerra
pronti a brillare
al passaggio di un cervo.
.
La notte scorsa per esempio
Padre Cervello
ha portato l’Estraneo
sempre pronto alla macchinazione
e l’amarezza cadente al risveglio.
.
L’anello del giorno prima,
grazioso omaggio smarrito,
che neppure lo scarico
ha saputo trattenere.
.
Oggi sarà così tutto il giorno
in attesa di piogge
già dietro l’angolo.

*

Mai na gioia 231

Viviamo strani giorni oramai da oltre trenta mesi (o forse da una cinquantina d’anni almeno) le questioni sono più o meno sempre quelle: inflazione, salari e pensioni da fame, perdita di ogni dignità e civiltà del lavoro, la pandemia che c’è quando è necessario uno spauracchio e non c’è quando non è necessario, i cosidetti vaccini che valgono come il due di coppe quando la briscola è danari, la questione meridionale, i poveri in aumento e i ricchi pure, la guèra (non le altre 57, solo quella), le bollette, la nostra cronica incapacità di saper eleggere un governo decente. Insomma, per giunta ha pure nevicato, si prospetta non un bianco Natale, ma un Natale in bianco. Ad majora.

Metro di risveglio

Confusi dentro e fuori,
non è chiaro
cosa sia dentro o fuori,
la normalità non vede
e non sa chi sia,
le manca metro di risveglio
con amore alla vita
.
fa freddo
le gambe dolorano d’immobilità,
hanno attraversato il nulla,
qualcosa striscia
non si distingue l’anguilla,
la cartaccia, il serpente.

*

Dodici minuti di ritardo

Non è ancora chiaro
quanta sia la plastica
divorata dagli esordi a oggi.
Nemmeno quante siano
le mosche uscite dalle ZTL.
.
Vendesi terreno con fabbricato.
Offerte sottocosto 
passeggiano sul viale dipinto
da una carezza di tramonto.
Questa è una bocca di forno
e il gas costa caro.
.
Detto in corsivo,
non ho voglia di comperare
altro inutile: tra l’altro
siamo in arrivo a Solarolo
con dodici minuti di ritardo.

*

Mai na gioia 173

Non ho ancora ben capito cosa intenda giorgina merdoni per “metterci la faccia”, già se la fotoscioppa per apparire meno racchia di quel che è. Il culo non lo può mettere perché fa regione, i piedi nemmeno perché un gobierno non è certo il mondiale di sci nautico senza sci. Allora? La Russa o Calderoli? Maremma majala è un bel dilemma! Dopo il governo dei migliori avremo forse il governo der più o der meno??? Dio solo lo sa. Un consiglio, giorgina prova con le pagine gialle oppure con un’agenzia interinale, magari qualche ministro presentabile lo trovi.