Assioma (da Coscienze di Mulini a Vento – 2007)

La ragazza bruna
col bikini bianco
promette amore eterno
mai promiscuo,
soltanto eterno
poi,
sentendosi tradita,
si lascia
perdere di vista.

La distinguo netta
fuggire
in mezzo a corsie
di persone
che stanno così male
da dover portare
i cani al mare,
poi sono preso
e rispedito al fronte.

(2006/2007)

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Due estratti da Coscienze di Mulini a Vento (2007) con trad. di Adeodato Piazza Nicolai

Questi due brani sono tratti da una pubblicazione semi clandestina di una decina di anni fa. Il primo è un frammento dei così detti ASSIOMI che penso, rappresentino ancora uno oggi dei miei vertici. Il secondo, 1964 Domenica Pomeriggio ricevette “l’onore” di una recensione da parte di Maurizio Cucchi sul settimanale Specchio della Stampa, ma non ci capì granché. I due pezzi sono contenuti nell’ebook antologico Cerentari, che potete scaricare gratis qui sotto.
flavio-almerighi-cerentari-1998-2017

**
poesia ispirata a un sogno
caduto a terra
tra finale e titoli di coda

lo sfondo, nero

Mi piace essere stanco
di sonno lieto
e frequentare pallide
spiagge in ombra
con tettoie
di gente coperta
che sta talmente male
da non rinunciare ai cani
nemmeno in riva al mare.

La ragazza bruna
col bikini bianco
promette amore eterno
mai promiscuo,
soltanto eterno
poi,
sentendosi tradita,
si lascia
perdere di vista.

La distinguo netta
fuggire
in mezzo a corsie
di persone
che stanno così male
da dover portare
i cani al mare,
poi sono preso
e rispedito al fronte.

**

1964, domenica pomeriggio.

Mamma cuciva
e teneva un pugnale
sotto la gonna,
stravagante lama
cui non chiesi mai colpi
soltanto, curioso,
lezioni di vita.

Niente è più umano
che osservare
il tempo monatto
caricarsi le stoffe
e ossessioni
dal sorriso sciupato
di eleganza scaduta.

Mamma cuciva
maniche e rancori
col suo ago più lungo
e guardavo le dita
smaltate di niente,
montate su mani
come le mie.

*****

from: AXIOMS

poem inspired by a dream
fallen on earth
between the final and ending titles

the blackground, black

I like being tired
with a light sleep
and frequent faded
beaches in shadows
with rooftops
of covered persons
who suffers so much
not wanting to renounce to doogs
not even on the sea shore.

The dark-haired girl
with white bikini
promises endless love
never promiscuous
only forever
then,
feeling betrayed,
she
disapears.

I see her clearly
running away
along pathways
with people
feeling so badly
having to take dogs
to the seaside,
then I recovered
being shipped again to the front.

*** *** ***

1964, Sunday Afternon

Mother was sewing
she kept a knife
under her gown,
too long the blade
never used to strike
only, curiously,
a lesson for life.

There is nothing more human
than to watch
the sick time
dressed with rags
and obsessions
with withered smile
of decayed elegance.

My mother sewed
grudges and sleeves
with the longest needle
watching her fingers
painted with nothing,
mounted on hands
like my own.

© 2018 English translation by Adeodato Piazza Nicolai of two poems by Flavio Almerighi. All Rights Reserved.

Cerentari: Almerighi’s Greatest Hits e una manciata di inediti.

I poeti non sono musicisti, sono vecchie carogne spesso e volentieri anche i giovani. Affastellati tutti a un’aspirazione al divismo che cozza con la loro sfiga congenita, e parlo anche di me.
Molti vivono con la forza di ricatti che si fanno e che subiscono se non quotidianamente, quasi.

Per quelli come me, quasi sulla sessantina, arriva anche l’antologia: qui sotto ve la potete comodamente scaricare aggratis

flavio-almerighi-cerentari-1998-2017

NON L’IMMAGINE PRURIGINOSA SOTTO, MA IL LINK AZZURRINO SOPRA E DAI DUNQUE!!

Portatori sani (con traduzione di Adeodato Piazza Nicolai)

Clelia ha ancora
bellissime gambe d’amore,
lavandaia diligente
le tiene ripiegate nelle grucce.

Alessio ha genitori ultracattolici
ma si sente donna.
Iris poteva essere sua madre,
ma morì a cinque anni.

Féfè guida la pattuglia,
ma è sempre molto esaurito.
Gino mette incinte le slave,
ma piuttosto paga un avvocato.

Gennaro è un voltagabbana,
viene dal popolo che non lo vota
e pesca la verità
da un fiume di scolorina.

Alessia adesso è donna
però vorrebbe fare il militare.
Iris non ha avuto figli,
chiacchiera spesso con Adelina
e se ne assume la paternità

il condominio è complemento oggetto.
La guardia smonta
dopo essersi commossa
al levar splendente del sole
dietro il Vesuvio.
*
SANE CARRIERS

Clelia still has her lovely
legs for love-making,
a diligent clothes-washer
she folds them in the crutches.

Alex has radical catholic parents
yet thinks she’s a woman.
Iris could have been her mother,
but she died at fifty.

Fefè leads the squadroon
but is always exhausted.
Gino impregnates Slaves,
preferring to hire a lawyer.

Gennaro changes parties, he comes
from the working class who don’t
vote for him and he grabs the truth
from a dissolving river.

Alessia now is a woman
but would like to be a soldier.
Iris has no children,
she often talks with Adeline
assuming her fatherhood

the condo is the sole subject.
The guard goes away
after being touched
by the fabulous sunrise
behind the Vesuvius.

©2017 American translation by Adeodato Piazza Nicolai of the poem
PORTATORI SANI by Flavio Almerighi. All Rights Reserved.

l’appendiabiti e la spesa

non ho saputo resistere
sono corsa in biblioteca,
anche se debbo studiare,
anche se ho la spesa, eccomi
con una fitta in fondo al cuore.

Mi sento spezzata
non so il nome di questo tumulto,
febbre del sangue
o fuoco nella mente.
L’impossibilità di raggiungerti
mi atterrisce. Proprio io
che vivo di parole.

Da quanti anni sopravvivevo
scarna senza orpelli, poi tu.
Perché non mi hai detto nulla?
Mi sentivo respinta,
desideravo prenderti la mano
quando camminavamo
verso il bar della piazza.
Erano così insolute
quelle mani in tasca.

Ringraziai dio l’ultimo giorno,
perché era l’ultimo
e non fui costretta a baciarti.
Sarei scoppiata a piangere
non potevo, ero umiliata.
Oggi le dita, lentamente
non ricordano più il tuo volto.

A presto,
sempre che non ci sia
qualche imprevisto.

cadenza

Prostrato a un infinito
stato di grazia, e giorni,
giorni oramai d’inquiete
che il quotidiano miete
ogni fiore, ogni profumo
e ne fa secco. Mani sì,
d’inconsistenza al grido
una sull’altra e sonno
dai malagevoli sogni,
fino ai tagli di luce
da finestre disimparate
e brandelli di faccende
ancora in mezzo.

(2007 da “Coscienze di mulini a vento”)