letture amArgine: Il Tempo generato dagli orologi (Mimesis 2018) di Claudio Borghi

Proponiamo una breve sintesi delle pagine conclusive del saggio di Claudio Borghi Il tempo generato dagli orologi, uscito il 3 maggio scorso, in contemporanea con Dagli orologi al tempo (verso una nuova teoria del tempo), presso l’editore Mimesis.
I due lavori, che raccolgono articoli pubblicati su riviste nazionali e internazionali di fisica ed epistemologia, propongono riflessioni di natura fisico-filosofica senz’altro originali, non di rado controcorrente rispetto al pensiero dominante, in materia di tempo fisico.
E’ interessante il fatto che Borghi, autore anche di tre libri di versi e prose (Dentro la sfera, Effigie 2014, La trama vivente, Effigie 2016, e L’anima sinfonica, Negretto 2017), sostenga che ricerca scientifica e scrittura letteraria si siano alimentate l’un l’altra.

«Il mondo è fatto di eventi, non di cose», scrive Carlo Rovelli ne L’ordine del tempo (Adelphi 2017), nel senso che non abbiamo a che fare con corpi esistenti nella loro fissità di oggetti che interagiscono a distanza. Parafrasando il titolo del saggio pubblicato da Rovelli nel 2014, La realtà non è come ci appare (Adelphi), una possibile conclusione potrebbe essere: la realtà è tutto ciò che accade, nel senso che la realtà degli eventi osservati è costituita da una rete di relazioni e interazioni. Quale conclusione trae Rovelli, nell’ottica di giustificare la forma emersa del tempo quale viene sperimentata su scala macroscopica? Si direbbe che occorra accettare le diverse prospettive entro le quali il tempo mostra la sua fenomenologia alla nostra visione intellettuale, il che implicitamente significa che il tempo è uno, ma molteplici sono le forme teoriche tramite le quali ne sondiamo le proprietà, in accordo con le quali gli si attribuisce:
a) una dinamica evolutiva assoluta che dal passato procede verso il futuro passando per il presente, indipendentemente dall’osservatore (tempo assoluto di Newton);
b) una dinamica evolutiva in cui non c’è condivisione del presente da parte dei diversi osservatori, ognuno dei quali può costruirsene una propria secondo la quale ordina i fenomeni, non condivisa dagli altri (tempo relativo di Einstein);
c) una realtà legata all’incremento dell’entropia all’interno del corpo (che può essere, ma non necessariamente, un orologio) utilizzato per misurare la durata di un fenomeno in cui tale corpo è coinvolto, quindi legata alla sua dinamica evolutiva interna (tempo termico).
Se queste possono essere considerate le forme emerse in cui il tempo è stato interpretato nell’ambito delle teorie fisiche degli ultimi trecento anni, negli ultimi decenni la ricerca delle strutture fondamentali su cui si regge l’impalcatura dei fenomeni macroscopici porta a dover ridurre gli enti teorico-empirici a una molteplicità di campi, gravitazionali, elettrici, magnetici, nucleari, ecc., reciprocamente interagenti senza necessità di alcun background spaziotemporale, in quanto le equazioni della fisica fondamentale (gravità quantistica) esprimono relazioni tra campi e loro proprietà senza dover riferire la variazione delle grandezze al tempo. E’ tuttavia evidente che tale prospettiva riduzionistica non consente di spiegare i fenomeni naturali su scala macroscopica: è come pretendere di far emergere la spiegazione del funzionamento di un organismo vivente esibendone individualmente gli organi che contiene o, ancora peggio, i singoli atomi di cui tali organi sono fatti. A ben vedere, la domanda sulla natura del tempo è analoga alla domanda sul perché le cose sono come appaiono, nella loro nuda singolarità di forma e divenire.
La domanda più radicale è un’altra: tralasciando la teoria di Newton, che si limita ad assegnare al tempo una astratta realtà matematica, è possibile, entro gli ambiti in cui sono state formulate, trovare una sintesi tra la teoria relativistica del tempo proprio e la teoria termodinamica del tempo interno? L’autore del presente lavoro ha sviluppato accurate analisi critiche circa la non equivalenza tra tempo relativistico e tempo termico, alla luce delle quali occorre concludere che si tratta di grandezze irriducibili l’una all’altra, in quanto si riferiscono alla misura di durate in cui entrano in gioco rispettivamente fenomeni reversibili (tempo relativistico) o irreversibili (tempo termico). Nella prospettiva di una incompatibilità tra il concetto teorico-operativo di tempo nei principali ambiti in cui è stata indagata la sua natura empirica, occorre necessariamente aprire una nuova prospettiva di ricerca sulla natura del tempo fisico, dovendo riconoscere che le teorie di cui disponiamo, tralasciando la meccanica newtoniana, ci consentono di sondare: su scala macroscopica fenomeni idealmente reversibili o irreversibili; su scala microscopica una rete di relazioni tra campi in cui il tempo può essere dimenticato, senza perdere coerenza e completezza nella descrizione teorica dei fenomeni.
Pare tuttavia evidente che il diverso ordine del tempo irreversibile rispetto a quello reversibile non possa essere derivato da una radice senza tempo, in quanto l’unico tempo reale su cui occorre concentrare l’attenzione è il tempo termico, tutti gli altri essendo o utili variabili matematiche o rappresentazioni idealizzate della realtà fisica in cui si ignora ciò che accade all’interno degli orologi reali e, più in generale, dei corpi soggetti al divenire che sono, evidentemente, tutti quelli che ci circondano.

«Non sento discontinuità tra fisica e poesia: l’idea del tempo interno mi è maturata dentro poeticamente prima che fisicamente. Osservando un volo di uccelli sollevarsi da terra, una mattina, ho pensato: c’è il tempo esterno, il tempo del movimento, il tempo-movimento, e il tempo che misura un divenire interno al volo: sono due tempi diversi, e il fatto che la fisica abbia dato, eccezion fatta per la termodinamica (vedi Prigogine, ecc.), risalto al tempo come misura del movimento (da Aristotele a Newton a Einstein, ecc.), non significa che il concetto di tempo si esaurisca nel movimento. Il divenire è potenzialità di cambiamento, lontano dall’equilibrio può accadere di tutto, che nascano e fioriscano e si evolvano in modo inatteso diversi mondi possibili, materiali o ideali.» Claudio Borghi

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2 Giugno 2018: chissà cosa avrebbe cantato oggi Rino Gaetano

Nell’anniversario della morte del più arguto cantautore italiano un ricordo della sua musica e di testi ancora molto attuali, stante la situazione. I testi di Rino non sono invecchiati anche perché questo paese è fermo.

La storia patria in pochi minuti

La situazione economica precaria, la solita

Italiani brava gente?

Emigranti, emigrati

il mona

si è impuntato per un ministro, spread a 300 e borse in picchiata, Cottarelli rinuncia a fare il morituro governo, elezioni a fine luglio?, l’Italia consegnata alla destra più becera?: bisogna proprio dirglielo che è un MONA

Il MONA JUNIOR (er maionese) invece pare rinsavito. Certamente sciogliere anticipatamente le Camere per indire nuove elezioni con una maggioranza in essere, sarebbe un atto eversivo, capito MONA SENIOR?

Il MONA tedesco pare avere invece chiesto scusa.

Laura Palmer FOR PRESIDENT!

amArgine chiude per protesta

oggi in Italia c’è stato un colpo di stato silenzioso: finanza e germania hanno impedito la nascita di un governo che godeva della maggioranza dei voti e dei seggi: il pretesto lo ha trovato il kapo’ dello stato, rifiutando un economista, Paolo Savona, già ministro in un passato governo, a causa del suo pensiero in materia di euro e di germania: questo blog chiude per protesta fino al 31 maggio

today in Italy there has been a silent coup: finance and germany have prevented the birth of a government that enjoyed the majority of votes and seats: the pretext found him the kapo ‘of the state, refusing an economist, Paolo Savona , former minister in a past government, because of his thoughts on the euro and germany: this blog closes in protest until May 31

Le istituzioni senza persone adeguate non fanno la Democrazia

Probabilmente scopro l’acqua calda. Abbiamo la Costituzione più bella del mondo, ma a questo punto è più disonesto cambiarla o non applicarla? Un fatto è comunque inoppugnabile, senza persone degne, politici adeguati leali servitori dello stato, la Democrazia NON c’è. Parliamo di lavoro e reddito, giusto per fare un esempio:

“La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove. Perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile. Bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità”
Piero Calamandrei
Discorso agli studenti di Milano, 1955

Il Lavoro nella Costituzione Italiana

Art. 1
“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”

Art. 3
[…] “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”

Art. 4
“La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”

Art. 35
“La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni. Cura la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori. Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro. Riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell’interesse generale, e tutela il lavoro
italiano all’estero”

Art. 36
“Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa. La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge. Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi”

Art. 37
“La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione. La legge stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato. La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione”

Art. 38
“Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale. I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria”

Art. 39
“L’organizzazione sindacale è libera”

Art. 40
“Il diritto di sciopero si esercita nell’ambito delle leggi che lo regolano” (Costituzione della Repubblica Italiana, 27 dicembre 1947)

2018: l’Anno dei Tre Carnevali, Cicciolina torna vergine.


Scrive Alberto Rizzi: Finalmente la maggioranza degli italiani con tendenza alla criminalità spicciola torna ad avere il suo candidato ideale. Questa sì che è democrazia! Ma caro Rizzi è ben di più! Il 2018 si sta rivelando essere l’Anno della Cuccagna, l’anno dei Tre Carnevali, atteso fin dal tempo dei Romani. Già molti parlamentari stanno facendo la fila per offrire il proprio seggio alla ballerina di arcore, ma fosse tutto qui!
Sta accadendo l’impensabile e non soltanto questo. Già Cicciolina è tornata vergine e pronta a festeggiare l’immacolata concezione. La CEI ha già fatto richiesta di poter pagare l’Imu come chiunque, mentre forminchione ha fatto outing di tutti i suoi misfatti e ha chiesto subito la riabilitazione. La famiglia mubarak non vede l’ora di riabbracciare la nipotina ruby. Intanto quel canchero della fornero si è messa in fila piangente per chiedere scusa a tutti gli esodati. Mentre equitalia ha già preparato l’elenco di tutti i contribuenti italiani cui mandare, a scelta, panettone o pandoro in vista del Condono Tombale. La scoperta del petrolio, un mare di petrolio, avvenuta alle due di questa notte di fronte alle coste di tutto l’Adriatico rende l’Italia a pieno diritto il paese più importante dell’opec: già Libia, Eritrea, Etiopia, Somalia, Dodecaneso, Istria e Dalmazia hanno presentato rispettosa domanda per essere riannesse all’Italia. Abbiamo già messo in guardia berlino e la merkel: dovranno fare i compiti a casa, altrimenti manderemo la trojka, anzi peggio la trinità. Felici e contenti ora andiamo a fare festa di Carnevale in Piazza Totò Riina.