Ascolta & Leggi: Benedetto Marcello (Adagio) Angela Greco (Arcani)

Il nome non ha importanza; hai sempre pensato
si chiamasse in modo straniero, forse per via di sua madre.

Il non detto è parte integrante della poesia, così come il silenzio è per la musica. Arcano è mistero, divinazione, interpretazione della realtà e di quanto a venire attraverso i tarocchi. Quel che non viene mai detto, ma si legge tra le righe di questo libro, sorta di convitato di pietra, è l’ancestrale. Quanto l’autrice dice di sè, della sua storia personale che si fonde indissolubilmente con il legame con la sua terra, la Puglia. La mia, non vuole essere una recensione e nemmeno una nota di lettura, conosco Angela da anni, ho letto diversi suoi libri a partire da Personale Eden, ne ho seguita la scrittura e la sua progressiva maturazione. Arcani, uscito quest’anno per i tipi di Achille e la tartaruga Editore, rappresenta una prima tappa decisiva nella maturazione di Angela, è un libro importante, di cui consiglio vivamente la lettura. Il libro è reperibile qui:

Angela Greco (AnGre) — Arcani

eccone alcuni estratti, ognuno dei brani scelti è tratto da una delle sezioni, ad esclusione dell’ultima di cui ho inserito più frammenti, in cui l’opera si divide:

da Claire (della solitudine e altri ritorni)

§6
Il sole pendola a un’ora ferma sulla grave
a sud di primavera anticipata; una sequenza
di rotti vetri colorati e legni e un ciondolo
appeso alla cipria del cielo, sul collo di un
pomeriggio casuale. Claire vede il verde
di occhi echeggiare alla parete carsica;
meraviglie nascoste dietro fessure di silenzio
e gatti in bilico tra troppe vite. Un falco sorvola
il luogo del prossimo nido incurante della sera
incipiente e dei suoi colori. Giochiamo a dare un senso
alle parole, che ci fraintendono prima della buonanotte.

Si sfuoca in lontananza la visione e per oggi siamo
fermi in questo cerchio, affacciati a un balcone .

*

da I giardini del mago (del tempo e altri percorsi)

§7
E alla pietra, dunque, lascio la profezia
dei giorni passati ad aspettare che
la storia raccontata a bordo sonno
diventi inciampo e ri-conoscenza.
Il vento fa dell’erba melodia sottile
fino alle ginocchia ancora illese e
nude; le cadute aspettano in difese
nuovamente il loro turno.

Abito l’antro dei miei avi; una cavità
graffiata nella nudità del risveglio,
appena dopo il sorgere del sole.
La radice nella sua ricerca
sfiora la volta e tace del ventre
in cui torniamo all’origine, risalendo
interstizi contro gravità e abitando
nuove prospettive.

Scomodi, in questa posizione umana,
attraversiamo spazi sospesi tra due sponde.

*

da “Ein jeder Engel ist schrecklich” (dell’incerto e altri dettagli)

§10
infiniti ostacoli infiniti
la crepa sul muro,
la siepe e la siepe,
reiterazioni di affanni,
trottole senza dimora;
eppure, dove non ti aspetti,
dove nemmeno tu
hai speranza di trovarti,
nuovi orizzonti radicano.

Non è un caso
la parola che ci accomuna,
il silenzio che avvicina,
lo sguardo inerme su giorni
e giorni da rincorrere,
spossati da bauli vuoti e
tesori mai riconosciuti.
Possiamo farcela, credimi,
anche perduti come siamo.

*

da Falling (caduta)

Profetico van Gogh, il suo campo graffiato,
i corvi troppo loquaci e le sue strade
senza punto di fuga. Accade, così,
di diventare fiume tra due sponde
nella croce da montare pezzo a pezzo.

Ho una sola salvezza, ora tra le dita,
nonostante l’artrosi circostante, l’en passe,
il giro di tango. Marzo porta sempre con sé
una follia e il mal di stomaco acconsente.
Qui, nonostante la terra copra le salme,
luce e fioritura si sperano comunque.

*

Nella terra bagnata decadente e struggente,
nel suo odore di ieri e bellezza,
inizia a fiorire la lavanda, le mie origini,
un messaggio tra opposti, rosso e azzurro che
s’incontrano tra pietre e gocce, in metamorfosi.
Nel ritrovarsi, raccolgo spighe a bordo strada,
mentre s’approssimano nuvole scure dietro la casa
dalla mezza finestra aperta sulla piazza vuota.

Dove non sei tu incomincia a piovere;
si fa intenso il verde, carnale, prossimo
al desiderio dei tuoi occhi, malachite
che cura il cuore in rovinosa caduta,
giada e acqua, che mostrano il fondo
dove annegare, in trasparenza e lontananza.

*

L’impersonalità appartiene ad altri, non a me
che abito di pelle e mani cespugli di rovi e rose,
sfiancando buonsenso e cautela, sfidando
genealogie di saggi, per il respiro di marzo,
prima delle idi, acque nascoste alla vista,
radici amare, stessa terra e voli altissimi.

Bruci anche più della prima ora, quando le nuvole
erano ancora una possibilità. Adesso, per quel
per sempre,
la pioggia è solo un leitmotiv. Si arrende
anche l’ultima goccia di diplomazia.

*

La sera del venerdì santo il paese vecchio si fa folla e inquieta bellezza; l’occhio si ferma; forse è la luna, che s’affaccia alla fine della strada, forse tu, che baratti un sorriso con la fine del giorno; campi verdi di prossimo grano, reggi nei tuoi palmi una volta (incipit e cielo); guarda la signora senza risposte, argentea e muta, e il letto nero lontanissimo, dove si riflette il ricordo di stradine imbiancate e case vuote; un cristo traballante sale tra le pietre sorretto da dubbi e attese e torno ai passi dell’orologio della piazza, ai battiti scanditi dal giorno, al colore delle tue scarpe e dei miei pensieri, in questa mattina di grafite, così fragile che si potrebbe piangere.

*****

Angela Greco è nata il primo maggio del ‘76 a Massafra (TA). Ha pubblicato: in prosa, Ritratto di ragazza allo specchio (racconti, Lupo, 2008); in poesia: A sensi congiunti (Smasher, 2012); Arabeschi incisi dal sole (Terra d’ulivi, 2013); Personale Eden (La Vita Felice, 2015 – segnalato al XXIX Premio di Poesia e Prosa Lorenzo Montano sez. Opera Edita); Attraversandomi (Limina Mentis, 2015, con ciclo fotografico dell’autrice e di Giorgio Chiantini); Anamòrfosi (Progetto Cultura, Roma, 2017 – 3° classificato ex aequo al Premio Internazionale Patria Letteratura 2017); Correnti contrarie (Ensemble, Roma, 2017); Ora nuda, antologia 2010-2017 (Quaderni di RebStein LXVII, 2017); Ancora Barabba (Collezione Bocche Naufraghe, YCP, 2018); All’oscuro dei voyeur (YCP, 2019, prefazione di Franco Pappalardo La Rosa e disegni di Angelo Bruno).
Le sue poesie sono incluse in numerose antologie nazionali ed internazionali, riviste letterarie, siti e blog e nel 2019, “Claire” – inclusa in Arcani – è stata segnalata nella sezione Raccolta inedita del XXXIII Premio di Poesia e Prosa Lorenzo Montano.
È ideatrice e curatrice del Lit-blog Il sasso nello stagno di AnGre (http://ilsassonellostagno.wordpress.com/).
Commenti e note critiche sono reperibili all’indirizzo https://angelagreco76.wordpress.com/.

Ascolta & Leggi: Samuel Barber Adagio for strings e Poesie di Luigi Paraboschi

Ricevo e pubblico volentieri queste belle, commoventi, poesie inedite di Luigi Paraboschi, poeta piacentino la cui conoscenza risale a molti anni fa. Luigi ha alle spalle diverse pubblicazioni e numerosi riconoscimenti, collabora e fa parte della redazione di Versante Ripido.

E’ marzo il mese più crudele

E’ il grigio di queste pozze
a intorbidire la speranza
è l’acqua che inzuppa il cotto
e riga con vibrazioni di chitarra
i rossi accesi delle carrozzerie
a dirmi che non è l’aprile
il mese più crudele

ma questo marzo d’acqua
in cui le rondini sono alibi
per i poeti domenicali

e anche il lombrico che scalzo
con la vanga dal letargo
è infreddolito e pigro
a districarsi nella zolla.

No, non ti voglio celebrare
primavera, non sono Botticelli,
oggi tu fai solamente dondolare
i fogli degli avvisi dei decessi
negli angoli arrugginiti delle bacheche.

*

N.C.R.
non candidabili alla rianimazione

Li conducono qui stremati e assetati
d’aria, con gli occhi acquosi di paura
e chiedono del luogo e se potranno
comunicare col sangue del proprio
sangue rimasto fuori, esclusi da quei
legami _ unico sostegno _ e si vorrebbero
aggrappare alle nostre mani purtroppo monche,
e intanto chiediamo gli anni e valutiamo
le debolezze che il tempo gli ha inciso
dentro e fuori, poi li sediamo per togliere
le sofferenze di questa stagione che
ci invecchia tutti sopra le nostre lontananze.

Così ora dopo ora si fa sottile il pensiero
in cui inventare ricordi pervicaci e onde
di capelli scuri, e corrono i giorni verso
quell’incontro che se scriveremo sia
N.C.R.
sarà quello finale verso un altro pneuma,
il più profondo, ma dover decidere
chi salvare e scegliere quelli che lasceremo
navigare nello Stige è il dramma di delitto
senza colpe commesso per involontario tradimento
al giuramento di operare per la salvezza.

*

in memoria di Pino il madonnaro

Quante ore/giorni/anni hai trascorso abbrutito
dalla fame e dallo sporco, inginocchiato
a dipingere santi e madonne sul selciato,
ore di rimpianti hai fatto scorrere
dentro la mente, e la nostalgia di una casa,
gli errori, gli abbandoni, i rimbrotti, le maledizioni
e gli insulti, tutto affogato nel bicchiere
di quella birra diventata ormai sangue.

C’era un po’ di talento dentro i tuoi gessi
inginocchiato non in preghiera ma per esprimere
contorni e visi, ma l’hai smarrito nel cammino,
-anche tu come tanti -non hai creduto
che dipingere non era pitturare i marciapiedi
per ritrarre visi, era fare segni di incisione
che parlassero di te e raccontassero la tua gioventù
prima di annegarla dentro la bottiglia.

Forse il talento vero non l’avevi e forse hai capito
in tempo la tua mediocrità di aspirante artista
ma dove ora sei tutto t’appare chiaro e definito
come dentro tutte le Madonne di Raffaello.

*

8 marzo 2020 – nostalgia di un fiore

Il conforto talvolta viene a sera
nel riposo quando basta la mano
distesa sotto le coperte e tocca
un braccio, o il polso oppure il piede
di qualcuno con cui hai mangiato
il pane da una vita, e non hai più
paura di ritrovarti sola, ma oggi

che lo guardi al di là di un vetro
sotto protezione vedi le sue grandi
mani da maniscalco o da ferraio
ancora con la morchia sotto l’unghia
che non sa mai come togliere
perché tu non sopporti l’odore
del candeggiante, quelle stesse

mani che non ti hanno mai portato
un omaggio anche minuto per questo giorno
oggi le vedi stese sopra il lenzuolo
separate dal suo respiro, stai qui
piegata nel timore stringi quel rametto
giallo comprato sul mercato
e lo accarezzi come fossero
le sue sotto le tue nel riposo.

*
Sottotono

Un soffio di vento _ colpo d’ala sopra i fiori bianchi
del tarassaco_ li porta leggeri a disperdersi nel volo,
così sei andata via, forse senza neppure la coscienza
che stavi pronunciando ad-Dio e che ti stavi avvicinando
a quella casa ove eri da sempre attesa, e sei scomparsa
senza neppure un ciao- fattivedere -non passi mai, forse
neppure una giaculatoria di quelle che mormoravano
sempre i nonni prima di appoggiare le teste sui cuscini,
passare senza saperlo dall’alfa all’omega, da un letto
di corsia dal quale mi raccontavi i tuoi ricordi per la casa
sull’Appennino di provenienza, ad un sonno confuso
anche un poco ottuso dalla morfina e scivolare piano
sottotono per non disturbare o fare rumore.

(Alla memoria di Anna B. scomparsa il 30.3.2020)

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Premio Nazionale di Poesia La Staffetta: proroga dei termini e bando aggiornato

Causa le note vicende legate all’emergenza sanitaria, nella speranza di contare su una folta partecipazione e soprattutto di poter tenere la cerimonia di premiazione senza limitazioni di spostamento da territorio a territorio, si allega il bando riveduto coi nuovi termini di partecipazione.

2. BANDO LA STAFFETTA premio nazionale di poesia seconda edizione proroga-convertito

Ascolta & Leggi: Gato Barbieri e tre brani inediti di Raffaella Lanzetta.

PER NON VIVERE DI NOI

Lo strofinaccio parla con il bicchiere di cristallo e
tintinneggia chiacchiericci di ospiti andati,
il coltello accompagna la forchetta nell’ultimo acuto,
i piatti applaudono alla fine della giornata,
la tovaglia si raccomanda con le parole della mamma,

la candela fa cenni di non spegnerla,

il vaso sussurra i segreti al fiore
per ogni petalo tanti baci ed un solo boccone.
Parla la tavola, tiranneggia,
ordina un solo abbraccio.
Si perdono le voci, restano tintinnii
le parole non ascoltano,
e l’ascolto non può parlare,
così muti restiamo per non vivere di noi,
non esistere per il Mondo.

*

GIOCO PERVERSO

Stento a credere che possa amarmi
fatico a capire il tuo sorriso
vivi di me eppure esisti senza me.
Legare al letto anime vagabonde
il delitto perfetto
per il non senso
di un gioco perverso nel negare
la libertà di amarsi l’un nell’altro.

*

OSSESSIONI

Come frusta mi assalgono irrefrenabili
indistinte percezioni
si annoda, soffoca il libero pensiero
lo strappo lontano al tuono nel vento.
Si illumina poi di sereno
se la rondine sfiora la lama
e si allontana in volteggi,
dondola sulla corda.
Come compasso il dito disegna ossessioni
ripete percorsi,
ritorni delle stagioni
Snoda intrecci
insonne in oscuri presagi.

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Raffaella Lanzetta, nata a Palazzolo sull’Oglio provincia di Brescia, cresciuta ad Aversa nel casertano, ora vive a Roma.
Laureata in Lettere Classiche all’Università “Federico II” di Napoli, per amore della poesia ha cercato di trasmettere la sua passione per le lettere ad alunni della scuola secondaria di primo e secondo grado per due anni. Un Master in Risorse Umane l’ha portata a Roma, dove dal 2001 lavora in Rai prima in programmi come Porta a Porta, Vita in Diretta, Tg1, attualmente presso la Direzione Digital.

AA.VV. Fase 1, cinquantacinque giorni diversi / e-book scaricabile gratuitamente

Una bella iniziativa de “Il Sasso Nello Stagno” di Angela Greco, un e book scaricabile gratuitamente con pezzi di Almerighi, Angeli, Bruno, Graziano, Greco. Ringrazio l’autrice e invito alla lettura.

Il sasso nello stagno di AnGre

 *

AA.VV. FASE 1

clicca qui per scaricare gratuitamente 

*

Si ringraziano di cuore gli autori –  Flavio Almerighi, Sergio Angeli, Angelo Bruno e Alfonso Graziano – per aver aderito, con sensibile partecipazione, a questa condivisione che oggi, 5 maggio, data poetica ed emblematica, dedichiamo e doniamo ai lettori, come atto finale e atto iniziale, al contempo, di un particolare momento storico. Per leggere l’ebook-pdf basta scaricarlo gratuitamente, cliccando sul titolo sotto l’immagine d’apertura. [AnGre]

*

“[…] Poi, quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato. Sì, questo è il significato di quella tempesta di sabbia”

 Haruki Murakami, Kafka sulla spiaggia (Torino, Einaudi…

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Ascolta & Leggi: Elton John e poesie di Alfonsina Caterino.

Un forte ringraziamento ad Alfonsina Caterino per i testi che ha concesso a questo blog. Testi pieni di tutto il vivere che afferra, prende, porta. Soprattutto per la verità che costruisce queste poesie. Buona lettura.

… LA LIBERTA’ NON ESISTE

Sugli alberi gli uomini sono i frutti
Tra le volte essi formano infinità
ogive che gli archi accendono
per innalzare ignavia
al contagio del volo
guadato in cielo agli uccelli

Libertà è il nome del coraggio
degli alberi situati in fondo agli uomini
nei corpi scritti fogli da girare smarginando
incognite e inganni alle soglie divenute
più ampio passaggio
edulcorato sui tasti
da leccare

Oggi la direzione nasce figlio
libero
scucito dalla terra
dal cuore della madre; è
libertà
sguainare ai posti di blocco
la clorofilla turbinata
negli occhi aperti…

***

… DELLO SPLENDORE

in luogo alle presenze futili
distanziate corpo a corpo
si mascherano telate ad uso degli antichi
gli sguardi sapienti
indotti a guardare le stelle
per riconoscere i bubboni
ove l’ambra mesce assenze; ed è
il sole a nascondere i cancelli
plumbei e
a calibrare l’esatto vuoto
che rimane tra il giorno
e la pietà pulsata
nel giorno
vagabondo

Io non so nulla,
nulla del vuoto
nulla dei limiti – Del sole
vedo lo splendore
risalito vetro equoreo
sui bubboni
traforando luci
e volti
all’infinito taciuto

Suono dello splendore
il sole schianta in faccia
ad ognuno
le sue schegge
insonni…

***

… QUESTO ESSERCI

e non esserci
è dunque, la trincea febbrile
dei nati al divieto
che il silenzio non assoggetta
ma provoca, superiore alla meditazione
un’ansia conflittuale trascendente
o perenne insoddisfazione; quella di schiudere
i fatti e seguitarli nelle inquietudini
raffinate come il tempo ingiunge
ai sentimenti, di profilare
questione aperta all’esserci
il cambio della scena e
il non esserci aggrovigliare
a stirpi folli ritratte
in seno al cuore
ora sentiero del
velame

Distante
ogni cosa è mutamento
dell’istante inverato sguardo
sulle croci ingiungendo
la notte sfilata alle stagioni
rimaste puntali
dei cipressi guardiani

Questo esserci
oltre il nulla pieno
sporge veduta umana
sulla retina,
un distacco quieto
più straniero
delle vie pensate
vive da passare….

************************************************

Alfonsina Caterino insegna a Roma.
Ha pubblicato nel 2006 la raccolta poetica COME UNA FARFALLA (ed. Il Filo, Roma).
Nel 2009 ha pubblicato il racconto “LA CASA DI ZUCCHERO” sul periodico Narrazioni e nel 2011 la silloge poetica, “NEL TEMPO DELLA GUARDIA” ed. Dante Alighieri Napoli.
Nel 2014, il suo racconto “LA LUCE SOVVERSIVA” è stato segnalato al concorso internazionale di Poesia e Prosa, indetto dalla Casa Editrice Puntoacapo e pubblicato dalla stessa.

Ascolta & Leggi: Glenn Gould e Anna Maria Bonfiglio

Ringrazio Anna Maria Bonfiglio per la gentile concessione di alcuni suoi testi. I primi due brani sono inediti, quindi ancora più preziosi. Una poesia che ho apprezzato fin dalle prime righe. Poesia onesta, di stampo novecentesco, senza infingimenti o eccessivo bla bla. Un lento osservare, osservarsi che si traduce in versi, con un linguaggio lirico semplice, capace di dipingere in poche parole paesaggi infiniti. Una poesia che dice dell’autrice: prima vive, poi scrive. Buona lettura.

RESILIENZA

Dateci il silenzio del quieto
proseguire – piede dietro
piede -sul sentiero radente
i cigli dei costoni.

Non abbiamo paura

Sappiamo scansare le tagliole
anche con gli occhi in alto
verso il cielo.

*

RAGAZZE D’ESTATE

D’estate le ragazze si siedono
sulle scale di pietra
che salgono su per la collina.
Hanno sorrisi e sandali lucenti
gonne lunghe piegate
fra le cosce floride
e braccia che s’allungano all’ignoto.

L’attesa che brucia la carne
le fa calde e smaniose
di tuffarsi in quel mare
che le invita alla vita.

Oh, provare almeno una volta
ad essere uguale a loro:
leggerezza e atterraggio
– fra infantili risate-
su leggero piumaggio

*

A RICOMPORRE IL CERCHIO

Più triste sulla pietraia
il passo
dopo la canzone degli abbracci
e la parola ombra sul filo
dell’assennata verità

(dell’indagata geometria
alga segreta
nei discoperti contorni)

Non basta a ricomporre
il cerchio
la misura del volo
il cappio sciolto
il ramo di ginestra
ad infiorare il seno.

(dalla raccolta Di tanto vivere, Caosfera Edizioni, 2019)

*

DAL MORMORIO SEGRETO

Esci dal mormorio segreto di quest’ora
lasciando perle d’uomo
a navigare sopra l’ombelico
Sono nuvole d’aria le parole
silenziosa ricchezza
che resta tatuata sul cuscino
Nel lungo corridoio della sera
stazionano le ombre di noi due
strette nel cerchio chiuso dell’abbraccio
Sarà notte fra poco
e i nostri passi andranno ad altre vie
a raccontarsi la vita d’ ogni giorno

(dalla raccolta Per tardivo prodigio, Ed. Fondazione Thule Cultura, 2006)

*****************************************************

Anna Maria Bonfiglio è nata a Siculiana (AG) e risiede a Palermo dove svolge attività culturale nell’ambito letterario. Ha collaborato con settimanali del gruppo Rizzoli e GVE , con i mensili SiciliaTempo e Insicilia ,con la rivista Silarus e con molti altri periodici per i quali ha redatto recensioni e articoli. Ha curato un corso di analisi ed interpretazione del testo poetico presso l’Istituto Professionale CEP di Palermo ed un laboratorio di scrittura creativa presso la sede regionale ENDAS Sicilia. E’ stata per alcuni anni presidente dell’Associazione Scrittori e Artisti e ha diretto il periodico Insieme nell’Arte e il giornale online Quattrocanti. Sue poesie e articoli di letteratura sono reperibili in vari siti web. Per il suo impegno in campo letterario le sono stati assegnati i premi Città di Monreale, Giacomo Giardina, Salvator Gotta e Telamone 2014.

Pubblicazioni

Poesia:
Le parole non dette (Thule,1978); Le voci del silenzio (Thule, 1979); Uguali dimensioni (S.S.C 1981); L’insana voglia di ardere (Gabrieli, 1982); Nell’universo apocrifo del sogno (Il Vertice, 1985); La Marna e l’Arenaria (poesie inserite nell’antologia del Novecento Gli eredi del sole, Il Vertice, 1987); La donna di picche (Il vertice, 1989); Album – Sedici dediche (Insieme nell’arte, 1991); Spinnu (Pubbliscoop, 1996); D’ombra e d’assenza (Issimo, Il Vertice, 1999); Le voci e la memoria (Gabrieli, 2000); Tra luce ed ombra il canto si dispiega -5 poeti per Palermo (Ila Palma, 2002); Per tardivo prodigio (Fondazione Thule Cultura, 2006); Il miele amaro (CFR, 2013); D’amuri e di raggia (Agemina, 2017); Di tanto vivere (Caosfera, 2018). Sue poesie sono state inserite in molte antologie fra cui Stagioni (Lietocolle), Cuore di preda (CFR), Poesia erotica contemporanea (ATI), Il corpo, l’eros (Ladolfi)

Narrativa:
L’ultima donna (Pubbliscoop, 1994)
La verità nel cuore (Confessionidonna, 2006)
Scelta d’amore (Confessionidonna, 2006)
Il profumo del mandorlo (Di Felice Edizioni, 2019)
Saggistica
Il mito nella poetica di Cesare Pavere (Insieme nell’arte, 1990); Maria Messina in Figure femminili del Novecento a Palermo (ULITE, 2000); A cuore scalzo-La vita negata di Antonia Pozzi (CFR, 2012)
La vicenda di gioia e di dolore nell’opera di Camillo Sbarbaro (CFR, 2012 )

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