Ricordo passi sotto la pioggia

Ricordo passi sotto la pioggia,
l’ombrello inutile tra i portici,
un traffico sibilante, e ancora
l’inutile impazienza
di vederti star meglio:
tutto emerge chiaro.
Il chiarore abbaglia gli occhi,
centotrenta milioni di occhi.

Il pensiero parla, si perde
in docili orecchiabili motivi,
giunge ottuso all’altro lato
della strada, per riprendere
il lato opposto dell’anima
cui è difficile parlare.

Un mondo condito a scemenze
è in eclissi.
Tutto quanto ti scava,
sia tuo, mai di chi non ti ama.

Dicevo di quei passi,
il vero compromesso con la vita
è andare avanti.
Mentre fa male, sorridi
non ti fermare.

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Per stare bene

Vorrei ne uscisse una
di mio pugno, forte, vibrante,
senza paura, corteo di studenti
senza fame e senza freddo
prima di assaggiare lacrimogeni
e botte ben assestate.

Una prima volta c’è sempre,
ne vorrei una davvero solida,
forte in ogni parola, persino
nelle virgole mancanti,
forte e diretta: la seconda,
dopo il primo bacio.

Una di quelle oscure
ma con calze a rete,
dove il caso voglia annodarsi
al turchese di un anello nuziale.

Voglio mi appaghi
nel ricordo di bellissime sere,
di una marilyn riconoscibile, si,
ma solo da lontano.

Infine voglio mi snervi,
dopo avermi condotto per mano
oltre un tivù acceso,
oltre le fragole a sognare,
per stare bene.

Spot Rizzoli

televisore acceso,
fame curiosa di Adriano,
la tovaglia avanzata
col pane di Mezzogiorno

dormi da tua madre per vendetta

e, per volermi meglio,
aggiungo una fettina d’anguria
di cui si era persa memoria,
apro una scatoletta
di acciughe in salsa

Rizzoli, vera marca

Ascolta & Leggi: Stella Fissa il libro di Riccardo Mattii (musica dei Byrds)

E’ uscito un piccolo grande libro, dono di Beatrice Mattii e Marianna Galotto che lo hanno curato. Stella Fissa di Riccardo Mattii edito da Campi di Carta Editore. Il libro, consigliatissimo, è reperibile qui:

Riccardo Mattii

Stella Fissa raccoglie gli scritti, note, pensieri, poesie, micro racconti scritti da Riccardo fino alla sua scomparsa prematura il 28 febbraio 2018 a soli 51 anni. Un libro pieno d’amore, ironia, auto ironia, e belle cose. Ottime poesie soprattutto, ma anche racconti brevi efficacissimi e note di tutta una vita. Riccardo era noto in web col nickname Sinapsi, o Sin Apsi. L’ho incontrato/scontrato una quindicina di anni fa circa, durante i tempi eroici e pionieristici di scrivi.com : lo ha sempre contraddistinto, oltre a una buona dose di genialità, un carattere a tratti urticante, ma Riccardo è sempre stato una persona vera. Questo volume non è un souvenir, un album di ricordi, merita di essere letto soprattutto per gli ottimi contenuti letterari. Riccardo è stato anarchico tutta la vita, non lo fosse stato sarebbe stato un grande poeta, invece era semplicemente un genio. Alla sua memoria, e alla fortuna di chi lo ha incontrato, anche solo in web. Insomma, questo libro, come potrete verificare dagli estratti qui sotto, non è un oggettino prendi polvere, è un ottimo libro di ottima scrittura, soprattutto. Ciao Sin! Ti vorrò sempre bene.

per chi volesse visitarlo, il suo blog è ancora in rete, qui:
http://t4nt4lo.blogspot.com/

UN MARZIANO SCRIVE CARTOLINE A CASA

Posso solo desiderare, non volere.
E misurare la grandezza dell’amore con la distanza che
separa da colei che non ama.
E farlo con una costanza che, incoffensabilmente,
cambia di continuo idea nel seguire il tempo che affrettando
il passo, arretra in uno spazio così Gigante, che ci sarà chissà
chi o chissà cosa, ma solo qua e là.
E molto silenzioso, o forse muto.

*

UNDER A PIOVIGGINOUS GRIG SKY

Sotto un cielo piovigginoso Corvo sospeso,
intabarrato in uno scialle di annichilimento
avverto attraverso i cunicoli esigui dell’anima
il tempo che precipita, violento, rapido e ignorato.
Il suono del traffico lontano pare vaneggiante rumore
di mare
e immagino oltre il verde montuoso premuto di nuvole
bianche onde correre a casa in un lago d’inverno.

*

MARIANNA 11

Ce ne hai messo di tempo
per attraversarmi
eppure non sono che un deserto
di pochi passi.

*

RICETTA POETICA

1) Prendete un poeta non snervato
ripulitelo di ogni speranza
e farcitelo poi con droghe,
tristezza capziosa, concetti astratti
e con un po’ di dolore fresco
che sanguini terrore.

2) Ricucite il poeta così farcito
con il filo di un inquietante ragionamento
e lasciatelo macerare in un lungo smorire
di giorni invernali,

3) Cuocetelo al fuoco lento del tempo e del caso
in un brodo di rimpianti e di amori perduti,
quando l’impasto bolle, rimestate aggiungendo
luce di un corpo femminile, (attenti qui che non bruci di
passione)
ed un pizzico di morte.

Potrete così gustare ottime poesie che vanno servite fredde
su piatti guarniti di tenebra, la sostanza del destino.

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buona domenica

siamo quelli che augurano
buona domenica,
e tu, figlia,
troppo presto per dirlo,
ma le armi spuntano
contratte dal dolore di viaggi
non ancora compiuti

e i poeti,
piccole corti astratte,
volano via
in gocce d’acque di colonia
fuggite e cadute,
l’ancora non pensa alla nave
non vuole annegare

adesso mi alzo,
faccio qualcosa,
il pianto in bocca,
le parole facilmente
si lasciano convincere, ma
abbiamo bisogno di tutto
fuorché parole

il reduce

Mai un tappeto volante
quando c’è bisogno.

Vedo Enrico affrettarsi all’ultimo,
lercio di sangue e fuoco amico,
nulla lo distingue dall’austriaco:
la direzione è comune, il fine opposto.
Salvare la vita correndo a perdifiato,
e la divisa ha perduto ogni colore.

Non c’è pudore nell’artiglieria furente.
Carne contro metallo vince il secondo.
Lo rivedo col cuore in gola,
lo sento votarsi a una fine imminente,
pregare la Madonna della Concezione,
la ferita copiosa con l’ordigno dentro
fare male al mutare
di tutti i tempi a venire.

Raccontava il suo tempo nato vecchio,
sempre orgoglioso di sentirsi reduce
da mille vicende tutte fuggite.
Le poche parole sciolte col vino.
Rivedo Enrico, lo porto dentro.
So di essere Il suo unico insuccesso.

(a mio nonno Enrico, eroe)

frequenza ottantasette

hai paura?
il farmacista prende la pressione,
alta, da pneumatico

il cuore batte dentro il braccio
e fa un po’ senso,
passo in rassegna ogni paura
nell’adunata generale,
una ha la barba malfatta,
l’altra una piega sulla giubba,
la baionetta senza sicura,
i pensieri altrove

a ognuna manca qualcosa,
sembrano amori trascorsi
saltando sulla corrente
da un tronco all’altro,
tra maree poco distanti:
dovrei cambiarmi le mutande,
impegnarmi di più

frequenza ottantasette battiti,
sono vivo, me ne vado