ce la siamo fatta 66

Allegri! Si torna a scuola. Arrivano i banchi monoposto biplano come nel ’15/’18 e la ministra Azzolina può ritenersi soddisfatta. Si tratta di banchi talmente buoni e carrozzati, che un paio di questi saranno affidati a Vettel e Leclerc per vedere se finalmente riusciranno a ritrovare la zona podio in questa disgraziata stagione automobilistica di F1. Le scuole saranno attrezzate con locali a hoc coi box per il cambio gomme e rifornimento di carburante. Non usciamo però dal seminato, la scuola è importantissima, se fontana e i suoi accoliti l’avessero frequentata un po’ di più forse non saremmo messi così male, specie in Lombardia. Comunque le linee guida sono sempre più chiare, la prima recita : Ognuno per sé e Dio per tutti!, la seconda: Si salvi chi puòòòò! Però insegnanti e insegnante saranno bellissimi con le nuove mascherine trasparenti, così come gli allievi, che potranno calare la mascherina in classe come un poker d’assi. Su dai, ce la faremo???!

Ce la siamo fatta 65

Fin dai tempi più remoti la stupidera ha fatto parte dell’animo umano, ma ora con il vairus ha subito un incremento che è sotto gli occhi di tutti. Impossibile negare, oltre ai negazionisti, sempre pronti a sparare cazzate e quelli tedeschi a sfilre con bandiere del loro reich millenario, segnalo l’esistenza dei teologi di ritorno, quelli che hanno iniziato a credere in Dio solo dopo che Briatore si è beccato il vairus e per questo lo hanno messo ai domiciliari dalla Santanchè. In moschea abbiamo subito alcune perdite. Cobra, ovverosia Er Cobbra per gli amici, è ritornato in America riportandosi dietro la bella Melania, alias first lady, giusto in tempo per pronunciare un discorso (questa volta non ha copia incollato niente, pare, dal discorso di Michelle Obama) a favore del marito Donald “The Wild Cat” Drumpo in occasione della sua investitura (non da parte di una baleniera) a candidato per un nuovo mandato da presidente iùesèi. Vogliamo poi parlare di quel tè freddo che aumenta del 15% la possibilità di avvistare alieni? Eh, è davvero un grande mondo il nostro!

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Veglia

Un’intera nottata
buttato vicino
ad un compagno
massacrato
con la sua bocca
digrignata
volta al plenilunio
con la gestione
delle sue mani
penetra
nel mio silenzio
ho scritto
lettere piene d’amore

Non sono mai stato
tanto
attaccato alla vita

Giuseppe Ungaretti (Cima Quattro il 23 dicembre 1915)

*

L’addormentato della valle
E’ una gola di verzura dove il fiume canta
impigliando follemente alle erbe stracci
d’argento: dove il sole, dalla fiera montagna
risplende: è una piccola valle che spumeggia di raggi.
Un giovane soldato, bocca aperta, testa nuda,
e la nuca bagnata nel fresco crescione azzurro,
dorme; è disteso nell’erba, sotto la nuvola,
pallido nel suo verde letto dove piove la luce.
I piedi tra i gladioli, dorme. Sorridente come
sorriderebbe un bimbo malato, fa un sonno.
O natura, cullato tiepidamente: ha freddo.
I profumi non fanno più fremere la sua narice;
dorme nel sole, la mano sul suo petto
tranquillo. Ha due rose ferite sul fianco destro.

Arthur Rimbaud (1854 – 1891)

*

Ombra
Rieccovi accanto a me
Compagni miei morti in guerra
Oliva del tempo
Ricordi che ormai fate un ricordo solo
Come cento pelli fanno una sola pelliccia
Come queste migliaia di ferite fanno un solo articolo di giornale
Impalpabile e buia apparenza avete preso
La forma instabile della mia ombra
Un indiano in agguato per l’eternità
E ombra mi strisciate accanto
Ma non mi sentite più
Non conoscerete più i poemi divini che canto
Mentre io vi sento vi vedo ancora
Destini
Ombra multipla il sole vi conservi
Voi che tanto mi amate da non lasciarmi mai
E che ballate al sole senza far polvere
Ombra inchiostro del sole
Scrittura della mia luce
Cassone di rimpianti
Un dio che si umilia.

Apollinaire (1880 – 1918)

*

Il sangue

Chi può versare
Sangue nero
Sangue giallo
Sangue bianco
Mezzo sangue?
Il sangue non è indio, polinesiano o inglese.
Nessuno ha mai visto
Sangue ebreo
Sangue cristiano
Sangue mussulmano
Sangue buddista
Il sangue non è ricco, povero o benestante.
Il sangue è rosso
Disumano è chi lo versa
Non chi lo porta.

Ndjock Ngana (Camerun, 1952)

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Qualcosa è buio

Il silenzio ha dizione ben scandita
senza ombre fuorché le stelle,
dove qualcuno brucia e non si vede,
l’anno luce è patrigno
delle curiosità.

Sarà cocciutaggine parietale,
ma il cielo si racconta
veste e sveste torri di guardia,
qualcosa è buio poi no,
uccide le stelle rinviandole
verso un altro settembre.

Le sentinelle sbirciano
fino ai tronchi del bosco più in là.

L’apostasia dei cecchini in odore di vittoria
affila coltelli alla mietitura senza nome.

Si fottano autori e sceneggiatori
nel dolore caldo di chi ha perso tutto.

Niente è reale. La guerra dei poveretti,
cenere alla cenere, è sull’altra stella.

Demoni

Demoni che accompagnano i morti.
Tutti cantano e pregano
purché stiano lontani.
Si lascino amare, battezzare
domestici innocui: le loro gesta
rimangano immobili leggende.

Il vostro sesso profuma.
Ricorda il respiro della radura
dopo la pioggia.
Il sangue esiste, molti sputano.
altri vorrebbero mangiarlo.
La fame brucia anche le pietre.

Dio esiste, esistono l’Alieno
e il teologo della domenica.
C’è tanto ferro arrugginito
che ha attraversato le carni
di ogni Cristo.
Allora aiutatemi!

Se tutto questo esiste,
perché non sta qui sopra?

ce la siamo fatta 50

A questo mondo se ne trova a iosa. L’idiozia ci permea come inchiostro le carte assorbenti. Una donna, poveretta, si da fuoco per strada e, anziché soccorrerla, la filmano col telefonino. Mi sa che anche Nerone (o Neurone, l’unico che aveva?), quando incendiò Roma, anziché chiamare i pompieri abbia fatto la stessa cosa! Un po’ come Cobra, i suoi piedi assomigliano sempre di più a cingoli di carrarmato con tutta la fanga e il grasso che hanno immagazzinato. Il fetore è insopportabile, ma la first lady imperterrita continua a pippargli l’alluce (l’unico rimasto, l’altro lo ha perso in Vietnam girando un film sulla vita e l’opera di Rambo). Per protestare contro Cobra, Agone e Monnezza hanno deciso di non fare più il bidè dopo l’evacuazione mattutina. Insomma, poco che si faccia caldo siamo spacciati. A proposito, nessuno vuole una first lady extracomunitaria, ripudiata dal marito, senza alcun esborso monetario? Abbiamo messo un annuncio su Scemus, ma nessuno ha risposto. Voleva portarsela via il neomelodico napoletano Cetto Riccardi, ma lei ha declinato, porca miseria! Riccardi con duecento euro, che ci aveva chiesto, se la sarebbe portata a Mergellina per farle suonare triangolo e congas nella sua orchestra. Insomma, siamo alle solite, qualcuno vorrebbe gentilmente recapitarci un cartone di Arbre Magique?

Slot

Lo spettacolo riprende ogni ora.
Fin dal proemio è un tripudio in prove
di abiti e nuove parole.

L’indigente e l’indigeno osservano
il nulla cui appartengono, impigliati
in sala d’attesa per il tritacarne.

I fascisti hanno stabilito posti di blocco
sulle arteria principali della beatitudine.
Siamo tutti caldi.

I giovani normalmente esibiscono
ragazze snelle che montano tette grosse
prive di latte.

L’apparenza inappetente insegna
a gettare gli ultimi dentro slot
che non si staccano.

ce la siamo fatta 46

Negazionista Covid dà una festa: tutti ammalati, muore la suocera.
– Anvedi che culooo! – Ha mormorato Monnezza, mentre leggeva il notiziario alla pagina 666 di Teletette.
I ragazzi stanno tutti bene, anche se ogni tanto l’imperterrito Cetto Riccardi suona il campanello, ma noi manipolo di eroi, facciamo finta di non essere in casa anzi in moschea.
Qui il caldo è immane e immondo, Cobra poi ha deciso di dar corpo a una singolare forma di protesta: non si lava i piedi da una settimana. Aleggia nelle stanze un pesantissimo lezzo, pensavamo si trattasse di Agone, invece sono i piedi di Cobra.
Agone zompetta come un grillo, si è risvegliato e ha chiesto subito una fiorentina, con un po’ di insalata verde per mantenersi leggero.
Noi stiamo cercando di autoconvincerci che fa freddo, dopo che il pinguino (vedi sopra) si è rivelato del tutto inutile.
Dunque lo stato d’emergenza è stato prorogato per decreto fino a ottobre. Noi invece siamo in emergenza perenne, qualche volontario andrebbe a sgridare Cobra a vedere se si lava quei piedacci immondi?

ce la siamo fatta 45

Non si vede come si possa terminare quest’accidente di querelle scatenata contro Andrea Bocelli, lo abbiamo prenotato per cantare al funerale di Agone, nel giro di una settimana dovrebbe raggiungere i verdi pascoli, ma ha detto che non può, perché appena mette il naso fuori di casa lo cecano. In fin dei conti, porello, dall’alto dei suoi miliardi, ha detto solo di essersi sentito limitato nella sua libertà. e allora? Provate voi a stare confinati per due mesi in un villone con piscina, rubinetti d’oro, prateria annessa e piena di fica, certo, vi sentireste molto limitati nella vostra libertà.
Cobra, dopo dozzine di telefonate, alcune erotiche, ha trovato un ripiego in Keith Richards. Quello del vairus non ha certo paura, anzi con una fiatata lo stende. Il problema si è manifestato quando Keith ha fatto un sopralluogo per concordare i canti col morituro. C’é stato un gigantesco equivoco, alla nostra porta si è presentato un neo melodico napoletano il cui vero nome è Cetto Riccardi. Quando Monnezza gli ha chiesto come mai avesse il nome inglese, il tizio ha risposto:
– Guagliù, rende rende! –
A quel punto Agone è guarito di colpo al grido:
– Eh no, io questo non lo voglio! Piuttosto resuscito! –
Ed è asceso al cielo avvolto da una nuvola rosa, centrando il soffitto della moschea e tornando subitamente in coma a causa del trauma cranico.

ce la siamo fatta 43

Ci sono momenti nella vita in cui ti senti tradito persino dalla mamma. Oggi in moschea facciamo penitenza e preghiamo Buddha a reti unificate, perché quel tragico equivoco sui carabinieri di Piacenza sia subito chiarito. La colpa è stata sicuramente del vairus e soprattutto della mamma di uno dei carabinieri. Ma veniamo a quanto riportato dai media:
L’inchiesta non ha precedenti: una caserma dei carabinieri azzerata visto che su sette militari che la compongono, sei sono stati arrestati. La Stazione Carabinieri Levante di Piacenza, antica istituzione che ha competenza su parte del centro storico cittadino, è stata sequestrata. Nell’edificio che avrebbe dovuto essere un baluardo della legalità, secondo la Procura della Repubblica, sarebbe invece accaduto di tutto: spaccio di droga, arresti falsificati, perquisizioni illecite solo per citarne alcune. E poi tanta violenza, brutale e gratuita, fino alle torture, sui pusher che non volevano collaborare, ma anche festini.
I fatti sono facilmente confutabili, spaccio di droga? Macchèèè era zenzero. Arresti falsificati? Obbedivano agli ordini. Perquisizioni illecite? L’uomo non è di legno. Torture? Ma dai, erano innocue partite di piccia il bigolo! Festini? Le ragazze erano volontarie.
Insomma trattasi di un gigantesco equivoco, nulla può inficiare la cristallinità di questa antica istituzione sabauda. E poi i pavimenti? E’ che i pusher scivolavano sulla cera grey! La mamma di uno dei militi passava abitualmente la cera senza poi dare la lucidatrice. Su dai, ‘ssò ragazzi! Dai diciamo le litanie:
San Vittore prega per loro!
Regina Coeli prega per loro
! ….