Ripartenza 38

Pur da vaccinato (e proseguirò su questa strada) ritengo che il provvedimento governativo di vietare l’ingresso sul luogo di lavoro a coloro che non sono in possesso del famigerato green puzz (nella foto qui sopra) sia iniquo e soprattutto ipocrita. Non voglio con questo dire che i no vax mi stiano simpatici, sono degli emeriti cretini, però se lo stato non si assume l’onere di rendere obbligatorio per legge il vaccino vuol dire che qualcosa non va. Sicuramente abbiamo una classe politica, i vari Grisù, ciccio renzino il suo sicario preferito, ciccio calenda, ciccio salvini, ciccio meloni e compagnia cantante, composta più che altro di scorregge prestate alla politica e forse per questo navighiamo a vista in un oceano maleodorante. Cosa ci si può aspettare da gente così, tutta tesa all’autoconservazione e sempre coi sondaggini sotto mano? Niente! Soltanto provvedimenti idioti come quelli sul green puzz. Faccio un esempio semplice: un obbligo contrattuale e di legge stabilisce che certe categorie di lavoratori, i metalmeccanici per esempio, abbiano l’obbligo dell’antitetanica. Se non si fa la stessa cosa coi vaccini anti covid, col green puzz ti ci puoi anche spazzare il cc… la faccia. Orgiù ripartiamo fratelli, ripartiamo!

Riscriveremo la storia

Opera di street art di artisti sconosciuti su un edificio abbandonato che era sede di una pompa d’acqua nei pressi del fiume Giordano, nella valle del Giordano, Israele 22 giugno 2016, con sullo sfondo la barriera di confine tra Giordania e Israele. (Foto di Atef Safadi / EPA)
Noi, legulei politici, uomini e donne di stato,
nutrie blindate in abiti di firma e sartoria,
grandissimi scrittori di cambiali in bianco,
poeti del falso e del sondaggio
governiamo in letizia stalle di buoi affamati,
troppo inclini al lamento e alla libertà di parola
per essere pericolosi. Stabili e perenni alfieri
sibilanti giustizia, libertà, democrazia,
ideologie carsiche fatiscenti,
con lo stesso ritegno di una banconota arrotolata.
Riscriveremo la storia che non ci soddisfa
e non risalta l’eroismo congenito
sempre dalla nostra parte, le colpevoli vittime
hanno i pregi del maiale di cui niente è buttato.
 

Ripartenza 28

Per un buona ripartenza penso sia il caso di far partire qualcuno. Oramai la figura dell’astro-cartomante-virologo va archiviata. Che dire poi del proprietario di amazon, jeff bezoz, che quando si è fatto un giretto in orbita tutti i suoi dipendenti ne hanno approfittato per andare finalmente in bagno? Vogliamo parlare dei politici? I vari macron (detto el cucador da rsa), i due mattei, giorgina la fascia fotoscioppata, er pugnetta, e compagnia cantante? E bonucci/chiellini/caressa dove li mettiamo? Che dire dei capitalisti nostrani, che una ne fanno e cento ne delocalizzano? Per non parlare dei mafiosi a piede libero, dei tifosi che scambiano la politica per una curva di ultras del pallone, dei giudici, delle tasse e dei balzelli, dei cinesi, dei vicini di casa molesti, di bebe vio, dell’anima de li mejio … insomma c’è un’umanità che va salvaguardata, un’altra che va spedita. E dove? Mandiamoli tutti su Marte! E ricordate: Marte è una scelta sincera, il pianeta che crea un’atmosfera!

Ripartenza 27

Ripartire vuole anche dire riuscire a intravedere una luce in fondo al tunnel, il dubbio però permane: non è che è un altro treno? Domani e dopodomani per esempio si vota per una importante e corposo rinnovo delle amministrazioni locali a Roma, Milano, Bologna, Napoli. Una percentuale alta di votanti e un voto che tolga dai coglioni i soliti noti, sarebbe un gran bel segnale di ripartenza. In fin dei conti il popolo un tempo era sovrano, ora c’è la repubblica delle banane … e mi viene su la malinconia. Già sento il sibilo di pacchi di pasta e banconote da venti euro che volano fastidiose come zanzare. Comunque state tranquilli, nessuna buona azione rimarrà impunita (specialmente in caso di Opa).

Ripartenza 19

Ecco, mi sento proprio così, come da didascalia e immagine. In questo mondo di merda la morte potrebbe rappresentare una forma di liberazione, ma ancora non mi va di lasciare le chiappe alla nera signora. E non mi va nemmeno di essere preso per il culo: questa ripartenza fa veramente schifo, ma che ripartenza è in un mondo cosidetto civile di democrazia malata, dove i ricconi rappresentano il modello, ma i poveri sono in continuo e vertiginoso aumento? Alludo all’Occidente, non al Terzo Mondo, dove già poveri sono. Sentite ‘sta cazzata, l’avesso sparata io sarei stato oggetto di un TSO:

La pandemia di coronavirus finirà tra un anno. Lo ha annunciato Stéphane Bancel, amministratore delegato dell’azienda di biotecnologie Moderna, che produce il vaccino SpikeVax contro il Covid, intervistato dal quotidiano svizzero Neue Zuercher Zeitung. Per Stéphane Bancel “entro la metà del prossimo anno” ci saranno abbastanza dosi di vaccino per immunizzare completamente la popolazione mondiale, e quindi porre fine alla pandemia.“Presto dovremmo essere in grado di vaccinare anche i bambini dai cinque agli undici anni e, in una fase successiva, quelli dai sei mesi in su”, ha spiegato.“Coloro che non si vaccinano si immunizzeranno naturalmente perché la variante delta è molto contagiosa. Finiremo così per trovarci in una situazione simile a quella dell’influenza”, ha spiegato.Così come con l’influenza sarà possibile vaccinarsi “e passare un buon inverno, oppure non lo fai e rischi di ammalarti e magari di finire anche in ospedale“.Questo significherà dunque tornare alla normalità nella seconda metà del 2022, perché per l’ad di Moderna l’obiettivo sarà raggiunto presumibilmente “tra un anno”,quando finirà la pandemia.

Perciò segnatevi questa data 1 ottobre 2022 termina la pandemia. E 24 25 26 dicembre: sarà tre volte Natale.

Das ist alles von der Kunstfreiheit gedeckt di Danger Dan (2021)

Il 26 marzo 2021 “Das ist alles von der Kunstfreiheit gedeckt” esce come singolo in tutte le piattaforme digitali. La canzone è una marcia pianistica che gioca sull’accumulo di tensione, grazie anche ai cambi di andamento e alle grandi quantità di sillabe che Pongratz riesce a comprimere in sofisticati scioglilingua. Sul finale l’ingresso degli archi indovina una tinta incalzante e drammatica.
È però il contenuto del testo ad attirare l’attenzione e a generare un vero e proprio caso mediatico: anche in passato l’artista si è esposto politicamente, ma mai in maniera così irruenta.
.
Ora un’ipotesi puramente speculativa
A un certo punto scrivo una canzone
In cui canto che personalmente trovo Jürgen Elsässer antisemita
E poi nella seconda parte della prima strofa
Che tenderei l’arco verso Kubitschek
E non intendo solo in senso retorico
Ma l’attrezzatura sportiva che serve a scagliar frecce.
Dal punto di vista giuridico avrei raggiunto la zona grigia
Ma in tribunale me la scampo facile
Denunciami e stappo lo spumante
È tutto protetto dalla libertà artistica.
Ora un’ipotesi puramente speculativa
Preferisco usare il congiuntivo
Scrivo un testo che, in conflitto con la legge,
Sostiene che Gauland sia un rettiliano
E mettiamo il caso che il testo culmini
In un appello a liberare il mondo dai fascisti
E a ricacciarli ancora una volta nei loro buchi
Anziché sparger loro rose sulla via…
[…]
Forse hai già sentito di Ken Jebsen
Che si lagna sempre a gran voce per la censura
Riteneva di esser menzionato in un pezzo della mia band
E ci ha insultati, e portati in tribunale
Ovviamente aveva torto, e ha dovuto pagare avvocato e spese processuali
Dunque di uno così ridicolo, spero solo mi denunci ancora
Che succederebbe? Posso solo dirvi questo:
Dal punto di vista giuridico avrei raggiunto la zona grigia
Ma in tribunale me la scampo facile
Denunciami e stappo lo spumante
È tutto protetto dalla libertà artistica.
No, non sarei davvero Danger Dan
Se non avessi voglia di un un esperimento
Per sondare i limiti tra concesso e proibito
E voglio anche illustrarvi la mia opinone:
Jürgen Elsässer è un antisemita
Kubitschek è fortunato che non tiro coll’arco
E ai rettiliani credono solo i pazzi
Gauland si comporta più come un nazista.
I fascisti non smettono mai di essere fascisti
Non si discute con loro, c’è la storia a mostrarlo
E non ci si affida nemmeno allo stato e alla polizia
Perché il Verfassungsschutz ha contribuito alla costruzione della NSU
Perché la polizia stessa è da sempre piena zeppa di nazisti
Perché Oury Jalloh l’hanno legato e bruciato loro
E se la violenza non puoi combatterla pacificamente
L’ultimo mezzo che tutti abbiamo è la militanza
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Per meglio comprenderne il significato, è necessario un piccolo glossario politico sulla scena tedesca.
Jürgen Elsässer è un giornalista che, dopo una vita di militanza nella sinistra più radicale, si è spostato intorno al 2009-2010 verso l’estrema destra, sposandone appieno populismo e teorie del complotto, fino ad appoggiare apertamente il partito neofascista AfD (Alternative für Deutschland), di cui il pur citato Alexander Gauland è stato cofondatore.
Götz Kubitschek è un attivista di estrema destra molto presente su Internet e sostenitore di Der Flügel, l’ala militante di AfD, al momento congelata dal proprio partito onde evitare investigazioni ufficiali. 
Ken Jebsen è il più popolare complottista tedesco, licenziato più volte nel corso della sua carriera per aver diffuso le bufale più improbabili e recentemente bannato da YouTube per la disinformazione sul Coronavirus. Riesce, nonostante tutto, a rialzarsi costantemente, anche grazie a canali televisivi come RT Deutsch (finanziato dal governo russo), e sfrutta anzi la sua immagine di martire dell’informazione per mantenere la fedeltà del proprio pubblico. 
Il Verfassungsschutz è l’Ufficio federale per la protezione della Costituzione, che viene qui accusato di collusione con la Nationalsozialistischer Untergrund (NSU), cellula terroristica neonazista colpevole di almeno dieci omicidi durante gli anni Duemila.
Oury Jalloh era infine un richiedente asilo della Sierra Leone, morto nel 2005 mentre era detenuto dalla polizia di Dessau, a causa di un incendio divampato nella sua cella. Considerando che il ragazzo era legato a un materasso, che aveva subito – come rivelerà l’autopsia – violente percosse e che alcuni dei poliziotti coinvolti deviarono le indagini e resero falsa testimonianza, non è difficile comprendere la conclusione di Pongratz sul caso (benché, forse proprio a causa della disfunzionalità dello Stato tedesco denunciata dal testo, ancora oggi non sia stato individuato alcun colpevole).
 

Oltre l’ingresso

In giugno scappai da casa,
l’impazienza di risorgere
porta a credere
vi siano vie di fuga;
i mortali cercano redenzione
che non trovano
e spesso un’oliva nel martini
attira mosche.
.
Sono sempre solite frasi,
grammatiche irrisolte
faticose da sommare,
più facile lanciare il sasso
contro una vetrina
anziché tirare la doppia riga
sotto il totale.
.
A luglio rientrai
senza voglie o soluzioni,
riconobbi casa con fatica:
oltre l’ingresso
soltanto polvere.