Tutti assolti

Poteri dello stato.
.
Pennacchi neri su teste equine
lucide di fatica mentre tirano
il carro così lento
da fare accapponare il gelsomino
sui muri più vecchi
.
conoscono la storia fino alla noia,
sanno come funziona,
cosa bisogna dimenticare
perché replichi il dramma
.
tutti assolti,
il danaro lenisce ogni menzogna
lava a specchio le strade d’ogni città
pronta a cedere il passo.

*

Mai na gioia 42

Ancora una volta i rapporti tra Italia e Francia sono ai minimi storici, se è vero che il bravo Macron lo scorso anno telefonò agli organizzatori dell’Eurovision Song Contest affinché l’ormai certa vittoria dei maneschini fosse bloccata. Eh, il televoto alla Macron è un’opera d’arte, o più semplicemente ha telefonato sette milioni di volte perché il rappresentante canoro della Francia, tale Barbara Pravi cugina alla lontana di Patty Pravo, prendesse uno sfracello di voti. Non è dato sapere, i servizi segreti francesi sono molto abbottonati sull’argomento malgrado l’Eliseo abbia ricevuto per il mese di maggio 2021 una bolletta telefonica da un miliardo di euro. Vive la France! Anche i servizi segreti italiani tacciono e hanno appeso sul portone della sede il cartello chiuso per ferie. Quest’anno le cose sono molto più semplici: Achille Lauro per San Marino è stato cacciato con infamia, mentre Mahmood e Blanco, rappresentanti dell’Italia il paese un tempo noto per i focosi maschi latini, hanno limonato in diretta e sono andati direttamente in finale.

Ragionieri in monopattino

Pazienza alla fine,
i cristi appesi ai muri
avvinti a ragnatele,
il gallo al terzo canto,
il cielo mai pulito,
vene gonfie di tabacco,
piove e noi avvinti
a una fermata d’autobus,
ragionieri in monopattino,
le gioie finite all’ammasso,
il film di Robert Wiene,
non sei nessuno se non hai,
i testi da correggere,
fraintendimenti
coi gatti che non sanno,
malattie e guerre
e niente informazione,
i governanti sardonici
coperti di pelli di lumaca,
il basilico non spunta,
i nuotatori affondati
a metà piscina, amori
come sbarchi in normandia:
ora sapete, per cortesia
non fate troppi pettegolezzi.

(dedicata fittiziamente a Cesare Pavese)

*

Tornare al mare

Ogni vita è voglia di andare al mare.
Tra i rovesci di ogni esistenza, per mille motivi,
al mare non ci si va, ma se ne ricordano 
souvenir tanto intensi da fare impallidire
il colore sanguigno della salsa sulla pasta.
Scuociamo rassegnati assieme ad estranei
illuminati da un quotidiano illimitato di pesci
chiusi nell’acquario scordato dal proprietario,
che anche lui è pieno di problemi e non sa mai
se ha gettato la dose quotidiana di mangime,
ma i pesci non sanno parlare. Tornare al mare,
sarebbe bellissimo ritrovarsi quand’è buio
a fantasticare su un futuro senza opinione,
senza calendario né scadenze, futuro lento
in pasto a pesci che non imparano a parlare.

*

Mai na gioia 01

Per motivi di decenza da oggi il diario cambia pelle, anche se molti si erano illusi che fosse finita ieri, ma ieri era il Primo Aprile, Giornata Mondiale dell’Ittiosauro. Si sa che noi acculturati non utilizziamo il pesce per fare scherzi di minchia, ma l’ittiosauro che è assai più chic. Avete sentito che finalmente i super ricchi saranno tassati in tutto il mondo? Dovranno versare annualmente alle casse della Fao il 75% dei loro profitti. In un mondo che riserva mai una gioia almeno lasciatecene provare una. Mi chiedo però con una punta di autentico dolore cosa farà da oggi il Generalissimo Figliuolo, il vincitore della campagna del fico secco ora farà una vita da Cincinnato? Certo che noi italiani non abbiamo nulla di cui essere fieri se non del nostro passato e del bidet. Noi italiani avremo la faccia come il culo, ma entrambi li laviamo bene, mica siamo come gli stranieri che nel bidet ci piantano il basilico! Insomma, bidet a parte, tutto continua come prima: mai na gioia!

Sabato 22:21

Amo poco le formalità, intanto
tra sette anni saranno settanta,
e non ho ancora ben chiaro
cosa potrei fare da grande:
non so quanti ne rimangano
e di tutti quanti i trascorsi
pochi sono stati vita, sai
è scarica ad alta tensione
durante il temporale,
credo di aver saputo cosa fosse
soltanto alla fine,
quando l’affaticamento
fa sentire cotti e mangiati,
o un treno per Ravenna
inchiodato a Classe
che non riparte più.

*

Una bizzarra confidenza

Tra noi a volte
si crea una bizzarra confidenza,
un privilegio
nella vita piena di buche
eppure non ci perdiamo di vista:
ogni mimosa ama
la propria aiuola e non sa
della pioggia, l’accetta in dono,
casomai la felicità abbia voglia
di schiudere spiragli alla luce.
Chissà dove può un padre che
non è mai stato figlio
avere appreso la necessaria
educazione.
Allora ci s’interroga sul da farsi,
su deroghe e necessità
e come sempre finisce che
io ti do voce, mentre tu
mi lasci il silenzio delle chiese.

*