La Settimana

«È estremamente gentile
da parte vostra pensarmi qui
E vi sono molto grato per aver chiarito
Che in realtà non sono qui…» Syd Barrett

Lunedì. Il gatto pigia, pigia,
per ricavare latte in polvere.

Martedì. Piogge improvvise
portano freddo, caldo, poi freddo.

Mercoledì. Non è folle
scegliere Dio per non essere animali?

Giovedì. Odio l’autunno,
da ferragosto ai morti, nessuna festa.

Venerdì. Robinson è scappato dall’isola,
un carro attrezzi rimuove due imbecilli.

Sabato. le previsioni anticipano
una sciagurata fine settimana.

Domenica. Nessuno è più qui,
il sole ha riempito la terra dei vasi.
La neve, come spesso, tarderà a venire.

Reale

Il reale è parco.
Se l’occhio è nudo,
certo patirà freddo.

La carne, gelsomino
rampicante sui legni:
il sentimento più puro,
volatile e pronto
per diventare Infinito,
o finire nel cestino
con altri studenti fuori sede.

La mia casa
è ovunque sia Tu.

E per antitesi vigliacca
un pessimismo carnale da poeta
pronto a vendersi
per le sue lagne.
Oppure a cedere
al primo moto contrario;
al non so cosa ho detto,
ma mi è piaciuto.

A voler chiudere
questo armamentario fiacco,
per redimerlo, dirò
non esiste poeta civile,
ma c’è carne, la più rara,
che sa pensare.

passione o maltempo

nuvole rosse su ogni rotta,
passione o maltempo
nessuno è indovino,
non so perché ci si perda
a guadagnar l’uscita
pensandola un salario

bocche aperte, urlanti,
imbavagliate dal finto diritto
di non essere ascoltate.
riprendono conoscenza scalciando,
o morendo.
alcune ritrovano la luce
tra colpi di tosse

non c’è stadio capace
di contenerli tutti.
il nuovo presidente annuncia,
come fosse tutto fatto:
oggi sei cileno, domani italiano

i ceppi sono già nell’aria,
la mafia gioca
a guardie e ladri,
chi tace acconsente,
tutti dalla stessa parte

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il coltello sotto il cuscino

Qui, anche un fosso
è più antico dell’America,
le nostre donne
prima del sonno
si concedono un sospiro
dopo aver consultato la sibilla
dentro lo specchio

qui, bestemmiamo come santi,
i nostri sogni brillano, mancano,
costretti e beati

al risveglio spuntano
girasoli incendiati tra l’erba
coperta di bianco:
anche una pietra focaia
comincia a sentir freddo

qui, vorremmo essere tutti uguali,
il coltello sotto il cuscino,
il cuore gonfio d’amore e rispetto

ascolti amArgine: Flaming – Pink Floyd (1967)

Sono uno di quelli che pensano e amano ancora il genio di Syd Barrett, i Pink Floyd avrebbero dovuto cambiar nome dopo la sua cacciata. Altro che omaggi tardivi e pelosi alla Wish you were here, cazzo! “Flaming” era inizialmente intitolata “Snowing”, che significa nevicata. Il “flaming” è una delle caratteristiche sensazioni provocate dall’LSD per la quale oggetti come sigarette e dita sembrano generare scie di fuoco.

IN FIAMME

Solo tra le nuvole tutte blu
sdraiato su un piumino, Yippee!
Tu non puoi vedermi ma io riesco a vedere te!

Oziando nella brumosa rugiada
sto seduto su un unicorno
Niente paura! Tu non puoi sentirmi
ma io sento te!

Guardando i ranuncoli afferrare la luce
dormO su di un dente di leone
É troppo!
Io non ti toccherò eppure potrei.

Nuotando attraverso il cielo stellato
viaggio per telefono
Ehy oh, su andiamo
mai così in alto!

Solo tra le nuvole tutte blu
sdraiato su un piumino, Yippee!
Tu non puoi vedermi ma io riesco a vedere te!



TESTO ORIGINALE

Lone in the clouds all blue
Lying on an eiderdown, yippee
You can’t see me but I can you

Lazing in the foggy dew
Sitting on a unicorn
no fear ! You can’t hear me
but I can you

Watching buttercups cup the light
Sleeping on a dandelion
too much
I won’t touch you but then I might

Streaming through the starlit skies
Travelling by telephone
Hey ho here we go
Ever so high

Alone in the clouds all blue
Lying on an eiderdown, yippee
You can’t see me but I can you

Artisti

Falena misteriosamente
attratta dal luccichio
di ogni luce, anche fredda.
Il desiderio apra le braccia.
Frattanto è nessuno e nulla.

L’Artista vero pensava
bastassero carte in regola.
Prima di sparire giocò e perse,
aprì le finestre, chiuse le quinte,
nascose il telefono in frigo.

La memoria prospera veloce,
non per egoismo, ma
ogni ricordo è fuori luogo.
Potesse staccare con baci e denti
ogni timore.

Oggi inutili artisti sorridenti
se la cavano fissati a un muro
sotto un divieto di affissione.
La mia fiaba è apparire,
il mio desco proseguire.

Sembrano dire
ma non in mio nome.

L’impossibile in borsa

L’impossibile è in borsa,
anche il libro di Armitage
scomposto, scollato, evidente,
giusto per distendere l’anima.

Umore coerente
a tutto quanto piantato
sotto il vestito, in lei ritrovo
unghie, segretamente in agguato.

Da tempo,
seguendo l’opulento corso,
passano fiumi e affluenti
mai pronti alla prossima pioggia.

Alle Sette del mattino
tra le reti di Grado, verso sera
nell’umido scurito
com’è soltanto Imola.

Pare sia incurabile il suo vagare
in cerca di un ombroso capolinea.
L’accompagni sempre
il desiderio in chi sa leggerla.