lettera del trafficante

ogni giorno posti schifosi,
nuovi per ululare al perduto bene,
qui, ovunque siano non si sta bene

soltanto noi sappiamo di ginocchia consumate
e mal di schiena, scarpe
gettate in acqua durante il cammino

diciamo degli astri la lontananza,
delle ferite l’afflizione, di citazioni:
il vocabolario italiano/islandese è pieno

vi dite poeti, sareste poeti voi?
che non avete nemmeno l’accento, frequentate
nei limiti qualche convitto di gente giusta?
i vinti amano la vita,
sanno vivere di niente e non praticano commerci,
sono i primi che muoiono, vinti,
api, rondini e farfalle

non date fiducia alle segreterie,
ma confidate nel contante e nella roba buona,
che soltanto io posso offrire

Il tempo

Il tempo.
Appeso ad alberi oscillanti,
piegati alla ferocia
che stanca ogni cosa, alle mosche
pronte a divorare l’incosciente,
il solitario, il ratto

mascherati da individui,
impossibile lasciare tracce
nella gravità della situazione,
coi loro para pioggia illustri
ma inadatti a trattenere diluvi

Il tempo.
Anche un chiodo feroce arrugginisce
e cade,
sempre pronti gli aguzzini
nella genesi di nuova tempesta

ce la siamo fatta 23

Sono stato rimproverato di essermi messo a ridere da mesi sopra una tragedia che ha mietuto solo in Italia 35.000 morti, come se mezza Faenza e più, la città in cui sono nato, fosse venuta a mancare. In realtà non ci ho riso e non ho dileggiato i morti e tutte le vittime, perché di vittime non ci sono stati soltanto morti e contagiati. Vittime siamo stati tutti noi, privati di elementari libertà, ogni giorno sempre più poveri, vittime di un aumento generalizzato e ingiustificato dei prezzi, vittime di ansie e paure di stampo medievale, disinformati, vittime di classi politiche impraticabili . Già prima questo non era un paese per giovani, ora non lo è più del tutto. Dovevo stracciarmi le vesti? Urlare? Fare il fariseo? No, checché qualcuno ne pensi, non fa parte del mio Dna. Io ho visto la Stazione la mattina della domenica del giorno dopo, e un cazzo di niente mi fa più paura. Solo tristezza. Per questo ho preferito l’ironia, anche la risata di grana grossa, piuttosto che maledire, inascoltato, per cui tiro dritto coerente, alla faccia degli incoerenti non richiesti, che giudicano e mentono (soprattutto a essi stessi) ogni giorno. E a culo tutto il resto.

ce la siamo fatta 20

Scorrendo gli annunci economici, Adrianone ha trovato l’attack per la coda e soprattutto ci ha girato un annuncio apparso su Scemus un settimanale di annunci economici molto letto qui da noi:
“cercansi sagome da stadio, non importa la fede calcistica”.
Siamo andati all’agenzia, purtroppo abbiamo subito un colpo di frusta quando siamo stati tamponati da un camion della nettezza, che ci si è rovesciato addosso. Infine, dopo aver messo un collare, siamo arrivati all’Agenzia Ansia, già il nome doveva metterci sul chi va là. Puzzavamo come levrieri dopo una corsa, ci ha ricevuti un tizio, occhiale scuro, catenone d’oro al collo che, con uno spiccato accento lumbard ci ha spiegato in breve il lavoro. Cinquanta euro senza rimborso spese, e pressatella gratis per sembrare vere e proprie sagome per le partite di calcio a porte chiuse. Siamo stati pressati e, anziché essere portati sugli spalti dello Stadio Atleti Azzurri d’Italia, gettati in una discarica, la vendetta del governatur Fontana è stata dunque atroce. In tutto questo marasma, Agone ha pensato bene di innamorarsi di un poster di Michelle Hunziker raffigurante la parte migliore della vedette svizzera: le chiappe.

a risalire

Proviamo, riproviamo, senza Dio
dopo avere ritrovato un foglietto
col numero di telefono dell’Ade.
Scritto in fretta e quasi gettato via.
Lo spazio è una vasca d’acqua
riempito coi fondi
di tante bottigliette,
emerge la testa da naufrago
sempre pronta a ogni giorno di sole
o di pioggia,
una panca battuta di sole
per lasciarsi macchiare
dell’abbraccio appiccicoso e moschicida
d’umore al tiglio
già rapito dal presente, dalle piogge.
Gli Ignoti
non sono formule di Einstein,
nemmeno le lacrime calde di Edith Stein.
La sensazione è perfetta.
Assimila al desiderio di unicità
il bisogno di essere pioggia,
a risalire.

Ce la siamo fatta 16 bis

Non si fa altro che parlarne da stamattina! Ha del clamoroso il boicottaggio del comizio di Drumpo al Palasport di Tulsa, solo 6.000 presenti su 20.000 posti grazie a prenotazioni fake! Tiktokers? Giovani millennials fans sfegatati del pop sudcoreano, come si dice oggi? Ma valààààààà, il merito è della nostra cellula americana der Monnezza e Ragno Vargas, sono stati loro gli autori di cotanto capolavoro. Hanno inondato il sito di Drumpo di finte prenotazioni, menando per il naso gli analisti. Ma poi dico io? Quando ti arrivano 7.563 prenotazioni a nome Ragno V., altre 5750 a nome Monnezza, Monnezzino, Venticiello; altre 22063 a nome A Manipole of Heroes; 15 a nome Agone R.; non ti poni domande decisive sul senso della vita? E infine disdette all’ultimo secondo tipo:
– Mia nonna di 90 anni si risposa perché incinta;
– Il mio gatto è gay;
– il polipo che vive nelle mie mutande non vuole venire;
– Ho fatto un sogno erotico molto impegnativo;
– Debbo portare mio marito ai giardinetti per l’operazione bisognini;
– Oggi debbo andare a scuola;
– Conte dice che ha bisogno di me come consulente …
Ma quando ti arrivano disdette del genere, non ti poni qualche domanda?
Ora, dopo questa azione dimostrativa, puntiamo al riscatto e alla riconsegna della first lady, che inizia a guardare Cobra in modo strano e oltretutto le puzzano i piedi.
Speriamo che il ragnetto malefico non si incazzi quando apprenderà dell’incendio che gli ha polverizzato la sua amata ragnatela con bassocomodo e doppi servizi.

ce la siamo fatta 16

Alzi la mano, specie chi ha dai cinquant’anni in su, chi non si è mai toccato (antimalocchio! per cortesiaaaa…) al passaggio di quest’auto, la leggendaria PRINZ. E’ stata l’auto porta sfiga per autonomasia, il colmo lo raggiungemmo prima del 1980, quando, dopo il passaggio di una Prinz con quattro suore a bordo, cadde il governo andreotti, ci furono la strage alla Stazione e il terremoto in Irpinia. Già da qualche giorno, dopo l’incendio provocato da Cobra per uno sfregamento accidentale sulle chiappe della first lady, l’imam della moschea Muhammad Ahi Kemal, afferma di aver visto passare per il Viale della Stazione una Prinz, poco prima dell’assassinio del generale Suleimani e della conclamazione del vairus, che com’è oramai provato passeggiava indisturbato per Via Rizzoli travestito da cagotto. Dopo la solita Fiorentina con pinzimonio, e dopo aver esalato l’ultimo ruttino, Agone ha testualmente dichiarato:
– Ma è la mia! L’adopero per consegnare a domicilio –
Ecco, ce lo siamo fatto …

ce la siamo fatta 14

In USA un uomo su dieci è gaio, ce lo ha spiegato l’illustre proctologo Bubdul El Culrutaz, che ora esercita nella clandestinità, curando ragadi ed emorroidi ai pochi lavoratori italiani sopravvissuti all’apocalisse vairus, qui, nella moschea dove siamo rifugiati. Cobra si sta rivelando un elemento preziosissimo, basta che ringhi e il vairus fugge a tentacoli levati. La vita sarebbe anche tranquilla, ma ci sono due problemi fondamentali, Donaldo non paga e la Cia ci spia. Perché credete che l’attuale inquilino della Casa Bianca pensi a costruire muri anziché al recupero della sua first lady? In realtà anche lui è un arcobaleno! Passa il suo tempo a twittare con il suo Vlady, un russo di cui si sa poco o nulla. Si passano, like, ricette nuove per la carbonara, le ultime novità in materia di intimo maschile, e cuoricioni. I servizi segreti cercano di mantenere l’incognito su questa storia, ma Er Monnezza ha sguinzagliato Ragno Vargas alla Casa Bianca, e ora possiamo dirlo a tutto il mondo. Siamo governati da una manica di imbecilli che agiscono in nome e per conto dei ricchi a svantaggio dei proletari occidentali e di tutto il Terzo Mondo, dunque… urca il campanello, chi sarà?
– Agone: è il salumiere, dice che vuole i soldi per le salsicce, mi presti la carta di creditooo?

Cadde una cometa

Cadde una cometa dalle parti di Milano,
non era l’annuncio di Gesù ai Magi,
è stata una disgrazia.

Noi tutti coltivammo illusioni,
crescevano bene, il terreno sabbioso
ben concimato d’agricoltura intensiva
non tradì mai, fino al giorno prima,
erosioni sospette e pezzi di squame
di terribili rettili.

Fino al giorno in cui
qualcuno alzò la testa, scrutò in alto
si lussò la cervicale, e disse
sono stanco.

ce la siamo fatta 9

Oggi siamo peggiorati, ha telefonato Donaldo Drumpo.
Ha risposto Agone.
– Pronto moschea covo del manipolo di eroi!? –
– Hello boy, here’s Donald Trump! –
– Sì, mia nonna! click
Abbiamo poi appreso dalle dichiarazioni di Mike Pompeo, segretario di stato Usa, che Trump voleva pagare il riscatto sulla base di 50 milioni di dollari.
Agone le ha prese. il presidente pure, perché non riusciamo a disfarcene.
Lo abbiamo caricato bendato su un Fiorino senza targa poi lo abbiamo abbandonato legato a un guard rail sulla superstrada per San Marino. Dopo 10 ore qualcuno ha suonato il campanello. Era lui.
– C’è Agone? –
Dopo aver bestemmiato in antico cantonese, ci è toccato aprire, legarlo di nuovo al letto e mettere su i Bee Gees.