Salò risuscita ogni giorno

A noi mancò Norimberga,
i figli dei figli imperversano
come nulla fosse stato.

Salò risuscita ogni giorno
nelle grossolanità in cronaca,
nei figli di nessuno concepiti
per la ruota degli esposti.
Ovviamente tutte star,
affittacamere mal disposte,
signorine col culo grosso.

A voi invece sta mancando tutto.
Tolto, quel che dicono,
sia necessario.

Non temete, ripartiranno,
i treni saranno vuoti,
spose senza mariti:
infreddolito ogni principio.
La democrazia non sta bene,
si regala e, al rifiuto, venga
ne prenda un po’, è avanzata.

Qualcosa è già disponibile,
altra ne verrà

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Andremo in vacanza

Nixon col culo per terra, che spettacolo,
l’espressione di chi ha perso una guerra
vincendo. Le rockstar vestite al buio
frequentano da sempre poeti
e banchieri, scrivono e guadagnano
denunciando dittature militari
e finanziarie mai vissute sulla pelle.

Trump come Nixon, non è prevedibile
il tempo necessario per la caduta.
Siamo tutti americani,
avidi e stanchi come loro, abbattuti
come ogni bravo europeo
ancora a lutto per l’undici settembre.

Sii un successo, sii tollerante,
divertiti tanto, compra fino allo sfinimento,
fallo e basta, finché sei giovane:
è una volta sola, difendi i tuoi diritti,
pensa con la tua testa, non sprecare tempo,
lavora duro. Sii unico come tutti gli altri.

Le canaglie sono quelle iscritte a ruolo
nei libri neri dei servizi segreti,
il Presidente sa di non dover parlare.
Restino nel Loro Mondo gli abbietti,
per tutti gli altri c’è il Nuovo,
intanto andremo in vacanza,
e vaffanculo.

Dev’essere importante.

Sono sempre stato periferia,
bisogna pur accontentare le iene
se si vogliono accordare violini.

Apparendo e scomparendo,
l’ordinaria follia di ogni giorno spinge,
dimostra come si può star male
quando il respiro di chi fa respirare
lascia anidridi, e se ne va.

Certi sogni vagano ancora,
finirà l’estate,
dentro bauli, abbracciati con amore
a coperte all’uncinetto
ancora intatte. Mai stato al centro.

Ogni punto di vista è sguardi
dimenticati, gettati ai pesci,
poeti imbroglioni il cui amore
confonde l’amor mio che non muore.

Le fogne fanno indigestione
di bombe d’acqua e carta stampata,
qualcuno timido, si sa,
ti vuole bene, tocca,
come volesse farti girare.

Il postino, questa mattina,
prima che venisse giù il mondo,
ha lasciato uno scorpione
dentro la cassetta delle lettere.
Dev’essere importante.

ascolti amArgine: Ohio – Neil Young (1970)

Il brano è scritto di getto da Young dopo la morte di quattro studenti, uccisi dalla guardia nazionale durante una manifestazione pacifista alla Kent University il 4 Maggio 1970. Fu pubblicato appena 10 giorni dopo gli omicidi. Un successo che non servì a niente, gli assassini non furono puniti.

OHIO

I soldatini di piombo e Nixon arrivano,
finalmente siamo per conto nostro.
Quest’estate sento tamburi che battono,
quattro morti in Ohio.

Dobbiamo occuparcene,
i soldati ci stanno falciando a fucilate,
bisognava farlo già da tempo.
Che diresti se tu conoscessi qualcuno
e lo trovassi morto per terra,
come reagiresti sapendolo?

Dobbiamo occuparcene,
i soldati ci stanno abbattendo a fucilate,
bisognava farlo già da tempo.

I soldatini di piombo e Nixon arrivano,
finalmente siamo per conto nostro.
Quest’estate sento tamburi che battono,
quattro morti in Ohio.

VERSIONE ORIGINALE

Tin soldiers and Nixon coming,
We’re finally on our own.
This summer I hear the drumming,
Four dead in Ohio.

Gotta get down to it
Soldiers are gunning us down
Should have been done long ago.
What if you knew her
And found her dead on the ground
How can you run when you know?

Gotta get down to it
Soldiers are gunning us down
Should have been done long ago.

What if you knew her
And found her dead on the ground
How can you run when you know?

Tin soldiers and Nixon coming,
We’re finally on our own.
This summer I hear the drumming,
Four dead in Ohio.

la poesia

sono tua moglie, le tue doglie,
il serpente piumato dell’età d’oro

mi accanisco sui tuoi resti
per restare sul mio piacere

salto improvvisa sul tavolo
a unghie spianate rovescio l’architettura

a volte spalanco le cosce
ma la visione è limitata, sono ovvia

non mi lasciare
non ho altri che te

eppure non c’è odio migliore
nel sentimento di ogni giorno

quando il portacenere è colmo
e turba il più accanito dei fumatori

non ho pubblico, ho privato
non smetto l’impossibile. mai

Ascolta & Leggi: Claudio Lolli & Nanni Balestrini, dagli anni di piombo agli anni di merda

PER CHI ABBIA VOGLIA DI LEGGERLA, HO TROVATO QUESTA PICCOLA ANTOLOGIA, IN RETE. GRATIS.
Autoantologia_della_signorina_Richmond

PICCOLO APPELLO AL PUBBLICO DELLA CULTURA OVVERO POESIA SUGLI ANNI DI PIOMBO E GLI ANNI DI MERDA

Eccoci qua ancora una volta
di fronte al pubblico della cultura
che seduto di fronte a noi benevolmente
come sempre si aspetta poesia e verità

scherzo naturalmente so benissimo che
il pubblico della cultura è smaliziato
è un furbone di tre cotte e matricolato
non c’è nessuno che gliela dà a bere

ne sa una più del diavolo
sa che la letteratura è menzognera
che tutte le vacche sono nere
che 2 + 2 non fa quasi mai quattro

che la società dello spettacolo ci ha disintegrati
mica è fesso è bastato che dicessi il titolo
e ha capito al volo immantinente
che dalla mia bocca sarebbe uscito

un suono antico e familiare come
l’urlo dei manipoli e il rombo dei cavalli
cioè vogliamo tutto e quella roba lì
eco lontana di un passato dimenticato e sepolto

le cui tracce sono state accuratamente
contraffatte cancellate dissolte da un esercito
di mercenari giornalisti storicisti televisisti
lautamente remunerati per riscrivere la storia

di un paese minacciato da un’orda sanguinaria
che voleva bruciare le banche e le chiese
mangiare i bambini e sputare sui vecchietti
e sui sacri partiti nati dalla resistenza

che voleva non lavarsi e non lavorare mai
farla finita con i valori le regole le ideologie
come stigmatizza il severo giorgiobocca
e anche appendere i padroni per le palle

e tutte le possibili nefandezze sovversive ma
spiegano le cronache falsificate d’italia
le forze dell’ordine e della civiltà
hanno infine prevalso e i biechi eversori

sono stati tutti quanti incatenati o sparati
così imparano a contestarci proclamarono
i banditi dell’arco costituzionale vittoriosi
e così beneamati salvatori della patria in pericolo

poterono dedicarsi indisturbati a saccheggiarla
il più straordinario saccheggio di tutti i tempi
e dall’emergenza sbocciò il nuovo rinascimento yuppie
i magnifici anni 80 incensati da tutti gli alberoni

gli anni di merda insinuano i maldicenti gli anni
della restaurazione dell’opportunismo del cinismo
con tanti soldi cocaina fotomodelle per chi ci sta
eroina o muccioli per chi proprio non ci sta

e tv spazzatura per rinconglionirci tutti quanti
gli anni culturalmente più vuoti e squallidi del secolo
in cui nugoli di intellettuali collaborazionisti
ben lottizzati e benissimo pagati ci rifilavano

le meraviglie dell’effimero e del postmoderno
una letteraturina da telefonini bianchi
le voci bianche del pensiero flebile
e la storia che pluf finisce proprio adesso

come ben ricorda il nostro bel pubblico della cultura
voi lì che queste cose le sapevate tutte ovviamente
e le sopportavate sì ma con indignazione malrepressa
scuotendo spesso la testina e sospirando forte

e ci soffrivate un po’ anzi tantissimo in silenzio
nel silenzio dei vostri cuori e delle vostre menti
ma diciamolo pure ora che si può dirlo forte
anche voi non vedevate l’ora che le cose cambiassero

magari perfino speravate con indomito coraggio
che tutto questo puttanaio finisse prima o poi
anche se non potevate fare niente per
non importa lo auspicavate fermamente e spesso

ma adesso il problema non è vedere quanto avete
le mani pulite non è che dovete alzarle se
avete goduto con sgarbi o pippobaudo
se berlusconi è stato il vostro modello di vita

se vi siete pentiti del 63 o del 68
se avete pensato che il capitalismo è una figata
che la poesia è la parola innamorata
che la rivoluzione cambia il mondo solo in peggio

e altre insostenibili leggerezze del vostro essere
questo non è l’anno del terrore nessuno pensa
di tagliarvi la testa o la mano per queste inezie
son cazzi vostri giù le mani e niente paura

perché adesso c’è ben altro da fare
adesso che la gran cuccagna è terminata
perché non c’è più niente da saccheggiare
adesso che bisogna ricominciare tutto da capo

adesso che anche la parole sono saccheggiate
e noi che ci occupiamo della loro manutenzione
dobbiamo tentate di ridare un senso alle parole
ci appelliamo a voi comparse e pubblico

voi per cui facciamo in fondo tutto questo
adesso come altre volte in tempi bui
in cui discorrere di alberi è quasi un delitto
ascoltateci ancora una volta con indulgenza

Signorina Richmond, orfana.

Nessuno la fila,
nessuno ha voglia di pensare,
uscire, farsi sentire,
chi glielo fa fare?

Nessuno.
L’ardire appartiene soltanto
ai preti
che non parlano da preti.

Lei sta nuda, giorni interi
dentro il suo appartamento
a prendere freddo,
nessuno la chiama,
perché nessuno ha voglia di partire.

Qualcuno vorrebbe fuggire, forse.
Altri si lasciano ipertendere:
tutti arrabbiati neri,
nessuno fuori casa.

E’ cosi, senza purtroppo,
la Signorina Richmond
ha perduto il padre.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/05/20/nanni-balestrini-e-morto-e-noi-vogliamo-tutto/5193795/