Ascolti amArgine: Samora Club – Krisma (1982)

Maurizio Arcieri ci lasciò in una malinconica fine gennaio di cinque anni fa. Ha attraversato varie stagioni della musica giovane italiana, dal beat dei New Dada e da solista stile anni Sessanta quando ha proposto molte cover di grandi successi d’oltremanica. Poco dopo la metà dei Settanta venne fulminato dal punk e dalla new wave, conobbe sua moglie Kristine Moser e con lei fondò i Krisma, un matrimonio e una band che hanno tenuto botta, senza fermarsi mai e senza tentazioni di facili revival, fino a questo secolo. Buon ascolto.

SAMORA CLUB

La notte è calda
La fiamma è luminosa
Meglio aspettare
il momento giusto!

Tempio caldo!
Trasferimento temporale
Al samora Club
Samora Club

Ad oriente la luna splende! Di quello
Non preoccuparti, conosco la paura
E se te lo dico
Che le nuvole si stiano separando
Lo saprai
Sei il benvenuto qui
Qui!
Dove l’acqua continua a cadere
La luna è luminosa!
danza
Ballano tutta la notte
Al samora club
Luci così particolari

Ad oriente la luna splende!
Non preoccuparti, conosco la paura
E se te lo dico
Che le nuvole si stiano separando
Lo saprai
Sei il benvenuto qui

Movimenti planetari
Lenti a schermo incrociato in vetro
Gomma gomma arabica
Gomma arabica di gomma
Siamo senza peso
Immagini galleggianti
Ma ad est
Niente è nuovo
E se te lo dico
Che le nuvole si stiano separando
Sai ancora che sei il benvenuto qui

TESTO ORIGINALE

Night is hot
The flame is bright
Better to wait
Till the time is right!

Temple hot!
Temporal transfer
To samora club
Samora club

Ad oriente la luna splende! That
Don’t be concerned i know the fear
And if i tell you
That the clouds are parting
You will know
You are welcome here
Here!
Where the water still falling
The moon is bright!
Dancing
That all night dancing
At samora club
So particular lights

Ad oriente la luna splende!
Don’t be concerned i know the fear
And if i tell you
That the clouds are parting
You will know
You are welcome here

Planetary movements
Glass cross-screen lenses
Gum arabic rubber
Gumma arabic rubber
We are weightless
Images floating
But in the east
Nothing is new
And if i tell you
That the clouds are parting
You still know you are welcome here

Language is a virus (from outer space) – Laurie Anderson (1986)

La vedova Reed geniale almeno quanto il marito, in uno dei suoi migliori pezzi. Buon ascolto.

IL LINGUAGGIO E’ UN VIRUS (DALLO SPAZIO ESTERNO)

Il paradiso è esattamente come dove siete in questo momento
solo molto molto meglio.
Ho visto questo ragazzo sul treno
sembrava legato a una di quelle trance astratte.
E lui stava borbottando: Ugh … ugh …
e Fred ha detto: Penso che stia soffrendo qualche tipo di dolore.
Penso che sia un grido dolore.
e io ho detto: cry dolore?
allora il linguaggio è un virus. lingua! si tratta di un virus!
E ‘un virus!
Bene stavo parlando con un amico e dicevo:
ti volevo. e io stavo cercando. ma non riuscivo a trovarvi.
Non riuscivo a trovare te. e lui ha detto: hey! Stai parlando con me?
o è solo pratica per una di quelle tue prestazioni, eh?
linguaggio! si tratta di un virus!
Ha detto: ho dovuto scrivere quella lettera a tua madre. e ho dovuto parlare al giudice.
E ho dovuto vendere la macchina e andare in Florida.
Perché questo è solo il mio modo di dire (è un incanto.)
che ti amo. e io (è un lavoro.) ho dovuto chiamarti voi alla prime luci dell’alba (perché?)
ed elencare, ma mi sono sbagliato.
Causa che è solo il mio modo di dire che mi dispiace.
(Si tratta di un lavoro.) Linguaggio! si tratta di un virus!
Il paradiso è esattamente come dove siete in questo momento
solo molto ma molto meglio.
E un naufragio migliore. (Si tratta di un lavoro.)
Sai? Non credo che ci sia una cosa come la tv.
Voglio dire – solo continuare mostrando le stesse immagini più e più volte.
e quando parlano hanno suoni più o meno sincrono con le loro labbra.
questo è quello che penso! linguaggio! si tratta di un virus!
Bene ho sognato, c’era un’isola che è salita fino sopra il mare.
e tutti sull’isola erano davanti alla tv.
e c’era una bella vista, ma nessuno poteva vedere.
Perché tutti sull’isola dicevano: guardami! guardami! guardami!
Perché vivevano tutti sopra un’isola che si levò dal mare.
e tutti sull’isola erano davanti alla tv.
e c’era una bella vista, ma nessuno poteva vederla.
Perché tutti sull’isola diceva: guardami!
perché?
Il paradiso è esattamente come dove siete in questo momento solo molto molto meglio.

TESTO ORIGINALE

Paradise
Is exactly like
Where you are right now
Only much much better.
I saw this guy on the train
And he seemed to gave gotten stuck
In one of those abstract trances.
And he was going: Ugh…Ugh…Ugh…
And Fred said: I think he’s in some kind of pain. I think it’s a pain cry.
And I said: Pain cry?
Then language is a virus.
Language!
It’s a virus!
Language!
It’s a virus!
Well I was talking to a friend
And I was saying: I wanted you.
And I was looking for you.
But I couldn’t find you.
I couldn’t find you.
And he said: Hey!
Are you talking to me?
Or are you just practicing
For one of those performances of yours?
Huh?
Language!
It’s a virus!
Language!
It’s a virus!
He said: I had to write that letter to your mother.
And I had to tell the judge that it was you.
And I had to sell the car and go to Florida. Because that’s just my way of saying
(It’s a charm.)
That I love you.
And I (It’s a job.)
Had to call you at the crack of dawn (Why?)
And list the times that I’ve been wrong.
Cause that’s just my way of saying
That I’m sorry. (It’s a job.)
Language!
It’s a virus!
Language!
It’s a virus!
Paradise
Is exactly like
Where you are right now
Only much much (It’s a shipwreck, )
Better. (It’s a job.)
You know?
I don’t believe there’s such a thing as TV.
I mean – They just keep showing you
The same pictures over and over.
And when they talk they just make sounds
That more or less synch up
With their lips.
That’s what I think!
Language!
It’s a virus!
Language!
It’s a virus!
Language!
It’s a virus!
Well I dreamed there was an island
That rose up from the sea.
And everybody on the island
Was somebody from TV.
And there was a beautiful view
But nobody could see.
Cause everybody on the island
Was saying: Look at me! Look at me! Look at me! Look at me!
Because they all lived on an island
That rose up from the sea.
And everybody on the island
Was somebody from TV.
And there was a beautiful view
But nobody could see.
Cause everybody on the island
Was saying: Look at me! Look at me! Look at me! Look at me! Look at me!
Why?
Paradise is exactly like
Where you are right now
Only much much better.

Ascolti amArgine: Indian Summer – The Doors (1970)

Da Morrison Hotel, 1970. E una breve citazione sulla poesia da un libretto che mi è capitato tra le mani:

La poesia non dice niente, elenca solo delle possibilità. Apre tutte le porte. E voi potete passare per quella che preferite. (Jim Morrison)

Se volete provare a procurarvelo, il libro è questo:
http://www.orticaeditrice.it/prod.php?id=104

Estate Indiana

Ti amo, al meglio
Meglio di tutto il resto
Ti amo, al meglio
Meglio di tutto il resto
che ho incontrato nell’estate
Nell’estate indiana
che ho incontrato nell’estate
Nell’estate indiana
Ti amo, al meglio
Meglio di tutto il resto

TESTO ORIGINALE

I love you, the best
Better than all the rest
I love you, the best
Better than all the rest
That I meet in the summer
Indian summer
That I meet in the summer
Indian summer
I love you, the best
Better than all the rest

Ascolti amArgine: No man’s land – Syd Barrett (1970)

Secondo me è uno dei più grandi, buon ascolto.

TERRA DI NESSUNO

Vorresti tenere la testa alta
Ci provi pure
Vorresti tenere un ‘altra mano
Oh capisco!
Mi hanno anche visto sotto chiamata
Noi sotto tutto
Noi tremendi,tremendi,striscianti
Sentire la mia ora
Guardarmi piangere
Solo cercandoti anche provandoci
Potrò farti sorridere
Se è laggiù ci andrai anche tu?
Quando vivo muoio!
Mi hanno anche visto sotto chiamata
Noi sotto tutto,noi tremendi,tremendi,striscianti
A causa tua,per vedermi essere
L’ultimo verso più garbato…
Ma non puoi suonare a orecchio,dimmi
Dimmi yippie e anche :pesantemente spaziato

TESTO ORIGINALE

You would hold your head up high
you even try
you would hold another hand:
oh understand!
They even see me under call
we under all,
we all follow foot crawl
to hear my hour
come see me cry…
Just searching you even try
I can make you smile
if it’s there will you go there too?
When I live I die!
They even see me under call
we under all, we all follow foot crawl
because of you, to see me be.

(last verse mostly garbled….but you can pick out Tell me, Tell me, Tell me Yippee and also: Heavily Spaced. According to legend, this verse was originally meant to be understood, but when they f**ked it up in the studio, Syd liked it and kept it that way…) – Psycho

SYD BARRETT

Gioielli Rubati 79: Lucia Triolo – Giorgio Stella – Marco G. Maggi – Paolo Beretta – Barbara Auzou – Youleisi Cruz Lescano – Anna Maria Spalloni – Maria Allo.

I peccati

I peccati indossano calze
trasparenti e
parlano di freddo ai piedi
Credevo di averli raggiunti
agguantati per le caviglie
Sbagliavo
Mi ero imbattuta in gambe furiose
sui piedi di un’altra
in bilico tra falcate di peccati teneri
appena nati
incapaci di parole cocenti
I miei erano
senza più parole
a togliersi le calze roche
che indossavo ieri
mentre ti sposavi

mentre io
mentre
io

di Lucia Triolo, qui:

Poesie

*

I

Casca albino, casca sulla caratura di bronzo
Che la betoniera passa –
Altre luci altrove tra Nizza e Berlino
Vendono un litro di latte al costo di un tallero
Di prezzo di mercato in fiera e tutte
Le botteghe sbattute via dal vento,
tutte le locande in fumo compresa quella dell’orso

Dopo la notte il giorno dopo
il tribunale ti lascia decidere se uccidersi o ammazzare
ma le conchiglie tricolori a sonagli erano distribuite, bene,
tra il corso della storia e la vettura del nulla –
niente prosegue se tutto passa

Un ricamo organico un tempo di biglie e uova di pesce
poi i punti per raccogliere i buoni da rivenderli
come [ocre latino in lover…]
la facciata bianca pittata a viola di seme di coca-cola
quanto basta al regime del reame l’arca della sfinge

Alla medesima reciproca una vivanda è netta e moltiplicata –
Chi camminò sulle acque, sante, volò
le reti a picco nell’arco delle nevi –
tutti sapevano il niente di nessun miracolo
con la costola in spalla la sabbia come neve
della palla capovolta

Il concime era di rango fresco ma i guanti bucati
E la resistenza non poteva contenere la misura –
dietro le lapidi i pifferi dei vasi o il polpo
di china reso vetrina in specchio –
tronco di mura siderali
quante foglie il coccio?

Passa stridente la baita albina la [cocca-arancio] picchia della
Stufa di Bellezza come quando muove il sinistro
Persico all’avamposto spezzato
Nella legna della militanza incensa

Fuori peccato di siero si muove s p e z i a
Nella baita con la le castagne nelle
Foce del naso e le tette grosse
Con le macchinette al cuore che tra
Un secondo all’altro da questo mondo
L’altro accade sieropositivo alla pipa di costume

Non sono demoni hanno spacciato la colla
Di cocco per regno e suo teatro:
la scena l’aveva pittata una girandola
loco-stagione e perché? perché il collo
dell’utero è il glande della melissa –
uva, passa, passa uva che la frutta sbattuta
alla mensa del carnevale getta i semi
se li ha da dare agli oceani

di Giorgio Stella, qui:
https://rebstein.wordpress.com/2020/02/12/incantagione/

*

Una domenica uggiosa

Una domenica uggiosa
senza costrutto
dove nulla si mobilita
e sembra avere un senso

Al binario della stazione
un’anziana signora
bassa e tracagnotta
con una grande borsa
corre penosamente
verso il treno in attesa

Due ferrovieri mi sfiorano
parlando di campionati da vincere

non c’è null’altro da segnalare
nessun movimento ulteriore
prima del lunedì.

di Marco G. Maggi, qui:
https://mandolinom.wordpress.com/2020/02/09/una-domenica-uggiosa/

*

Somewhere

Sei come la sabbia
sotto le ciglia austere dei palazzi.
Capita spesso a Parigi
per questo la amo.
E amo te
la tua assenza
le mie origini contadine.
So di poter tornare a casa
se voglio.
Fai in modo che questo non avvenga.

di Paolo Beretta, qui:
https://uncielovispodistelle.wordpress.com/2020/02/15/_somewhere/

*

Sull’inguine dei precipizi

Nella nostra lotta classista e autonoma
Dove siamo uno, siamo il doppio
Per interpretare una lingua incerta
Palinsesto di sabbia per voce
Per gli occhi il solo problema
Di un giardino con i suoi passeri dell’estremo
E dire che avremo coltivato fiori
Sull’inguine riconoscente dei precipizi

di Barbara Auzou, qui:
https://lireditelle.wordpress.com/2020/02/17/a-laine-des-ravins/

*

SE L’AMORE È TUTTO NELLA VITA

Se l’amore è tutto nella vita,
vorrei conoscere la vita
sulla radice di una passeggiata,
nella cronaca che parla della morte
delle ali,
nel libro in bianco
dove cantano cose
con parole che non conosco,
nella chiave arrugginita che piange
nella mia serratura.
Se l’amore è tutto nella vita,
credo di avere una rivale temibile
perché non credo che sia possibile
che la vita sia tutto nell’amore.
Senza reciprocità il dolore
è un argomento di conversazioni
di quelli che cercano emozioni
in amori a senso unico.
Se l’ amore è tutto della vita,
io ho imparato tutto sulla vita
in un libro senza pagine, senza lettere
e senza nome…
Ho imparato tutto sulla vita
lasciando andare in voli i miei passeri
che non sono più tornati…
Vedo due ali che si allontanano.

di Yuleisi Cruz Lescano, qui:
SE L’AMORE È TUTTO NELLA VITA / Poema de Yuleisy Cruz Lezcano

*

Ho comprato un paio di scarpe con il tacco 12,
ma si sono scollate dopo due giorni
ho visto un film efferato
lui alla fine lo ammazza di botte sulla faccia
lui era molto bello e balbuziente
l’ammazzato per niente.
la vita è il frutto di una serie di implicazioni
forse non dovevo..
le scarpe con i tacchi non si addicono alle runners

di Anna Maria Spalloni, qui:
https://www.facebook.com/anna.spalloni?__tn__=%2Cd-b-R&eid=ARA4p5lOZbItlRMCxNbPNVapK4hXa2Zl8gsy_V4lC3O0YLko9IYU6Xwg6tim-1mLBtLC1Bu78W3wlIRI

*

Il Vento del Sud

Il vento del Sud ha l’assorta pazzia
e la compassione delle bestie
che infuriano nel bosco.
Si avventa sulle mie sillabe e sanguina
come la sorgente sotterranea
delle mie cento pelli.
Vedi, sul mare e nell’aria prosciuga
la terra e queste erbe sulle frane
hanno il fiato di fendenti consumati
sulle zolle del futuro.
In ogni fibra la ferocia
cresce in verticale
ma tra noi è dialogo pacato
più antico di un amore secolare

di Maria Allo, qui:
https://nugae11.wordpress.com/2020/02/13/il-vento-del-sud/

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Canzoni e poesia

Queste canzoni hanno a che fare tutte, per composizione del testo o per argomento, con la poesia. I testi di Dalla e Fossati sono stati ad esempio scritti da poeti (rispettivamente Roberto Roversi, Anna Lamberti Bocconi). Voi avete qualcosa da suggerire?

Tu parlavi una lingua meravigliosa – Lucio Dalla 1975

Smisurata preghiera – Fabrizio De André 1996

Confessione di Alonso Chisciano – Ivano Fossati 1990

Poesia – Riccardo Cocciante 1973

Ascolti amArgine: Cherry Blossom Girl – Air (2003)

Una quindicina di anni fa il gruppo anglo francese degli Air proponeva musica per niente scontata. Nel 2003 estrassero dal cilindro una delle più belle canzoni d’amore del XXI secolo, la voce femminile è di Hope Sandoval.

Fiore di ciliegio

Non voglio essere timido
non lo sopporto più
voglio solo dire “Ciao”
a quella che amo

Fiore di ciliegio

sto male tutto il giorno
per non essere con te
voglio solo uscire un poco
ogni notte

dimmi perché non può essere vero
non ti parlo mai
la gente dice che dovrei
posso pregare tutti i giorni
perché arrivi il momento giusto

Fiore di ciliegio

voglio solo essere sicuro
quando verrò a te
quando il tempo arriverà
sarai al mio fianco

Fiore di ciliegio

Dimmi perché non può essere vero

non saprò mai amare di nuovo
posso dirti non scappare
se provo a essere vero

ci sarò sempre per te
significa che non c’è tempo da perdere
ogni volta che c’è una possibilità

dimmi perché non può essere vero

TESTO ORIGINALE

I don’t want to be shy
Can’t stand it anymore
I just want to say ‘Hi’
To the one I love
Cherry blossom girl

I feel sick all day long
From not being with you
I just want to go out
Ever night for a while
Cherry blossom girl

Tell me why can’t it be true

I never talk to you
People say that I should
I can pray everyday
For the moment to come
Cherry blossom girl

I just want to be sure
When I will come to you
When the time will be gone
You will be by my side
Cherry Blossom Girl

Tell me why can’t it be true
I’ll never love again
Can…

Gioielli Rubati 78: Giulia Martini – Donatella Giancaspero – Silvana Dal Cero – Paolo Caianiello – Daniela Cerrato – mimi – Biagina Danieli – Enrico Marià.

Marta non m’ama ed io non l’amo. Pure
cosa rimane nella nostra vita
da quando disse – Tra di noi è finita –
è un’apocalisse con figure
michelangiolesche, botticelliane.

Le primavere botticelliane –
che sembra lei quella chiamata Flora –
potessi almeno rivederla ancora
al plenilunio, tra le ipecacuane.
Ma se la rivedessi, che direi?

Ma se la rivedessi, che direi?
È una domanda che mi faccio indarno
mentre attraverso i ponti sopra l’Arno
pieni di sampietrini e di cammei
d’onice incisa come Dio comanda.

Resto indecisa – come Dio comanda –
tra vivere e morire o continuare
a leggere e ripetere e amare
le mie abitudini di laureanda
in Letteratura contemporanea.

Ma Marta non mi è più contemporanea –
ormai declina a un lontano passato
la rondine il futuro trapassato –
curiosa ancora ma già estranea
come galassia in allontanamento.

Di quel tuo passo in allontanamento
non mi dimentico le calzature
Vans, e che va di moda la texture
sulle Dottor Martins – e non commento
il tuo seguire la moda e la morte.

Marta che muore della nostra morte
come una martire preraffaellita
e che mi disse – Tra di noi è finita –
usandomi una voce aspra e forte
quasi fosse una voce buona e giusta.

È veramente cosa buona e giusta
a queste vie simmetriche e deserte
rimettere le rime che ci ha inferte
la nostra ingiusta vita incombusta.
Pur Iulio suona ancora di lontano…

Marta non m’ama ed io non pure l’amo.

di Giulia Martini, qui:

Giulia Martini

*

Cinquantacinque

Una valigetta di legno – in dotazione nella Seconda guerra –.
La cassetta: lì dentro, quell’odore chimico.

Tra le cose smemorate, il biberon di vetro del Cinquantacinque.
In viaggio, da una periferia all’altra.

Alla presenza dell’onorevole in bianco e nero col pizzetto,
il cappellino di angora celeste, allacciato sotto il mento.

Riceve in adozione la bambola già adulta, mentre le poltroncine
di velluto rosso si slacciano nel vapore caldo della platea.

Dietro una quinta armata, fa il palo un vento di tramontana.
A ogni raffica, il sussulto del tempo.

Oltre cinquant’anni dopo, nella penombra di un’illusione, l’imputato,
assolto con formula piena, ruba ventisette mesi e un giorno.

Tenta il furto degli anni a venire, sventato per strada
dal numero cinque, nelle prime ore pomeridiane di ottobre.

© Donatella Giancaspero 2020, qui:
https://www.facebook.com/donatella.giancaspero?__tn__=%2CdC-R-R&eid=ARBBXkOuTSV6xteafUwsyF46gid9T5x-3k0Rc7DH3f8VEhqeXxkoUwE5s25GF63y9vh9lX75W5AOB0gr&hc_ref=ARS9kT6-ZTrrrYRPbvb8LnxdPZW9F7opODEabitzWYCortDEJ-SFtcVgR-NWhHXU_lM&fref=nf

*

Per frammenti

Per frammenti vivo
il multiprisma davanti a me
son io
cerco per frammenti la sua unità
…..
solo l’amore ricompone
l’unico essere
per frammenti
….
non ha un solo volto
un solo linguaggio
tentativi faccio
….
domani
nel solstizio
io rinasco.

di Silvana Dal Cero, qui:
Per frammenti

*

80 parole

Le tue scarpette rosse intrise di sabbia innamorano i gabbiani.
I capelli sono vele in viaggio
verso oriente e l’alma del tuo mare in tempesta m’ubriaca la vita.

Il faro non ama la quiete
e oggi c’appartiene la sua luce.
Amami qui, nel vento, e tutti i pesci dei mari domani parleranno di noi.

Amami nell’irrequieto cielo prima che possa rubarti l’azzurro degli occhi.
Amami adesso, ora.

di Paolo Caianiello, qui:
https://paolocaianiello.wordpress.com/2020/02/10/80-parole/

*

L’attimo

Il detto e il fatto sono un oltre d’intenzione,
un bacio dato è soavità immensa già uscita
dalla sfera di un desiderio abbacinante.
Vuoi mettere l’istante in cui si forma
il desiderio di avvicinarsi al labbro amato
e senza sfiorarlo respirare il respirato,
quell’attimo di ebbrezza in sospensione
in cui si attende l’unione dei silenzi?
Così medesimo è quel t’amo ancor non detto
che solo il cuore sa quant’è perfetto.

di Daniela Cerrato, qui:
https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/2020/02/10/lattimo/

*

M’insegue un presagio

M’insegue un presagio
cammina
(nel sole)
dietro di me

e poi da dietro un angolo talvolta
come uno sguardo intravisto
s’affaccia

e poi di fronte
arriva d’improvviso
come il profumo portato da un alito di vento
(sorrido).

di mimi, qui:
M’insegue un presagio

*

Che non ragiona
ma solamente vuole
l’amore abbandono
l’algebra del corpo accanito.

di Enrico Marià, qui
https://www.facebook.com/EnricoMaria2?__tn__=%2Cd-%5D-h-R&eid=ARDMNBtLxj3L9dI1Ac9EUdy1Sa58PnfHT0R3xeGNXigzMF6eine-V61q9j4Y2KiZ6k6C1CfLYeoh7F-E

*

Strafottuto amore

uno strafottuto amore
uno di quelli che ti strappa le budella
che uccide

uno strafottuto amore
che non hai scelta
che puzza di carne
e di sudore

di notti insonni passate a darsi
con fatica e sacrificio
per poi ricominciare
fino all’infinito
senza dire basta mai

uno strafottuto amore
che scortica l’anima
di giorni lunghi
senza respiro
nell’attesa di riprendersi
e ritrovare la felicità

uno strafottuto amore
che ti svegli la mattina
e hai voglia di vivere

di Biagina Danieli, qui:
https://biadoit.wordpress.com/2020/02/13/strafottuto-amore/

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