Libri amArgine 10: Alexandra Bastari “DI VITA MATRICOLA” (free e book)

Scrivere, in me, nasce dal bisogno di fare memoria: prendere un attimo, viverlo, scavarlo fino in fondo, lasciarne traccia. Fare poesia è un’operazione di riordino di un cosmo di sensazioni ed idee disarmoniche, un modo per far dialogare in un’unica direzione le diverse parti di un intero. (Alexandra Bastari)

Introduco qui una ragazza, un’autrice, di diciannove anni e in formazione. La sua poesia nasce dall’esigenza di scindersi e ritrovarsi intera sul foglio. Gli esiti, a parer mio sono brillanti e non definitivi per gli ampi margini di crescita possibili. Fortunatamente la scrittura di Alexandra non è per niente assimilabile a quella delle decine di poetini esangui suoi coetanei, tutti confinati nelle proprie stanze e pieni di presunzione. Questa è scrittura fresca, capace di crescere, figlia di carne, sangue, luoghi, rottami e sentimento. (Flavio Almerighi)

Dall’idea iniziale, alla realizzazione dell’e book sono passati circa sei mesi: eccolo qua sotto, da scaricare gratis e tutto da leggere:

Libri amArgine 10 Alexandra Bastari

Ascolti amArgine: Forever Young – Alphaville (1984)

Forever Young è una canzone della band tedesca Alphaville uscita nel 1984 e contenuta nel loro album di debutto. Un brano ripreso da una miriade di artisti, un inno per quelli della mia generazione.
Nel giugno 2009 è stata utilizzata come disco di chiusura del Defqon.1, festival di musica hardstyle e hardcore tenutosi, come ogni anno, ad Almere (Paesi Bassi).

GIOVANE PER SEMPRE

Balliamo con stile
balliamo un po’
il Paradiso può attendere,
stiamo guardando il cielo
sperando il meglio
ma aspettando il peggio
stanno per sganciare la bomba o no?

Moriamo giovani o viviamo per sempre
non abbiamo il potere
ma mai dire mai
stiamo seduti in una cava di sabbia
la vita è un viaggio breve
la musica è per gli uomini tristi

riesci ad immaginare quando questa gara sarà vinta?
Giriamo i nostri volti dorati verso il sole
lodando i nostri capi
sintonizziamo la melodia,
la musica è suonata dai pazzi

Per sempre giovane, voglio essere per sempre giovane
vuoi davvero vivere per sempre? Sempre e per sempre?

Alcuni sono acqua
altri calore
alcuni sono melodia e altri battito
prima o poi moriranno tutti
perché non rimangono giovani?

È difficile invecchiare senza una ragione
non voglio morire come un cavallo che si dissolve
la gioventù è diamanti nel sole
e i diamanti sono per sempre

così tante avventure non potevano accadere oggi
così tante canzoni abbiamo dimenticato di suonare
così tanti sogni che si realizzano di punto in bianco
lasceremo avverare

Ascolti amArgine: Voices – Jim Carroll Band (1983)

Jim Carroll (1949 – 2009) poeta e rocker. Buon ascolto.

VOCI

Bob guida i taxi quando il contatore funziona
Bobby ascolta musica quando ha finito
Sente le voci

Ruote sotto la pioggia, fulmini dalla tempesta
Bobby da gas
Pedale a tavoletta
Le voci
Sente le voci

Provenendo dal traffico,
Proveniente dal cubo
Come il pianto dei bambini
Passando attraverso un tubo
Le voci corrono dentro di te

Jill respira ossido di carbonio dall’autobus
Fissando gli occhi di Lazzaro
Le voci
Sente le voci

Come un sussurro affamato che nessuno ha mai sentito
Come un colibrì epilettico
Le voci
Sente le voci

Sal e Liz seduti allo zoo
Sal dice “Sì … ma Liz lo fa
Ascolta le voci
Senti le voci? ”

Tutto si rilassa, tutto è grigio
Intrappolato nel bicchiere. . . sullo schermo
Le voci
Sentono tutte le voci

Gwynne è annoiato da tutte le regole e i nomi
Vuole che la sua vita sia un videogioco
Le voci
Sente le voci

Troppo controllo
Non l’ha fatto
Fa scivolare un altro quarto nella slot
Le voci
Sente le voci

TESTO ORIGINALE

Bob drives taxis when the meter runs
Bobby hears the music when it’s done
He hears the voices
He hears the voices

Wheels on rain, lightning from the storm
Bobby takes the gas
Pedal to the floor
The voices
He hears the voices

Coming from the traffic,
Coming from the cube
Like the cry of babies
Passing through a tube
Voices run inside you

Jill breathes carbon trailing from the bus, it’s like
Staring in the eyes of Lazarus
The voices
She hears the voices

Like a starving whisper no one ever heard
Like an epileptic hummingbird
The voices
She hears the voices

Sal and Liz sitting at the Zoo
Sal says “I do . . . but Liz do you
Hear the voices
Do you hear the voices?”

Everything relaxes, everything is gray
Trapped in glass . . . on display
The voices
They hear all the voices

Gwynne is bored with all the rules and names
She wants her life to be a video game
The voices
She hears the voices

Too much control
The have have not
Slide another quarter into the slot
The voices
She hears the voices

Gioielli Rubati 65: Flavia Tomassini – Micol Bez – Anna Maria Curci – Chiaradelmare – Urszula Koziol – Manuel Calderon (macalder02) – Matteo Rusconi – Paolo Caianiello.

Le sconosciute

Ho incrociato tre donne,
avevano età diverse,
una per vetrina
sedute all’ingresso
avevano un cartello,
non si conoscevano,
si somigliavano:
Sono italiana,
ho perso il lavoro, o anche, non ho lavoro,
devo pagare l’affitto, non ho una casa.
Sembravano distaccate,
non apparivano fragili,
erano bianche, non fa differenza,
persone per strada
entravano nei negozi,
io passeggiavo, era sera
e ho pianto.

di Flavia Tomassini, qui:
https://flaviatomassini.wordpress.com/2019/11/04/le-sconosciute/

*

Alcuni silenzi sono lettere d’amore
tentativi di tenere il mondo con le dita,
per il bavero salvarlo dal bordo della vita
perché tu non ne perda mai il calore.

Mi chiedo, mio amore, se saprai
leggere la dedica del mio silenzio
capire che si deve a volte scegliere
tra il diritto alla verità e quello alla vita.

di Micol Bez, qui:
Cinque inediti di Micol Bez

*

CLXXIII

Man mano che s’accende lume a lume
sostiamo nel silenzio che rapprende
lo squarcio all’improvviso rivelato.
Noi che veniamo al mondo lacerando.

di Anna Maria Curci, qui:
Anteprima: Anna Maria Curci, Nei giorni per versi

*

Una Poesia per accettare un addio

mai e poi mai
dimenticherò
perchè per mia natura
non son capace
ma soprattutto
perchè non voglio
ho bisogno di sapere
che tu ci sarai
fin quando
improvvisamente
alzandomi un mattino
smetterò di dire addio
alla tua assenza

e forse non sarà bello
ma guarderò di nuovo
a fondo
negli occhi
le persone
e mi farò di nuovo male
di quel dolore
che non sa di te

di Chiaradelmare, qui:
https://chiaradelmare.wordpress.com/2019/11/06/una-poesia-per-accettare-un-addio/

*

Sul punto di partire

“Canto e alle Muse…” J.K.

Credo nelle cose invisibili
nella musica non udibile
credo nelle parole non pronunciate
che restano solo presupposte
e in quelle impensabili
benché da qualche parte esistano
Credo nel grido del silenzio
credo nella capacità di superare il limite
del tempo e del territorio
tramite un verso
che sa elevarsi
da questa a un’altra lingua
leggermente spostarsi “coi piedi di piombo”
Credo che l’inesistente
mi trasformerà e illuminerà
perché io possa più quietamente
scomparire da questo mondo
senza spaventare una farfalla
assorta su un fiore
(perché presto forse proprio lei
diventerà me stessa)

di Urszula Koziol (trad. di Paolo Statuti), qui:
https://musashop.wordpress.com/2019/08/23/nuove-poesie-di-urszula-koziol/

*

Spirito assopito

La voce di un silenzio disturbato
copri il mio spirito assopito
La notte bagnata si innamora della solitudine
Cadere con precisione in un angolo del mio sogno
La pioggia, con le sue forti gocce, frantuma la luce
permettendo al fumo di cedere all’insonnia
che il disordine della mia anima è ubriaco
Le ceneri della mia canzone mi si sono spente in gola
suoni dell’ombra
parto puntuale per morire nell’aria che respiro
Il tempo si esaurisce sotto il mio cuscino
Il respiro freddo della notte abbandonata
Rompi il tuo silenzio cercando l’ombra della mia coscienza
Chiederò protezione alle mie palpebre
Quindi evito di vedere la luna vagarmi nella mente
quando il cielo scompare
Non voglio vedere ballare cocci della mia vita
nelle mie fredde ossa esposte al sole
Devo chiudere il vuoto e gettare la chiave
Questa angoscia prende il sopravvento sulla mia ispirazione
nel generare versi
da cui nasce la mia poesia

di Manuel Calderon, qui:
https://macalderblog.wordpress.com/2019/11/04/espiritu-dormido/

*

Lo sappiamo entrambi
che l’essenza del viaggio sta nel primo passo,
staccarsi dal nido, oscillare sul dirupo.
Lo vediamo bene
il nostro stare sospesi in alto
mentre il treno di sotto taglia la campagna
e ricuce luoghi con una linea retta, una sigaretta
che si assottiglia nella sala d’attesa,
il circuito della lancetta.
Solo chi sta al nostro fianco
sa che dall’ala di qualunque aereo
tutti i balconi di Lisbona sono uguali
e non c’è rampicante che tenga
nemmeno un vestito fiorito steso al tepore,
un fremito un battito un lirico alito
che stringa la distanza.
Ma dammi ancora la mano ora che precipitiamo
su poli commerciali pressati di negozi
su file di cartelloni con scritto saldi
e sulle offerte take away di cibo giapponese.
Prendimi entrambe le mani, ti prego
prendi la cloche di comando,
voglio tappare ciascuno dei tuoi singhiozzi
frattanto che scendiamo giù negli inferi
imprecando contro una qualsiasi divinità uccello
per trovarci un mantello di piume mai usato.

di Matteo “Roskaccio” Rusconi, qui:
https://roskaccio.com/2019/11/06/senzatitolo43/

*

ASSENZA DI GRAVITA’

L’assenza di te
s’aggira tra le stanze nude.
Si stende sul divano del creato
soffiando bolle di universi paralleli.

E’ un richiamo di lucciole
nello spazio interstellare,
una giostra di cavalli
dispersa tra le onde gravitazionali
che socchiude gli occhi e s’abbandona.

L’assenza di te
è tra questi fogli di inutili parole
che ti cercano ovunque tra le righe
pur sapendo dove sei.

E allora in un giorno di coraggio
spoglierò un albero di sughero per
costruirci un astronave,
attraverserò le nebbie cosmiche
e millemiliardi d’anni luce
per dirti t’amo ancora.

Ma oggi no.
Oggi sono stanco
e fuori piove.

di Paolo Caianiello, qui:
https://www.facebook.com/paolo.caianiello?__tn__=%2CdC-R-R&eid=ARCfdDICnNWnCNnMavWfqsXusTWMwImpw5uoiRuwny697H46URap6QpXprsh69QN9-rfVxv-db9sZ1Ng&hc_ref=ARQVixwREw0DduNH45vE0Pra7AILn5j16jOAjvpQMAV6KsmCdNhh0Sz9BnfsiUIPLn8&fref=nf

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Ascolti amArgine: All Apologies – Nirvana (1993)

Non ricordo cosa ho mangiato ieri sera, ma mi commuovo ancora ripensando il giorno in cui Kurt Cobain si sparò in bocca. Buon ascolto.

Tutte scuse

Cosa altro dovrei essere?
Tutte scuse
Cosa altro potrei dire?
Ognuno è gay
Cosa altro potrei scrivere?
Non ho il diritto
Cosa altro dovrei essere?
Tutte scuse

Nel sole, nel sole
Mi sento unico
Nel sole, nel sole
Sposato, sepolto

Vorrei essere come te
Divertirmi facilmente
Trovare il mio nido di sale
è tutta colpa mia
Mi prenderò tutta la colpa
Acqua schiuma di mare vergogna
Scottatura, ustione congelatore
Soffoco sulle ceneri del nemico

TESTO ORIGINALE

What else should I be?
All apologies
What else could I say?
Everyone is gay
What else could I write?
I don’t have the right
What else should I be?
All apologies

In the sun, in the sun
I feel as one
In the sun, in the sun
Married, buried

I wish I was like you
Easily amused
Find my nest of salt
Everything is my fault
I’ll take all the blame
Aqua seafoam shame
Sunburn, freezer burn
Choking on the ashes of her enemy

In the sun, in the sun
I feel as one
In the sun, in the sun
Married, buried
Married, buried
Yeah, yeah, yeah ,yeah