Ascolti amArgine: You shook me all night long – AC DC (1980)

Donne e motori, gioie e dolori, un tempo si diceva: e quel tempo a volte torna. Non ho mai amato particolarmente questa band invece mitica per molti. Però questo singolo (l’unica cosa in vinile che ho di loro) ha una marcia in più, malgrado un testo fin troppo machista e scontato. Buon ascolto.

MI HAI SCOSSO TUTTA NOTTE

Era una macchina veloce,
manteneva il proprio motore pulito
Era la donna dannatamente migliore
che avessi mai visto

Aveva occhi innocenti
che non mi raccontavano bugie
Mi metteva K.O.
con quelle sue cosce americane

Prendendo più della sua parte,
mi faceva lottare per non soffocare
Mi disse di venire ma io ero già lì

Perché i muri iniziavano a scuotersi,
la terra stava tremando
La mia mente doleva
e noi lo stavamo facendo

E tu mi hai scosso tutta notte
Sì, mi hai scosso tutta notte

Mi sto dando da fare
in fatto di seduzione
Lei era di un certo tipo,
lei era mia tutta mia

Non voleva approvazione,
solo un altro giro
Mi mangiò in un sol boccone
e ne voleva ancora

Ho dovuto riprendermi
per permettermi un’altro giro
Ora sono tornato sul ring
per battere un altro colpo

E tu mi hai scosso tutta notte

Mi hai veramente preso
e mi hai scosso tutta notte

TESTO ORIGINALE

She was a fast machine
She kept her motor clean
She was the best damn woman I had ever seen
She had the sightless eyes
Telling me no lies
Knockin’ me out with those American thighs
Taking more than her share
Had me fighting for air
She told me to come but I was already there
‘Cause the walls start shaking
The earth was quaking
My mind was aching
And we were making it and you

Shook me all night long
Yeah you shook me all night long

Working double time
On the seduction line
She was one of a kind, she’s just mine all mine
Wanted no applause
Just another course
Made a meal out of me and came back for more
Had to cool me down
To take another round
Now I’m back in the ring to take another swing
‘Cause the walls were shaking
The earth was quaking
My mind was aching
And we…

Gioielli Rubati 64: Nadia Alberici – Massimo Sannelli – Salvatore Leone – Mauro Contini – Marina Pizzi – Emilio Piccolo – Cristina Bove – Matteo Rusconi.

UN IMBRUNIRE SCOSCESO

Non ti accorgi come lentamente scorre
L’aria fredda
Prendendoti
Prendendoti capelli e sorrisi

Un imbrunire scosceso
Ti metti di lana
E di dolci e di fiori
Ho comprato fiori bianchi
un mazzo e verdi foglie

Estrai dalla saggezza antica
I gesti di madre
Farina zero per il pane
E lievitare al caldo

Il sapore si sbriciola nelle notti
E l’inverno sarà chiaro sulla neve
Le ragazze avranno il riso sui denti
La mia sarà una saggezza scoscesa
Domani mi offrirò una fetta di vita.

di Nadia Alberici, qui:
https://sibillla5.wordpress.com/2019/11/01/un-imbrunire-scosceso/

*

è un ramo di corallo o un amore cortese:
non abbaglia e non ringhia, e non fa il male
mai. è Patty Waters nell’orecchio interno.
Ed ecco la caduta, il pavimento
lucido e le luci nella casa

di me qui. Ora sentite una cosa bella: voglio chi
voglio, prendo chi prendo, lascio chi lascio, rubo
a chi rubo. In questo stato una mimica
diversa nasce: imiterà le onde e l’aria fredda, e
un libro nasce come nasce l’alito.

di Massimo Sannelli, qui:
https://rebstein.wordpress.com/2018/09/19/neuromelo/#more-91327

*

Confessioni di un Narciso

Dicono che mi specchiavo nelle acque fredde di Sant’Agata
per superbia tra i fiori e vedovanza di fiume
che mi ha cresciuto le gambe nei fanghi rosa e adolescenti
nell’argento di anguilla che risale il canto e la schiena.
Hanno pure detto che mi sono spezzato nell’acqua
per un solo fiore, bianco e giallo, arancio e bianco, un po’ rosso
sulle dita. Ce n’è uno tutto azzurro, a cielo ribaltato in fronte
che ha il tuo grembo e la portata,
dicono che mi sono fatto a pezzi nel torrente Inganno, per vanto
e che al collo indosso dolori come gioielli.
Ve la raccontano così i padroni che non dormono
al mio petto, hanno scritto sulle pietre
di un ragazzo coi riccioli e viziato. Di me hanno detto
che mi credevo bello, che il mare mi ha preso
dalle scapole e squassato. Nessuno riporta fedelmente
sui papiri e le cortecce d’ulivo il bruciore delle ciglia, di te
che sopravvivi nel bianco girato degli occhi.

di Salvatore Leone, qui:
https://www.facebook.com/salvatore.leone.1612?__tn__=%2CdC-R-R&eid=ARAZZnQfrLU-MsOUqTy4AAAZchKFzDqLnqmzcdJA-L2JQ19gp0NTOI0KiVeLHkEuL6pnKtYEAUJ4UiVk&hc_ref=ARQVLKeZvr5en7GUlwVAciSH43dAt5wUd67XcY5Ok17-KHUAeA2bmMWG2dOepoLDj5s&fref=nf

*

LA PRONUNCIA DEL TUO NOME

Fosti tu a scostarti
oltre il limite dello sguardo
o una nuvola ignara
del tempo e degli affetti
oscurò il cielo dell’appartenenza,
non dirime il dubbio
un passo di rimpianto,
l’appello all’anima
creata prima della nascita,
scivolano le foglie
dentro un turbine d’autunno,

appartiene al puro sentire
la pronuncia del tuo nome.

di MAURO CONTINI, qui:
https://www.facebook.com/mauro.contini1?__tn__=%2CdC-R-R&eid=ARDaj2SP4eqQ7HU2YC0IPWbZD3HPpDD3dPD_swNLpiWl2cmRb4qtpEF3W0C0wbloBKYPYvmJ-QuD1Q91&hc_ref=ARR2QbIu24iBwrZm8tPZn_P8qmyeu167fCdioOvXHNr9ItBIMfhrEuT2XIQqHw6z5nk&fref=nf

*

Ho perso la poesia in un singulto di fato
In un’imboscata di tempo
In una cascata di parole straniere.
Ora che il tempo diventa breve
Svendo le stelle in coriandoli cattivi
Trito la svendita del mio petto solo.
Quaggiù rammento chi non sono,
veglio la salma che mi attende
secondo l’ultima moda.

di Marina Pizzi, qui:
https://www.facebook.com/marina.pizzi.18?__tn__=%2CdC-R-R&eid=ARCNoTR4Xj_LQ26CTJChugsn7e9v6ij5R08uRZEZt1mSfczjw_DL-biNsWWCW5R6crM5TVs0nn7bnoGW&hc_ref=ARSFvKmc6iBzbsBqhDG5dr6uU5Ln9yp4qD9pGK7ER7NqL-A5LwkNvc–a64J98CO2-Q&fref=nf

*

Prima o poi

Tanto ti avrei comunque incontrata
forse al metrò
forse nell’androne di un palazzo
forse t’avrei soltanto definita
per approssimazioni e deliri
e sogni leggeri come l’andamento
svagato e lento di una piuma
tanto t’avrei sicuramente perduta
prima o poi
per colpa tua o mia
o anche del vento di settembre
che asciuga grappoli e desideri
tanto t’avrei ripresa
prima o poi
un giorno o l’altro
con il sapore che c’è nelle cose
nel cuore che pulsa, per esempio,
e negli occhi che incontrano gli occhi
t’avrei presa, lo giuro,
in uno sbadiglio
per un battito di ciglia.

di Emilio Piccolo, qui:
https://vivodipoesia.wordpress.com/2017/04/27/prima-o-poi/

*
Quei momenti

che ci s’incontra sconosciuti in viso
come se si vivesse d’altro nome
_liftati a scanso di ricordi_
ci s’allontana e ci si riavvicina
in un continuo smarrimento dati

si finisce
trascritti sulla carta
un rigo dopo l’altro in sinfonie
copiate dagli uccelli appollaiati
sui fili della luce

voi sapete
la cesura improvvisa
la parola mancante sulla lingua
l’avevamo da fare quella cosa
_quale cosa?_
quella fuggita via
sparita come i sogni all’alba
senza scusanti oniriche

quei momenti
che si subisce il furto dei pensieri
e ci si arrende
al viversi d’inverno senza foglie

di Cristina Bove, qui:
https://www.facebook.com/cristina.bove.73?__tn__=%2CdC-R-R&eid=ARCWNCzmMG1159ROgxSzzqM5D84t1FtNJOXYHzUx5RoQvi0-fhaklwI5fbmDtruacpI2Dj7lpSg2nCJg&hc_ref=ARTjsShRVHhgvXQnHug59H-cYh3XlNTwRwfRZ8GkwotHCPVv71KF2ynInNu6Mcmoi0A&fref=nf

*

È una giornata calda
di fine ottobre.
La porta dell’officina è aperta,
qualche rondine ritardataria
mi passa sopra la testa.
Vorrei neve sporca
su queste piastrelle:
che mi sia lieve
oggi che non ho
nessuna cosa da dire.

di Matteo “Roskaccio” Rusconi, qui:
https://roskaccio.com/2019/10/29/1680/

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Ascolti amArgine: Sympathy for the devil – Rolling Stones (1968)

«Stavamo incidendo Sympathy for the Devil la sera prima dell’uccisione di Robert Kennedy, e abbiamo dovuto cambiare alcune delle parole per questo.»

Sympathy for the Devil è la traccia iniziale dell’album Beggars Banquet del 1968. Si tratta di uno dei loro brani più celebri. L’idea del brano è tratta dal romanzo dello scrittore russo Michail Afanas’evič Bulgakov Il maestro e Margherita, dove il Diavolo viene descritto come un affabile gentiluomo dell’alta società moscovita. È annoverata al 32º posto nella lista delle 500 migliori canzoni di sempre redatta dalla rivista Rolling Stone nel 2004.

SOLIDARIETA’ PER IL DIAVOLO

Prego lasciate che mi presenti
sono un uomo ricco e di gusto
sono stato in giro per molto tempo
rubai molte anime e sottrassi molta fede agli uomini

Ed ero là quando Gesù Cristo
ebbe il suo momento di dubbio e dolore
Mi assicurai che Pilato se ne lavasse le mani
sigillando così il suo destino

Piacere di conoscervi
Spero che azzeccherete il mio nome
ma ciò che vi lascia perplessi
è la natura del mio gioco

Ero nei paraggi di San Pietroburgo
Quando vidi che era tempo di cambiamenti
Uccisi lo zar e i suoi ministri
Anastasia urlò invano

Cavalcai un carrarmato
detenevo la carica di generale
quando infuriò la guerra lampo
e i corpi puzzarono

Piacere di conoscervi
Spero che azzeccherete il mio nome
Ah, ciò che vi lascia perplessi
è la natura del mio gioco

Guardai con gioia
mentre i vostri re e le vostre regine
lottarono per cent’anni
per gli dèi che loro stessi avevano creato

Gridai:
“Chi uccise i Kennedy?”
quando dopo tutto
fummo voi ed io

Per favore, lasciate che mi presenti
sono un uomo ricco e di buon gusto
E tesi trappole ai trovatori
che rimasero uccisi prima di raggiungere Bombay

Piacere di conoscervi
Spero che abbiate azzeccato il mio nome
Ma ciò che vi lascia perplessi
è la natura del mio gioco

Proprio come ogni poliziotto è un criminale
tutti i peccatori santi
e come le teste sono code
chiamatemi solo Lucifero
poiché ho bisogno di un po’ di privacy

Così se mi incontrate
abbiate un po’ di cortesia
abbiate un po’ di solidarietà, e un po’ di gusto
Usate tutta la vostra cortesia
Oppure io trascinerò la vostra anima alla perdizione

Piacere di conoscervi
Spero che abbiate azzeccato il mio nome
Ma ciò che vi lascia perplessi
è la natura del mio gioco

TESTO ORIGINALE

Please allow me to introduce myself
I’m a man of wealth and taste
I’ve been around for a long, long years
Stole many a man’s soul and faith

And I was ‘round when Jesus Christ
Had his moment of doubt and pain
Made damn sure that Pilate
Washed his hands and sealed his fate

Pleased to meet you
Hope you guess my name
But what’s puzzling you
Is the nature of my game

I stuck around St. Petersburg
When I saw it was a time for a change
Killed the czar and his ministers
Anastasia screamed in vain

I rode a tank
Held a general’s rank
When the blitzkrieg raged
And the bodies stank

Pleased to meet you
Hope you guess my name, oh yeah
Ah, what’s puzzling you
Is the nature of my game, oh yeah
(woo woo, woo woo)

I watched with glee
While your kings and queens
Fought for ten decades
For the gods they made
(woo woo, woo woo)

I shouted out,
“Who killed the Kennedys?”
When after all
It was you and me
(who who, who who)

Let me please introduce myself
I’m a man of wealth and taste
And I laid traps for troubadours
Who get killed before they reached Bombay
(woo woo, who who)

Pleased to meet you
Hope you guessed my name, oh yeah
(who who)
But what’s puzzling you
Is the nature of my game, oh yeah, get down, baby
(who who, who who)

Pleased to meet you
Hope you guessed my name, oh yeah
But what’s confusing you
Is just the nature of my game
(woo woo, who who)

Just as every cop is a criminal
And all the sinners saints
As heads is tails
Just call me Lucifer
‘Cause I’m in need of some restraint
(who who, who who)

So if you meet me
Have some courtesy
Have some sympathy, and some taste
(woo woo)
Use all your well-learned politesse
Or I’ll lay your soul to waste, um yeah
(woo woo, woo woo)

Pleased to meet you
Hope you guessed my name, um yeah
(who who)
But what’s puzzling you
Is the nature of my game, um mean it, get down
(woo woo, woo woo)

Ascolta & Scarica: Smokie e Durante il dopocristo

Durante il dopocristo è un mio libro del 2008, pubblicato da Mauro Gurioli per la sua casa editrice Tempoallibro di Faenza. Venne tirata in 150 copie andate esaurite e ristampata in altre 150, per un totale di 300 copie vendute. Sono molto affezionato a questa raccolta di poesie. Mi sono divertito a scriverla e ho azzardato sperimentazioni uniche, almeno per me. In parte lo considero il mio capolavoro. Ora, che la cessione dei diritti di edizione sono scaduti, il tutto è tornato di mia proprietà e ve lo offro da scaricare gratis, sia la copertina, qui sotto:

dopocristo copertina

sia l’impaginato finale, contenente in appendice un mio pezzo in prosa dal titolo Lunga Quiete, qui sotto:

dopocristo Impaginato

Confido sempre che si tratti ancora di buona poesia, e per questo ve lo offro. Ciao a tutti.

Ascolti amArgine: Ten years gone – Led Zeppelin (1975)

C’è la tomba di una giovane donna al cimitero di Cittadella in provincia di Padova, che reca a epitaffio un passaggio di questa canzone “We are eagles of one nest/The nest is in our soul”. Un ricordo e un augurio di buon ascolto di un blues elettrico e robusto.

SONO PASSATI DIECI ANNI

Com’era allora com’era, sarà di nuovo
E sebbene il corso possa cambiare a volte
I fiumi raggiungono sempre il mare
Stelle cieche di fortuna, ognuna ha diversi raggi
Sulle ali del forse, giù sugli uccelli rapaci
A volte mi sento così, non ho dovuto crescere
Ma quando l’aquila lascia il nido, deve arrivare lontano

I cambiamenti mi riempiono il tempo, va bene
In mezzo penso a te e a come era una volta

Hai mai avuto davvero bisogno di qualcuno
E loro ne hanno davvero bisogno
Hai mai desiderato davvero qualcuno
Il miglior amore che tu abbia mai avuto
Ti ricordi mai di me, piccola
È stato così bello
Perché era solo la prima volta
E sapevi che lo avresti fatto

Attraverso gli occhi un luccichio
I sensi diventano sempre più acuti
Assaporano il tuo amore lungo la strada
Vedi le tue piume
Mi sento così a volte
(questo amore)Non doveva crescere
Siamo aquile di un nido
Il nido è nella nostra anima

Bellezza nei miei sogni, sorprendente per me
Non avrei mai pensato di vedere il tuo volto
Come una volta
Tesoro

Non ti lascerò mai
Non me ne andrò mai
Resisti, sono passati dieci anni

TESTO ORIGINALE

Then as it was, then again it will be
And though the course may change sometimes
Rivers always reach the sea
Blind stars of fortune, each have several rays
On the wings of maybe, down in birds of prey
Kind of makes me feel sometimes, didn’t have to grow
But as the eagle leaves the nest, it’s got so far to go

Changes fill my time, baby, that’s alright with me
In the midst I think of you, and how it used to be

Did you ever really need somebody
And really need ‘em bad
Did you ever really want somebody
The best love you ever had
Do you ever remember me, baby
Did it feel so good
‘Cause it was just the first time
And you knew you would

Through the eyes an’ I sparkle
Senses growing keen
Taste your love along the way
See your feathers preen
Kind of makes makes me feel sometimes
Didn’t have to grow
We are eagles of one nest
The nest is in our soul

Vixen in my dreams, with great surprise to me
Never thought I’d see your face
The way it used to be
Oh darlin’, oh darlin’

I’m never gonna leave you
I never gonna leave
Holdin’ on, ten years gone
Ten years gone, holdin’ on, ten years gone
Ten years gone, holdin’ on

Ascolti amArgine: Martha – Tom Waits (1973)

Un tempo Tom Waits aveva una voce formidabile, impregnata di fumo e alcool, molto adatta ai clubs. Closing time, datato 1973, fu il suo esordio discografico, l’album contiene una stupenda traccia d’amore: Martha. E l’amore non ha mai fatto male a nessuno. Buon ascolto.

Marta

Centralino, per favore, questo numero.
Quanti anni sono passati,
riconoscerà ancora la mia voce
mentre ricaccio indietro le lacrime?
Pronto, sì pronto, sei tu Martha?
Sono il vecchio Tom Frost,
è un’interurbana
ma non preoccuparti per gli scatti,
saranno quarant’anni, o forse più
ti ricordi ora, Martha
incontriamoci per un caffè
e faremo due chiacchiere.

Erano i giorni delle rose.
di poesie e di prosa,
Martha, eri tutto per me
ed io ero tutto per te,
non ci interessava il domani
non pensavamo ai nostri crucci
li tenevamo per un giorno di pioggia

Mi sento vecchio ora
anche tu sarai invecchiata
come stanno tuo marito e i ragazzi?
Sai che anch’io mi sono sposato?
Per fortuna hai trovato qualcuno
che ti fa sentire sicura,
eravamo così giovani e irresponsabili,
ora siamo maturi

Ero sempre così impulsivo
forse ancora lo sono
ma tutto quello che mi importava allora
era di sentirmi uomo,
credo che non fosse destino
che rimanessimo insieme
Martha, però Martha
io ti amo, capisci?

E ricordo le tranquille serate
che fremevo stretto a te.

TESTO ORIGINALE

Operator, number, please
it’s been so many years
will she remember my old voice
while I fight the tears?
Hello, hello there, is this Martha?
This is old Tom Frost
and I am calling long distance
don’t worry ‘bout the cost
‘cause it’s been forty years or more
now Martha please recall
meet me out for coffee
where we’ll talk about it all.

And those were the days of roses
poetry and prose and Martha
all I had was you and all you had was me
there was no tomorrows
we’d packed away our sorrows
and we saved them for a rainy day.

And I feel so much older now
and you’re much older too
how’s your husband?
And how’s the kids?
You know that I got married too?
Lucky that you found someone
to make you feel secure
‘cause we were all so young and foolish
now we are mature.

And those were the days of roses
poetry and prose and Martha
all I had was you and all you had was me
there was no tomorrows
we’d packed away our sorrows
and we saved them for a rainy day.

And I was always so impulsive
I guess that I still am
and all that really mattered then
was that I was a man
I guess that our being together
was never meant to be
and Martha, Martha
I love you can’t you see?

And those were the days of roses
poetry and prose and Martha
all I had was you and all you had was me
there was no tomorrows
we’d packed away our sorrows
and we saved them for a rainy day.

And I remember quiet evenings
trembling close to you

——————

Ascolti amArgine: Everybody Hurts – R.E.M. (1992, Cover dei Corrs)

Everybody Hurts è stata negli anni ’90 quello che fu Bridge over troubled water alcuni decenni prima. Stesse atmosfere, stessa esortazione a resistere. Una pietra miliare dei R.E.M. qui nella versione acustica dei Corrs.

TUTTI SOFFRONO

Quando il giorno è lungo
E la notte
La notte è solo tua
Quando sei sicuro di averne avuto abbastanza
Di questa vita
Beh, aspetta un attimo

Non lasciarti andare
Tutti piangono
E tutti soffrono
A volte
Qualche volta tutto è sbagliato
Ed è tempo di cantare insieme

Quando il tuo giorno è una notte solitaria
(tieni duro, tieni duro)
Se senti di non farcela più
(tieni duro)
Quando pensi di averne avuto abbastanza
Di questa vita
Beh, aspetta un attimo

Tutti soffrono
Cerca conforto nei tuoi amici
Tutti soffrono
Non arrenderti
Se hai la sensazione di essere solo
Non sei solo

Se stai sulle tue
In questa vita
I giorni e le notti sono lunghe
Quando pensi di averne avuto abbastanza
Di questa vita
Per aspettare

Beh, tutti soffrono a volte
Tutti piangono
E tutti soffrono a volte
Tieni duro

TESTO ORIGINALE

When the day is long
And the night
The night is yours alone
When you’re sure you’ve had enough
Of this life
Well hang on

Don’t let yourself go
Everybody cries
And everybody hurts
Sometimes
Sometimes everything is wrong
And it’s time to sing along

When your day is night alone
(hold on, hold on)
if you feel like letting go
(hold on)
when you think you’ve had too much
of this life
well hang on

Everybody hurts
Take comfort in your friends
Everybody hurts
Don’t throw your hand
Oh no
Don’t throw your hand
If you feel like you’re alone
No, no, no,
you’re not alone

if you’re on your own
in this life
the days and nights are long
when you think you’ve had too much
of this life
to hang on

Well everybody hurts sometimes
Everybody cries
And everybody hurts sometimes
And everybody hurts sometimes
Hold on